Storico risultato dell'AfD in Sassonia-Anhalt e nuove pressioni sul cancelliere Merz
La Germania si risveglia davanti a uno dei risultati elettorali più dirompenti della propria storia politica recente. Alle elezioni regionali del 6 settembre 2026 in Sassonia-Anhalt, l'Alternative für Deutschland ha ottenuto il 43,8% dei voti, conquistando nettamente il primo posto e lasciando la CDU del cancelliere Friedrich Merz ferma al 17,2%. Il risultato porta l'AfD a 39 seggi sugli 83 previsti nella nuova composizione del Landtag, appena tre in meno rispetto alla maggioranza assoluta di 42.
Il dato è ancora tecnicamente un risultato provvisorio: tutti i 2.661 distretti elettorali sono stati scrutinati, ma il procedimento formale prevede ulteriori verifiche e la proclamazione definitiva da parte degli organi elettorali regionali nelle prossime settimane. Dal punto di vista politico, tuttavia, la dimensione del voto è già chiara e difficilmente potrà essere modificata dagli adempimenti successivi.
L'AfD ha più che raddoppiato il proprio risultato rispetto alle precedenti elezioni regionali del 2021, quando aveva raccolto il 20,8%. La CDU, al contrario, è precipitata dal 37,1% al 17,2%, perdendo 19,9 punti percentuali e registrando una delle più pesanti sconfitte della propria storia regionale. Il cambiamento non riguarda quindi soltanto quale partito sia arrivato primo, ma un vero ribaltamento dei rapporti di forza.
La conseguenza immediata è un problema di governabilità. L'AfD non dispone da sola della maggioranza assoluta, ma le forze che rifiutano una collaborazione con il partito devono trovare una formula molto complessa per costruire un'alternativa. La Sassonia-Anhalt entra così in una fase di negoziati che potrebbe mettere alla prova il cosiddetto "cordone sanitario" mantenuto finora dai principali partiti tedeschi nei confronti dell'AfD.
Il risultato ufficiale provvisorio: AfD al 43,8%
Con lo scrutinio completato in tutti i collegi, l'AfD ha raccolto 576.037 seconde preferenze, pari al 43,8%. La CDU ha ottenuto 226.622 voti, cioè il 17,2%. Dietro le due principali forze si collocano SPD al 9,3%, Verdi all'8,9%, Die Linke all'8,6% e BSW al 5,3%.
La FDP, con il 2,6%, non supera la soglia del 5% necessaria per entrare nel Landtag. La sua esclusione ha un peso particolare nell'aritmetica parlamentare, perché riduce ulteriormente il numero delle forze disponibili per costruire una maggioranza alternativa all'AfD.
La ripartizione provvisoria degli 83 seggi assegna 39 mandati all'AfD, 15 alla CDU e otto ciascuno a SPD, Verdi e Linke. Il BSW ottiene cinque rappresentanti. La maggioranza assoluta è fissata a 42 seggi.
Il dato rende immediatamente visibile la difficoltà: l'AfD è a soli tre seggi dalla maggioranza, mentre tutti gli altri partiti sommati dispongono complessivamente di appena 44 mandati. Qualunque maggioranza costruita senza l'AfD richiederebbe quindi una convergenza estremamente ampia tra forze che, su numerosi temi, sono politicamente molto distanti.
Un'affluenza record del 77,8%
Il risultato non può essere attribuito a una mobilitazione di una minoranza all'interno di una consultazione caratterizzata da scarsa partecipazione. Alle urne è andato il 77,8% degli aventi diritto, un livello record per la Sassonia-Anhalt e superiore di oltre 17 punti percentuali rispetto alla precedente elezione regionale.
Hanno partecipato al voto più di 1,3 milioni di persone. La forte affluenza conferisce al risultato un significato politico ancora maggiore perché dimostra che la competizione ha mobilitato sia gli elettori dell'AfD sia coloro che desideravano impedirne l'avvicinamento al governo regionale.
La campagna elettorale era stata infatti interpretata fin dalle settimane precedenti come una sorta di referendum politico sul possibile ingresso dell'AfD alla guida di un Land. La prospettiva di una maggioranza assoluta del partito aveva spinto elettori, associazioni e forze politiche a considerare il voto particolarmente decisivo.
Nonostante questa mobilitazione, il risultato finale ha consegnato all'AfD un vantaggio di oltre 26 punti percentuali sulla CDU. Una distanza difficilmente spiegabile come semplice effetto di una protesta occasionale e che segnala un consolidamento molto profondo del partito nell'elettorato regionale.
La CDU passa dal 37,1% al 17,2%
Per comprendere l'impatto del voto su Friedrich Merz bisogna partire soprattutto dal crollo della CDU. Nel 2021 i cristiano-democratici avevano vinto le elezioni della Sassonia-Anhalt con il 37,1%, quasi sedici punti davanti all'AfD.
Cinque anni dopo i rapporti sono completamente rovesciati. La CDU perde quasi venti punti percentuali, mentre l'AfD ne guadagna 23. Il divario tra le due forze passa così da un netto vantaggio cristiano-democratico a una superiorità altrettanto netta dell'AfD.
Per il cancelliere Friedrich Merz il problema è inevitabilmente nazionale. La campagna regionale era formalmente guidata dal ministro-presidente Sven Schulze, ma Merz aveva partecipato personalmente a diversi appuntamenti elettorali e aveva presentato il voto come una prova importante della capacità della CDU di contrastare l'avanzata dell'AfD.
Il risultato produce quindi una domanda difficile per la dirigenza cristiano-democratica: perché la strategia della CDU non sia riuscita a recuperare gli elettori passati verso l'AfD e perché, nonostante la presenza di un governo federale guidato dalla stessa Unione, la distanza sia ulteriormente aumentata.
Merz: una sconfitta che scuote il partito
Il cancelliere non ha cercato di minimizzare la portata del risultato. Dopo le riunioni degli organismi dirigenti della CDU, Merz ha parlato di una sconfitta gravissima e ha riconosciuto che il voto ha prodotto un cambiamento che va oltre i confini della Sassonia-Anhalt.
Merz ha escluso l'ipotesi di dimettersi e ha ribadito che abbandonare non è un'opzione. Ha però riconosciuto che il governo federale e il partito non potranno semplicemente continuare come se nulla fosse accaduto, indicando la necessità di conseguenze politiche e di riforme più incisive.
La reazione è significativa perché il cancelliere guida dal 2025 una coalizione federale composta da CDU, CSU e SPD. Il voto regionale non modifica direttamente i numeri della maggioranza al Bundestag e quindi non mette automaticamente in discussione la permanenza del governo nazionale.
Politicamente, però, una sconfitta di questa dimensione può indebolire la capacità del cancelliere di imporre la propria linea all'interno della CDU, soprattutto se altri appuntamenti regionali dovessero confermare lo stesso andamento.
Nessuna collaborazione con l'AfD
La prima risposta di Merz sul tema delle alleanze è stata netta: la CDU non costruirà una coalizione con l'AfD. Il cancelliere aveva già escluso questa possibilità durante la campagna e ha confermato la posizione dopo il voto.
È il principio conosciuto in Germania come Brandmauer, letteralmente "muro tagliafuoco": i principali partiti democratici tradizionali rifiutano accordi di governo e cooperazioni strutturate con l'Alternative für Deutschland.
Per la CDU la questione assume una rilevanza particolare. Il partito compete con l'AfD per una parte dell'elettorato conservatore e ogni apertura potrebbe provocare una profonda spaccatura interna, oltre a modificare uno dei principali confini politici mantenuti dall'Unione negli ultimi anni.
L'AfD sostiene invece che l'esclusione sia diventata politicamente insostenibile dopo un risultato del 43,8%. I suoi dirigenti chiedono che le altre forze riconoscano il mandato ricevuto dagli elettori e permettano al candidato Ulrich Siegmund di tentare la formazione di un governo.
Ulrich Siegmund rivendica il diritto di governare
Il volto della vittoria regionale è Ulrich Siegmund, candidato dell'AfD alla guida della Sassonia-Anhalt. Dopo il risultato ha rivendicato un mandato politico a formare il prossimo esecutivo, sottolineando la distanza ottenuta rispetto a tutte le altre forze.
Siegmund ha costruito negli ultimi mesi una campagna fortemente incentrata su immigrazione, sicurezza, identità nazionale, costi economici e critica delle politiche federali. Ha inoltre utilizzato intensamente i social network, rivolgendosi soprattutto agli elettori più giovani con una comunicazione diretta e meno legata ai tradizionali canali politici.
Il suo problema è però interamente parlamentare: 39 seggi non bastano. Per essere certo di controllare una maggioranza stabile gli servono almeno tre parlamentari aggiuntivi.
La direzione regionale dell'AfD ha quindi cominciato a rivolgersi sia alle altre forze sia ai singoli deputati conservatori, nella speranza di trovare sostegno sufficiente a superare la soglia dei 42 seggi.
Il BSW diventa decisivo con appena cinque seggi
La forza potenzialmente più importante nella nuova aritmetica è il BSW, il Bündnis Sahra Wagenknecht, entrato nel Landtag con il 5,3% e cinque seggi. Pur essendo il partito più piccolo rappresentato, possiede numericamente quanto basta per trasformare i 39 seggi dell'AfD in una maggioranza di 44.
Il BSW è nato da una scissione della Linke e combina una politica economica fortemente orientata all'intervento pubblico con posizioni restrittive sull'immigrazione e una forte critica al sostegno militare occidentale all'Ucraina e alle sanzioni contro la Russia.
Il candidato regionale Thomas Schulze ha dichiarato di essere disposto a parlare con tutti i partiti, AfD compresa, e ha sostenuto che spetti al vincitore delle elezioni tentare per primo di costruire una maggioranza.
Un accordo AfD-BSW non è però già definito. Esistono differenze rilevanti sui programmi economici e sociali e durante la stessa campagna sono emerse dure critiche reciproche. La disponibilità al dialogo non equivale quindi automaticamente a una coalizione.
AfD più BSW avrebbe 44 seggi
Dal punto di vista puramente matematico, la formula più semplice è AfD-BSW: 39 più cinque produce 44 seggi, due oltre la maggioranza assoluta.
Se una simile intesa venisse effettivamente costruita, l'AfD potrebbe guidare per la prima volta un governo regionale in Germania. Sarebbe un passaggio politicamente storico nel periodo successivo alla Seconda guerra mondiale.
La difficoltà sta nel trasformare la compatibilità su alcuni temi — in particolare la critica alla politica verso Russia e Ucraina e una linea più restrittiva sull'immigrazione — in un programma di governo che comprenda bilancio, scuola, polizia, sanità, infrastrutture e amministrazione.
Per il BSW, inoltre, un sostegno diretto all'AfD rappresenterebbe una scelta capace di definire il futuro del partito a livello nazionale, esponendolo a forti tensioni interne e modificandone i rapporti con tutte le altre forze.
Il fronte senza AfD dispone di appena 44 seggi
La matematica è ancora più complessa sul versante opposto. Tutte le forze diverse dall'AfD — CDU, SPD, Verdi, Linke e BSW — sommate arrivano a 44 seggi.
Ciò significa che per costruire una maggioranza assoluta senza l'AfD sarebbe necessario coinvolgere, direttamente o indirettamente, quasi l'intero resto del Parlamento. Nessuna normale coalizione di due o tre partiti tradizionali dispone dei numeri sufficienti.
CDU, SPD e Verdi insieme arrivano soltanto a 31 seggi. Aggiungendo la Linke si raggiunge quota 39, ancora insufficiente. Anche l'ingresso del BSW senza la Linke porta a 36.
Soltanto sommando tutte e cinque le forze non AfD si arriva a 44. Politicamente, però, una coalizione così ampia sarebbe estremamente difficile, soprattutto perché la CDU mantiene forti preclusioni verso la Linke e perché BSW e Verdi sono profondamente distanti su diversi temi.
Il secondo muro della CDU: nessun governo con la Linke
Durante la campagna Merz aveva ribadito che la CDU non avrebbe costruito un programma di governo comune né con l'AfD né con Die Linke. La posizione deriva anche da una decisione nazionale del partito risalente al 2018.
La scelta complica enormemente il quadro della Sassonia-Anhalt. Se la CDU esclude contemporaneamente AfD e Linke, non esiste una coalizione tradizionale capace di raggiungere i 42 seggi.
Merz aveva comunque lasciato uno spazio teorico a formule più flessibili, ricordando che in altri Länder esistono governi di minoranza o maggioranze costruite provvedimento per provvedimento senza una coalizione formale con la Linke.
Una soluzione di questo tipo permetterebbe alla CDU di sostenere di non avere sottoscritto un vero accordo politico con la sinistra radicale, ma richiederebbe comunque una qualche forma di tolleranza parlamentare per eleggere e mantenere in carica un governo.
La Sassonia-Anhalt rischia una lunga fase di negoziati
La presenza di due blocchi così squilibrati rende probabile una fase di trattative complesse. Il risultato elettorale ha prodotto un vincitore molto chiaro, ma non una soluzione altrettanto chiara per la formazione dell'esecutivo.
L'AfD può sostenere di possedere il mandato politico più forte, ma non dispone dei numeri per governare da sola. La CDU e gli altri partiti possono bloccare Siegmund soltanto trovando una formula che superi divisioni ideologiche molto profonde.
In questo senso, il vero effetto della vittoria AfD potrebbe essere costringere tutte le altre forze a ridefinire le proprie linee rosse. Una scelta che comporta rischi in qualunque direzione.
Un accordo troppo ampio costruito principalmente per escludere l'AfD potrebbe essere presentato dal partito vincitore come la conferma che le forze tradizionali intendono governare contro il risultato elettorale. Una collaborazione con l'AfD, invece, romperebbe un principio mantenuto per anni dalla politica tedesca.
Perché il risultato è davvero storico
Il termine "storico" non deriva soltanto dal livello percentuale raggiunto. È la prima volta nella Germania federale del dopoguerra che una formazione classificata come estrema destra dalle autorità competenti arriva nettamente prima in una consultazione regionale con una percentuale vicina alla maggioranza assoluta.
Il ramo dell'AfD della Sassonia-Anhalt è classificato dal Verfassungsschutz regionale come "gesichert rechtsextremistische Bestrebung", cioè come organizzazione considerata con certezza una realtà estremista di destra ai sensi della valutazione dell'intelligence interna del Land.
Questa classificazione non equivale però a un divieto del partito. L'AfD continua a partecipare legalmente alle elezioni, dispone dei medesimi diritti parlamentari previsti per le altre formazioni e contesta la valutazione dell'intelligence, sostenendo di essere una forza politica democratica.
La distinzione è essenziale: il risultato del 43,8% è pienamente valido all'interno del processo elettorale democratico. Il dibattito politico riguarda quindi come le altre forze debbano rapportarsi a un partito legalmente presente ma sottoposto a una classificazione estremamente severa da parte del servizio di protezione costituzionale regionale.
L'AfD cresce di 23 punti in cinque anni
Il salto dal 20,8% del 2021 al 43,8% del 2026 rappresenta un aumento di 23 punti percentuali. Non è soltanto il risultato migliore nella storia regionale del partito, ma uno dei risultati più forti mai ottenuti dall'AfD in una consultazione di questo livello.
La crescita dimostra che il partito non si limita più a raccogliere un voto di protesta circoscritto. Per arrivare a quasi la metà dei voti validi deve necessariamente conquistare elettori provenienti da gruppi sociali, generazioni e precedenti appartenenze politiche molto differenti.
Le analisi elettorali mostrano una particolare forza dell'AfD tra uomini, lavoratori e fasce più giovani, ma il risultato è troppo ampio per essere spiegato soltanto attraverso una singola categoria sociale.
La trasformazione più importante è probabilmente la crescita della percezione, tra una quota consistente degli elettori, che l'AfD non sia semplicemente uno strumento per esprimere insoddisfazione ma una possibile forza di governo.
Economia, immigrazione e sicurezza al centro del voto
Le indagini condotte durante la campagna hanno indicato tra le principali preoccupazioni degli elettori della Sassonia-Anhalt economia, immigrazione, sicurezza, scuola e infrastrutture. Il risultato dell'AfD nasce dall'interazione di più elementi e non può essere ridotto a un unico tema.
La regione continua a confrontarsi con problemi di spopolamento, carenza di lavoratori qualificati, pressione sui servizi locali e difficoltà di diversi settori industriali. In alcune aree, la chiusura o la crisi di grandi datori di lavoro ha rafforzato l'incertezza sul futuro.
Parallelamente, l'AfD ha costruito una parte centrale della propria campagna sulla richiesta di un forte irrigidimento delle politiche migratorie, collegando immigrazione, sicurezza e capacità dello Stato di controllare i propri confini.
Per molti sostenitori del partito hanno pesato anche il costo della vita e la percezione che le decisioni prese a Berlino non rappresentino adeguatamente gli interessi dell'Est della Germania.
Il peso delle differenze tra Germania orientale e occidentale
La Sassonia-Anhalt apparteneva alla Germania Est e continua a mostrare caratteristiche economiche e demografiche differenti rispetto a numerose regioni occidentali, nonostante oltre tre decenni di riunificazione.
Redditi medi più bassi in diversi settori, perdita di popolazione, trasformazione industriale e una memoria ancora viva delle conseguenze economiche della riunificazione contribuiscono a creare una particolare sensibilità politica.
Ciò non significa che tutti gli elettori dell'Est condividano le stesse posizioni o che il voto AfD possa essere spiegato attraverso una generica "frustrazione orientale". Le grandi città, le aree rurali, le generazioni e i differenti gruppi professionali hanno espresso comportamenti elettorali molto diversi.
Il risultato indica però che la distanza politica tra alcune regioni orientali e la media nazionale rimane un elemento fondamentale per comprendere il cambiamento della Germania contemporanea.
Il rapporto con la Russia divide profondamente i partiti
Un altro tema particolarmente importante in Sassonia-Anhalt riguarda la Russia. L'AfD chiede la fine del sostegno militare tedesco all'Ucraina, una revisione delle sanzioni e una normalizzazione dei rapporti economici con Mosca.
Su diversi di questi temi esistono punti di contatto con il BSW, che critica anch'esso l'invio di armi a Kyiv e sostiene un ritorno a una politica di maggiore dialogo con la Russia.
Merz ha invece ribadito dopo le elezioni che la Germania non deve modificare la propria politica di sostegno all'Ucraina semplicemente in risposta al risultato di un voto regionale.
La questione è destinata ad avere un peso anche nel dibattito federale perché la posizione sull'Ucraina rappresenta una delle differenze più profonde tra la linea del governo Merz e quella dell'AfD.
Il voto regionale non cambia il governo federale
È importante distinguere gli effetti politici da quelli costituzionali. Il voto della Sassonia-Anhalt non modifica i numeri del Bundestag e non determina automaticamente una crisi della coalizione guidata da Friedrich Merz.
Il cancelliere continua a essere sostenuto a livello federale dalla coalizione composta da CDU/CSU e SPD. Un risultato regionale, per quanto eccezionale, non produce quindi da solo una mozione di sfiducia o nuove elezioni nazionali.
L'impatto è però molto rilevante sul piano della leadership. Merz aveva assunto anche la guida strategica della risposta conservatrice alla crescita dell'AfD e il risultato dimostra che, almeno in Sassonia-Anhalt, il tentativo non ha funzionato.
Se il fenomeno dovesse ripetersi in altri Länder, aumenterebbero inevitabilmente le pressioni all'interno della CDU per modificare messaggio, programma o leadership in vista delle future elezioni federali del 2029.
Il dilemma strategico della CDU
La CDU si trova davanti a un problema difficile: avvicinarsi alle posizioni dell'AfD su alcuni temi rischia di legittimare il concorrente invece di sottrargli elettori; allontanarsene troppo può lasciare scoperta una parte dell'elettorato conservatore.
Merz aveva già adottato una linea relativamente dura su immigrazione, sicurezza e controllo dei confini, nel tentativo di rispondere alle preoccupazioni che alimentano il voto AfD.
Il risultato della Sassonia-Anhalt mostra che una parte molto consistente dell'elettorato ha preferito comunque votare direttamente per l'AfD. È il problema che la CDU dovrà analizzare nelle prossime settimane.
Parallelamente, un eccessivo spostamento a destra potrebbe rendere più difficile la cooperazione con la SPD, partner della coalizione federale, e allontanare elettori moderati o centristi. La strategia non può quindi essere modificata senza conseguenze sull'intero equilibrio politico nazionale.
La "Brandmauer" è sottoposta alla prova più difficile
Fino a oggi il cordone sanitario ha impedito all'AfD di entrare nei governi regionali anche quando il partito è risultato molto forte, come in Turingia. La Sassonia-Anhalt produce però un livello di pressione completamente nuovo.
Con 39 seggi su 83, l'AfD possiede quasi la metà del Landtag. Ogni maggioranza costruita contro di essa deve essere molto ampia e politicamente eterogenea.
I sostenitori della Brandmauer ritengono che mantenere la separazione sia necessario perché la collaborazione con l'AfD normalizzerebbe posizioni considerate incompatibili con alcuni principi della democrazia liberale tedesca.
I critici sostengono invece che escludere permanentemente un partito votato da oltre quattro elettori su dieci rischi di aumentare la sfiducia politica e rafforzare la narrativa dell'AfD secondo cui tutte le altre forze costituirebbero un unico blocco.
La classificazione del Verfassungsschutz resta un elemento centrale
La discussione sulla collaborazione non può essere separata dalla valutazione del Verfassungsschutz della Sassonia-Anhalt. Dal 2023 il ramo regionale dell'AfD è classificato come organizzazione estremista di destra accertata.
L'autorità ha motivato la decisione facendo riferimento, tra l'altro, a un concetto di popolo definito su base etnico-culturale, a posizioni considerate incompatibili con il principio della dignità umana e ad attacchi sistematici contro le istituzioni democratiche.
L'AfD respinge questa interpretazione e considera il controllo dell'intelligence una forma di pressione politica. Il partito continua a rivendicare la piena legittimità del proprio programma e del mandato ricevuto dagli elettori.
La classificazione non impedisce quindi all'AfD di governare qualora riesca a costruire una maggioranza parlamentare. Renderebbe però un eventuale ingresso al governo un evento senza precedenti per la Repubblica federale moderna.
Che cosa potrebbe cambiare se l'AfD governasse il Land
Un governo regionale non controlla la politica estera o le frontiere nazionali, quindi numerose promesse dell'AfD su Russia, immigrazione e Unione europea non potrebbero essere realizzate direttamente dalla Sassonia-Anhalt.
I Länder tedeschi dispongono però di competenze molto importanti in materia di scuola, cultura, polizia, amministrazione, media regionali e politiche territoriali. Un governo guidato dall'AfD potrebbe quindi produrre cambiamenti concreti in numerosi settori.
Il programma regionale del partito attribuisce particolare importanza alla politica educativa e culturale, alla memoria storica, alla sicurezza e alla revisione dei finanziamenti pubblici destinati a organizzazioni ritenute ideologicamente avverse.
Un governo del Land parteciperebbe inoltre alla formazione della posizione della Sassonia-Anhalt nel Bundesrat, la camera federale che rappresenta i governi regionali e che interviene su una parte rilevante della legislazione nazionale.
Il risultato preoccupa una parte del mondo economico
L'avanzata dell'AfD viene osservata con attenzione anche da imprese e associazioni economiche. La Sassonia-Anhalt affronta una grave carenza di manodopera qualificata e numerose aziende dipendono dalla capacità di attrarre lavoratori da altre regioni e dall'estero.
I critici delle politiche AfD temono che una retorica fortemente restrittiva sull'immigrazione possa rendere più difficile convincere professionisti stranieri a trasferirsi nel Land.
L'AfD sostiene al contrario che l'economia dovrebbe ridurre la dipendenza dalla migrazione attraverso maggiore automazione, formazione interna e politiche familiari, distinguendo tra immigrazione qualificata e flussi che considera non controllati.
Il confronto sarà particolarmente importante perché il futuro economico della regione dipende contemporaneamente dalla capacità di creare posti di lavoro e di compensare una popolazione che in molte aree continua a invecchiare e diminuire.
Una vittoria regionale con effetti europei
Il risultato viene osservato con attenzione anche fuori dalla Germania perché Berlino rappresenta uno dei principali centri decisionali dell'Unione europea. Un rafforzamento stabile dell'AfD potrebbe modificare nel lungo periodo gli equilibri tedeschi su integrazione europea, immigrazione, Russia e politiche energetiche.
È però necessario evitare un'equazione automatica tra il 43,8% in Sassonia-Anhalt e un analogo consenso a livello nazionale. Le differenze regionali tedesche rimangono molto profonde e l'AfD ottiene risultati generalmente più elevati nei Länder orientali.
Allo stesso tempo, i sondaggi federali mostrano da mesi una crescita significativa del partito anche oltre il proprio tradizionale bacino orientale, rendendo il risultato di Magdeburgo politicamente rilevante per tutto il Paese.
Il voto diventa quindi un segnale da osservare, non una previsione automatica del risultato delle prossime elezioni federali.
L'AfD guarda già al 2029
I leader nazionali del partito hanno presentato la vittoria come un passaggio verso l'obiettivo di trasformare l'AfD in una forza di governo federale alle elezioni del 2029.
La strategia è chiara: utilizzare un eventuale governo regionale per dimostrare che il partito può amministrare concretamente e non soltanto svolgere il ruolo di opposizione.
Il risultato della Sassonia-Anhalt offre all'AfD anche una narrativa politica potente: la Brandmauer, secondo i suoi dirigenti, starebbe diventando sempre meno sostenibile man mano che aumenta la percentuale dei voti.
I prossimi negoziati saranno quindi importanti anche per la strategia nazionale del partito. Restare fuori dal governo potrebbe alimentare la narrativa dell'esclusione; entrare nell'esecutivo offrirebbe invece la possibilità di dimostrare concretamente la propria capacità amministrativa, esponendola però anche al giudizio sui risultati ottenuti.
Per Merz il rischio è una crisi di credibilità più che di maggioranza
Il cancelliere non affronta al momento una crisi parlamentare immediata. Il problema è soprattutto una possibile crisi di credibilità politica. Una parte fondamentale della sua leadership si basa sulla promessa che la CDU possa tornare a rappresentare stabilmente il centrodestra e ridurre lo spazio dell'AfD.
In Sassonia-Anhalt è accaduto esattamente il contrario: l'AfD è arrivata al 43,8%, mentre la CDU è scesa al 17,2%. Una distanza di queste dimensioni difficilmente può essere interpretata come una semplice oscillazione locale.
Merz dovrà quindi dimostrare che il governo federale è capace di produrre risultati visibili su economia, immigrazione, infrastrutture e sicurezza, temi che ricorrono costantemente nelle indagini sul malcontento degli elettori.
La pressione aumenterà se i prossimi appuntamenti regionali confermeranno un'AfD in forte crescita. In quel caso il dibattito potrebbe spostarsi dal semplice aggiustamento della strategia alla stessa leadership della CDU.
La vittoria non garantisce comunque il governo all'AfD
Una delle peculiarità dei sistemi parlamentari è che vincere le elezioni non significa automaticamente ottenere la guida dell'esecutivo. Con 39 seggi, l'AfD è nettamente il primo partito ma non possiede da sola la maggioranza.
Se nessun altro gruppo o parlamentare decidesse di sostenerla, Siegmund potrebbe non riuscire a trasformare il successo elettorale in un governo. È già accaduto in altri Länder che l'AfD arrivasse prima senza entrare nell'esecutivo.
Questa volta, però, la distanza dalla maggioranza è minima e la presenza del BSW rende l'esito molto più aperto. Cinque parlamentari sono sufficienti per cambiare completamente il quadro.
La fase successiva non sarà quindi una semplice formalità. Il vero risultato politico della consultazione sarà determinato da ciò che avverrà nelle trattative di Magdeburgo.
Una possibile maggioranza di minoranza
Se nessuna coalizione riuscisse a nascere, potrebbe essere valutata anche una formula di governo di minoranza, nella quale un esecutivo privo di 42 seggi cerchi maggioranze differenti sui singoli provvedimenti.
In Germania esistono precedenti regionali nei quali governi guidati dalla CDU hanno ottenuto appoggi esterni senza trasformarli in una vera coalizione programmatica.
Una soluzione del genere in Sassonia-Anhalt sarebbe però particolarmente fragile, perché l'AfD controllerebbe quasi la metà dei seggi e potrebbe esercitare una fortissima pressione parlamentare su ogni votazione.
La stabilità dipenderebbe dalla disponibilità di Linke, BSW o altri gruppi a garantire di volta in volta i voti necessari, creando un sistema di governo potenzialmente difficile da sostenere per un'intera legislatura.
Il risultato finale sarà formalizzato nelle prossime settimane
Sebbene il quadro politico sia ormai definito, il risultato pubblicato nella notte tra il 6 e il 7 settembre resta formalmente provvisorio. Le commissioni elettorali devono controllare verbali e risultati dei collegi.
Il calendario prevede ulteriori verifiche entro metà settembre e la determinazione definitiva del risultato regionale da parte del Landeswahlausschuss il 22 settembre.
Variazioni minime nei conteggi sono sempre possibili durante questi controlli, ma con distanze così ampie tra i principali partiti non esiste al momento alcuna indicazione che possa cambiare il dato politico centrale: AfD nettamente prima, CDU nettamente seconda.
Anche la maggioranza parlamentare di 42 seggi e la ripartizione provvisoria rendono già possibile analizzare con sufficiente precisione il difficile scenario della formazione del governo.
Una Germania politicamente più polarizzata
La Sassonia-Anhalt fotografa una tendenza verso una crescente polarizzazione. Il primo partito ottiene quasi il 44%, ma il secondo non arriva nemmeno al 18%. Il tradizionale sistema tedesco di partiti relativamente equilibrati appare molto più frammentato.
La peculiarità è che la forza dominante si trova isolata da quasi tutti gli altri partiti, mentre le forze che la contrastano devono collaborare nonostante differenze profonde. Questo crea un paradosso democratico: una maggioranza elettorale relativa molto forte che può comunque restare fuori dall'esecutivo.
Da una prospettiva parlamentare, ciò è perfettamente compatibile con le regole: i governi richiedono maggioranze di seggi, non semplicemente il primo posto. Da una prospettiva politica, però, la situazione alimenterà inevitabilmente un intenso confronto sulla rappresentanza degli elettori.
Il modo in cui i partiti gestiranno questa fase potrebbe essere importante quasi quanto il risultato stesso per il futuro della fiducia nelle istituzioni.
Il voto mette alla prova anche il sistema federale tedesco
La Germania attribuisce ai Länder un ruolo molto forte. Un governo regionale controlla competenze che toccano direttamente la vita quotidiana, dalla scuola alla polizia, e partecipa attraverso il Bundesrat all'elaborazione di numerose leggi federali.
Un eventuale governo AfD in Sassonia-Anhalt rappresenterebbe quindi qualcosa di più di una vittoria simbolica. Consentirebbe al partito di dimostrare concretamente il proprio modello di amministrazione regionale.
Le istituzioni federali, la Costituzione e i tribunali continuerebbero naturalmente a imporre limiti alle decisioni del Land. Nessun governo regionale può modificare unilateralmente i diritti fondamentali garantiti dalla Legge fondamentale tedesca.
Ma dentro quei limiti esiste comunque un margine significativo di azione politica, motivo per cui il negoziato sulla prossima maggioranza viene seguito con tanta attenzione in tutta la Germania.
Non basta più spiegare l'AfD soltanto con la protesta
Uno dei principali insegnamenti del voto è che descrivere l'AfD esclusivamente come un contenitore di protesta appare ormai insufficiente. Quasi il 44% rappresenta una base elettorale troppo ampia per essere letta soltanto come rifiuto degli altri partiti.
Una parte degli elettori vota certamente contro il governo o contro il sistema politico tradizionale, ma un'altra parte dichiara di condividere direttamente le proposte dell'AfD su immigrazione, sicurezza, Russia e identità.
Per CDU, SPD, Verdi e Linke la sfida sarà quindi comprendere quali problemi concreti abbiano prodotto questo spostamento e quali risposte possano essere offerte senza limitarsi a denunciare la natura dell'avversario politico.
Se il consenso AfD viene interpretato soltanto come un'anomalia temporanea, il rischio per gli altri partiti è non affrontare le ragioni che hanno spinto centinaia di migliaia di cittadini a modificare il proprio voto.
La sfida di Merz è ora produrre risultati visibili
Per Friedrich Merz la risposta più importante non arriverà probabilmente dalle dichiarazioni, ma dalla capacità del governo federale di mostrare risultati concreti. L'economia tedesca ha attraversato anni difficili e numerosi cittadini percepiscono ancora un declino della competitività industriale.
Energia, infrastrutture, pensioni, costo della vita, immigrazione e sicurezza sono dossier sui quali il governo dovrà dimostrare di poter trasformare le proprie riforme in cambiamenti percepibili dagli elettori.
Il cancelliere ha sostenuto che la Germania deve continuare a essere guidata dal centro politico. Il risultato della Sassonia-Anhalt rende però molto più urgente dimostrare che quel centro sia ancora capace di mobilitare una maggioranza sociale.
La CDU non potrà limitarsi a difendere la Brandmauer: dovrà contemporaneamente spiegare perché gli elettori dovrebbero tornare a scegliere l'Unione invece dell'AfD.
Il prossimo governo regionale definirà il significato storico del voto
Il 43,8% è già un risultato storico, ma il significato definitivo della consultazione dipenderà dalla formazione del governo. Un esecutivo guidato da Siegmund aprirebbe una fase completamente nuova nella politica tedesca.
Un governo alternativo costruito da tutte o quasi tutte le altre forze dimostrerebbe invece che il cordone sanitario può resistere anche davanti a un'AfD vicina alla maggioranza assoluta.
Una terza possibilità è una situazione di stallo prolungato, con governi di minoranza, accordi temporanei o trattative capaci di durare settimane. Anche questo scenario avrebbe conseguenze sulla stabilità politica e sulla percezione degli elettori.
La Sassonia-Anhalt è quindi diventata un laboratorio nel quale la Germania dovrà decidere come adattare il proprio sistema parlamentare a un panorama politico nel quale una forza un tempo marginale controlla quasi metà del Parlamento regionale.
Una prova decisiva per il futuro del cordone sanitario
La questione centrale delle prossime settimane sarà capire se la Brandmauer rimarrà intatta. Merz ha scelto di ribadire il proprio rifiuto di cooperare con l'AfD, ma la pressione sui politici regionali sarà molto forte.
L'AfD cercherà probabilmente di distinguere tra la posizione nazionale della CDU e quella dei singoli deputati regionali, sostenendo che un rifiuto assoluto contrasti con il mandato espresso dalle urne.
La dirigenza della CDU dovrà invece impedire defezioni sufficienti a consegnare a Siegmund la maggioranza, mentre contemporaneamente cercherà una soluzione alternativa con partiti che fino a pochi giorni fa considerava incompatibili.
Tre seggi sembrano pochi, ma possono diventare una distanza enorme quando il problema non è matematico bensì politico e identitario.
La Germania entra in una fase politica nuova
Il voto della Sassonia-Anhalt non determina da solo il futuro della Germania, ma modifica il punto dal quale il Paese dovrà discutere dell'AfD. Un partito classificato dall'intelligence regionale come estremista di destra ha ottenuto quasi il 44% in una consultazione con affluenza record.
La CDU ha subito contemporaneamente un crollo dal 37,1 al 17,2%, mettendo sotto pressione Friedrich Merz e la strategia con cui il cancelliere aveva promesso di contenere la crescita dell'Alternative für Deutschland.
L'AfD non possiede ancora i numeri per governare da sola. Ha 39 seggi e ne servono 42. Ma il BSW dispone dei cinque mandati che potrebbero consegnarle la maggioranza, mentre un governo alternativo richiederebbe un'intesa estremamente ampia tra CDU, SPD, Verdi, Linke e probabilmente lo stesso BSW.
La partita è quindi appena iniziata. La domanda non riguarda più soltanto quanto possa crescere l'AfD, ma se il partito riuscirà finalmente a trasformare il consenso elettorale in potere esecutivo e se le altre forze saranno disposte a modificare alleanze e veti pur di impedirlo.
Per Friedrich Merz, il voto rappresenta uno dei momenti più difficili dall'inizio del suo cancellierato. La maggioranza federale non è direttamente in pericolo, ma il risultato costringe la CDU a interrogarsi sul proprio rapporto con l'elettorato conservatore, sulla capacità del governo di produrre risultati e sul futuro della Brandmauer.
E voi come interpretate il 43,8% ottenuto dall'AfD in Sassonia-Anhalt? Ritenete che gli altri partiti debbano mantenere senza eccezioni il cordone sanitario oppure pensate che un risultato di questa dimensione renda necessario un nuovo approccio politico? Lasciate nei commenti la vostra opinione sul futuro della Germania dopo questo voto destinato a lasciare un segno profondo.

