Terremoto in Giappone, 13 morti a Kumamoto: crolla un centro commerciale
Il bilancio del violento terremoto di magnitudo preliminare 7,1 che ha colpito ieri l'isola giapponese di Kyushu, nella prefettura di Kumamoto, è salito ad almeno 13 morti e circa cento feriti, con diverse persone ancora disperse. I soccorritori stanno scavando tra le macerie di un centro commerciale e di uno stabilimento industriale, mentre oltre 260mila residenti sono stati invitati a evacuare le proprie abitazioni.
La dinamica del sisma
La scossa si è verificata alle 16:27 ora locale di martedì 28 luglio, le 9:27 in Italia, con epicentro individuato a circa 20 chilometri a sud della città di Kumamoto, la maggiore dell'isola di Kyushu centrale, e ipocentro a una profondità compresa tra i 10 e i 16 chilometri, lungo una faglia di tipo trascorrente. Il sisma ha raggiunto il livello 7 sulla scala di intensità sismica giapponese Shindo, il massimo possibile su questa scala, il valore più alto registrato dal devastante terremoto della penisola di Noto nel 2024.
L'Agenzia Meteorologica Giapponese (JMA) aveva inizialmente diramato un'allerta tsunami per le prefetture costiere dell'isola di Kyushu, tra cui Kumamoto, Nagasaki, Kagoshima, Fukuoka, Saga, Oita e Miyazaki, allerta poi revocata alcune ore dopo la scossa senza che si sia verificata alcuna onda anomala di rilievo lungo le coste interessate.
Il crollo del centro commerciale Aeon Mall
L'episodio più drammatico dell'intera vicenda riguarda il crollo parziale del centro commerciale Aeon Mall, situato nella città di Kashima, in prefettura di Kumamoto. Secondo la ricostruzione delle autorità, il terremoto avrebbe provocato una violenta esplosione all'interno della struttura, forse legata a una fuga di gas innescata dalla scossa, seguita dal crollo del secondo piano dell'edificio, affollato di clienti e dipendenti al momento del sisma.
Secondo quanto riferito dall'emittente televisiva NHK, tra le 20 e le 30 persone risultavano inizialmente disperse all'interno della struttura commerciale, con i soccorritori che hanno lavorato senza sosta per liberare le persone rimaste intrappolate sotto le macerie del piano crollato, in un'operazione di salvataggio complicata dalla presenza di ulteriori pericoli di crollo e dalla necessità di procedere con estrema cautela.
I danni alle infrastrutture e i disagi ai trasporti
Il terremoto ha causato danni significativi alle infrastrutture dell'intera area colpita: si sono registrate grosse crepe su importanti arterie stradali, incluso un tratto di autostrada sopraelevata, il crollo parziale di un ponte e persino il cedimento di alcune mura del celebre Castello di Kumamoto, una delle fortezze storiche più imponenti dell'intero Giappone.
Sul fronte dei trasporti, la rete ferroviaria ad alta velocità Kyushu Shinkansen è stata completamente sospesa, mentre l'aeroporto di Kumamoto ha chiuso temporaneamente prima di riaprire in serata. Si è inoltre verificato il deragliamento di un treno merci, mentre circa 45-48mila abitazioni della prefettura sono rimaste senza elettricità a causa dei danni alla rete elettrica gestita da Kyushu Electric Power.
La conferma sulla sicurezza degli impianti nucleari
Un elemento di grande rilevanza, soprattutto considerata la memoria ancora viva del disastro di Fukushima del 2011, riguarda la conferma da parte dell'Autorità di Regolamentazione Nucleare giapponese secondo cui non sono state riscontrate anomalie immediate presso le centrali nucleari della regione, con i reattori di Genkai e Sendai che hanno continuato a funzionare normalmente durante e dopo il sisma.
Questa rassicurazione risulta particolarmente significativa alla luce della storia sismica del Paese: il terremoto e il conseguente tsunami del 2011, che devastarono proprio la centrale nucleare di Fukushima, causarono un bilancio complessivo di circa 18.500 tra morti e dispersi, una delle più gravi catastrofi naturali della storia recente giapponese.
Le parole della premier giapponese e la solidarietà internazionale
La prima ministra giapponese, Sanae Takaichi, ha dichiarato che "il governo non risparmierà alcuno sforzo nelle misure di risposta all'emergenza, dando la massima priorità al salvataggio di vite umane". La premier ha inoltre confermato danni diffusi, tra crolli di edifici, incendi e interruzioni di corrente in diverse zone dell'area colpita.
Dall'Italia sono arrivati messaggi di solidarietà da parte delle massime istituzioni: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso "profonda vicinanza al popolo giapponese", rivolgendo un pensiero particolare all'omologa Takaichi, mentre il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato il costante monitoraggio della situazione da parte dell'ambasciata italiana a Tokyo per eventuali connazionali coinvolti.
Un Paese abituato al rischio sismico, ma mai del tutto immune
Il Giappone si trova sopra quattro importanti placche tettoniche, lungo il margine occidentale della cosiddetta Cintura di Fuoco del Pacifico, e registra ogni anno circa il 18% di tutti i terremoti mondiali. La stessa prefettura di Kumamoto era già stata devastata dieci anni fa da un doppio sisma di magnitudo 6,5 e 7,3, che aveva causato allora 270 vittime, un precedente che pesa ancora sulla memoria collettiva della regione.
Un funzionario dell'Agenzia Meteorologica Giapponese ha inoltre avvertito che sono possibili ulteriori forti scosse di assestamento nel corso della prossima settimana, oltre a un concreto rischio di frane nelle zone montuose circostanti, invitando la popolazione a mantenere alta l'attenzione anche nei giorni successivi al sisma principale. E voi seguite con apprensione le notizie provenienti dal Giappone in queste ore? Condividete la vostra vicinanza nei commenti.

