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No Tav, il bilancio si aggrava: 126 feriti, 436 identificati, un milione di danni

Si aggrava il bilancio degli scontri avvenuti sabato in Val di Susa durante gli assalti ai cantieri della linea ferroviaria Torino-Lione. Il conteggio definitivo diffuso a distanza di un giorno parla di 126 appartenenti alle forze dell'ordine rimasti feriti, mentre la polizia ha gią identificato 436 persone coinvolte negli scontri, alcune provenienti da Francia, Germania e Belgio. I danni al solo cantiere di Chiomonte sono stimati in circa un milione di euro.

Il bilancio definitivo dei feriti

Secondo il conteggio pił aggiornato, sono 126 gli appartenenti alle forze dell'ordine che hanno avuto bisogno di cure mediche a seguito degli scontri: nel dettaglio, 58 poliziotti, 48 carabinieri e 20 militari della Guardia di Finanza. A questi si aggiungono quattro mezzi danneggiati, due dei Carabinieri, uno della Guardia di Finanza e un'automobile della Polizia.

Le 436 persone identificate

Nel corso delle attivitą di controllo successive agli scontri, la polizia ha proceduto all'identificazione di 436 persone che avrebbero preso parte agli assalti ai cantieri. Tra queste figurano anche cittadini provenienti da Francia, Germania e Belgio, le cui posizioni sono ora al vaglio degli investigatori sia dal punto di vista amministrativo, per eventuali provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale, sia dal punto di vista penale.

Il materiale sequestrato

Nel corso delle perquisizioni e dei controlli, le forze dell'ordine hanno sequestrato un'ampia quantitą di materiale: articoli pirotecnici ed esplosivi, maschere antigas, ordigni artigianali, numerosi strumenti utilizzati per il travisamento come caschi e passamontagna, oltre a diverse bottiglie incendiarie del tipo comunemente noto come "molotov".

La stima dei danni al cantiere di Chiomonte

Secondo quanto comunicato da Telt, la societą italo-francese incaricata della realizzazione della linea Torino-Lione, una prima stima dei danni al solo cantiere di Chiomonte si aggira intorno a un milione di euro. La societą ha precisato che i manifestanti hanno violato il perimetro del cantiere facendo uso di bombe incendiarie e lanciando pietre, costringendo una decina di operai presenti sul posto a mettersi in salvo. Danneggiati anche uffici, magazzini, officine, impianti di videosorveglianza, veicoli e il centro visitatori della struttura.

Le parole del questore di Torino

Il questore di Torino, Massimo Gambino, ha definito quanto accaduto come "un'escalation di azioni di guerra e di violenza", sottolineando come alcuni gruppi vogliano trasformare la Val di Susa "nel laboratorio europeo della guerriglia urbana", aggiungendo che le forze dell'ordine non lo permetteranno. Il questore ha inoltre precisato che ci sarą "la massima fermezza" e che sono in corso le indagini per individuare e fermare i responsabili.

Il bilancio complessivo dei controlli in valle

Oltre alle 436 identificazioni legate agli scontri, il bilancio complessivo dei controlli effettuati in Val di Susa nei giorni della mobilitazione sale a circa 1.800 persone, con 16 fogli di via, 9 Dacur (i divieti di accesso alle manifestazioni sportive estesi anche ad altri eventi pubblici) emessi e tre cittadini francesi allontanati dal territorio italiano.

Le indagini ancora in corso

Gli investigatori stanno ora passando al setaccio fotografie, filmati e riprese effettuate dalle forze dell'ordine, oltre alle immagini circolate sui social network, per ricostruire con precisione le singole responsabilitą individuali nel corso degli assalti. Restano ancora da quantificare con precisione anche i danni riportati nelle altre localitą coinvolte dagli scontri, tra cui Salbertrand, la frazione Traduerivi di Susa e San Didero.

La rivendicazione del movimento No Tav

Il movimento No Tav, dal canto suo, ha rivendicato attraverso una nota l'intera giornata di mobilitazione, parlando di "una grande giornata di lotta per la Val di Susa" e richiamando, a distanza di quindici anni, l'esperienza della cosiddetta Libera Repubblica della Maddalena, un precedente episodio di occupazione e resistenza nella storia del movimento.

Una ferita ancora aperta per il territorio

Con il bilancio definitivo dei danni e dei feriti ormai delineato, resta ora da vedere quali sviluppi giudiziari seguiranno alle centinaia di identificazioni effettuate, in un territorio, quello della Val di Susa, dove le tensioni legate alla realizzazione della Torino-Lione continuano a rappresentare una delle ferite pił profonde e mai completamente rimarginate del panorama sociale italiano degli ultimi decenni.

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