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RC Auto 2026, premio medio a 422 euro: aumenti, sconti e province più care

Il prezzo medio della RC Auto in Italia raggiunge 422 euro nel secondo trimestre del 2026. Il dato emerge dalla rilevazione sui prezzi effettivi delle assicurazioni pubblicata dall'IVASS giovedì 24 settembre. Rispetto allo stesso periodo del 2025, il premio registra un aumento nominale dell'1,6%, mentre il confronto con i primi tre mesi del 2026 mostra una riduzione dello 0,4%. Le due variazioni descrivono una situazione differente a seconda del periodo utilizzato: nell'arco di un anno il prezzo medio risulta ancora superiore, ma nell'ultimo trimestre osservato mostra una lieve diminuzione.
La rilevazione mette in evidenza anche la persistente differenza tra territori. Un assicurato residente nella provincia di Napoli paga in media 255 euro in più rispetto a uno della provincia di Aosta. Il divario si è ridotto su base annua e risulta molto inferiore rispetto a quello osservato nel 2014, ma continua a rappresentare un elemento significativo del mercato. I cambiamenti non sono inoltre uniformi: alcune province registrano aumenti superiori alla media nazionale, mentre altre mostrano una diminuzione dei premi.
Il rapporto comprende anche informazioni su sconti, canali di vendita e scatole nere, oltre a dati relativi ai motocicli e ai ciclomotori. Questi elementi permettono di comprendere il funzionamento del mercato assicurativo oltre il singolo valore medio di 422 euro. La cifra rappresenta il prezzo effettivamente pagato nel campione dei contratti considerati, non una tariffa nazionale obbligatoria o un importo che ogni automobilista troverà al rinnovo.

Che cosa misura il dato di 422 euro

Il valore di 422 euro è il premio medio effettivo della garanzia di responsabilità civile per le autovetture comprese nella rilevazione del secondo trimestre 2026. Il dato è costruito attraverso l'indagine IPER, dedicata ai prezzi realmente pagati dagli assicurati per i contratti considerati.
Un prezzo medio non descrive la situazione di ogni singolo automobilista. Alcuni contratti presentano importi inferiori e altri superiori, in relazione alle condizioni del rischio e alle caratteristiche della copertura. Il numero consente soprattutto di osservare l'andamento complessivo del mercato e di confrontarlo con periodi precedenti.

La pubblicazione del 24 settembre 2026

La rilevazione è stata resa disponibile giovedì 24 settembre 2026 e riguarda i contratti osservati tra aprile e giugno. Il riferimento temporale è quindi il secondo trimestre, non l'intero anno 2026 e nemmeno il prezzo delle sole polizze sottoscritte nel mese di settembre.
Questa distinzione è importante quando si utilizzano i dati per valutare il costo di un rinnovo imminente. Il mercato può continuare a modificarsi dopo giugno, mentre le condizioni proposte a un singolo assicurato dipendono dalle informazioni utilizzate per il preventivo. La statistica trimestrale costituisce un riferimento generale, non un listino aggiornato in tempo reale.

Il prezzo aumenta dell'1,6% rispetto al 2025

Nel confronto con lo stesso trimestre dell'anno precedente, il premio medio della RC Auto registra un incremento nominale dell'1,6%. La variazione indica che, in termini monetari, il valore medio osservato è superiore a quello del secondo trimestre 2025.
La percentuale non significa che ogni compagnia abbia aumentato tutte le polizze dell'1,6% o che ogni assicurato riceverà un rincaro identico. Il dato sintetizza le differenze osservate in un insieme ampio di contratti. Le variazioni individuali possono essere diverse, anche perché un rinnovo può intervenire dopo modifiche della classe di merito, della copertura o di altre caratteristiche utilizzate per determinare il premio.

Nel confronto trimestrale emerge un calo dello 0,4%

Rispetto al primo trimestre 2026, il prezzo medio risulta in diminuzione dello 0,4%. È un movimento limitato, ma significativo per comprendere la direzione osservata nel periodo più recente della rilevazione.
Il calo trimestrale non cancella l'aumento annuale. Le due percentuali utilizzano punti di partenza differenti e possono quindi risultare contemporaneamente corrette. Per chi segue l'andamento dei prezzi, è importante evitare titoli che raccontino soltanto una delle due variazioni senza spiegare il rispettivo orizzonte temporale.

Prezzi nominali e prezzi reali: la differenza

La variazione nominale misura come cambia l'importo espresso in euro. La variazione reale considera invece l'andamento generale dei prezzi, permettendo di valutare il premio assicurativo tenendo conto dell'inflazione.
Nel secondo trimestre 2026 l'aumento nominale della RC Auto è pari all'1,6%, mentre la variazione reale su base annua è negativa e si attesta al -1,3%. Significa che il premio medio è cresciuto in euro, ma si è ridotto rispetto al livello generale dei prezzi utilizzato per il confronto. Non significa che il denaro pagato dall'assicurato sia materialmente diminuito rispetto al 2025.

La riduzione reale dell'1,3%

Il dato del -1,3% è utile per confrontare l'assicurazione con il contesto inflazionistico. Quando il livello generale dei prezzi cresce più rapidamente di una determinata spesa, il peso reale di quella spesa può diminuire anche se l'importo nominale aumenta.
La distinzione non elimina la percezione del costo sostenuto dalle famiglie. Un automobilista deve comunque pagare il premio indicato nel contratto, insieme alle altre spese legate al possesso e all'utilizzo del veicolo. Il confronto reale serve soprattutto all'analisi economica del mercato nel tempo.

Il confronto con il secondo trimestre 2014

La rilevazione indica che il premio medio del 2026 è inferiore del 13,6% rispetto al secondo trimestre del 2014. Il confronto permette di collocare il valore attuale all'interno di un arco temporale più ampio.
Il risultato non implica che i prezzi siano diminuiti in ogni anno intermedio. L'andamento del mercato può comprendere fasi di riduzione e periodi di aumento. Il riferimento al 2014 mostra soltanto che, rispetto a quel preciso trimestre, il premio medio nominale osservato nel 2026 rimane inferiore.

Perché il prezzo medio non è il preventivo di ogni automobilista

La cifra di 422 euro non rappresenta una polizza standard offerta a tutti alle stesse condizioni. Il costo assicurativo individuale dipende da molteplici informazioni che vengono considerate nella tariffazione.
Tra gli elementi rilevanti possono figurare le caratteristiche del veicolo, la storia assicurativa, il territorio e le condizioni contrattuali. Inoltre, una polizza può comprendere garanzie aggiuntive che non coincidono con la sola responsabilità civile. Utilizzare la media nazionale come importo atteso per qualsiasi rinnovo produrrebbe quindi un confronto poco attendibile.

Che cos'è l'indagine IPER

IPER è l'indagine sui prezzi effettivi della garanzia RC Auto realizzata dall'IVASS. Il suo obiettivo è osservare gli importi pagati in un campione ampio e statisticamente rappresentativo di contratti, insieme ad alcune informazioni collegate alle caratteristiche delle polizze.
La rilevazione permette di distinguere le tariffe teoriche dai prezzi finali applicati. Questa caratteristica è importante perché una compagnia può proporre una tariffa iniziale sulla quale vengono successivamente applicati sconti o condizioni commerciali specifiche. Il premio effettivo restituisce un'informazione più direttamente collegata alla spesa sostenuta.

L'indagine non riguarda tutte le spese automobilistiche

Il valore di 422 euro riguarda la garanzia RC Auto nel perimetro considerato dalla rilevazione. Non rappresenta il costo annuale complessivo di possedere un'automobile.
Carburante, manutenzione, bollo, parcheggi e altre spese appartengono a categorie differenti. Anche eventuali garanzie accessorie assicurative devono essere considerate separatamente quando non rientrano nel premio rilevato per la sola responsabilità civile. Il confronto corretto richiede di mantenere chiara la voce di spesa a cui si riferisce il dato.

Le differenze tra le province italiane

Il prezzo medio nazionale nasconde differenze territoriali significative. La rilevazione mostra che gli assicurati non sostengono lo stesso premio in tutte le province italiane e che anche le variazioni annuali cambiano da un territorio all'altro.
Il confronto provinciale permette di osservare come evolva il mercato in aree differenti, ma non deve essere utilizzato per attribuire comportamenti uniformi a tutti i residenti. Una provincia comprende automobilisti con caratteristiche assicurative diverse e il suo valore medio non determina il premio individuale di ogni persona che vi risiede.

Napoli e Aosta: un divario medio di 255 euro

La differenza più evidenziata dalla rilevazione riguarda Napoli e Aosta. Nel secondo trimestre 2026, a Napoli si pagano in media 255 euro in più per la RC Auto rispetto ad Aosta.
Il dato descrive la distanza tra i valori medi provinciali, non l'effetto di una singola clausola o la differenza che ogni automobilista riscontrerebbe trasferendo automaticamente la residenza. La tariffazione dipende da un insieme di elementi, mentre la media territoriale sintetizza contratti appartenenti a persone e veicoli differenti.

Il divario territoriale si sta riducendo

Pur rimanendo elevata, la differenza tra Napoli e Aosta è diminuita del 3,5% su base annua. Rispetto al secondo trimestre 2014, la riduzione del differenziale raggiunge il 46,8%.
La convergenza indica che la distanza osservata tra le due province si è progressivamente ridotta nel confronto storico considerato. Non equivale però all'annullamento delle differenze territoriali. Il valore di 255 euro rimane significativo e continua a distinguere le medie dei due mercati locali.

Enna registra l'aumento provinciale più marcato

Tra le province considerate, l'aumento annuale più elevato indicato nella rilevazione riguarda Enna, con un incremento del 4,5%.
Il dato è superiore alla media nazionale dell'1,6%, ma non consente di stabilire il premio effettivo di ogni assicurato ennese. La percentuale descrive la variazione media dei contratti osservati nella provincia rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Pescara e Roma sopra la media nazionale

Gli aumenti più consistenti comprendono anche Pescara, con il 3,8%, e Roma, con il 3,5%.
La presenza di province appartenenti a regioni diverse mostra che l'andamento dei premi non può essere descritto attraverso una semplice divisione tra Nord e Sud. Le variazioni locali devono essere osservate singolarmente, mantenendo distinti l'aumento percentuale e il livello assoluto del prezzo medio.

Cagliari, Imperia e Benevento registrano diminuzioni

Dopo diversi trimestri di aumenti, alcune province mostrano una riduzione dei prezzi medi. La diminuzione più marcata tra quelle evidenziate è registrata a Cagliari, con il -2,0% su base annua.
Seguono Imperia, con il -1,0%, e Benevento, con il -0,8%. Il dato conferma che l'aumento nazionale non rappresenta un movimento uniforme. In alcune aree, il confronto con il secondo trimestre 2025 restituisce già un valore inferiore.

Il quadro delle variazioni va dal -2,0% al +4,5%

Nell'insieme delle province considerate, le variazioni annuali del premio medio vanno dal -2,0% al +4,5%.
L'intervallo permette di comprendere l'eterogeneità territoriale: nello stesso periodo alcune aree registrano un calo, mentre altre continuano a mostrare aumenti superiori alla media. Non basta quindi conoscere il valore nazionale per ricostruire la situazione del proprio territorio.

Il 91% dei contratti presenta uno sconto

La rilevazione mostra che il 91% dei contratti sottoscritti nel trimestre prevede l'applicazione di uno sconto rispetto alla tariffa di riferimento utilizzata dall'impresa.
Il dato indica quanto siano diffusi gli sconti nel funzionamento del mercato. Non significa tuttavia che il 91% degli automobilisti abbia ottenuto automaticamente il prezzo più conveniente disponibile o che tutte le riduzioni siano confrontabili tra compagnie. Uno sconto elevato applicato a una tariffa iniziale maggiore può produrre un prezzo finale diverso da quello ottenuto con una tariffa di partenza più bassa.

Lo sconto medio dichiarato è di 212 euro

L'importo medio dello sconto rilevato è pari a 212 euro, con un'incidenza del 38,8% sul premio di tariffa secondo le elaborazioni dell'indagine.
Il valore non deve essere interpretato come un bonus di 212 euro che ogni assicurato può richiedere al rinnovo. Rappresenta una media relativa ai contratti osservati e alle modalità con cui vengono applicati gli sconti. Per valutare una proposta concreta è più utile confrontare il premio finale e le condizioni contrattuali rispetto a soffermarsi esclusivamente sulla riduzione pubblicizzata.

Perché uno sconto percentuale può essere poco informativo

La pubblicità di una polizza può mettere in evidenza una riduzione percentuale o un importo sottratto alla tariffa iniziale. Il consumatore, però, sostiene il prezzo finale indicato nel preventivo e nel contratto.
Due proposte possono offrire percentuali di sconto differenti e arrivare a premi simili, oppure mostrare lo stesso sconto e includere condizioni diverse. Il dato IVASS sulla diffusione delle riduzioni dimostra quanto siano importanti le politiche commerciali, ma non stabilisce automaticamente la convenienza di una singola offerta.

Le agenzie rimangono il principale canale di vendita

Nel secondo trimestre 2026, l'86,7% dei contratti rilevati viene sottoscritto attraverso il canale agenziale.
Il dato mostra il ruolo ancora centrale degli intermediari nel mercato assicurativo italiano. La presenza delle agenzie può rispondere a esigenze di consulenza, gestione del contratto e relazione con la compagnia, mentre altri consumatori preferiscono modalità di acquisto differenti.

La vendita diretta rappresenta il 9,5%

La vendita diretta pesa per il 9,5% dei contratti considerati. Una quota residuale passa attraverso il canale bancario e postale.
Il confronto tra canali descrive la distribuzione del mercato, ma non permette di affermare che una determinata modalità sia sempre la più economica. Il costo dipende dal prodotto e dal profilo assicurato. La scelta del canale può essere valutata anche considerando la qualità delle informazioni ricevute e le modalità di assistenza disponibili.

Il ricorso alla scatola nera diminuisce

La rilevazione indica che nel secondo trimestre 2026 la scatola nera è presente nel 16% delle autovetture comprese nel perimetro considerato.
La percentuale era pari al 17,2% nello stesso periodo dell'anno precedente. Il dato mostra quindi una riduzione del livello di diffusione del dispositivo. Non dimostra da solo quale sia la causa del calo, né permette di attribuirlo automaticamente alle preferenze degli automobilisti, ai prezzi o alle strategie delle compagnie.

Che cos'è la scatola nera assicurativa

La scatola nera è un dispositivo collegato a determinate offerte assicurative e utilizzato per raccogliere informazioni relative al veicolo, secondo le caratteristiche tecniche e le condizioni contrattuali previste.
La sua presenza può essere associata a clausole e sconti specifici. Prima di aderire a un'offerta, è importante comprendere quali dati vengano trattati, quali servizi siano previsti e quali obblighi siano collegati all'installazione e alla gestione del dispositivo.

Caserta e Napoli presentano le quote più elevate evidenziate

La diffusione della scatola nera non è uniforme. Tra le province evidenziate dalla rilevazione, Caserta presenta una quota del 53,9%, mentre Napoli raggiunge il 43,1%.
Le percentuali sono molto superiori alla media nazionale del 16%. La differenza descrive la distribuzione dei contratti con dispositivo, ma non dimostra che la scatola nera determini da sola un premio più basso o che produca lo stesso vantaggio per ogni automobilista.

Crotone e Caserta registrano le maggiori riduzioni della scatola nera

Nel confronto annuale, le diminuzioni più rilevanti del ricorso alla scatola nera comprendono Crotone, con -5,1 punti percentuali, e Caserta, con -2,8 punti.
La differenza tra percentuali e punti percentuali è importante. Una riduzione di 2,8 punti indica la distanza tra due quote di diffusione, non una diminuzione del 2,8% del numero dei dispositivi. Il dato riguarda la variazione della presenza del sistema nei contratti considerati.

RC Moto: premio medio di 321 euro

La rilevazione IVASS comprende anche i motocicli, per i quali il premio medio del secondo trimestre 2026 è pari a 321 euro.
Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, l'aumento è del 6,1%. Il valore è differente da quello delle autovetture e deve essere analizzato come una categoria assicurativa autonoma. Le caratteristiche del veicolo, dell'utilizzo e della popolazione assicurata non coincidono necessariamente con quelle delle automobili.

RC Ciclomotori: premio medio di 203 euro

Per i ciclomotori, il prezzo medio della garanzia di responsabilità civile raggiunge 203 euro, con un incremento annuale del 3,8%.
Anche in questo caso, la media non rappresenta una tariffa identica per tutti i mezzi. Motocicli e ciclomotori appartengono a categorie differenti e devono essere confrontati considerando le caratteristiche dei rispettivi contratti.

Motocicli e ciclomotori diminuiscono rispetto al trimestre precedente

Il confronto con il primo trimestre 2026 mostra una diminuzione dei prezzi medi dei veicoli a due ruote. Per i motocicli, il calo è del 4,4%; per i ciclomotori, del 7,7%.
Questi valori coesistono con gli aumenti annuali e descrivono una dinamica simile, sul piano temporale, a quella osservata per le automobili. Il risultato non permette di stabilire che ogni assicurato otterrà una riduzione al prossimo rinnovo, ma segnala il movimento medio rilevato nell'ultimo trimestre disponibile.

Il divario territoriale è rilevante anche per le due ruote

Per l'insieme dei veicoli a due ruote, in metà delle province i prezzi medi risultano inferiori a 261 euro.
Nelle province caratterizzate dai prezzi più elevati, i valori medi rilevati si collocano in un intervallo compreso tra 297 e 606 euro. Le aree con i costi maggiori si concentrano prevalentemente nel Sud e in Sicilia, secondo la ricostruzione della rilevazione.

Napoli, Caserta, Salerno e Catania tra le province più care per le due ruote

Tra le province con i prezzi più elevati per motocicli e ciclomotori vengono evidenziate Napoli, Caserta, Salerno e Catania.
Il dato territoriale non deve essere esteso automaticamente a ogni modello o profilo assicurativo. La media provinciale considera contratti differenti e non costituisce il prezzo che ogni residente paga per assicurare un veicolo a due ruote.

Crotone registra l'aumento annuale più elevato per le due ruote

Nel settore dei veicoli a due ruote, le variazioni annuali provinciali evidenziate vanno dal 3,4% di Sondrio al 24,8% di Crotone.
Gli aumenti più marcati vengono segnalati anche in alcune province del Lazio, dell'Abruzzo e del Sud. La forbice conferma che l'andamento nazionale deve essere integrato con quello territoriale, soprattutto quando le differenze percentuali risultano particolarmente ampie.

Perché RC Auto e RC Moto non devono essere confrontate senza contesto

Il premio medio di 422 euro delle autovetture è superiore ai 321 euro dei motocicli e ai 203 euro dei ciclomotori. Il confronto tra i soli importi, però, non permette di stabilire quale categoria sia più conveniente in termini assicurativi.
Le popolazioni assicurate, i veicoli e le condizioni di rischio sono differenti. Per valutare una singola polizza è necessario confrontare offerte relative allo stesso mezzo e a condizioni contrattuali comparabili, evitando di utilizzare medie appartenenti a categorie diverse come se descrivessero prodotti equivalenti.

Come utilizzare il dato IVASS al momento del rinnovo

Per un automobilista che deve rinnovare la polizza, il premio medio nazionale può costituire un riferimento statistico, ma la scelta deve basarsi sulle offerte effettivamente disponibili per il proprio profilo.
Una proposta può presentare un prezzo inferiore alla media e condizioni meno adatte alle esigenze individuali, oppure un importo superiore associato a caratteristiche contrattuali differenti. La comparazione dovrebbe quindi riguardare sia il premio finale sia il contenuto della copertura.

Il Preventivatore pubblico per confrontare le offerte

Per il confronto dei prezzi è disponibile il Preventivatore pubblico RC Auto, realizzato dall'IVASS e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il servizio permette di confrontare le offerte relative al contratto base di responsabilità civile delle imprese operanti in Italia.
Il preventivatore è gratuito e utilizza le informazioni fornite dall'utente per elaborare le proposte disponibili. Le condizioni aggiuntive possono essere considerate secondo le funzionalità previste, permettendo un confronto costruito su caratteristiche più omogenee rispetto alla semplice lettura di messaggi pubblicitari.

Il contratto base facilita la comparazione

Il contratto base RC Auto è uno schema che comprende le condizioni necessarie per adempiere all'obbligo assicurativo della responsabilità civile, con possibilità di integrare alcune clausole aggiuntive.
Il suo utilizzo consente di confrontare offerte costruite intorno a elementi comuni. Le eventuali garanzie ulteriori, come quelle che appartengono ad altri rami assicurativi, devono essere considerate separatamente quando non rientrano nello schema del contratto base.

Guida esclusiva e guida esperta: attenzione alle condizioni

Alcune offerte prevedono clausole come guida esclusiva o guida esperta. Queste condizioni possono incidere sul premio, ma introducono anche limiti o requisiti relativi alle persone autorizzate a condurre il veicolo secondo il contratto.
Prima di scegliere una proposta più economica è quindi importante verificare che le clausole siano compatibili con l'utilizzo effettivo dell'automobile. Il risparmio iniziale deve essere valutato insieme alle conseguenze contrattuali di un impiego diverso da quello dichiarato.

Le franchigie e le altre clausole che incidono sul premio

Il prezzo finale può essere influenzato anche da franchigie e condizioni aggiuntive. Una franchigia riguarda l'eventuale quota economica che rimane a carico dell'assicurato secondo quanto previsto dal contratto.
Due offerte con premi differenti possono quindi presentare un diverso equilibrio tra costo iniziale e condizioni applicabili in caso di sinistro. Confrontare soltanto il prezzo senza leggere le clausole rischia di rendere poco significativo il paragone.

Il valore degli sconti dipende dall'offerta finale

La diffusione degli sconti evidenziata dall'IVASS conferma che la tariffa di partenza non coincide necessariamente con il premio pagato.
Per il consumatore, l'informazione essenziale resta l'importo finale associato a condizioni contrattuali comprensibili. La percentuale di sconto può essere utile, ma non sostituisce il confronto tra offerte equivalenti. Un preventivo dovrebbe essere valutato nel suo complesso, senza attribuire automaticamente maggiore convenienza alla proposta che pubblicizza la riduzione più elevata.

Il rinnovo richiede una valutazione individuale

La rilevazione del secondo trimestre non indica quanto costerà una specifica polizza nel mese di settembre o nei mesi successivi. Il premio individuale può variare in relazione alle caratteristiche utilizzate dalla compagnia e alle condizioni effettive del contratto.
Chi deve rinnovare la copertura può utilizzare le statistiche per comprendere l'andamento generale e successivamente verificare le proposte disponibili. La distinzione tra prezzo medio e preventivo personale evita aspettative non sostenute dai dati.

Che cosa osservare nei prossimi trimestri

Per comprendere se la diminuzione dello 0,4% rappresenti l'inizio di una fase più prolungata, sarà necessario osservare le rilevazioni successive.
Un singolo trimestre descrive un movimento, ma non permette di stabilire in anticipo il percorso dei prezzi. Serviranno nuovi dati per verificare se la riduzione proseguirà, si arresterà o sarà seguita da ulteriori aumenti. Lo stesso vale per i divari territoriali e per la diffusione della scatola nera.

Il quadro della RC Auto al 25 settembre 2026

La rilevazione pubblicata il 24 settembre restituisce un mercato nel quale il premio medio della RC Auto è pari a 422 euro. L'aumento nominale annuale dell'1,6% convive con una riduzione trimestrale dello 0,4% e con una diminuzione reale dell'1,3% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il rapporto mostra inoltre differenze provinciali ancora marcate, una diffusione elevata degli sconti e un ricorso alla scatola nera in diminuzione. Per motocicli e ciclomotori, i premi medi risultano rispettivamente di 321 e 203 euro, con aumenti annuali più consistenti rispetto a quello delle autovetture.

Prezzi assicurativi: la media nazionale è soltanto il punto di partenza

Il valore di 422 euro costituisce un indicatore utile per comprendere l'evoluzione dei prezzi assicurativi, ma non determina la spesa di ciascun automobilista. Il divario tra province, la diffusione degli sconti e le differenze tra canali di vendita mostrano quanto il mercato sia articolato.
Per chi deve scegliere una polizza, il dato generale può essere affiancato al confronto di preventivi individuali e condizioni contrattuali. Le prossime rilevazioni permetteranno di capire se il calo osservato rispetto al primo trimestre 2026 proseguirà e come si modificheranno le differenze territoriali.
E voi, quanto avete pagato per la RC Auto nel 2026? Avete riscontrato un aumento al rinnovo, una diminuzione oppure un premio sostanzialmente stabile? Raccontateci nei commenti la vostra esperienza, indicando se lo desiderate la provincia e se avete scelto una polizza con scatola nera: il confronto tra situazioni differenti può aiutare a comprendere quanto il prezzo medio nazionale si discosti dai preventivi individuali.

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