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11 settembre, crollo torri gemelle: le leggi della fisica non valgono più?

Perché sono crollate le Torri Gemelle? Ufficialmente non esiste una risposta. Davvero. Sono passati ben 13 anni, senza nemmeno arrivare ad una conclusione definitiva da ufficializzare. Ad essere incaricato direttamente dal governo americano al fine di trovare una risposta alla domanda fu il NIST (National Institute of Standards and Technology).

Forse il NIST non vorrebbe azzardare la risposta, ma per la dinamica in cui sono crollate le torri (compreso l’edificio 7, che era stato colpito – dicono – solo da alcuni incendi) la spiegazione più logica sarebbe soltanto una: demolizione controllata.

Ciò spiegherebbe il crollo di tutte e tre le torri nel tempo di caduta libera (circa 10 secondi), spiegherebbe le esplosioni che ci sono state prima e dopo gli impatti, spiegherebbe la polverizzazione di tutti gli oggetti da ufficio (scrivanie, cassettoni, sedie) e di tutte le persone che si trovavano all’interno degli edifici durante i crolli.

Per la verità, quel giorno nel World Trade Center sono successe cose che vanno contro due principi fisici molto importanti:

  1. il terzo principio di Newton, detto di Azione e Reazione;
  2. il principio di conservazione dell’energia.

Secondo il primo di questi due principi fisici appena citati, i blocchi superiori che erano stati in parte staccati dal resto delle strutture, avrebbero dovuto trovare sul loro percorso forze uguali ed opposte che ne contrastassero l’avanzamento, fino all’annullamento delle forze stesse che avrebbero dovuto causare una deformazione fisica delle torri, ma non il crollo delle intere strutture sottostanti che – ricordiamo – erano rimaste completamente sane dopo gli impatti. Semplice deformazioni fisiche che, come abbiamo visto dalle immagini trasmesse, non vi furono né per l’una, né per l’altra torre (per non parlare del fatto che l’edificio 7 cadde addirittura sotto il suo stesso peso).

Ancor più importante, secondo il principio di conservazione dell’energia è fondamentale che la stessa (energia) resti costante all’interno di un sistema chiuso: le forze che agivano tra i due blocchi avrebbero dovuto fermare il crollo dei blocchi superiori, facendone diminuire man mano la velocità fino ad arrestarli, mentre ciò che si è visto è l’esatto contrario.

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Gaetano Bellissima

Di Gaetano

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