Taranto 2026, Italia da record: 13 medaglie nel nuoto
L'Italia accelera ai Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026 e lo fa soprattutto attraverso una seconda serata di nuoto capace di trasformarsi in una lunga sequenza di podi. Nella vasca dello Stadio del Nuoto Torre d'Ayala gli azzurri hanno conquistato altre 13 medaglie: sei ori, cinque argenti e due bronzi. È lo stesso numero di metalli ottenuti nella sessione inaugurale, ma con un peso ancora maggiore nella graduatoria perché i successi sono raddoppiati rispetto ai tre ori della prima serata. In appena due giornate di finali il nuoto italiano ha così accumulato 26 medaglie, nove delle quali d'oro, diventando il principale motore della partenza dell'Italia nella ventesima edizione della manifestazione mediterranea.
Il dato acquista ulteriore significato se inserito nel quadro complessivo dell'Italia Team. Alla chiusura della giornata di domenica 23 agosto, sommando ai risultati del nuoto quelli ottenuti nella canoa velocità, nel tiro a volo, nella scherma e nella lotta greco-romana, la delegazione italiana aveva raggiunto quota 35 medaglie: 13 ori, 16 argenti e sei bronzi. Un bottino sufficiente per occupare la vetta del medagliere nelle prime fasi dei Giochi. La competizione è ancora lunga e il dato non consente naturalmente di anticipare il risultato finale, ma la partenza italiana mostra già una notevole capacità di trasformare un numero elevato di finali in piazzamenti sul podio.
Una seconda serata ancora più pesante della prima
Il confronto fra le prime due sessioni racconta bene la crescita del nuoto azzurro a Taranto. Sabato 22 agosto erano arrivate 13 medaglie: tre ori, otto argenti e due bronzi. Ventiquattr'ore dopo il totale è rimasto identico, ma la distribuzione è cambiata nettamente: sei ori, cinque argenti e due bronzi. Non è quindi aumentata la quantità dei podi, ma è cresciuta la capacità di trasformare le finali in vittorie. Dopo due giornate il bilancio della piscina è di nove ori, 13 argenti e quattro bronzi.
Il dato evidenzia anche la profondità della squadra italiana. Le medaglie della seconda serata non sono concentrate in una singola specialità o attorno a uno o due atleti. Arrivano dal dorso, dalla farfalla, dallo stile libero, dalla rana, dalle lunghe distanze e dalla staffetta mista. Uomini e donne contribuiscono quasi senza interruzioni e in più occasioni due italiani salgono sullo stesso podio. È un elemento importante perché nei grandi eventi multidisciplinari la competitività complessiva di una nazionale dipende molto dalla capacità di ottenere risultati in un programma ampio, non soltanto nelle discipline nelle quali possiede un campione dominante.
Cocconcelli apre la serata con l'oro nei 50 dorso
La prima vittoria della serata porta la firma di Costanza Cocconcelli nei 50 metri dorso femminili. L'azzurra tocca la piastra in 28"03, precedendo la connazionale Martina Biasioli, seconda in 28"24. La spagnola Tamara Frias Molina completa il podio in 28"44. Per l'Italia è immediatamente una doppietta, il modo più efficace per dare continuità a una sessione precedente già ricchissima di risultati.
Una gara di 50 metri concede margini minimi. Partenza, fase subacquea, frequenza di bracciata e arrivo assumono un peso enorme perché non esiste tempo sufficiente per recuperare un errore importante. La distanza tra Cocconcelli e Biasioli è di appena 21 centesimi, mentre anche la spagnola resta a poco più di quattro decimi dalla vincitrice. Il risultato restituisce quindi non soltanto l'oro di Cocconcelli, ma anche una presenza italiana molto forte nella specialità.
Per Martina Biasioli l'argento completa infatti una finale quasi interamente controllata dalle due azzurre. A livello di medagliere, una doppietta ha un valore particolare: una sola gara consegna contemporaneamente un oro e un argento, limitando inoltre lo spazio disponibile alle altre nazionali. È uno schema che l'Italia ripeterà poco più tardi nei 100 farfalla maschili.
Razzetti e Valsecchi firmano un'altra doppietta
Nei 100 metri farfalla maschili è Alberto Razzetti a salire sul gradino più alto del podio. L'azzurro chiude in 52"11, davanti a Edoardo Valsecchi, argento in 52"21. Il finale è particolarmente serrato perché l'egiziano Youssef Tarek Re Ramadan termina terzo in 52"22: appena un centesimo separa Valsecchi dalla medaglia di bronzo.
Il successo di Alberto Razzetti assume peso anche per il profilo dell'atleta, abituato a confrontarsi ai massimi livelli internazionali e capace di esprimersi in più specialità. A Taranto il suo contributo aggiunge esperienza a una nazionale che combina nuotatori già affermati con atleti impegnati a consolidare il proprio spazio nella squadra assoluta. In una competizione come i Giochi del Mediterraneo questa mescolanza permette di inseguire il risultato immediato e, contemporaneamente, di offrire occasioni internazionali a un gruppo più ampio.
L'argento di Valsecchi rende il risultato ancora più consistente. Il margine di un solo centesimo sull'egiziano mostra quanto il confine tra due medaglie possa essere sottile in una finale internazionale. Per il bilancio italiano, però, quel centesimo vale il secondo doppio podio della serata dopo quello firmato Cocconcelli-Biasioli.
Jacopo Barbotti vince una volata nei 200 stile libero
Il terzo oro arriva dai 200 stile libero maschili, dove Jacopo Barbotti si impone in 1'47"53. È una gara decisa sul filo dei centesimi: il turco Ahmet Mete Boylu chiude secondo in 1'47"59, appena sei centesimi più tardi, mentre il greco Dimitrios Markos conquista il bronzo in 1'47"92.
La prova di Barbotti è particolarmente significativa per il modo in cui il risultato viene costruito. I 200 stile libero richiedono un equilibrio difficile tra velocità e gestione: partire troppo lentamente può rendere impossibile recuperare nel finale, mentre un passaggio eccessivamente aggressivo rischia di essere pagato nell'ultima vasca. Vincere con appena sei centesimi di vantaggio significa aver gestito una gara nella quale ogni dettaglio dell'arrivo può modificare l'ordine del podio.
L'Italia avrebbe potuto presentarsi alla finale con un'altra carta, ma Marco De Tullio è stato costretto al forfait dopo un problema alla spalla sinistra accusato durante le batterie del mattino. L'assenza rende ancora più importante il risultato di Barbotti, che mantiene comunque l'Italia al vertice della specialità e aggiunge il terzo oro della sessione.
Lisa Angiolini conquista oro e record dei Giochi
Uno dei risultati tecnicamente più rilevanti della serata arriva nei 200 rana femminili. Lisa Angiolini vince in 2'24"27 e stabilisce il record della manifestazione. La croata Ana Blazevic termina seconda in 2'27"63, mentre un'altra italiana, Francesca Zucca, sale sul terzo gradino del podio con 2'28"46.
È quindi un'altra gara nella quale l'Italia porta due atlete sul podio. Angiolini costruisce un margine superiore ai tre secondi sulla seconda classificata, una distanza considerevole in una finale di 200 rana. Il record dei Giochi aggiunge un elemento qualitativo al successo: non si tratta soltanto di avere battuto le avversarie presenti a Taranto, ma di avere migliorato il riferimento cronometrico della manifestazione.
Per Francesca Zucca il bronzo completa invece un risultato collettivo particolarmente importante. Nella stessa gara l'Italia ottiene il primo e il terzo posto, confermando una notevole competitività nel settore della rana femminile. Il giorno precedente, nei 100 rana, erano state Benedetta Pilato e la stessa Angiolini a occupare i primi due gradini. Le prime due giornate mostrano dunque una continuità evidente della specialità.
Luca De Tullio domina gli 800 stile libero
La quinta vittoria individuale della sessione porta la firma di Luca De Tullio negli 800 metri stile libero. Il nuotatore barese chiude in 7'46"61, lasciando il greco Dimitrios Markos a 7'55"05 e il tunisino Ahmed Jaouadi a 7'55"30. La differenza supera gli otto secondi e rende questa una delle vittorie più nette della serata italiana.
La caratteristica più evidente della gara è proprio il margine costruito da De Tullio. Nelle lunghe distanze un vantaggio di questa entità non nasce da un singolo episodio, ma dalla capacità di imporre un ritmo che gli avversari non riescono a sostenere. L'italiano prende il controllo della prova e progressivamente separa la propria gara da quella degli inseguitori, arrivando all'ultima parte con un margine già consolidato.
Per De Tullio il successo ha anche una componente territoriale. Nato a Bari, gareggiare in Puglia significa poter vivere una competizione internazionale davanti a un pubblico geograficamente molto più vicino rispetto alle abituali trasferte all'estero. È uno dei tratti particolari di Taranto 2026 per diversi atleti pugliesi: il valore tecnico della gara si accompagna alla possibilità relativamente rara di disputare un grande evento internazionale nella propria regione.
La staffetta mista chiude la serata con il sesto oro
L'ultima vittoria del programma arriva dalla 4x100 misti mista. Francesco Lazzari, Gabriele Mancini, Costanza Cocconcelli e Chiara Tarantino portano l'Italia al successo in 3'45"66, precedendo la Grecia, seconda in 3'47"89, e il Portogallo, terzo in 3'50"20.
La staffetta assume un significato particolare perché trasforma le qualità individuali in un risultato collettivo. Il quartetto deve combinare dorso, rana, farfalla e stile libero, coordinando inoltre la composizione maschile e femminile prevista dalla formula mixed. A differenza delle gare individuali, ogni frazionista consegna il risultato al successivo e un errore può compromettere il lavoro dell'intera squadra.
Per Costanza Cocconcelli il successo significa anche una seconda medaglia d'oro nella stessa serata, dopo quella nei 50 dorso. Francesco Lazzari aggiunge invece l'oro della staffetta all'argento individuale ottenuto nei 50 dorso maschili. Questa capacità di contribuire in più gare aumenta ulteriormente il peso di alcuni protagonisti nel bilancio complessivo della giornata.
Lazzari d'argento nei 50 dorso maschili
Prima della staffetta, Francesco Lazzari aveva conquistato il secondo posto nei 50 dorso maschili con il tempo di 25"12. La vittoria è andata al greco Apostolos Christou in 24"74, mentre il croato Nikola Miljenic ha completato il podio in 25"28. L'altro azzurro Daniele Del Signore ha chiuso quarto in 25"35.
Anche in questa finale l'Italia porta quindi due atleti nei primi quattro. Lazzari trova il podio, Del Signore lo manca per sette centesimi. Sono dettagli che non entrano nel conteggio delle medaglie, ma aiutano a misurare la profondità della presenza italiana: non soltanto podi numerosi, ma anche diversi piazzamenti immediatamente alle loro spalle.
Mascolo seconda nei 200 stile libero
Nei 200 stile libero femminili Anna Chiara Mascolo conquista l'argento con 1'58"53. La spagnola Ainhoa Campabadal Amezcua vince in 1'57"90, mentre la portoghese Francisca Soares Martins prende il bronzo in 1'58"54. Il dettaglio più impressionante è proprio il distacco tra seconda e terza: un solo centesimo permette a Mascolo di assicurarsi l'argento.
Bianca Nannucci termina invece quarta in 2'00"78. Anche qui il quadro italiano comprende quindi un podio e un piazzamento tra le prime quattro. Per Mascolo l'argento arriva all'interno di una gara nella quale la spagnola riesce a creare un margine più netto sulla concorrenza, mentre alle sue spalle la lotta per la seconda posizione resta aperta fino all'ultima toccata.
Mantegazza sfiora l'oro nei 200 rana
Un'altra medaglia d'argento arriva dai 200 rana maschili con Christian Mantegazza. L'italiano termina in 2'11"10, appena 31 centesimi dietro il turco Doruk Yogurtcuoglu, vincitore in 2'10"79. Il croato Filip Mujan è bronzo in 2'11"14, soltanto quattro centesimi alle spalle dell'azzurro.
È una delle finali più equilibrate dell'intera serata: tra primo e terzo classificato passano appena 35 centesimi. Mantegazza si trova quindi contemporaneamente molto vicino all'oro e molto vicino al bronzo, ma riesce a difendere la seconda posizione. Il risultato si aggiunge all'argento ottenuto il giorno precedente nei 100 rana, dove era stato preceduto dal connazionale Gabriele Mancini.
La continuità di Mantegazza evidenzia nuovamente la forza italiana nella rana. Due distanze, due podi individuali per l'atleta e una presenza generale del gruppo azzurro che nelle prime giornate ha prodotto successi e doppiette sia tra gli uomini sia tra le donne.
Paola Borrelli sale sul podio nei 100 farfalla
Il secondo bronzo della serata arriva dai 100 farfalla femminili. Paola Borrelli chiude in 59"13 dietro alla greca Anna Ntountounaki, oro in 58"17, e alla connazionale Georgia Damasioti, argento in 58"49. Sofia Sartori è quinta in 59"35.
La gara viene quindi dominata dalla Grecia nei primi due posti, ma l'Italia riesce comunque a inserirsi sul podio. Il bronzo di Borrelli completa il conteggio delle 13 medaglie azzurre della seconda sessione: sei ori, cinque argenti e due bronzi, distribuiti praticamente lungo tutto il programma della serata.
I tredici podi raccontano più di un singolo exploit
Se si osserva il quadro complessivo, la caratteristica più rilevante è la distribuzione dei risultati. Le sei vittorie arrivano da Cocconcelli, Razzetti, Barbotti, Angiolini, De Tullio e dalla staffetta mista. Gli argenti portano i nomi di Biasioli, Valsecchi, Lazzari, Mascolo e Mantegazza. I bronzi sono di Zucca e Borrelli. Non esiste quindi un unico atleta responsabile del bottino italiano.
Questa dispersione delle medaglie fra numerosi protagonisti è probabilmente il dato più significativo in prospettiva. Una nazionale capace di arrivare sul podio con molti profili differenti dispone di più possibilità di mantenere un rendimento elevato nel corso di una manifestazione. Gli atleti possono alternarsi, le specialità cambiano, ma il livello competitivo resta alto.
Ventisei medaglie in piscina in appena due giorni
Sommando le prime due serate, il nuoto italiano raggiunge quota 26 medaglie: nove ori, 13 argenti e quattro bronzi. La simmetria è curiosa: esattamente 13 podi sabato e 13 domenica. Ma, come già osservato, la seconda giornata mostra un cambio di passo nella qualità del metallo, passando da tre a sei successi.
Nella prima sessione erano stati Benedetta Pilato, Gabriele Mancini e Noemi Cesarano a conquistare gli ori. Pilato aveva vinto i 100 rana femminili in 1'05"82 stabilendo il record dei Giochi, Mancini aveva fatto altrettanto nei 100 rana maschili con 59"94 e Cesarano si era imposta nei 1500 stile libero in 16'08"39. Quella serata aveva già mostrato la profondità azzurra con otto secondi posti e due bronzi.
La replica del giorno successivo porta quindi il nuoto a incidere in maniera enorme sul medagliere italiano. Delle 35 medaglie complessive accumulate dall'Italia alla fine del 23 agosto, ben 26 provengono dalla piscina. Nove dei 13 ori totali appartengono al nuoto. Il peso percentuale della disciplina è evidente e rende le prime giornate di Taranto 2026 fortemente caratterizzate dalle prestazioni nella vasca lunga.
Ma l'Italia del 23 agosto non vince soltanto in piscina
La giornata azzurra è stata particolarmente ricca anche fuori dallo Stadio del Nuoto. Nella canoa velocità sono arrivate altre cinque medaglie: due ori, due argenti e un bronzo. Elena Voltan ha vinto il C1 200 femminile in 47"97, mentre Samuele Veglianti si è imposto nel C1 1000 maschile in 4'19"56. I risultati della canoa hanno contribuito ad avviare una giornata che il nuoto avrebbe poi trasformato in una vera accelerazione nel medagliere.
Nel tiro a volo, Sara Bongini ha conquistato l'oro nello skeet femminile. La 24enne fiorentina era arrivata alla finale dopo avere guidato le qualificazioni con 120 piattelli colpiti su 125 e nell'atto conclusivo ha ottenuto 32 centri su 36, precedendo la turca Cigdem Ozyaman Ozenir. Anche questa vittoria ha contribuito alla progressiva crescita del numero di ori azzurri prima della serata in piscina.
Nella scherma, Roberta Marzani ha conquistato la spada individuale femminile. Dopo avere superato la slovena Francesca Parmesani nei quarti e la turca Aleyna Erturk in semifinale, l'italiana ha battuto la spagnola Daniela Pinyol Tomas per 15-14 in finale. Per Marzani è il secondo titolo ai Giochi del Mediterraneo dopo quello ottenuto a Tarragona nel 2018, a cui si aggiunge il bronzo di Orano 2022.
La lotta greco-romana ha aggiunto invece un argento e un bronzo. Nikoloz Kakhelashvili ha chiuso secondo nei 97 kg dopo la sconfitta in finale contro il serbo Aleksandr Komarov, mentre Luca Dariozzi ha conquistato il bronzo nei 77 kg superando il greco Arionas Kolitsopoulos. Sono questi risultati, sommati a canoa, tiro a volo, scherma e soprattutto nuoto, a portare il totale italiano della seconda giornata a 22 nuove medaglie.
Il medagliere dopo due giornate: Italia a quota 35
Alla fine delle gare del 23 agosto il medagliere dell'Italia registra dunque 35 podi complessivi: 13 ori, 16 argenti e sei bronzi. Rispetto alle 13 medaglie della giornata inaugurale, il secondo giorno ne aggiunge 22. Ancora più evidente è l'aumento degli ori: dai tre del 22 agosto si passa ai 13 complessivi, quindi dieci vittorie in una sola giornata tra le diverse discipline.
Il dato permette all'Italia Team di assumere la leadership provvisoria della classifica per nazioni. L'aggettivo "provvisoria" è essenziale: i Giochi proseguiranno fino al 3 settembre e il programma comprende decine di discipline e moltissime finali ancora da disputare. In questa fase il medagliere fotografa soprattutto la qualità della partenza, non l'esito definitivo della competizione.
Taranto 2026 è la più grande delegazione italiana dei Giochi
L'Italia può contare anche sul vantaggio numerico della delegazione più ampia presente a Taranto 2026. Gli azzurri convocati sono 498, all'interno di una manifestazione che riunisce 3.854 atleti appartenenti a 26 comitati olimpici, ai quali si aggiungono quattro rappresentanti di Athletica Vaticana. La Turchia presenta 332 atleti, la Francia 330, la Grecia 281, l'Algeria 268 e la Spagna 249.
Essere la squadra più numerosa aumenta naturalmente le opportunità di competere per le medaglie, ma non garantisce automaticamente i risultati. I posti disponibili sul podio restano gli stessi e in ogni disciplina bisogna superare nazionali che, nel bacino mediterraneo, esprimono tradizioni sportive di altissimo livello. La consistenza del gruppo italiano deve quindi essere trasformata in finali e piazzamenti, come avvenuto nelle prime due giornate.
Ventisei Paesi e tre continenti attorno allo stesso mare
I Giochi del Mediterraneo hanno una caratteristica unica nel panorama degli eventi multidisciplinari: riuniscono Paesi appartenenti geograficamente e culturalmente a Europa, Africa e Asia ma collegati dal Mediterraneo. A Taranto partecipano delegazioni che vanno dalla Spagna alla Turchia, dall'Italia all'Egitto, dalla Slovenia al Marocco, dal Portogallo alla Siria, costruendo una competizione che possiede contemporaneamente una dimensione sportiva e mediterranea.
La ventesima edizione si svolge dal 21 agosto al 3 settembre 2026 e comprende 33 discipline. Taranto è inoltre la quarta città italiana a ospitare i Giochi dopo Napoli nel 1963, Bari nel 1997 e Pescara nel 2009. Per la Puglia rappresenta quindi un ritorno della manifestazione dopo quasi trent'anni dall'edizione barese.
Il fattore casa e il pubblico dello Stadio del Nuoto
Per gli atleti italiani gareggiare a Taranto significa poter contare su un pubblico di casa che raramente è disponibile in una manifestazione internazionale multidisciplinare. Il vantaggio non è misurabile in maniera automatica sui cronometri, ma può incidere sul contesto emotivo delle finali, soprattutto quando la gara si decide per pochi centesimi.
Il caso più evidente della prima giornata era stato quello di Benedetta Pilato, tarantina e protagonista dell'oro nei 100 rana. Nella seconda serata, però, il sostegno del pubblico accompagna un gruppo molto più ampio. Dai 50 dorso agli 800 stile libero, gli azzurri salgono ripetutamente sul podio e trasformano la sessione in una sequenza quasi continua di premiazioni italiane.
Il nuovo Stadio del Nuoto Torre d'Ayala diventa così, nelle prime giornate della manifestazione, uno dei luoghi simbolo di Taranto 2026. Il successo sportivo rende immediatamente visibile anche uno degli obiettivi dell'evento: lasciare alla città impianti capaci di ospitare competizioni di alto livello anche oltre le due settimane dei Giochi.
Il valore dei risultati oltre il numero delle medaglie
Limitarsi al conteggio sarebbe però riduttivo. Alcune prestazioni offrono indicazioni specifiche: Lisa Angiolini stabilisce il record dei Giochi nei 200 rana, Luca De Tullio domina gli 800 con oltre otto secondi di vantaggio, Barbotti vince i 200 stile libero per appena sei centesimi, Valsecchi difende l'argento per un centesimo e Mascolo fa altrettanto nei 200 stile libero femminili.
Questi risultati mostrano due capacità differenti ma complementari. Da una parte ci sono gare nelle quali gli italiani riescono a costruire un margine netto; dall'altra finali che devono essere risolte all'ultima bracciata. Per una squadra nazionale, saper vincere in entrambe le situazioni è importante: significa possedere sia il livello tecnico per dominare alcune prove sia la lucidità necessaria per gestire quelle in equilibrio.
Le doppiette sono il segnale della profondità azzurra
Le doppiette Cocconcelli-Biasioli nei 50 dorso e Razzetti-Valsecchi nei 100 farfalla sono forse la fotografia più immediata della profondità italiana. Un oro individuale dimostra che un atleta è stato il migliore della finale; portare due rappresentanti sui primi due gradini dimostra che, in quella gara, l'intera specialità nazionale possiede un livello particolarmente competitivo.
A queste si aggiungono il primo e terzo posto di Angiolini e Zucca nei 200 rana femminili, il secondo e quarto posto di Lazzari e Del Signore nei 50 dorso maschili e quello di Mascolo e Nannucci nei 200 stile libero femminili. Anche quando non arriva una doppietta completa, l'Italia colloca spesso due nuotatori nelle prime posizioni.
Un risultato importante anche in prospettiva
I Giochi del Mediterraneo non hanno lo stesso peso di un'Olimpiade o di un Campionato mondiale, e sarebbe sbagliato sovrapporre competizioni con livelli e criteri di partecipazione differenti. Restano però un appuntamento internazionale nel quale molte nazioni schierano atleti di alto livello e nel quale il nuoto italiano può valutare la propria profondità dopo una stagione particolarmente intensa.
Per alcuni atleti Taranto rappresenta l'occasione di trasformare l'esperienza maturata nelle grandi rassegne in risultati immediati; per altri è uno spazio nel quale assumere maggiori responsabilità. Le 26 medaglie in due sessioni indicano che la squadra riesce a mantenere uno standard elevato anche attraverso un gruppo ampio, senza dipendere esclusivamente dai nomi più conosciuti al grande pubblico.
Il medagliere non deve diventare l'unico criterio
La partenza dell'Italia invita inevitabilmente a guardare la classifica per nazioni, ma in un evento multidisciplinare il medagliere ha bisogno di essere interpretato. Le delegazioni non hanno tutte le stesse dimensioni e non partecipano necessariamente con identica profondità alle varie discipline. L'Italia, in qualità di Paese ospitante, dispone della rappresentativa più numerosa e gareggia praticamente sull'intero programma.
La leadership dopo due giornate è quindi un indicatore di efficacia sportiva, non una misura assoluta della forza di un sistema nazionale. Il dato più utile sarà osservare se, con il passare dei giorni e l'ingresso nel programma di nuove discipline, l'Italia saprà mantenere una distribuzione ampia dei podi.
La sfida adesso è dare continuità alla partenza
Il programma dei Giochi è ancora nelle fasi iniziali e questo rende la giornata del 23 agosto soprattutto un punto di partenza. Con gare previste fino al 3 settembre, molte discipline devono ancora entrare nella parte decisiva dei rispettivi tornei. Le squadre nazionali degli sport collettivi, inoltre, hanno bisogno di superare gironi e fasi a eliminazione prima di poter incidere significativamente sul medagliere.
L'obiettivo dell'Italia Team sarà quindi trasformare l'accelerazione iniziale in continuità. Le 35 medaglie già ottenute offrono un vantaggio, ma non eliminano l'incertezza. Turchia, Francia, Spagna, Grecia, Egitto e le altre grandi delegazioni mediterranee dispongono di numerose occasioni per recuperare terreno durante il resto della manifestazione.
La piscina mette il primo timbro forte sui Giochi italiani
Qualunque sarà il medagliere finale, le prime due giornate hanno già consegnato una certezza: il nuoto è stato il settore dominante della partenza italiana. Ventisei medaglie in due sere, nove ori e numerosi doppi podi costituiscono un bottino che da solo supera quello complessivo ottenuto finora da molte delegazioni presenti a Taranto.
La seconda sessione, in particolare, riunisce tutti gli elementi di una grande giornata: il record dei Giochi di Lisa Angiolini, il dominio di Luca De Tullio negli 800, le vittorie serrate di Barbotti e Cocconcelli, la doppietta Razzetti-Valsecchi e l'oro conclusivo della staffetta. A questi risultati si aggiungono gli argenti e i bronzi ottenuti nelle gare nelle quali la vittoria è andata agli avversari.
Taranto festeggia un'Italia già a 13 ori
Il bilancio della domenica termina così con l'Italia a 13 ori complessivi dopo appena due giornate di medaglie. Dieci sono arrivati il 23 agosto: sei dal nuoto, due dalla canoa velocità, uno dallo skeet e uno dalla spada. A questi si aggiungono otto argenti e quattro bronzi conquistati durante la stessa giornata, per un totale di 22 nuovi podi.
Il dato più significativo resta tuttavia la varietà. Nuoto, canoa, tiro a volo, scherma e lotta contribuiscono contemporaneamente alla classifica. È questo che consente alla delegazione italiana di non dipendere esclusivamente dall'eccezionale rendimento della piscina, pur essendo quest'ultima nettamente il principale serbatoio di medaglie.
Sei ori in una sera e un messaggio chiaro dagli azzurri
I Giochi del Mediterraneo di Taranto sono appena iniziati, ma la seconda serata di finali ha già prodotto una delle giornate destinate a rimanere nel racconto dell'Italia Team. Tredici medaglie in piscina, esattamente come nella serata precedente, ma con il doppio degli ori. Cocconcelli, Razzetti, Barbotti, Angiolini, De Tullio e la 4x100 mista mixed hanno trasformato una serie di finali in sei vittorie italiane.
Dietro gli ori rimane una struttura ancora più ampia: gli argenti di Biasioli, Valsecchi, Lazzari, Mascolo e Mantegazza e i bronzi di Zucca e Borrelli. Dopo appena due sessioni il nuoto conta 26 podi, mentre l'intera delegazione italiana sale a quota 35 e prende la testa provvisoria del medagliere.
Adesso la domanda è quanto a lungo l'Italia riuscirà a mantenere questo ritmo e quali discipline raccoglieranno il testimone dal nuoto azzurro nel prosieguo dei Giochi. Se state seguendo Taranto 2026, raccontateci nei commenti quale delle medaglie conquistate finora vi ha maggiormente colpito e quale atleta italiano pensate possa diventare uno dei protagonisti delle prossime giornate.

