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Wimbledon, poker azzurro: quattro italiani al terzo turno

Il tennis italiano vive una giornata di grande rilievo a Wimbledon 2026, con quattro azzurri capaci di superare il turno e confermare la solidità del movimento nazionale sull'erba londinese. Lorenzo Sonego, Matteo Berrettini, Flavio Cobolli e Jasmine Paolini avanzano nel tabellone, portando l'Italia al centro della scena in uno dei tornei più prestigiosi del calendario mondiale.
Il risultato complessivo è ancora più significativo perché arriva su una superficie tradizionalmente complessa come l'erba di Wimbledon, dove servizio, reattività, equilibrio negli spostamenti e gestione emotiva contano quanto la qualità tecnica. Gli italiani hanno vinto partite diverse tra loro: una maratona fisica, una prova di esperienza, un match di maturità e una vittoria femminile di grande controllo.

Sonego vince una battaglia di quasi quattro ore e mezza

La vittoria più dura è quella di Lorenzo Sonego, protagonista di una vera maratona contro il canadese Gabriel Diallo. Il torinese si è imposto in cinque set con il punteggio di 7-6(4) 4-6 7-6(4) 6-7(6) 6-2, al termine di una sfida lunga, nervosa e fisicamente molto dispendiosa. È stata una partita costruita sulla resistenza mentale prima ancora che sul piano tecnico.
Il successo di Sonego conferma il suo rapporto positivo con Wimbledon, dove raggiunge il terzo turno per la quarta volta in carriera. Il dato racconta una familiarità concreta con l'erba londinese: non una semplice giornata favorevole, ma una capacità ripetuta di adattarsi a rimbalzi bassi, punti rapidi, pressione al servizio e momenti in cui la partita si decide su pochissimi scambi.

La forza mentale di Sonego

Il match contro Diallo ha messo in evidenza una delle caratteristiche più riconoscibili di Sonego: la capacità di restare dentro la partita anche quando il punteggio diventa emotivamente pesante. Perdere un quarto set al tie-break, dopo avere avuto già due set vinti al tie-break, poteva trasformarsi in un colpo psicologico durissimo. Invece l'azzurro ha reagito con lucidità, dominando il quinto parziale.
Il 6-2 finale racconta proprio questa differenza mentale. Dopo quasi quattro ore e mezza, Sonego ha trovato energie, precisione e aggressività quando l'avversario sembrava meno brillante. In un torneo come Wimbledon, dove la tenuta nervosa può valere quanto il talento, una vittoria così può diventare un punto di svolta anche per il turno successivo.

Ora Sonego trova Taylor Fritz

Il prossimo ostacolo per Lorenzo Sonego sarà Taylor Fritz, numero 7 del mondo e tra i giocatori più pericolosi sull'erba. Lo statunitense ha superato il proprio impegno con autorità e rappresenta un avversario di altissimo livello per potenza al servizio, aggressività da fondo campo e capacità di abbreviare gli scambi. Per Sonego sarà una sfida molto diversa rispetto alla maratona con Diallo.
Contro Fritz, l'azzurro dovrà servire con percentuali alte, limitare gli errori nei primi colpi dello scambio e sfruttare ogni occasione in risposta. Sull'erba londinese, un break mancato può pesare moltissimo. Sonego però arriva al terzo turno con una certezza importante: sa soffrire, sa lottare e sa vincere partite in cui il margine è minimo.

Berrettini ritrova il suo Wimbledon

La vittoria di Matteo Berrettini contro Arthur Fils ha un valore tecnico e simbolico. L'azzurro ha superato il francese in quattro set, 6-4 7-5 3-6 6-3, tornando al terzo turno di Wimbledon con una prestazione da giocatore pienamente competitivo sull'erba. Per Berrettini, finalista a Londra nel 2021, il torneo britannico resta il luogo dove il suo tennis può esprimersi con maggiore naturalezza.
Contro Fils, Berrettini ha usato le sue armi migliori: servizio potente, diritto pesante, back di rovescio basso e grande attenzione nei momenti delicati. Il francese, giocatore esplosivo e atletico, ha provato a cambiare ritmo nel terzo set, ma l'italiano ha avuto il merito di non perdere il controllo della partita e di chiuderla con autorità nel quarto parziale.

L'esperienza di Berrettini sul Centre Court

Il successo di Berrettini pesa anche perché ottenuto contro un avversario giovane, ambizioso e già molto competitivo come Arthur Fils. Sul Centre Court, l'italiano ha mostrato una qualità che a Wimbledon spesso fa la differenza: la conoscenza della superficie. Su erba, non basta colpire forte; bisogna sapere quando tagliare, quando attaccare, quando rischiare e quando accettare uno scambio più sporco.
La prestazione di Matteo Berrettini conferma che il suo gioco, se sostenuto dalla condizione fisica, resta tra i più adatti all'erba. Il servizio gli consente di comandare molti turni di battuta, il diritto può chiudere rapidamente i punti e il rovescio in slice tiene bassa la traiettoria, costringendo l'avversario a colpire in condizioni scomode.

Il ritorno di un protagonista

Per Berrettini, questa vittoria non è soltanto un passaggio di turno. È un segnale di presenza. Dopo stagioni condizionate da problemi fisici e rientri complessi, l'azzurro torna a proporsi come un nome scomodo per chiunque nel tabellone di Wimbledon. Non è ancora il momento di parlare di traguardi lontani, ma il livello mostrato contro Fils autorizza una lettura positiva.
Il prossimo turno dirà molto sulla reale tenuta di Berrettini. L'aspetto più incoraggiante è la gestione dei momenti di pressione: dopo avere perso il terzo set, non si è disunito, non ha rincorso il gioco dell'avversario e ha ripreso a imporre il proprio piano. Per un giocatore che sull'erba vive di fiducia e ritmo al servizio, questa è una notizia molto importante.

Cobolli conferma maturità e solidità

Anche Flavio Cobolli raggiunge il terzo turno, battendo l'australiano James Duckworth con il punteggio di 7-6 3-6 7-6 6-1. È stata una partita meno lineare di quanto dica il quarto set, perché i primi tre parziali sono stati molto combattuti e hanno richiesto all'azzurro pazienza, lucidità e capacità di gestire i tie-break.
La vittoria di Cobolli conferma la crescita di un giocatore ormai sempre più competitivo nei grandi tornei. Sull'erba, superficie che non concede lunghi tempi di adattamento, l'italiano ha mostrato solidità nei momenti importanti e grande capacità di accelerare nel finale. Il 6-1 del quarto set racconta una chiusura in crescendo, segnale di maturità fisica e mentale.

Il salto di qualità di Cobolli

Il dato più interessante della partita di Cobolli è la gestione dei punti pesanti. Vincere due tie-break contro Duckworth significa avere retto la tensione quando il margine si assottiglia. Sull'erba, dove spesso il servizio domina e le occasioni in risposta sono poche, il tie-break diventa una piccola partita dentro la partita, fatta di scelte rapide e freddezza.
Il terzo turno contro Karen Khachanov sarà un test molto impegnativo. Il russo è un giocatore potente, esperto, capace di spingere da fondo e di mettere pressione con il servizio. Per Flavio Cobolli, la sfida sarà confermare la stessa lucidità vista contro Duckworth, evitando cali e cercando di variare il gioco per non lasciare troppo ritmo all'avversario.

Paolini continua il cammino nel tabellone femminile

Nel tabellone femminile, la protagonista azzurra è Jasmine Paolini, che ha superato la svizzera Viktorija Golubic con il punteggio di 7-6 6-4. La toscana, unica italiana rimasta in gara nel singolare femminile, raggiunge il terzo turno con una prestazione convincente, costruita su intensità, mobilità e capacità di restare solida nei momenti più delicati.
Il primo set, deciso al tie-break, ha avuto un peso determinante. Paolini ha gestito bene la pressione e ha poi consolidato il vantaggio nel secondo parziale, evitando che la partita si complicasse ulteriormente. Contro una giocatrice esperta come Golubic, capace di variare traiettorie e ritmo, serviva attenzione continua: l'azzurra ha risposto con ordine e concretezza.

Paolini contro Sakkari, test di alto livello

Il prossimo turno vedrà Jasmine Paolini affrontare Maria Sakkari, avversaria di grande fisicità, abituata a giocare partite intense e a imporre ritmo da fondo campo. Sarà un test molto significativo per l'azzurra, perché il match chiederà resistenza atletica, capacità di anticipare e grande attenzione nei turni di servizio.
Per Paolini, la chiave sarà non farsi schiacciare dalla potenza della greca e provare a usare velocità di piedi, profondità e variazioni. Sull'erba di Wimbledon, la rapidità nel prendere campo può compensare la differenza di potenza pura. La vittoria su Golubic offre fiducia, ma contro Sakkari servirà una versione ancora più aggressiva e continua.

Tyra Grant si ferma, ma resta il segnale positivo

La giornata azzurra ha registrato anche l'eliminazione di Tyra Grant, battuta da Marie Bouzkova con il punteggio di 7-5 6-3. Il suo percorso, però, resta significativo: arrivare nel tabellone principale dopo una serie di vittorie e giocare un secondo turno a Wimbledon rappresenta comunque un passaggio importante nella crescita di una giovane tennista.
Il ko di Grant non cancella il valore della sua settimana londinese. In un contesto in cui il tennis italiano femminile cerca continuità oltre alle proprie punte principali, ogni esperienza di questo livello contribuisce a costruire maturità. Wimbledon è un torneo severo: anche una sconfitta può diventare materiale prezioso per crescere.

Un movimento italiano sempre più profondo

Il poker composto da Sonego, Berrettini, Cobolli e Paolini conferma la profondità del tennis italiano. Non si tratta più di affidarsi soltanto a un singolo campione o a una singola giornata favorevole. L'Italia porta avanti giocatori con caratteristiche diverse, età diverse e percorsi differenti, capaci di essere competitivi anche su una superficie esigente come l'erba.
Questa varietà è uno dei segnali più importanti. Berrettini rappresenta esperienza e potenza sull'erba; Sonego incarna lotta e resistenza; Cobolli porta freschezza, crescita e ambizione; Paolini conferma continuità nel circuito femminile. Insieme, disegnano una presenza italiana ampia, credibile e sempre più riconoscibile nel panorama internazionale.

Perché l'erba rende tutto più difficile

Vincere a Wimbledon ha un peso particolare perché l'erba è una superficie unica. I rimbalzi sono più bassi, gli scambi spesso più brevi, il servizio acquista enorme importanza e le partite possono cambiare direzione in pochi punti. Chi non si adatta rapidamente rischia di perdere controllo, anche quando tecnicamente è superiore.
Il successo degli italiani mostra quindi una capacità di adattamento rilevante. Sonego ha resistito in una battaglia di servizi e tie-break, Berrettini ha sfruttato il suo gioco naturale sull'erba, Cobolli ha saputo gestire equilibrio e pressione, Paolini ha trovato ordine contro una giocatrice insidiosa. Quattro vittorie diverse, ma unite dalla stessa qualità: capire cosa chiede Wimbledon.

Il servizio come arma decisiva

Nel tabellone maschile, il servizio resta una delle chiavi più importanti. Per Berrettini, è il colpo che apre il campo e gli permette di comandare con il diritto. Per Sonego, è lo strumento che gli consente di restare agganciato nei momenti di pressione. Per Cobolli, è un fondamentale sempre più importante per evitare di subire l'iniziativa degli avversari più potenti.
A Wimbledon, tenere il servizio non è solo una questione statistica: significa proteggere il proprio equilibrio mentale. Ogni turno di battuta perso può cambiare un set. Gli italiani, pur con caratteristiche diverse, hanno mostrato capacità di reggere nei momenti più delicati, soprattutto nei tie-break, dove servizio e prima soluzione offensiva diventano fondamentali.

La tenuta mentale fa la differenza

La giornata italiana a Wimbledon 2026 racconta soprattutto una forte tenuta mentale. Sonego ha vinto dopo una maratona e un quarto set perso al tie-break; Cobolli ha superato due parziali risolti al tie-break; Berrettini ha reagito dopo la perdita del terzo set; Paolini ha gestito un primo set equilibrato prima di chiudere in due.
Questi dettagli spiegano perché il successo azzurro non sia soltanto tecnico. Nei tornei dello Slam, la differenza spesso emerge nella capacità di attraversare momenti scomodi senza perdere lucidità. Gli italiani hanno mostrato di saperlo fare, e questo è un segnale incoraggiante in vista di avversari sempre più forti.

I big internazionali non rallentano

La giornata di Wimbledon ha visto avanzare anche diversi protagonisti del circuito internazionale. Tra questi, Alexander Zverev ha superato il francese Valentin Royer in tre set, 6-1 6-3 7-6(3), raggiungendo il terzo turno e confermando il proprio status di testa di serie di primissimo livello.
Il successo di Zverev indica che i big restano pienamente presenti nel torneo. Dopo avere dominato i primi due set, il tedesco ha dovuto gestire una reazione dell'avversario nel terzo, chiudendo poi al tie-break. È una vittoria utile anche dal punto di vista fisico, perché nei primi turni di uno Slam risparmiare energie può diventare decisivo.

Zverev e la corsa dei favoriti

Per Alexander Zverev, Wimbledon rappresenta una sfida particolare. Il tedesco arriva con ambizioni importanti e con la necessità di trasformare il proprio livello in un percorso profondo anche sull'erba. Il successo su Royer conferma condizione e autorità, ma il torneo entrerà ora in una fase più selettiva, con avversari capaci di punire ogni passaggio a vuoto.
La presenza di Zverev tra i qualificati al terzo turno rafforza il livello competitivo del tabellone maschile. Per gli italiani ancora in gara, il quadro resta impegnativo: non basta superare il turno, bisogna farlo sapendo che dai prossimi incroci il margine di errore si ridurrà drasticamente.

Gli ostacoli del terzo turno

Il terzo turno sarà un banco di prova severo per gli azzurri. Sonego dovrà affrontare Fritz, uno dei giocatori più efficaci sull'erba; Cobolli troverà Khachanov, avversario potente e solido; Paolini sfiderà Sakkari, giocatrice fisica e aggressiva. Per Berrettini, il cammino resta di alto livello e richiederà continuità dopo la vittoria su Fils.
Il passaggio al terzo turno è importante, ma non rappresenta un punto d'arrivo. A Wimbledon, ogni turno alza il livello di difficoltà. Gli italiani hanno già dimostrato di poter competere; ora dovranno confermare di poter reggere contro avversari più abituati alle fasi calde e con armi molto adatte all'erba.

Berrettini, il più naturale sull'erba

Tra gli azzurri, Berrettini resta il giocatore con il profilo più naturalmente adatto a Wimbledon. La finale del 2021 non è un ricordo casuale, ma il risultato di un tennis costruito perfettamente per questa superficie: servizio dominante, diritto incisivo, slice di rovescio, presenza a rete e capacità di accorciare gli scambi.
La vittoria su Fils suggerisce che Matteo Berrettini può ancora essere un avversario molto pericoloso nel tabellone. La condizione fisica resta sempre il punto da monitorare, ma quando riesce a trovare ritmo al servizio e fiducia negli spostamenti, il suo tennis sull'erba torna immediatamente competitivo.

Cobolli e la nuova generazione azzurra

Flavio Cobolli rappresenta invece la spinta della nuova generazione italiana. La sua vittoria su Duckworth conferma un percorso di crescita fatto di maggiore solidità, migliore gestione dei momenti importanti e capacità di competere anche fuori dalla propria zona più naturale. Vincere sull'erba per un giocatore in evoluzione è un segnale particolarmente positivo.
Il match con Khachanov dirà quanto Cobolli sia pronto a confrontarsi con avversari più esperti e strutturati. Per crescere negli Slam, non basta superare giocatori alla portata: serve imparare a reggere la pressione dei nomi importanti. Il terzo turno sarà quindi una prova di maturità tecnica e mentale.

Sonego, il valore della battaglia

Sonego arriva al terzo turno con nelle gambe una partita durissima, ma anche con una spinta emotiva notevole. Vincere una maratona al quinto set può lasciare fatica, ma può anche generare una fiducia particolare: la consapevolezza di poter restare in campo, soffrire e trovare una soluzione anche quando il match sembra sfuggire.
Contro Fritz, questa qualità sarà essenziale. Il tennista americano tende a comandare con servizio e diritto, costringendo l'avversario a restare sempre sotto pressione. Lorenzo Sonego dovrà trasformare la sua energia agonistica in lucidità tattica, evitando di giocare sempre sulla forza e cercando invece di spezzare il ritmo quando necessario.

Paolini e il peso della continuità

Per Jasmine Paolini, il passaggio al terzo turno conferma una continuità ormai riconoscibile nei grandi appuntamenti. La toscana ha costruito negli ultimi anni un profilo da giocatrice completa, capace di competere ad alto livello su superfici diverse. A Wimbledon, questa versatilità vale molto, perché l'erba richiede adattamento rapido e grande pulizia negli appoggi.
Contro Sakkari, Paolini dovrà giocare una partita coraggiosa, cercando profondità e prendendo l'iniziativa appena possibile. La greca può fare male se comanda lo scambio, ma può anche concedere qualcosa se costretta a muoversi e a gestire variazioni. Per l'azzurra, la sfida sarà mantenere intensità senza perdere precisione.

Un segnale anche per il pubblico italiano

Il poker azzurro a Wimbledon arriva in una fase in cui il pubblico italiano segue il tennis con attenzione crescente. La presenza simultanea di più giocatori al terzo turno rende il torneo più coinvolgente e mostra come il movimento non sia legato a un solo nome. Per gli appassionati, questo significa poter seguire percorsi diversi e riconoscersi in stili differenti.
Il tennis italiano sta vivendo una fase di ampiezza rara. Avere più rappresentanti competitivi negli Slam aumenta visibilità, interesse televisivo, partecipazione del pubblico e attrazione verso la pratica sportiva. Le vittorie di Sonego, Berrettini, Cobolli e Paolini non sono soltanto risultati individuali: alimentano un racconto collettivo.

La giornata che rafforza l'ambizione azzurra

La giornata londinese rafforza l'ambizione del tennis azzurro, ma invita anche alla prudenza. Il terzo turno è un risultato importante, non una garanzia di corsa profonda. Gli avversari diventano più forti, la pressione aumenta e la fatica accumulata può incidere. Soprattutto sull'erba, ogni partita può cambiare per pochi punti.
Proprio per questo, le vittorie di Sonego, Berrettini, Cobolli e Paolini vanno lette con equilibrio. Sono successi significativi, meritati e incoraggianti, ma ora il torneo entra in una fase più severa. La qualità mostrata dovrà essere confermata contro rivali più completi, più abituati ai grandi palcoscenici e più difficili da sorprendere.

L'erba londinese parla anche italiano

Il bilancio della giornata è chiaro: Wimbledon 2026 si tinge d'azzurro con quattro italiani al terzo turno, ognuno arrivato alla vittoria attraverso una strada diversa. Sonego ha vinto con la resistenza, Berrettini con esperienza e potenza, Cobolli con maturità nei momenti chiave, Paolini con ordine e continuità. È una fotografia forte del tennis italiano contemporaneo.
Ora il tabellone chiede un salto ulteriore. Fritz, Khachanov, Sakkari e gli altri big ancora in corsa diranno quanto lontano potranno spingersi gli azzurri. Ma il dato sportivo resta già importante: l'Italia non è più una presenza episodica sull'erba di Londra, ma una realtà competitiva e profonda. Lascia un commento: secondo te, quale italiano ha più possibilità di arrivare alla seconda settimana di Wimbledon?

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