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Cuba a un bivio: l'ombra di Donald Trump su settant'anni di isolamento

Il panorama geopolitico dei Caraibi sta attraversando una fase di tensione senza precedenti. Dopo le operazioni in Venezuela e le forti pressioni su Iran e Groenlandia, l'amministrazione di Donald Trump ha puntato i riflettori su Cuba, un'isola che per quasi settant'anni ha rappresentato il simbolo della resistenza all'influenza degli Stati Uniti. Sebbene il Paese abbia superato invasioni, tentativi di assassinio e decenni di embargo, l'attuale congiuntura economica e politica suggerisce che il regime castrista stia affrontando la sua sfida più difficile.

Le radici della Revoluciòn: da Fidel Castro all'egemonia sovietica

La storia della Cuba moderna ha un punto di svolta preciso: il 26 luglio 1953, quando un giovane avvocato di nome Fidel Castro guidò l'assalto alla caserma Moncada contro il regime del generale Fulgencio Batista, sostenuto da Washington. Nonostante il fallimento iniziale, Castro riuscì a creare un mito attorno alla sua figura, culminato nella vittoria dei ribelli del Movimento 26 Luglio nel 1959.
Fondamentale fu l'incontro in Messico con Ernesto "Che" Guevara, che fornì alla rivoluzione competenze militari e una solida impronta marxista-leninista. Inizialmente, gli Stati Uniti non erano ostili a Castro, ma la situazione precipitò nel 1960 con la campagna di nazionalizzazioni forzate: piantagioni, miniere e raffinerie di proprietà americana per un valore di un miliardo di dollari vennero espropriate senza indennizzi. Questo spinse l'isola nelle braccia dell'Unione Sovietica, portando a eventi drammatici come l'invasione della Baia dei Porci nel 1961 e la Crisi dei Missili nel 1962, che rischiò di scatenare una guerra nucleare globale.

Sopravvivenza e "Periodo Especial": le strategie di resistenza

Con il crollo dell'Unione Sovietica negli anni '90, Cuba perse l'80% dei suoi commerci, entrando nel durissimo Periodo Especial. Per evitare il collasso totale, il regime adottò strategie di sopravvivenza che perdurano ancora oggi:

  • La Libreta de Abastecimiento: Una tessera annonaria che garantisce a ogni famiglia i generi alimentari minimi a prezzi irrisori per prevenire carestie.

  • Il Turismo e la Doppia Circolazione: L'apertura ai viaggiatori occidentali ha creato un'economia basata sul dollaro, generando però un paradosso sociale dove chi lavora nel turismo guadagna molto più dei dipendenti pubblici.

  • La Diplomazia dei Medici: Cuba esporta professionisti della salute in tutto il mondo (inclusa l'Italia durante la pandemia) in cambio di risorse come il petrolio venezuelano.

L'Italia e il legame storico con l'Avana

Il rapporto tra l'Italia e Cuba affonda le radici nel Risorgimento, con Giuseppe Garibaldi che ispirò i movimenti per l'indipendenza dalla Spagna. Dopo la rivoluzione, l'Italia è stata uno dei pochi Paesi occidentali a mantenere canali diplomatici e aiuti umanitari costanti, legame storicamente alimentato anche dal ruolo del Partito Comunista Italiano. Tuttavia, questa vicinanza è oggi malvista da Donald Trump, che ha esercitato forti pressioni sul governo italiano affinché interrompa la collaborazione con i medici cubani.

La strategia di Trump: lo schema Venezuela applicato a Cuba

Sotto la presidenza di Miguel Díaz-Canel, Cuba sta vivendo una crisi umanitaria ed economica devastante. La strategia di Trump per soffocare il regime si basa su tre pilastri:

  1. Sanzioni e Isolamento: Oltre 250 restrizioni mirate a bloccare il turismo e le forniture di petrolio, con la marina statunitense che impedisce alle petroliere venezuelane e russe di attraccare sull'isola.

  2. Pressione Legale: La Procura della Florida starebbe preparando incriminazioni contro i leader cubani per narcotraffico e spionaggio, ricalcando lo schema usato per la cattura di Nicolas Maduro.

  3. Il Fattore Interno: Figure come il Segretario di Stato Marco Rubio, di origini cubane, spingono per un intervento risolutivo che estirpi il socialismo dalle Americhe.

Il collasso interno: buio, rifiuti e malattie

Gli effetti della pressione statunitense sono visibili nella vita quotidiana. Le città cubane subiscono continui blackout che lasciano province intere senza acqua né elettricità per giorni. Il sistema sanitario è al collasso: mancano farmaci oncologici di base e la scarsità di carburante impedisce la raccolta dei rifiuti. L'accumulo di immondizia ha favorito la diffusione di malattie come la dengue e la chikungunya, mentre il trasporto nazionale è praticamente paralizzato.

Opportunità politiche e simboliche

Per Donald Trump, Cuba rappresenta un'opportunità multiforme. Da un lato vi sono interessi immobiliari e turistici che il presidente vorrebbe sviluppare; dall'altro vi è un calcolo elettorale preciso in vista delle elezioni di midterm, puntando al voto dei milioni di esuli cubani in Florida che sognano la fine del castrismo. Cuba resta l'unico simbolo di ribellione che nessun presidente americano, da Kennedy in poi, è riuscito a piegare del tutto: una "vittoria facile" in quest'area servirebbe a bilanciare le difficoltà incontrate in Medio Oriente.
Il destino dell'isola appare oggi più che mai incerto, sospeso tra il desiderio di libertà di una popolazione stremata dalla povertà e la fiera volontà di indipendenza e sovranità di chi ancora vede negli Stati Uniti l'eterno nemico imperialista.

Di Leonardo

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