Tifone Dolphin verso la Cina: allerta rossa, piogge estreme e maxi evacuazioni
Il tifone Dolphin si avvicina rapidamente alla costa orientale della Cina e le autorità hanno portato al massimo livello l'allerta meteorologica mentre centinaia di migliaia di persone vengono allontanate dalle zone più esposte. Dopo avere attraversato l'area di Okinawa e influenzato anche Taiwan, il potente ciclone tropicale si trova ormai a poche centinaia di chilometri dalle coste dello Zhejiang, con venti massimi sostenuti attorno ai 162 chilometri orari e la prospettiva di precipitazioni eccezionali.
Alle 11:00 locali di domenica 9 agosto 2026, il centro di Dolphin si trovava circa 195 chilometri a est di Wenzhou, sul Mar Cinese Orientale. La tempesta manteneva una forza equivalente a quella di un forte tifone, con venti massimi vicini a 45 metri al secondo, mentre procedeva verso ovest a circa 20-25 chilometri orari.
Il landfall è previsto tra la serata di domenica e le prime ore di lunedì 10 agosto. L'area potenzialmente interessata rimane compresa tra la provincia dello Zhejiang e il nord del Fujian, ma le ultime proiezioni indicano come fascia maggiormente probabile quella tra Sanmen e Fuding. L'incertezza sul punto esatto di ingresso sulla terraferma rimane comunque significativa fino alle ultime ore precedenti l'impatto.
La principale minaccia non è costituita soltanto dal vento. Dolphin trasporta enormi quantità di umidità e potrebbe rallentare dopo il landfall, favorendo precipitazioni persistenti su un territorio molto vasto. In alcune aree dello Zhejiang sono possibili accumuli eccezionali, con punte giornaliere vicine ai 500 millimetri e valori complessivi localmente ancora superiori.
La Cina porta l'allerta tifone al livello rosso
Alle 10:00 di domenica il Centro meteorologico nazionale cinese ha innalzato al livello rosso l'allerta per Dolphin. È il grado più elevato del sistema di segnalazione meteorologica nazionale e riflette la combinazione tra intensità del ciclone, vicinanza alla costa e quantità di pioggia prevista.
L'innalzamento dell'allerta arriva mentre il tifone entra nella fase decisiva del proprio avvicinamento alla terraferma. Il centro mantiene venti di circa 45 metri al secondo, equivalenti a 162 chilometri orari, con una pressione centrale di circa 950 hPa.
La previsione indica che Dolphin potrebbe raggiungere la costa con venti nell'ordine di 38-45 metri al secondo, corrispondenti a circa 137-162 chilometri orari. Una perdita di intensità prima dell'impatto rimane possibile, ma il sistema dovrebbe comunque raggiungere la Cina come tifone o forte tifone.
Il landfall tra Zhejiang e nord del Fujian
La fascia prevista per il landfall si è progressivamente ridotta con l'avvicinarsi della tempesta. L'intervallo più ampio rimane quello tra Zhoushan, nello Zhejiang, e Fuding, nel Fujian, mentre le analisi più recenti individuano una maggiore probabilità tra Sanmen e Fuding.
Si tratta di una porzione della costa cinese caratterizzata dalla presenza di grandi città, porti, attività industriali, infrastrutture marittime e territori montuosi immediatamente nell'entroterra. Proprio questa combinazione rende particolarmente complesso il rischio associato a vento, mareggiate e piogge torrenziali.
Dolphin dovrebbe iniziare a indebolirsi dopo avere raggiunto la terraferma, come avviene normalmente quando un ciclone tropicale perde l'alimentazione fornita dalle acque oceaniche. Ma un tifone più debole non significa necessariamente la fine dell'emergenza: le precipitazioni possono continuare per giorni anche dopo che i venti massimi si sono sensibilmente ridotti.
Zhejiang in prima linea
Lo Zhejiang è attualmente la provincia maggiormente esposta all'impatto diretto. Le autorità locali hanno elevato la risposta contro il tifone al massimo livello mentre le bande esterne del sistema hanno già iniziato a produrre precipitazioni significative.
Le aree di Taizhou, Ningbo, Wenzhou, Shaoxing, Lishui e Jinhua sono tra quelle nelle quali vengono previste precipitazioni particolarmente intense. Alcuni settori potrebbero ricevere quantità di pioggia eccezionali in poche ore, aumentando bruscamente il rischio di allagamenti e frane.
A Taizhou sono già state trasferite in luoghi sicuri circa 390.000 persone. Il numero dà la misura dell'operazione preventiva messa in campo prima ancora del landfall, proprio per evitare evacuazioni quando il vento e le inondazioni renderanno più difficili gli spostamenti.
Oltre 30.000 persone evacuate anche a Shanghai
Anche Shanghai, pur trovandosi più a nord rispetto alla probabile zona di impatto diretto, sta adottando misure straordinarie. Oltre 30.000 persone sono state trasferite dalle aree considerate più vulnerabili.
La metropoli si trova nella parte settentrionale della vasta circolazione di Dolphin e può essere interessata da piogge torrenziali, raffiche e innalzamento del livello del mare, oltre alle conseguenze indirette sulle reti di trasporto.
La posizione di Shanghai vicino all'estuario dello Yangtze e a una delle più grandi concentrazioni portuali del mondo rende particolarmente importante il controllo di argini, drenaggi urbani e trasporti marittimi.
Più di 1.300 voli cancellati a Shanghai
Il tifone ha già prodotto pesanti conseguenze sul trasporto aereo. Negli aeroporti di Pudong e Hongqiao sono stati cancellati complessivamente oltre 1.300 voli previsti per domenica.
Circa il 60% dell'operatività programmata nei due principali aeroporti di Shanghai è stata interessata dalle cancellazioni, provocando effetti a catena sui collegamenti nazionali e internazionali.
Un tifone rappresenta un problema particolarmente serio per un aeroporto non soltanto durante il passaggio del centro. Venti trasversali, pioggia intensa, fulmini e scarsa visibilità possono rendere pericolose le operazioni molte ore prima e dopo il momento di massima intensità.
Porti chiusi e centinaia di navi messe al sicuro
Un'altra parte fondamentale delle misure preventive riguarda il traffico marittimo. Navi da pesca, unità commerciali e mezzi impegnati nei lavori offshore sono stati richiamati verso aree protette.
Nel porto di Ningbo erano già state messe al riparo circa 800 imbarcazioni, mentre attività portuali e collegamenti via acqua sono stati progressivamente sospesi in diverse località dello Zhejiang.
Nel grande porto di Yangshan, collegato al sistema portuale di Shanghai, oltre 500 unità sono state riposizionate per allontanarle dalle aree maggiormente esposte al tifone.
Le chiusure interessano una delle regioni logistiche più importanti del pianeta. Ningbo-Zhoushan e Shanghai rappresentano nodi centrali nel trasporto internazionale di container e merci, quindi eventuali interruzioni prolungate possono produrre ritardi anche nelle catene di approvvigionamento globali.
Il Fujian innalza ulteriormente la risposta d'emergenza
Questa mattina anche il Fujian ha innalzato al secondo livello la propria risposta provinciale contro il tifone, dopo il progressivo rafforzamento delle misure nei giorni precedenti.
La decisione riflette la possibilità che Dolphin raggiunga direttamente la parte settentrionale della provincia, nelle vicinanze di Fuding e Ningde, oppure che il centro passi poco più a nord lasciando comunque il Fujian sotto l'effetto dei venti e delle piogge del settore meridionale del ciclone.
Già nei giorni scorsi decine di collegamenti marittimi erano stati sospesi, tutti i principali progetti di costruzione in mare indicati dalle autorità erano stati fermati e centinaia di navi da lavoro erano state trasferite in acque protette.
Jiangsu e Anhui preparano la fase successiva
L'emergenza non si fermerà alle province costiere. Sono state attivate misure preventive anche in Jiangsu e Anhui, perché dopo il landfall la circolazione di Dolphin dovrebbe continuare a spingere grandi quantità di umidità verso l'interno.
Il sistema nazionale di controllo delle alluvioni ha attivato risposte specifiche per entrambe le province, concentrandosi soprattutto sul rischio di piene, allagamenti urbani, torrenti montani e frane.
Il livello amministrativo delle diverse risposte non deve essere confrontato meccanicamente tra province e governo centrale, perché appartiene a sistemi operativi differenti. Il dato sostanziale è che la mobilitazione coinvolge ormai gran parte della Cina orientale.
Fino a 500 millimetri di pioggia in alcune aree
È soprattutto la quantità di pioggia prevista a preoccupare i meteorologi. Su vaste aree sono possibili accumuli complessivi nell'ordine di 200-400 millimetri, mentre nello Zhejiang orientale i valori potrebbero risultare ancora superiori.
Alcuni settori di Taizhou e Ningbo potrebbero registrare localmente fino a circa 500 millimetri in 24 ore. Previsioni su scala più ampia indicano inoltre che il totale dell'intero episodio potrebbe superare i 600 millimetri in singole località dello Zhejiang orientale.
Cinquecento millimetri corrispondono a 500 litri d'acqua per ogni metro quadrato. Se una quantità simile cade in un intervallo breve, anche reti di drenaggio efficienti possono essere sopraffatte.
Perché la pioggia può essere più pericolosa del vento
Nell'immaginario collettivo un tifone viene associato soprattutto ai venti estremi, ma in molti cicloni tropicali il bilancio più grave è provocato dall'acqua.
Precipitazioni persistenti possono determinare alluvioni, esondazioni, frane e colate detritiche ben lontano dal punto nel quale il centro del tifone attraversa la costa.
Il rischio aumenta ulteriormente quando il ciclone rallenta dopo il landfall. Se la stessa regione rimane per molte ore sotto bande di precipitazione quasi stazionarie, gli accumuli possono diventare estremamente elevati anche mentre il vento si indebolisce.
Il pericolo delle montagne dello Zhejiang e del Fujian
Una parte significativa dell'entroterra dello Zhejiang e del Fujian è caratterizzata da rilievi e vallate. Il terreno montuoso accentua localmente le precipitazioni perché costringe l'aria umida trasportata dal tifone a sollevarsi.
Quando il suolo raggiunge la saturazione, altra acqua non può più infiltrarsi facilmente e aumenta il deflusso superficiale. Nei pendii più vulnerabili possono verificarsi frane o colate di detriti.
Le autorità stanno quindi intensificando i controlli nelle zone vicine a pendii instabili, piccoli corsi d'acqua, vallate strette e insediamenti situati ai piedi delle montagne.
Sorvegliati torrenti e piccoli fiumi
I grandi corsi d'acqua dispongono normalmente di sistemi di monitoraggio estesi, ma durante precipitazioni estreme possono diventare particolarmente pericolosi anche i torrenti e i piccoli bacini.
Un bacino montano di dimensioni ridotte può rispondere molto rapidamente alla pioggia. Il livello dell'acqua può aumentare in minuti o poche ore, creando piene improvvise con tempi di preavviso limitati.
Particolare attenzione viene dedicata ai bacini dei fiumi Qiantang e Yong e ai corsi d'acqua minori dello Zhejiang, dove sono possibili aumenti rilevanti delle portate.
Dighe e bacini sotto controllo
Le autorità cinesi stanno intensificando le verifiche anche su dighe e bacini artificiali. L'obiettivo è assicurarsi che esista sufficiente capacità per assorbire almeno una parte delle precipitazioni in arrivo.
Quando possibile, alcuni bacini possono effettuare rilasci preventivi controllati per creare maggiore volume disponibile prima dell'arrivo del picco di pioggia.
La gestione è delicata: rilasciare troppa acqua può aumentare il livello dei fiumi a valle, mentre conservarne troppa può ridurre il margine necessario quando arrivano le precipitazioni più intense.
Massima attenzione alle frane
Il ministero cinese competente per la gestione delle emergenze aveva già attivato una risposta specifica per il rischio geologico nello Zhejiang e nel Fujian.
Il pericolo può aumentare anche dopo il passaggio della fase meteorologica peggiore. Un versante completamente saturo può infatti collassare quando la pioggia è già diminuita, producendo una frana ritardata.
Per questo le evacuazioni nelle zone montane non vengono necessariamente revocate appena il cielo migliora. Prima del rientro devono essere controllate condizioni del terreno, corsi d'acqua e infrastrutture.
Dolphin ha percorso oltre 6.000 chilometri
Una delle caratteristiche più insolite di Dolphin è la lunghissima traiettoria compiuta attraverso il Pacifico occidentale. Prima di raggiungere la Cina, il sistema ha percorso oltre 6.000 chilometri.
La sua vita meteorologica supera ormai le due settimane, un periodo molto lungo per un ciclone tropicale. Nel corso della traiettoria Dolphin ha attraversato diverse fasi di intensificazione e indebolimento.
Secondo gli specialisti cinesi, potrebbe diventare un caso meteorologicamente eccezionale proprio per la combinazione tra il luogo estremamente orientale della sua formazione e la capacità di arrivare ancora come tempesta tropicale significativa sulla Cina.
Da super tifone a forte tifone
Nei giorni precedenti Dolphin aveva raggiunto una forza sensibilmente superiore a quella attuale, assumendo le caratteristiche di un super tifone durante una fase della propria evoluzione sul Pacifico.
Successivamente il sistema si è indebolito, ma ha mantenuto sufficiente organizzazione per arrivare verso il Mar Cinese Orientale come un ciclone ancora molto potente.
Il fatto che il vento massimo sia inferiore rispetto al picco non deve quindi essere interpretato come la fine della minaccia: la tempesta conserva un'ampia circolazione e soprattutto una quantità enorme di vapore acqueo.
L'occhio si era temporaneamente fatto meno definito
Le immagini satellitari degli ultimi giorni avevano mostrato una temporanea perdita di definizione dell'occhio del tifone. Questo può verificarsi durante cambiamenti nella struttura interna del ciclone o per l'ingresso di aria più secca.
Un occhio meno evidente non significa però che il ciclone sia automaticamente diventato innocuo. La valutazione dell'intensità dipende da pressione, venti, organizzazione delle bande e numerosi altri parametri meteorologici.
Dolphin ha continuato infatti a mantenere una forza da forte tifone, sufficiente perché la Cina innalzasse oggi l'avviso al massimo livello.
Okinawa colpita prima della Cina
Prima di puntare verso la costa cinese, Dolphin ha attraversato la regione meridionale del Giappone, interessando soprattutto Okinawa e le isole vicine.
Il bilancio disponibile indica almeno sei feriti. Le lesioni riportate non risultano, nelle informazioni diffuse finora, tali da avere prodotto un bilancio mortale.
Il vento e le precipitazioni hanno causato inoltre diffuse interruzioni dell'elettricità, coinvolgendo oltre 50.000 edifici tra Okinawa e Kagoshima durante la fase di massimo impatto.
Centinaia di migliaia di giapponesi avevano ricevuto ordini di evacuazione
In preparazione all'arrivo del tifone, le autorità giapponesi avevano disposto misure di evacuazione per circa 260.000 residenti nelle prefetture di Okinawa e Kagoshima.
Dolphin aveva raggiunto la regione con venti abbastanza forti da provocare cadute, danni a strutture e problemi alla circolazione. Diverse persone sono rimaste ferite proprio a causa delle raffiche.
Le autorità avevano invitato la popolazione a rimanere lontana da finestre, coste e aree esposte, sottolineando la possibilità che il vento potesse danneggiare elementi degli edifici.
Più di 500 voli cancellati in Giappone
Il passaggio di Dolphin aveva già prodotto un pesante impatto sul trasporto aereo giapponese. Oltre 500 voli erano stati cancellati mentre le principali compagnie sospendevano numerosi collegamenti verso Okinawa e le altre isole meridionali.
L'effetto del tifone aveva raggiunto anche attività industriali sul territorio giapponese, con sospensioni preventive in alcuni stabilimenti per evitare spostamenti dei lavoratori durante la fase di maggiore pericolo.
Il ritorno alla normalità richiede tempo anche dopo l'allontanamento del centro del ciclone, perché compagnie aeree e gestori aeroportuali devono riposizionare aerei ed equipaggi rimasti fuori programma.
Anche Taiwan interessata dalle bande esterne
Nel suo movimento verso la Cina, Dolphin ha influenzato anche il nord di Taiwan attraverso le proprie bande periferiche.
La zona di Taipei ha ricevuto piogge abbondanti e decine di voli, soprattutto internazionali, sono stati cancellati. Non risultavano tuttavia evacuazioni su larga scala comparabili a quelle disposte in Cina e precedentemente in Giappone.
È un esempio della vasta estensione della circolazione del tifone: il centro può trovarsi a centinaia di chilometri di distanza mentre le bande di pioggia producono comunque effetti significativi.
La differenza tra vento sostenuto e raffiche
Quando si afferma che Dolphin presenta venti di circa 162 km/h, il valore fa riferimento alla velocità massima sostenuta secondo il sistema di misurazione utilizzato dalle autorità meteorologiche.
Le raffiche possono essere sensibilmente superiori. Nei giorni del passaggio sul Giappone erano stati registrati o previsti valori molto più elevati rispetto al vento medio sostenuto.
È proprio una raffica breve ma estremamente intensa a poter provocare il cedimento di alberi, cartelloni, tegole, linee elettriche e altre strutture esposte.
Perché 162 km/h rappresentano una velocità pericolosa
Un vento di 162 chilometri orari esercita pressioni molto elevate sulle superfici degli edifici e può trasformare piccoli oggetti in proiettili.
Le costruzioni moderne delle aree frequentemente colpite da tifoni sono progettate considerando venti molto forti, ma rimangono vulnerabili soprattutto strutture leggere, impalcature, tetti e installazioni temporanee.
Per questo tra le misure preventive rientra la sospensione dei cantieri e la messa in sicurezza di gru, pannelli e materiali che potrebbero essere sollevati dal vento.
Il mare può diventare pericoloso prima del landfall
La potenza di un tifone si trasmette al mare molte ore prima dell'arrivo del centro. Sono state emesse allerte molto elevate per onde e condizioni marine lungo la costa orientale cinese.
Un forte vento persistente sopra una vasta superficie oceanica genera onde che possono raggiungere le coste prima della parte più intensa della tempesta.
L'effetto può combinarsi con l'innalzamento del livello del mare prodotto dalla bassa pressione e dalla spinta del vento, aumentando il rischio di allagamenti nelle aree costiere più basse.
La mareggiata non è uno tsunami
È importante distinguere la storm surge, cioè l'innalzamento anomalo del mare prodotto dal ciclone, da uno tsunami.
Uno tsunami nasce normalmente da uno spostamento improvviso di grandi masse d'acqua, per esempio in seguito a un terremoto sottomarino. La mareggiata ciclonica nasce invece dal vento e dalla pressione atmosferica.
Entrambi possono provocare inondazioni costiere, ma hanno origine e dinamiche completamente diverse.
Perché l'orario della marea può fare la differenza
La gravità dell'inondazione costiera dipende anche dalla fase della marea al momento in cui arriva il massimo innalzamento provocato dal tifone.
Se la storm surge coincide con l'alta marea, i due effetti si sommano e l'acqua può raggiungere livelli molto superiori rispetto a quelli osservati in condizioni normali.
Le autorità costiere monitorano quindi non soltanto vento e pressione, ma anche previsioni oceanografiche e livelli dei fiumi che sfociano in mare.
Pioggia e mare alto possono rallentare il deflusso dei fiumi
Quando forti precipitazioni cadono contemporaneamente a un livello marino elevato, l'acqua dei fiumi può incontrare maggiore difficoltà a defluire verso il mare.
Questo può favorire un innalzamento più rapido dei livelli nelle zone prossime alle foci e peggiorare gli allagamenti urbani.
È uno dei motivi per cui il sistema di prevenzione sta monitorando contemporaneamente coste, bacini fluviali, dighe e reti di drenaggio.
Il rischio di allagamenti nelle grandi città
Nelle grandi aree urbane come Shanghai, Ningbo e Wenzhou, la pioggia estrema incontra superfici largamente impermeabilizzate da asfalto e cemento.
Una rete fognaria può essere progettata per smaltire precipitazioni intense, ma quantità eccezionali concentrate in poco tempo possono superarne temporaneamente la capacità.
Le aree più vulnerabili sono sottopassi, parcheggi sotterranei, stazioni, strade depresse e quartieri nei quali il drenaggio risulta più lento.
Sospese attività turistiche e collegamenti via acqua
Nello Zhejiang sono state sospese numerose attività turistiche, soprattutto quelle legate a mare, isole, montagne e corsi d'acqua.
Ferry, crociere e altre attività nautiche sono state fermate in diverse località. Anche molti siti turistici hanno chiuso preventivamente per evitare la presenza di visitatori durante il peggioramento delle condizioni.
Una misura preventiva può sembrare eccessiva quando il cielo è ancora relativamente tranquillo, ma evacuare un'area turistica dopo l'arrivo di pioggia e vento estremi sarebbe molto più difficile.
Scuole e attività sospese a Ningbo
A Ningbo sono state disposte chiusure delle strutture educative e sospensioni delle attività legate all'acqua durante il fine settimana.
La città si trova all'interno della regione che potrebbe ricevere una delle combinazioni più pesanti di pioggia e vento durante il passaggio di Dolphin.
La chiusura anticipata riduce il numero di persone costrette a spostarsi e permette di utilizzare edifici e personale pubblico nella gestione dell'emergenza.
La rete ferroviaria del delta dello Yangtze sotto pressione
Le conseguenze si estendono anche al trasporto ferroviario. Alcuni collegamenti nell'area del delta dello Yangtze vengono sospesi o modificati in funzione delle condizioni meteorologiche.
Venti molto forti possono rendere pericolosa la circolazione soprattutto sulle linee sopraelevate e sui ponti, mentre piogge torrenziali possono creare problemi a massicciate e infrastrutture.
Il sistema viene quindi modulato progressivamente per evitare che treni con centinaia di passeggeri rimangano bloccati nelle aree maggiormente esposte.
Il problema delle interruzioni elettriche
Quanto accaduto a Okinawa mostra uno dei rischi più immediati del vento: le interruzioni dell'elettricità. Alberi e rami possono cadere sulle linee, mentre pali e apparecchiature possono subire danni diretti.
In Cina le squadre elettriche sono state predisposte nelle zone maggiormente a rischio per intervenire dopo il passaggio della fase più pericolosa.
Ripristinare rapidamente l'energia è essenziale non soltanto per le abitazioni, ma per ospedali, telecomunicazioni, pompe idriche e sistemi di drenaggio.
I telefoni possono diventare essenziali durante l'emergenza
La rete di telecomunicazioni svolge un ruolo decisivo perché permette alle autorità di inviare avvisi e alla popolazione di ricevere aggiornamenti.
Durante una lunga interruzione elettrica, però, anche le batterie delle stazioni radio e degli smartphone possono esaurirsi. È quindi consigliabile mantenere i dispositivi carichi prima dell'arrivo del tifone e utilizzare con parsimonia l'energia durante eventuali blackout.
Le autorità stanno inoltre predisponendo squadre per ripristinare rapidamente le reti nelle località che dovessero rimanere isolate.
Il tifone potrebbe continuare a influenzare la Cina per giorni
Il landfall non rappresenterà necessariamente il momento finale dell'emergenza. Le proiezioni indicano che i resti di Dolphin potrebbero spostarsi lentamente verso l'interno e successivamente influenzare regioni molto lontane dalla costa.
Tra il 9 e il 12 agosto sono previste forti precipitazioni in aree che comprendono Zhejiang, Shanghai, Jiangsu, Anhui, nord del Fujian e Jiangxi, per poi estendersi progressivamente verso altre parti della Cina centrale e settentrionale.
La traiettoria successiva al landfall conserva margini d'incertezza. Piccole variazioni possono modificare significativamente la posizione delle fasce nelle quali cadranno le maggiori quantità di pioggia.
Possibili effetti fino alla Cina settentrionale
Le ultime analisi indicano che l'umidità collegata ai resti del tifone potrebbe contribuire a forti precipitazioni anche molto più a nord, interessando nel corso dei giorni successivi Henan, Hebei, Pechino e Tianjin.
Questo non significa che Dolphin raggiungerà quelle regioni conservando venti da tifone. Il sistema perderà progressivamente la propria struttura tropicale, ma il vapore acqueo trasportato potrà continuare ad alimentare precipitazioni intense.
È una distinzione fondamentale: una tempesta può cessare di essere classificata come tifone e continuare comunque a produrre conseguenze meteorologiche importanti.
Perché un tifone può provocare pioggia lontano dal mare
Un ciclone tropicale è una gigantesca macchina capace di trasportare umidità oceanica. Quando entra sulla terraferma, il vento diminuisce ma quell'umidità non scompare immediatamente.
Se i resti del sistema interagiscono con altre configurazioni atmosferiche, l'aria umida può essere sollevata e trasformata in nuove precipitazioni a centinaia o persino migliaia di chilometri dal luogo del landfall.
Per questo la previsione dell'impatto di Dolphin non può fermarsi alla sola costa dello Zhejiang.
Una traiettoria particolarmente lunga e complessa
Il percorso di Dolphin è stato influenzato da diversi sistemi atmosferici, compresa la posizione dell'alta pressione subtropicale e delle onde presenti nelle correnti occidentali delle medie latitudini.
Nei giorni scorsi questo aveva prodotto una maggiore incertezza sull'esatta direzione successiva al passaggio sul Giappone.
Con l'avvicinamento alla Cina i modelli meteorologici hanno progressivamente convergito, permettendo di restringere la probabile area del landfall.
Prevedere il punto esatto rimane comunque difficile
Anche a poche ore dalla costa, una previsione non può indicare con certezza assoluta il luogo nel quale passerà il centro del tifone.
Uno spostamento di 30 o 50 chilometri può sembrare piccolo rispetto alle dimensioni del ciclone, ma può cambiare molto per una singola città, soprattutto nella distribuzione del vento massimo e della mareggiata.
Per questo le autorità mantengono misure preventive su una fascia territoriale più ampia rispetto al singolo punto considerato statisticamente più probabile.
Il "semicerchio pericoloso" del tifone
Nei cicloni tropicali dell'emisfero settentrionale, il settore posto alla destra della direzione di movimento tende spesso a presentare condizioni particolarmente severe perché la velocità di traslazione si combina con la rotazione antioraria del sistema.
Nel caso di Dolphin, Zhejiang e Shanghai possono trovarsi in una posizione sfavorevole rispetto a questa configurazione, a seconda del punto esatto del landfall.
Non significa che il settore opposto sia sicuro: precipitazioni, mareggiate e raffiche possono essere distruttive su entrambi i lati.
La causa principale delle possibili frane sarà la saturazione del terreno
Quando cadono centinaia di millimetri di pioggia, il terreno assorbe progressivamente acqua fino a raggiungere la saturazione.
L'aumento del contenuto idrico può ridurre la stabilità di un pendio e aumentare il peso del terreno. Dove esistono condizioni geologiche favorevoli, può verificarsi un improvviso scivolamento.
È per questo che gli allarmi per le frane possono rimanere elevati anche dopo l'allontanamento del centro del tifone.
Massima prudenza vicino a fiumi e sottopassi
Durante un episodio di pioggia estrema, le aree depresse possono riempirsi in pochi minuti. Un sottopasso apparentemente percorribile può diventare una trappola per un'automobile.
La profondità e la velocità dell'acqua sono difficili da valutare dall'interno di un veicolo. Una corrente relativamente bassa può essere sufficiente a rendere un'auto instabile e trascinarla.
Lo stesso principio vale per torrenti e strade attraversate dall'acqua: la raccomandazione generale durante un'alluvione è evitare di tentare il passaggio attraverso un flusso non valutabile.
Perché le evacuazioni preventive sono così ampie
Spostare centinaia di migliaia di persone quando il tifone non ha ancora raggiunto la costa può sembrare una risposta enorme, ma è precisamente nelle ore precedenti che un'evacuazione risulta più sicura.
Quando iniziano venti estremi e piogge torrenziali, autobus e automobili possono non riuscire più a circolare. Le strade possono essere bloccate da alberi, acqua o frane.
Le evacuazioni preventive riguardano soprattutto comunità costiere, abitazioni fragili, zone montane vulnerabili e lavoratori impegnati su impianti offshore.
L'impatto economico dipenderà dalla durata delle interruzioni
È ancora impossibile quantificare le conseguenze economiche di Dolphin. L'impatto dipenderà dal luogo esatto del landfall, dai danni materiali e soprattutto dalla durata delle chiusure.
Una sospensione portuale di poche ore può essere recuperata relativamente rapidamente. Diversi giorni di inattività nei grandi sistemi di Shanghai e Ningbo possono invece creare congestione logistica, ritardi nelle consegne e accumulo di container.
Lo stesso vale per fabbriche, aeroporti, ferrovie e infrastrutture energetiche. Le prossime 24-48 ore saranno decisive per comprendere se le conseguenze rimarranno prevalentemente preventive oppure se emergeranno danni significativi.
Il delta dello Yangtze è un nodo industriale mondiale
Il territorio potenzialmente coinvolto comprende il delta dello Yangtze, una delle maggiori concentrazioni industriali e urbane del mondo.
Shanghai, Jiangsu e Zhejiang ospitano industrie elettroniche, automobilistiche, chimiche, tessili e manifatturiere strettamente integrate nelle catene globali del valore.
Un tifone non interrompe automaticamente tutta questa produzione, ma chiusure di porti, aeroporti e reti ferroviarie possono temporaneamente rallentare il movimento di componenti e prodotti finiti.
Ningbo-Zhoushan è un'infrastruttura cruciale
Il sistema portuale di Ningbo-Zhoushan è tra i più grandi del pianeta per traffico merci. La sua posizione sulla costa dello Zhejiang lo colloca direttamente nell'area di massima attenzione.
Le gru portuali sono particolarmente vulnerabili ai venti estremi, motivo per cui le operazioni devono essere sospese ben prima che le raffiche raggiungano il massimo.
Le navi più grandi possono inoltre essere spostate verso aree considerate più sicure per evitare che onde e vento provochino incidenti durante l'ormeggio.
Il cambiamento climatico non può essere indicato come causa diretta di Dolphin
Ogni tifone nasce da una combinazione specifica di temperatura oceanica, umidità, rotazione terrestre e condizioni atmosferiche. Non è scientificamente corretto affermare che un singolo ciclone sia stato semplicemente "causato" dal cambiamento climatico.
La ricerca studia invece come il riscaldamento globale possa modificare caratteristiche statistiche dei cicloni tropicali, comprese precipitazioni estreme, intensificazione e livello del mare.
Per attribuire quantitativamente un ruolo climatico allo specifico episodio Dolphin sarebbero necessari studi dedicati successivi all'evento.
Un'atmosfera più calda può contenere più vapore acqueo
In termini fisici generali, un'atmosfera più calda può contenere una quantità maggiore di vapore acqueo. Questo è uno dei meccanismi studiati quando si analizza il rapporto tra riscaldamento globale e precipitazioni estreme.
Non significa che ogni pioggia record possa essere direttamente attribuita al clima globale, perché entrano in gioco traiettoria del ciclone, orografia, velocità di movimento e interazioni con altri sistemi.
Nel caso attuale, il fattore immediato è la straordinaria quantità di umidità trasportata da Dolphin verso la Cina orientale.
Il livello del mare può aumentare il rischio delle future tempeste
Un livello medio del mare più elevato offre a una mareggiata ciclonica un punto di partenza superiore. A parità di altre condizioni, questo può aumentare la probabilità che l'acqua raggiunga infrastrutture costiere.
È una delle ragioni per cui molte città costiere asiatiche stanno investendo in argini, sistemi di drenaggio e pianificazione delle evacuazioni.
Shanghai e le grandi città del delta rappresentano esempi particolarmente importanti perché ospitano milioni di persone in territori in parte bassi e densamente urbanizzati.
La Cina affronta il tifone con una mobilitazione preventiva molto ampia
La strategia adottata prima dell'arrivo di Dolphin è incentrata sulla riduzione dell'esposizione: riportare le navi in porto, trasferire i lavoratori offshore, chiudere attività turistiche, sospendere trasporti e spostare le persone dalle zone più pericolose.
Contemporaneamente vengono preposizionati soccorritori, mezzi, materiali e squadre tecniche per poter intervenire appena le condizioni lo consentiranno.
Particolare attenzione è rivolta alle persone con mobilità ridotta, agli anziani, agli ospedali e alle comunità montane che potrebbero rimanere isolate.
Le ore immediatamente precedenti al landfall sono decisive
Nel pomeriggio e nella serata di domenica il vento dovrebbe progressivamente aumentare lungo la costa mentre le bande di pioggia diventeranno più estese.
Il centro del tifone si trova ormai sufficientemente vicino perché piccoli cambiamenti nella traiettoria assumano grande importanza. Le previsioni verranno quindi aggiornate con frequenza molto elevata.
La priorità per chi si trova nelle aree soggette a evacuazione è seguire le istruzioni locali senza attendere necessariamente che il maltempo diventi visibilmente estremo.
Cosa sappiamo con maggiore certezza
Alla tarda mattinata cinese del 9 agosto, Dolphin rimane un forte tifone con venti massimi attorno ai 162 chilometri orari e si trova ormai a circa 200 chilometri dalla costa dello Zhejiang.
La Cina ha emesso la propria allerta rossa e il landfall viene previsto tra questa sera e le prime ore di lunedì, con massima probabilità tra Sanmen e Fuding.
Piogge estremamente intense interesseranno Zhejiang e altre province orientali. Centinaia di migliaia di persone sono state evacuate, numerosi collegamenti sono stati sospesi e oltre 1.300 voli sono stati cancellati nei due aeroporti di Shanghai.
In Giappone Dolphin ha già provocato almeno sei feriti e diffuse interruzioni dell'elettricità durante il passaggio nell'area di Okinawa.
Cosa resta ancora incerto
Non è ancora possibile stabilire con precisione assoluta il punto del landfall. La fascia prevista si è ridotta, ma una deviazione di alcune decine di chilometri rimane possibile.
Non si conosce nemmeno l'intensità esatta con cui il centro attraverserà la costa, perché Dolphin può indebolirsi o modificare parzialmente la propria struttura nelle prossime ore.
La maggiore incognita riguarda soprattutto la distribuzione finale della pioggia estrema: in episodi di questo tipo una fascia relativamente stretta può ricevere quantità molto superiori rispetto a territori poco distanti.
È quindi prematuro indicare un bilancio dei danni o affermare quali città subiranno le conseguenze maggiori.
Dopo il landfall inizierà una seconda emergenza
Quando Dolphin toccherà terra, l'attenzione dei media si concentrerà probabilmente sul punto esatto dell'impatto e sulla velocità del vento. Dal punto di vista della protezione civile, però, potrebbe iniziare proprio allora la fase più lunga.
Le precipitazioni continueranno a spostarsi verso l'interno, i fiumi dovranno assorbire enormi quantità d'acqua e i versanti montani rimarranno saturi. Il pericolo di frane e alluvioni potrebbe quindi persistere per diversi giorni.
Parallelamente inizieranno le verifiche su reti elettriche, strade, ferrovie, porti e abitazioni eventualmente danneggiate.
Dolphin, la Cina attende l'impatto
Il tifone Dolphin arriva sulla costa cinese dopo un viaggio di oltre 6.000 chilometri attraverso il Pacifico e dopo avere già lasciato conseguenze concrete nel Giappone meridionale. Ora la minaccia si concentra su una delle regioni più densamente popolate e industrializzate dell'Asia.
La Cina si prepara all'impatto con evacuazioni su larga scala, chiusure di porti e aeroporti, sospensioni ferroviarie e una mobilitazione straordinaria dei servizi di emergenza. L'allerta rossa indica che la fase più delicata è ormai imminente.
Il dato dei 162 chilometri orari descrive la forza del vento, ma probabilmente non racconta completamente il pericolo. Se le proiezioni sulle precipitazioni saranno confermate, saranno soprattutto i centinaia di millimetri di pioggia a rappresentare la sfida maggiore per Zhejiang e per le regioni successivamente attraversate dai resti del ciclone.
Il passaggio di Okinawa ha già dimostrato la capacità di Dolphin di interrompere energia elettrica e trasporti. La costa cinese presenta però una densità abitativa e industriale enormemente superiore, facendo aumentare il numero di persone e infrastrutture potenzialmente esposte.
Le prossime ore diranno dove il centro attraverserà esattamente la costa e quanta forza avrà ancora al momento dell'impatto. Per conoscere invece l'intero bilancio sarà necessario attendere molto più a lungo, perché l'eredità più pericolosa di Dolphin potrebbe continuare a muoversi attraverso la Cina anche dopo la scomparsa del tifone dalle mappe meteorologiche.
E voi cosa ne pensate? Credete che le evacuazioni preventive di centinaia di migliaia di persone siano la risposta più efficace davanti a cicloni di questa intensità, oppure ritenete prioritario investire ancora di più in infrastrutture capaci di resistere a piogge e venti estremi? Lasciate nei commenti la vostra opinione.

