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Betelgeuse non è sola: scoperta la sua misteriosa stella compagna

Un secolo di ipotesi e ricerche trova finalmente conferma: gli astronomi hanno ottenuto, per la prima volta, un'immagine diretta della stella compagna di Betelgeuse, una delle stelle più celebri e luminose del cielo notturno. Utilizzando il Very Large Telescope dell'Osservatorio Europeo Australe, situato nel deserto di Atacama, in Cile, un team internazionale di ricercatori ha ottenuto la prova più solida mai raccolta dell'esistenza di questo sistema binario.

Chi è Betelgeuse e perché affascina da millenni

Betelgeuse è una supergigante rossa situata nella costellazione di Orione, visibile a occhio nudo e nota per le proprie variazioni di luminosità, un fenomeno osservato dall'umanità per millenni. Si tratta di una stella dalle dimensioni straordinarie: la sua massa è stimata tra 16,5 e 19 volte quella del Sole, mentre le sue dimensioni fisiche arrivano a essere tra le 750 e le 850 volte più grandi della nostra stella, rendendola una delle stelle più imponenti conosciute nella nostra porzione di galassia.
Un ulteriore elemento di fascino attorno a Betelgeuse riguarda il fatto che, essendo una supergigante rossa in una fase avanzata della propria evoluzione, sia destinata a concludere la propria esistenza con un'esplosione di supernova, un evento che alcuni episodi di forte oscuramento registrati negli anni scorsi avevano fatto temporaneamente ipotizzare come imminente, salvo poi scoprire che si trattava in realtà di una nube di polvere che ne oscurava temporaneamente la luce.

Un mistero secolare legato a un ciclo di oscuramento

L'esistenza di una possibile stella compagna era stata ipotizzata dagli astronomi già circa un secolo fa, come possibile spiegazione per un fenomeno noto come "periodo secondario lungo": un ciclo di circa 2.100 giorni di variazione della luminosità di Betelgeuse che non trovava corrispondenza in nessun processo interno conosciuto della stella stessa. Per quasi cent'anni, questo enigma ha accompagnato lo studio di una delle stelle più osservate del cielo notturno, senza che nessuno riuscisse a fornirne una spiegazione fisica definitiva.
Oggi, quel misterioso ciclo trova finalmente una spiegazione concreta: una stella compagna, in orbita attorno a Betelgeuse, il cui movimento periodico corrisponde esattamente al ciclo di oscuramento osservato per quasi un secolo, fornendo così la chiave di lettura fisica che gli astronomi cercavano da generazioni.

Come è stata realizzata l'osservazione diretta

Il team di ricerca, guidato da Miguel Montargès dell'Observatoire de Paris-PSL, ha utilizzato lo strumento SPHERE del Very Large Telescope, una tecnologia originariamente sviluppata per individuare pianeti extrasolari, dimostrando di funzionare egregiamente anche per rilevare una stella compagna attorno a un oggetto evoluto e massiccio come Betelgeuse. Le immagini decisive sono state raccolte nel dicembre 2024, nel momento in cui, secondo le previsioni, la compagna si trovava alla massima distanza apparente da Betelgeuse vista dalla Terra.
Il risultato, pubblicato sulla rivista scientifica Astronomy & Astrophysics, ha raggiunto una significatività statistica di 6,1 sigma, un livello considerato dagli scienziati estremamente solido per confermare una scoperta di questo tipo. "Questa è la conclusione di una ricerca durata un secolo", ha dichiarato lo stesso Montargès. "Abbiamo dimostrato che Betelgeuse non è sola: è accompagnata da una debole stella compagna. Sono saltato dalla sedia quando ho visto le immagini elaborate".

Le caratteristiche della stella compagna

Secondo i dati raccolti, la stella compagna, informalmente soprannominata Betelgeuse B, possiederebbe una massa compresa tra le due e le tre volte quella del Sole, un valore che secondo i ricercatori è risultato superiore a quanto inizialmente previsto dai modelli teorici, un fattore che paradossalmente ha reso possibile la sua rilevazione. "Onestamente, pensavo non avessimo la sensibilità necessaria per rilevare Betelgeuse B come previsto", ha raccontato Montargès. "Poiché è più massiccia del previsto, riusciamo a vederla!"
Il sistema si trova a una distanza compresa tra i 500 e i 650 anni luce dalla Terra, nella costellazione di Orione, una delle regioni del cielo notturno più familiari e riconoscibili anche per gli osservatori occasionali, complice la presenza di Betelgeuse stessa tra le stelle più luminose visibili senza l'ausilio di strumenti ottici.

Un dibattito scientifico ancora in corso

Nonostante l'entusiasmo diffuso tra i ricercatori, resta un margine di cautela scientifica attorno a questa scoperta: lo stesso Montargès continua a definire la stella compagna un "candidato", in attesa di ulteriori conferme osservative. Altri ricercatori, tra cui l'astronoma Andrea Dupree dello Smithsonian, che ha studiato Betelgeuse per decenni, si mostrano invece già convinti della sua reale esistenza, dichiarando: "Alcuni di noi sono meno inibiti. Diciamo che è davvero lì".
Per dissipare ogni residuo dubbio, il team di ricerca prevede di osservare nuovamente il sistema tra circa un anno, quando la stella compagna, seguendo la propria orbita, si troverà sul lato opposto rispetto a Betelgeuse vista dalla Terra, un'osservazione che fornirebbe la conferma definitiva e permetterebbe di calcolare con maggiore precisione i parametri orbitali dell'intero sistema.

Uno sguardo al futuro: l'Extremely Large Telescope

Le prospettive di ricerca su questo affascinante sistema binario si arricchiranno ulteriormente nei prossimi anni grazie all'Extremely Large Telescope (ELT), attualmente in costruzione presso Cerro Armazones, in Cile, a circa venti chilometri di distanza dall'Osservatorio del Paranal che ospita l'attuale Very Large Telescope. Questo nuovo strumento, una volta operativo, offrirà immagini ancora più nitide del sistema, permettendo misurazioni ancora più precise di massa, orbita e luminosità della stella compagna.
Un ulteriore interrogativo che gli astronomi intendono approfondire riguarda l'eventuale impatto di questa stella compagna sulla futura esplosione di supernova di Betelgeuse: "La domanda è realmente aperta se questa compagna avrà un impatto sull'evoluzione della supergigante rossa", ha concluso Montargès, aprendo un nuovo capitolo di ricerca su uno degli oggetti celesti più studiati e affascinanti dell'intero cielo notturno.

Un enigma secolare finalmente risolto

Con questa scoperta, gli astronomi si avvicinano sempre più a confermare in modo definitivo che Betelgeuse rappresenti un sistema binario, composto da Betelgeuse A e dalla sua debole compagna, chiudendo così un capitolo di ricerca aperto da quasi un secolo e aprendone contemporaneamente uno nuovo, dedicato a comprendere come questa relazione stellare influenzerà il destino finale di una delle stelle più iconiche del nostro cielo. E voi seguite con curiosità le scoperte astronomiche legate a stelle così familiari come Betelgeuse? Raccontateci la vostra curiosità nei commenti.

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