Autonomia differenziata alla Camera: oggi il voto sulle pre-intese di quattro Regioni
Giornata di rilievo a Montecitorio. A partire dalle 14:00 di oggi, martedì 21 luglio, l'Aula della Camera avvia le votazioni sugli atti preliminari relativi alle intese sull'autonomia differenziata richieste da Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Nella stessa seduta l'Assemblea dovrebbe inoltre proseguire l'esame del decreto riguardante lo sport e i grandi eventi. Trattandosi dell'agenda prevista, gli esiti delle votazioni non sono ancora disponibili: la giornata parlamentare dirà se e come il percorso andrà avanti.
Cosa sono le pre-intese in votazione
Al centro dell'esame ci sono gli schemi di intesa preliminare tra il Governo e le quattro Regioni, il passaggio con cui — ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione — le Regioni a statuto ordinario possono chiedere ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia su determinate materie. Le richieste delle quattro Regioni riguardano la protezione civile, le professioni, la previdenza complementare e integrativa e, con un capitolo distinto, la tutela della salute insieme al coordinamento della finanza pubblica. L'Aula è chiamata a votare le risoluzioni sulle relazioni predisposte dalla commissione Affari costituzionali.
Il primo via libera del Senato
Il passaggio odierno segue il primo sì incassato a Palazzo Madama: giovedì 16 luglio il Senato ha approvato le risoluzioni sulle pre-intese con 84 voti favorevoli e 59 contrari, tra le proteste delle opposizioni, che in Aula hanno esposto cartelli contro la riforma. In caso di via libera anche alla Camera, il percorso non sarà comunque concluso: gli schemi dovranno essere trasformati dal Consiglio dei ministri in appositi disegni di legge, da sottoporre nuovamente al voto di entrambi i rami del Parlamento. Un iter, dunque, ancora articolato e dai tempi non brevi.
Le ragioni dei favorevoli e quelle dei contrari
Sul merito, le posizioni restano distanti. I sostenitori della riforma vedono nell'autonomia differenziata l'attuazione di una previsione costituzionale attesa da decenni, uno strumento per responsabilizzare le Regioni, avvicinare le decisioni ai territori e valorizzare l'efficienza amministrativa. I critici temono invece un ampliamento dei divari territoriali tra Nord e Sud, contestano l'avvio delle intese prima della piena definizione dei livelli essenziali delle prestazioni e richiamano i paletti fissati dalla Corte costituzionale con la sentenza del 2024 sulla legge di attuazione. Alcune Regioni meridionali hanno già annunciato l'intenzione di ricorrere alla Consulta contro le pre-intese, mentre per il pomeriggio di oggi comitati contrari alla riforma hanno annunciato un presidio davanti a Montecitorio.
Il decreto Sport e grandi eventi
Nella stessa seduta l'Aula dovrebbe proseguire l'esame del decreto Sport, il provvedimento d'urgenza dedicato al mondo sportivo e all'organizzazione dei grandi eventi. Anche in questo caso si tratta di un passaggio dell'agenda parlamentare i cui esiti si conosceranno soltanto a conclusione dei lavori. La compresenza dei due dossier rende la giornata di Montecitorio particolarmente densa, con la maggioranza impegnata a far avanzare entrambi i provvedimenti prima della pausa estiva dei lavori parlamentari.
Una giornata da seguire fino all'ultimo voto
Quella di oggi è una tappa — non l'ultima — di un percorso destinato a incidere in profondità sull'assetto istituzionale del Paese e sul rapporto tra Stato e Regioni. Ne daremo conto quando gli esiti delle votazioni saranno noti, riportando fatti e posizioni di tutte le parti. E voi, cosa ne pensate del tema dell'autonomia differenziata? Ritenete che possa avvicinare le istituzioni ai territori o temete che accentui le disuguaglianze tra le diverse aree del Paese? Lasciateci un commento con la vostra opinione, nel rispetto delle idee di tutti: su una riforma di questa portata, il confronto civile tra i cittadini è prezioso quanto quello parlamentare.

