Roma capitale della pace: vertice italo-saudita sulla soluzione a due Stati
Prosegue oggi a Roma, presso la sede della Farnesina, la seconda e conclusiva giornata della riunione dell'Alleanza Globale per la Soluzione a Due Stati, co-presieduta dall'Italia e dall'Arabia Saudita. L'obiettivo dell'incontro è dare nuovo impulso al processo diplomatico israelo-palestinese e alla Dichiarazione di New York, sottoscritta lo scorso anno, con un'ampia sessione dedicata anche al dialogo interreligioso.
Che cos'è l'Alleanza Globale per la Soluzione a Due Stati
L'Alleanza Globale è stata istituita nel 2024 su impulso congiunto di Arabia Saudita, Norvegia e Unione Europea, con l'obiettivo di identificare principi guida e proposte concrete per l'attuazione della cosiddetta "soluzione a due Stati", ovvero la coesistenza di uno Stato israeliano e di uno Stato palestinese pienamente riconosciuti e sovrani, considerata da gran parte della comunità internazionale la via maestra per una pace duratura nella regione.
I lavori di questa Alleanza sono confluiti nella cosiddetta Dichiarazione di New York, il documento finale della Conferenza per la risoluzione pacifica della questione palestinese, co-presieduta da Francia e Arabia Saudita tra il 28 e il 30 luglio dello scorso anno. In quell'occasione, l'Italia aveva già svolto un ruolo di primo piano, ricoprendo insieme all'Indonesia la co-presidenza del Gruppo di lavoro sulla Sicurezza, uno degli otto gruppi tematici istituiti nell'ambito della Conferenza.
Il programma dei due giorni di lavori a Roma
La riunione romana, iniziata ieri pomeriggio con sessioni tecniche a livello di delegazioni, prosegue oggi con un segmento di alto livello co-presieduto dal vicepremier e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani e dal ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan Al Saud. Complessivamente, ai lavori partecipano oltre 25 delegazioni diplomatiche, tra cui rappresentanti della Lega Araba, di numerosi Paesi europei e di partner internazionali che sostengono il rilancio del percorso di pace.
Tra i partecipanti figurano anche la ministra degli Esteri dell'Autorità Palestinese, Varsen Aghabekian, e il senior advisor statunitense del Board of Peace, Aryeh Lightstone, mentre interviene da remoto l'Alto Rappresentante per Gaza, Nickolay Mladenov, incaricato di coordinare la governance transitoria, la ricostruzione e l'attuazione del più ampio piano di pace in venti punti per Gaza.
Gli obiettivi concreti della sessione odierna
La sessione di oggi punta a fare il punto sui progressi compiuti nell'attuazione della Dichiarazione di New York, esplorando nuove sinergie a sostegno del processo di pace attraverso l'implementazione della Risoluzione ONU 2803 e del cosiddetto Board of Peace, un organismo internazionale pensato per supervisionare le diverse fasi della transizione verso una soluzione duratura del conflitto.
I due giorni di lavori si concluderanno oggi pomeriggio con un segmento a porte chiuse interamente dedicato al dialogo interreligioso, un tema che, secondo quanto dichiarato dallo stesso ministro Tajani, riveste un'importanza cruciale per rafforzare concretamente le prospettive di pace nella regione, superando le divisioni religiose che storicamente hanno alimentato le tensioni nel conflitto israelo-palestinese.
Le parole del ministro Tajani
Presentando l'iniziativa nelle scorse settimane davanti alle Commissioni Esteri e Difesa riunite di Camera e Senato, Tajani aveva dichiarato: "Insieme al ministro degli Esteri saudita il 28 e 29 luglio presiederò a Roma una riunione dell'Alleanza Globale per la soluzione a due Stati. Daremo nuovo impulso alla Dichiarazione di New York che abbiamo sottoscritto l'anno scorso". Il ministro ha inoltre sottolineato come, per l'Italia, "la diplomazia resta l'unica strada percorribile" per garantire stabilità nella regione mediorientale.
Commentando la scelta della capitale italiana come sede di questo importante appuntamento diplomatico, fonti della Farnesina hanno sottolineato come Roma stia sempre più diventando un punto di riferimento per le mediazioni internazionali più delicate, un ruolo che si va consolidando in parallelo ad altri appuntamenti diplomatici in programma nelle prossime settimane, tra cui una nuova sessione di dialogo su Beirut prevista per il 4 agosto.
Un percorso diplomatico ancora lungo e complesso
Nonostante l'importanza simbolica e politica di questo vertice, resta evidente come il percorso verso un'effettiva attuazione della soluzione a due Stati sia ancora lungo e costellato di difficoltà, in un contesto regionale segnato da profonde divisioni e da una situazione umanitaria a Gaza che, come raccontato in precedenti approfondimenti, resta drammaticamente critica per larga parte della popolazione locale.
La partecipazione di un ampio numero di delegazioni internazionali, unita al coinvolgimento diretto di rappresentanti palestinesi e statunitensi, testimonia comunque la volontà condivisa di mantenere aperto un canale di dialogo multilaterale su uno dei dossier diplomatici più complessi e delicati dell'attuale scenario geopolitico internazionale.
Un ruolo di primo piano per la diplomazia italiana
Con questo vertice, l'Italia conferma la propria volontà di ritagliarsi un ruolo attivo nel processo di pace mediorientale, mettendo a disposizione la propria tradizione diplomatica e la propria posizione geografica strategica nel cuore del Mediterraneo. E voi ritenete che iniziative diplomatiche di questo tipo possano contribuire concretamente al rilancio del processo di pace in Medio Oriente? Condividete la vostra opinione nei commenti, nel rispetto delle diverse sensibilità sul tema.

