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Sydney, sfiorata collisione tra Jetstar e Qatar Airways: indagine sul quasi-incidente

Un Airbus A320 di Jetstar e un Boeing 777 di Qatar Airways hanno evitato per poco una collisione mentre si trovavano sulle vie di rullaggio dell'aeroporto di Sydney, in Australia. L'episodio è avvenuto nella mattinata di domenica 9 agosto e ha immediatamente portato all'apertura di un'indagine da parte dell'Australian Transport Safety Bureau, l'organismo indipendente australiano incaricato di investigare sugli incidenti e sui gravi inconvenienti nei trasporti.
Il velivolo Jetstar, impiegato sul volo JQ402 da Sydney alla Gold Coast, stava rullando in preparazione alla partenza quando l'equipaggio ha osservato il Boeing 777 di Qatar Airways molto vicino su una taxiway che intersecava il suo percorso. Il grande aereo della compagnia qatariota non stava procedendo autonomamente con i propri motori, ma era in quel momento trainato da un trattore aeroportuale.
La situazione ha richiesto un arresto improvviso. Secondo le informazioni comunicate agli investigatori, entrambi gli aeromobili sono stati fermati bruscamente, evitando il contatto. La frenata dell'Airbus ha però provocato il ferimento di una componente dell'equipaggio di cabina, successivamente assistita dai paramedici. Non sono stati segnalati passeggeri feriti.
Nel corso della manovra si è inoltre verificato un danno al collegamento tra il carrello anteriore del Boeing 777 e il mezzo che lo stava trainando. L'elemento centrale dell'indagine sarà ora comprendere perché i due movimenti siano arrivati a interferire fino a creare una situazione descritta ufficialmente come una near collision, cioè una mancata collisione.

Cosa è successo all'aeroporto di Sydney

L'episodio si è verificato intorno alle 7 del mattino locali all'aeroporto internazionale Sydney Kingsford Smith. L'Airbus A320 di Jetstar aveva lasciato la propria area di sosta e stava procedendo verso la pista in vista del volo per la Gold Coast, nel Queensland.
Durante il rullaggio, i piloti hanno individuato il Boeing 777 di Qatar Airways in prossimità di una taxiway che attraversava il percorso dell'A320. Il Boeing veniva spostato mediante un tug, termine utilizzato in ambito aeroportuale per indicare uno dei veicoli specializzati impiegati per trainare o spingere gli aeromobili a terra.
Non è stata resa pubblica, nelle prime ore successive all'accaduto, una distanza minima ufficialmente accertata tra i due velivoli. Parlare quindi di pochi metri o attribuire una misura precisa alla separazione sarebbe prematuro. Ciò che è confermato è che la vicinanza è stata sufficiente a richiedere l'interruzione immediata dei rispettivi movimenti.

La frenata improvvisa dell'Airbus A320

Jetstar ha riferito che il proprio aeromobile stava seguendo le indicazioni del controllo del traffico aereo quando i piloti sono stati costretti a frenare con decisione a causa dell'avvicinamento dell'altro velivolo.
L'arresto improvviso ha avuto conseguenze all'interno della cabina. Una componente del personale di bordo che si trovava in movimento nell'aereo è rimasta ferita ed è stata successivamente valutata dai soccorritori. Non risultano invece ferite tra i passeggeri.
È importante distinguere questo elemento dalla dinamica che ha originato il quasi-incidente: la ferita della componente dell'equipaggio è stata una conseguenza della brusca decelerazione, mentre l'indagine dovrà ancora determinare come i due aeromobili siano arrivati a trovarsi contemporaneamente in una posizione incompatibile.

Il Boeing 777 era sotto traino

Un particolare essenziale per ricostruire correttamente l'accaduto riguarda il Boeing 777 di Qatar Airways. Il velivolo non stava effettuando un normale rullaggio pilotato verso una pista, ma veniva spostato da un mezzo di traino aeroportuale.
Questa differenza modifica anche gli elementi che gli investigatori dovranno esaminare. Quando un aeromobile viene trainato, il movimento coinvolge non soltanto l'equipaggio eventualmente presente a bordo, ma anche gli operatori di terra, il conducente del tug, le procedure aeroportuali e il coordinamento con il controllo del traffico.
Durante l'arresto si è verificato un danno alla connessione tra il carrello anteriore del 777 e il tug. Non è stato invece comunicato, nelle prime informazioni disponibili, un danno da collisione tra le strutture dei due aeroplani, proprio perché il contatto tra Jetstar e Qatar Airways è stato evitato.

Nessuna collisione tra i due aerei

Nonostante la gravità potenziale dell'episodio, è quindi necessario utilizzare una terminologia precisa. I due aeromobili non si sono scontrati: si è trattato di una mancata collisione durante i movimenti a terra.
Questa distinzione non diminuisce l'importanza dell'accaduto. Una situazione nella quale due grandi aerei commerciali arrivano a trovarsi in prossimità incompatibile sulle vie di rullaggio rappresenta un evento che richiede un'analisi approfondita proprio per capire quali barriere di sicurezza non abbiano funzionato come previsto.
Il fatto che l'incidente sia stato evitato consente agli investigatori di studiare l'intera sequenza senza le conseguenze molto più gravi che avrebbe potuto produrre una collisione a terra tra un Airbus A320 e un Boeing 777.

L'ATSB apre immediatamente un'indagine

L'Australian Transport Safety Bureau ha avviato un'indagine sull'episodio e ha indicato una serie di elementi che saranno esaminati durante la fase di raccolta delle prove.
Gli investigatori intendono acquisire i dati disponibili dei due aeromobili, le registrazioni relative al controllo del traffico aereo e altro materiale utile a ricostruire la posizione e i movimenti dei mezzi coinvolti.
Saranno inoltre effettuate interviste con i piloti, gli operatori del tug, i controllori del traffico aereo e altre persone che possono avere osservato direttamente la sequenza. Anche le registrazioni delle telecamere presenti nell'area aeroportuale potranno essere utilizzate per ricostruire il percorso dei due velivoli.

Gli investigatori cercano eventuali immagini dell'episodio

La ricostruzione potrà beneficiare in particolare delle registrazioni CCTV dell'aeroporto e di eventuali immagini riprese da persone presenti nell'area. Il movimento a terra degli aeromobili avviene infatti in un ambiente nel quale diversi sistemi possono fornire informazioni complementari.
Le immagini possono permettere di stabilire, per esempio, il momento in cui l'A320 Jetstar ha iniziato la frenata, la posizione del 777 sotto traino e la sequenza attraverso la quale i due mezzi sono arrivati vicino all'intersezione.
Questi elementi dovranno poi essere confrontati con le comunicazioni radio e con le testimonianze degli operatori per comprendere non soltanto cosa sia materialmente accaduto, ma anche quali informazioni fossero disponibili a ciascuna delle persone coinvolte.

Troppo presto per attribuire responsabilità

L'aspetto più importante nelle prime ore successive all'evento è evitare di individuare prematuramente un responsabile. Gli stessi investigatori australiani hanno chiarito che non è ancora possibile sapere dove si sia verificato l'eventuale errore di comunicazione o coordinamento.
Dovranno essere analizzate le istruzioni impartite dal controllo del traffico aereo, le comunicazioni ricevute e comprese dagli operatori, le procedure seguite dal mezzo che trainava il Boeing e le azioni compiute dall'equipaggio Jetstar.
Una ricostruzione seria non può quindi partire dalla presunzione che l'errore sia stato necessariamente del tug, dei piloti o dei controllori. Stabilire una responsabilità prima dell'analisi delle registrazioni significherebbe trasformare un'indagine tecnica ancora aperta in una conclusione priva di sufficienti elementi.

Jetstar: il nostro aereo seguiva le istruzioni

La compagnia australiana ha dichiarato che l'A320 Jetstar stava seguendo le indicazioni del controllo del traffico quando i piloti hanno dovuto applicare una frenata decisa per evitare l'altro aeromobile.
Jetstar ha inoltre avviato una propria indagine interna. Questo tipo di analisi aziendale può procedere parallelamente all'investigazione indipendente dell'ATSB e concentrarsi sulle procedure operative della compagnia e sull'esperienza del proprio equipaggio.
La dichiarazione della compagnia rappresenta tuttavia soltanto uno degli elementi che saranno considerati. L'ATSB dovrà ricostruire in maniera indipendente l'intero flusso delle istruzioni e stabilire come siano state ricevute e applicate da tutti i soggetti coinvolti.

Il volo JQ402 è stato cancellato

Dopo il quasi-incidente, il volo JQ402 diretto alla Gold Coast non ha proseguito normalmente il proprio viaggio. La partenza è stata cancellata e i passeggeri sono stati riprotetti su servizi successivi.
La cancellazione ha consentito di gestire le conseguenze operative dell'episodio e di permettere le necessarie verifiche sul velivolo Jetstar e sulle circostanze nelle quali si era verificato l'arresto.
Per i passeggeri la conseguenza principale è stata quindi il ritardo nel viaggio, mentre non risultano feriti tra le persone trasportate sull'A320.

Le conseguenze sulle operazioni dell'aeroporto

Dopo il quasi-incidente, Airservices Australia, l'organizzazione responsabile della gestione del traffico aereo civile nel Paese, ha introdotto misure di gestione dei flussi all'aeroporto di Sydney.
Tra queste è stato applicato il cosiddetto departure spacing, cioè una maggiore separazione temporale tra alcune partenze, utilizzata per mantenere gestibile il flusso degli aeromobili mentre venivano affrontate le conseguenze operative dell'evento.
Le misure hanno contribuito a produrre ulteriori ritardi in un aeroporto che stava già attraversando una fase particolarmente complessa dal punto di vista operativo.

Sydney arrivava già da giorni difficili

L'aeroporto di Sydney aveva infatti registrato nei giorni precedenti importanti problemi legati alla disponibilità del personale del controllo del traffico aereo. Nella giornata di sabato oltre 150 voli erano stati interessati da conseguenze operative dovute a problemi di turnazione.
Anche venerdì erano stati registrati numerosi ritardi. Airservices Australia aveva riconosciuto di essere impegnata ad affrontare difficoltà nella copertura dei turni necessari per garantire la piena capacità operativa.
Questo contesto rende inevitabile l'attenzione sulla questione del personale, ma non dimostra che la carenza di controllori abbia causato il quasi-incidente di domenica. Al momento non esiste una conclusione investigativa che permetta di stabilire questo collegamento.

Perché non si può collegare automaticamente l'incidente alla carenza di personale

La contemporaneità tra i problemi di organico e la mancata collisione può suggerire interrogativi legittimi, ma una correlazione temporale non equivale automaticamente a un rapporto di causa.
L'indagine dovrà verificare quali controllori fossero operativi, quale fosse il loro carico di lavoro, quali autorizzazioni siano state impartite e quali movimenti fossero in corso nelle taxiway interessate.
Soltanto dopo questa ricostruzione sarà possibile capire se le condizioni del servizio di controllo abbiano avuto un qualsiasi ruolo oppure se l'origine dell'evento debba essere cercata in altri aspetti della gestione a terra.

Un altro episodio era avvenuto il 27 luglio

L'attenzione sulla sicurezza a Sydney è aumentata anche perché l'ATSB sta già indagando su un altro episodio verificatosi il 27 luglio 2026, meno di due settimane prima.
In quel caso erano coinvolti un Bombardier DHC-8 di QantasLink proveniente da Canberra e un Boeing 737 di Qantas proveniente da Queenstown, in Nuova Zelanda.
Il Boeing 737 era stato autorizzato ad attraversare la pista 34L mentre il DHC-8 si trovava ancora nella fase di decelerazione dopo l'atterraggio. Il controllo del traffico aereo aveva individuato il conflitto e avvisato entrambi gli equipaggi, con il 737 che si era fermato dopo il punto di attesa.

Due indagini separate

I due eventi non devono essere trattati come se avessero necessariamente la stessa causa. L'incidente del 27 luglio riguardava un conflitto con un aeromobile ancora sulla pista, mentre quello del 9 agosto coinvolge due mezzi in movimento su taxiway e un Boeing sotto traino.
L'ATSB sta conducendo indagini separate e non è stato stabilito un legame causale tra i due episodi. La vicinanza temporale rende però comprensibile la maggiore attenzione pubblica sulla gestione dei movimenti all'aeroporto più trafficato dell'Australia.
Se dalle due indagini dovessero emergere eventuali fattori comuni, saranno gli investigatori a evidenziarli. Fino a quel momento sarebbe scorretto costruire un'unica spiegazione per eventi operativamente differenti.

Perché le taxiway sono una parte critica della sicurezza aeroportuale

Quando si pensa alla sicurezza aerea, l'attenzione tende naturalmente a concentrarsi sul decollo e sull'atterraggio. In un grande aeroporto, tuttavia, anche i movimenti a terra richiedono un coordinamento estremamente preciso.
Aerei in partenza, velivoli appena atterrati, mezzi di servizio e aeromobili sotto traino possono utilizzare contemporaneamente una complessa rete di taxiway. Ogni movimento deve essere inserito all'interno di una sequenza compatibile con gli altri.
Nel caso di Sydney, il quasi-incidente è avvenuto proprio durante l'interazione tra due differenti tipi di movimento: un A320 in rullaggio per la partenza e un Boeing 777 spostato attraverso un mezzo di traino.

Cos'è esattamente una taxiway

La taxiway è la via di rullaggio che permette agli aeromobili di spostarsi tra piazzali, terminal, hangar e piste. Non va confusa con la pista utilizzata per decolli e atterraggi.
Negli aeroporti più grandi esistono numerose vie di rullaggio che possono incrociarsi tra loro. Per questo è essenziale che ciascun aeromobile o mezzo conosca precisamente il percorso autorizzato e i punti nei quali deve fermarsi.
Un conflitto su una taxiway avviene generalmente a velocità inferiori rispetto a quello che potrebbe verificarsi durante un decollo o atterraggio, ma le dimensioni e la massa dei grandi aerei commerciali fanno sì che anche una collisione a bassa velocità possa produrre conseguenze rilevanti.

Un Airbus A320 e un Boeing 777 sono velivoli molto diversi

L'Airbus A320 è un aereo a corridoio singolo ampiamente impiegato sulle rotte nazionali e regionali. È proprio il tipo di velivolo normalmente utilizzato da Jetstar su numerosi collegamenti interni australiani.
Il Boeing 777 appartiene invece alla categoria dei grandi wide-body a doppio corridoio, utilizzati prevalentemente sui collegamenti internazionali di lungo raggio. Ha dimensioni e massa sensibilmente superiori rispetto a un A320.
Questa differenza rende ancora più importante evitare qualsiasi interferenza tra i rispettivi percorsi a terra. Non significa però che il 777 fosse necessariamente il velivolo responsabile della situazione: le dimensioni dei due aerei descrivono soltanto la potenziale gravità di un eventuale contatto.

Il ruolo del trattore aeroportuale

Il tug aeroportuale viene utilizzato per spostare grandi aeromobili quando non è opportuno o necessario utilizzare la propulsione dei motori principali. Può essere impiegato per pushback, trasferimenti verso hangar e altri movimenti nell'area operativa.
Quando un aeromobile viene trainato attraverso una taxiway, l'operazione richiede un coordinamento preciso tra personale di terra e controllo del traffico. I margini devono tenere conto non soltanto della posizione del trattore, ma dell'intera lunghezza e apertura alare del velivolo che lo segue.
Nel caso del Boeing 777 coinvolto a Sydney, l'indagine dovrà stabilire quali fossero le istruzioni di movimento assegnate al convoglio formato dal tug e dall'aeromobile e come queste si inserissero nel percorso autorizzato all'A320.

Il danno al collegamento del Boeing con il tug

L'arresto improvviso ha provocato un danno alla connessione tra il carrello anteriore del Boeing 777 e il mezzo di traino. È un dato significativo perché dimostra l'intensità della manovra necessaria per bloccare il movimento.
Non è stato però indicato che il Boeing abbia riportato danni strutturali causati da un impatto con l'Airbus Jetstar. I due aeromobili non sono infatti entrati in collisione.
Il danno al sistema di traino costituirà comunque uno degli elementi tecnici che gli investigatori potranno esaminare per ricostruire le forze e la sequenza dell'arresto.

La frenata ha dimostrato l'importanza dell'ultima barriera di sicurezza

Nella sicurezza aeronautica molti incidenti vengono evitati perché, anche quando una serie precedente di barriere non riesce a impedire una situazione pericolosa, rimane ancora la possibilità di un intervento dell'equipaggio.
Nel caso di Sydney, i piloti Jetstar hanno individuato il rischio e hanno applicato una frenata decisa. Il Boeing sotto traino è stato a sua volta fermato.
Questo ha impedito che il quasi-incidente si trasformasse in una collisione. Ma proprio perché è stato necessario arrivare a un arresto d'emergenza, l'obiettivo dell'indagine sarà comprendere perché le barriere precedenti non abbiano mantenuto una separazione sufficiente tra i due movimenti.

Indagare significa prevenire il prossimo evento

Le investigazioni dell'ATSB non hanno come principale funzione quella di stabilire responsabilità penali. Il loro obiettivo è individuare fattori di sicurezza e possibili modifiche in grado di ridurre il rischio che un episodio analogo possa ripetersi.
Gli investigatori possono quindi analizzare procedure, comunicazioni, segnaletica, sistemi tecnici, fattori umani e organizzazione del lavoro, cercando di capire come più elementi abbiano interagito.
Se durante l'indagine dovesse emergere un problema di sicurezza critico, l'organismo può informare rapidamente le parti interessate affinché vengano adottate misure senza necessariamente attendere la pubblicazione del rapporto finale.

Le comunicazioni saranno uno dei punti centrali

Tra gli elementi più importanti ci saranno inevitabilmente le registrazioni radio. Gli investigatori dovranno stabilire quali istruzioni fossero state impartite all'Airbus Jetstar e quali autorizzazioni regolassero il traino del Boeing Qatar Airways.
Un'analisi di questo tipo non si limita alle parole pronunciate. Occorre verificare anche i readback, cioè le ripetizioni con cui piloti o operatori confermano di avere ricevuto e compreso un'istruzione, e confrontarle con le azioni effettivamente eseguite.
Solo questo lavoro potrà chiarire se ci sia stato un problema di comunicazione, interpretazione, coordinamento o esecuzione, oppure una combinazione di più fattori.

Il fattore umano non equivale semplicemente a "errore umano"

Nelle indagini aeronautiche il concetto di fattore umano è molto più ampio della ricerca di una persona che abbia commesso un errore. Comprende carico di lavoro, informazioni disponibili, progettazione delle procedure, comunicazione, distrazioni e consapevolezza della situazione.
Una scelta che appare sbagliata dopo un evento può essere stata presa da un operatore sulla base di informazioni incomplete o ambigue. Per questo gli investigatori cercano di ricostruire esattamente ciò che ciascuna persona poteva conoscere in quel preciso momento.
Applicare questo metodo al quasi-incidente di Sydney significa evitare di individuare immediatamente un colpevole e concentrarsi invece sulla sequenza operativa che ha permesso ai due velivoli di avvicinarsi.

Il tema delicato degli organici nel controllo del traffico

Parallelamente all'indagine, in Australia continua la discussione sui problemi di organico del controllo del traffico aereo. Le difficoltà di turnazione avevano già provocato limitazioni nella capacità operativa di Sydney nei giorni precedenti.
Il premier del Nuovo Galles del Sud, Chris Minns, ha espresso preoccupazione sia per gli aspetti legati alla sicurezza sia per la necessità che l'aeroporto possa operare alla piena capacità.
La questione assume ulteriore importanza alla luce della crescita prevista del traffico e dell'apertura del nuovo aeroporto di Western Sydney. Ma, ancora una volta, il problema generale degli organici deve rimanere distinto dalle cause specifiche del quasi-incidente fino a quando l'indagine non fornirà elementi concreti.

Sydney è lo snodo aereo più importante dell'Australia

Il Sydney Kingsford Smith Airport rappresenta il principale aeroporto australiano per importanza e volume delle operazioni. La gestione efficiente delle sue piste e taxiway ha quindi conseguenze che si estendono rapidamente sull'intera rete nazionale.
Quando il flusso delle partenze viene ridotto, i ritardi possono propagarsi verso altri aeroporti perché aeromobili ed equipaggi arrivano successivamente in ritardo sulle rotte successive.
Un problema verificatosi nelle prime ore della mattina può quindi produrre effetti durante una parte significativa della giornata, soprattutto in un sistema nel quale gli stessi aeromobili effettuano numerose rotazioni domestiche.

Una mancata collisione non è un incidente minore

L'assenza di vittime e il mancato impatto non devono indurre a considerare l'episodio un semplice disguido aeroportuale. La sicurezza dell'aviazione commerciale si basa proprio sull'analisi degli eventi nei quali una conseguenza grave è stata evitata per poco.
Studiare una near collision permette infatti di individuare vulnerabilità quando è ancora possibile intervenire prima che lo stesso meccanismo produca, in circostanze differenti, un vero incidente.
È per questo che l'ATSB raccoglierà testimonianze, dati e immagini con un livello di approfondimento che potrebbe apparire sproporzionato rispetto a un episodio conclusosi senza collisione, ma che è invece coerente con la logica della prevenzione aeronautica.

Cosa sappiamo e cosa ancora non sappiamo

Al momento sappiamo che il Jetstar JQ402 stava rullando verso la partenza per la Gold Coast, mentre il Boeing 777 di Qatar Airways veniva trainato su una taxiway incrociata. I due mezzi sono arrivati in prossimità e sono stati fermati bruscamente.
Sappiamo inoltre che una componente dell'equipaggio di cabina Jetstar è rimasta ferita, che non risultano passeggeri feriti e che il collegamento tra il carrello anteriore del 777 e il tug ha subito danni.
Non sappiamo ancora quale fosse l'esatta distanza minima tra i due aerei, quale concatenazione di istruzioni abbia prodotto il conflitto e se l'origine dell'evento vada individuata nel controllo del traffico, nelle operazioni di traino, nell'interpretazione delle autorizzazioni o in più fattori combinati.

La risposta arriverà dalle registrazioni e dalle testimonianze

Le prossime fasi dell'indagine dovrebbero consentire di ricostruire con crescente precisione i secondi precedenti all'arresto. Comunicazioni radio, dati di movimento e video potranno essere sincronizzati fino a creare una sequenza temporale dettagliata.
Le testimonianze di piloti, controllori e operatori del traino permetteranno invece di comprendere cosa ciascuno riteneva di dover fare e quale fosse la propria percezione della posizione degli altri mezzi.
È dall'incrocio tra questi elementi che gli investigatori potranno stabilire non soltanto chi si trovasse dove, ma soprattutto perché i sistemi destinati a mantenere separati i movimenti siano arrivati così vicini al fallimento.

Un episodio che riaccende l'attenzione sulla sicurezza a Sydney

La mattina del 9 agosto resterà quindi sotto osservazione non per un incidente avvenuto, ma per un incidente evitato. L'Airbus Jetstar e il Boeing Qatar Airways non si sono toccati, e nessun passeggero è rimasto ferito, ma la necessità di una frenata improvvisa dimostra che la situazione aveva raggiunto un livello tale da richiedere una reazione immediata.
La coincidenza con le difficoltà operative registrate nei giorni precedenti e con l'altra indagine aperta sull'episodio del 27 luglio rende inevitabile una maggiore attenzione sul sistema aeroportuale di Sydney. Sarebbe però prematuro considerare questi elementi come prova di un unico problema comune.
Il compito dell'indagine sarà esattamente questo: separare le impressioni dai fatti tecnici, ricostruire ogni passaggio e individuare eventuali vulnerabilità sulle quali intervenire.

Il quasi-incidente finisce senza collisione, l'indagine è appena iniziata

La parte positiva della vicenda è evidente: i due grandi aerei commerciali sono stati fermati prima dell'impatto. La reazione ha evitato conseguenze potenzialmente molto più serie e nessun passeggero è rimasto ferito.
La componente dell'equipaggio Jetstar ferita durante la brusca frenata rappresenta tuttavia la prova concreta che non si è trattato di un episodio puramente teorico. Anche senza il contatto tra gli aeromobili, l'arresto d'emergenza ha avuto conseguenze reali.
Adesso sarà necessario attendere il lavoro dell'Australian Transport Safety Bureau. Solo l'analisi delle comunicazioni, dei dati e delle immagini potrà stabilire esattamente perché un Airbus A320 diretto alla Gold Coast e un Boeing 777 sotto traino siano arrivati così vicini sulla rete di taxiway dell'aeroporto australiano.
Fino ad allora, la ricostruzione più corretta rimane quella più prudente: una mancata collisione è stata evitata grazie all'arresto dei due mezzi, un membro dell'equipaggio è rimasto ferito e un'indagine indipendente dovrà stabilire quali fattori abbiano prodotto la situazione di pericolo.
E voi cosa ne pensate? Episodi di questo tipo vi fanno percepire diversamente la complessità della sicurezza negli aeroporti oppure vi rassicura il fatto che vengano aperte indagini anche quando la collisione viene evitata? Potete lasciare nei commenti la vostra opinione sul quasi-incidente di Sydney.

Di Gaetano

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