• 0 commenti

Rapina Donnarumma, nove anni al mandante del colpo di Parigi

Il tribunale di Parigi ha condannato a nove anni di reclusione Ilyas Kherbouch, conosciuto con il soprannome di "Ganito", ritenuto il mandante della violentissima rapina subita nel luglio 2023 da Gianluigi Donnarumma e dalla compagna Alessia Elefante nel loro appartamento parigino. Il giudice ha disposto anche una multa di 80.000 euro e il mantenimento in detenzione.
La sentenza arriva oltre tre anni dopo un home-jacking che aveva avuto enorme risonanza in Francia e in Italia per le modalità dell'aggressione. Donnarumma, allora portiere del Paris Saint-Germain, e la compagna furono sorpresi durante la notte, immobilizzati e aggrediti mentre i rapinatori cercavano denaro, gioielli, orologi e altri beni di valore.

La decisione arrivata nella notte a Parigi

Il verdetto è stato pronunciato dal tribunale giudiziario di Parigi al termine di un processo durato due giorni e terminato nelle ore notturne tra venerdì 11 e sabato 12 settembre 2026.
Per Kherbouch l'accusa aveva chiesto dieci anni di carcere. La corte ha stabilito una pena leggermente inferiore, pari a nove anni, riconoscendogli comunque un ruolo centrale nell'organizzazione del colpo.

Chi è Ilyas Kherbouch, detto Ganito

Kherbouch è un giovane già noto alla giustizia francese e detenuto per altre vicende. Secondo l'impostazione accolta dal tribunale, avrebbe contribuito a organizzare l'aggressione pur trovandosi in carcere.
Il nome di "Ganito" era già comparso nelle indagini relative ad altri episodi di sequestro e rapina. Durante il processo ha negato di aver ordinato il colpo ai danni del portiere italiano.

Il secondo presunto mandante è stato assolto

Il processo non si è chiuso con condanne per tutti gli imputati. Khyan M., 22 anni, indicato dall'accusa come un altro possibile organizzatore della rapina, è stato assolto.
Nei suoi confronti erano stati chiesti nove anni di carcere. Il tribunale ha invece ritenuto che gli elementi disponibili non fossero sufficienti per una condanna.

Una differenza fondamentale nel verdetto

L'assoluzione di Khyan M. è importante per comprendere il funzionamento del processo penale. Il fatto che più persone siano accusate all'interno dello stesso procedimento non significa che le prove abbiano lo stesso peso per ciascuno.
La corte ha quindi valutato separatamente la posizione di ogni imputato, arrivando a decisioni differenti: condanna per Kherbouch, assoluzione per Khyan M. e una terza pena per uno degli uomini direttamente coinvolti nella notte della rapina.

Cinque anni per Moktar D.

Moktar D., indicato come uno degli uomini che parteciparono materialmente all'operazione, è stato condannato a cinque anni di carcere.
Di questi, due anni sono stati sospesi con condizioni previste dal sistema giudiziario francese. La sua posizione era differente rispetto a quella dei presunti mandanti perché riguardava il ruolo operativo nella notte dell'aggressione.

La notte del 21 luglio 2023

L'episodio risale alla notte del 21 luglio 2023. Donnarumma e Alessia Elefante si trovavano nel loro appartamento di Avenue Montaigne, una delle zone più prestigiose di Parigi.
Durante la notte il gruppo riuscì a entrare nell'abitazione e sorprese la coppia mentre dormiva. L'azione non si limitò al furto di beni: si trasformò immediatamente in una violenta aggressione.

Donnarumma colpito al volto

Il portiere italiano venne picchiato durante l'assalto. Le ricostruzioni processuali riferiscono che fu colpito con guanti rinforzati fino a riportare ferite al volto.
Gli aggressori pretendevano principalmente denaro e orologi, beni che ritenevano presenti nell'appartamento del calciatore.

La coppia immobilizzata

Donnarumma e la compagna furono legati mentre gli uomini cercavano oggetti di valore nelle stanze.
La violenza utilizzata per impedire loro di reagire è uno degli elementi che distingue il caso da un normale furto in appartamento. Le vittime erano presenti e venivano controllate attraverso intimidazione e forza fisica.

La violenza su Alessia Elefante

Anche Alessia Elefante subì violenze. All'epoca era incinta e durante l'aggressione venne immobilizzata utilizzando anche il cavo di un caricatore.
La vicenda assunse successivamente un significato ancora più drammatico perché la donna subì una perdita della gravidanza nei giorni seguenti; nel procedimento il pubblico ministero ha collegato l'evento al forte shock subito durante l'assalto.

Un particolare che ha segnato profondamente il caso

La perdita del bambino è stata richiamata dall'accusa tra le conseguenze più tragiche della rapina. È un elemento che va trattato con particolare cautela perché riguarda la sfera personale delle vittime e una vicenda medica estremamente delicata.
Nel processo il tema è stato comunque parte della ricostruzione delle conseguenze dell'aggressione, contribuendo a spiegare la gravità umana dell'episodio oltre il valore economico del bottino.

Il bottino vicino al milione di euro

Secondo la valutazione indicata da Donnarumma, i beni sottratti avrebbero avuto un valore complessivo poco inferiore a un milione di euro.
Tra gli oggetti portati via figuravano contanti, gioielli, orologi di lusso e borse firmate. Furono prese anche chiavi di automobili e altri beni presenti nell'appartamento.

Perché gli orologi di lusso attirano questo tipo di rapine

Gli orologi di alta gamma costituiscono un obiettivo frequente nei furti rivolti a persone facoltose perché concentrano un valore molto elevato in oggetti piccoli e facilmente trasportabili.
Il loro commercio internazionale e l'esistenza di un mercato secondario rendono inoltre possibile tentare di rivenderli, anche se numeri di serie e registrazioni possono rendere più difficile la circolazione degli esemplari denunciati come rubati.

Anche il portiere del palazzo fu aggredito

L'azione non coinvolse soltanto la coppia. Durante la fuga venne aggredito anche il portiere dello stabile, che aveva cercato di documentare la presenza dei rapinatori.
Questo particolare ha contribuito a mostrare la disponibilità del gruppo a usare violenza non soltanto contro gli occupanti dell'appartamento, ma anche contro chi avrebbe potuto ostacolare la fuga o fornire elementi identificativi.

Un gruppo composto da più persone

Le indagini hanno ricostruito la presenza di un gruppo numeroso, con compiti differenti nell'organizzazione e nell'esecuzione del colpo.
Non tutti gli uomini coinvolti sono stati identificati o giudicati nello stesso momento. Alcuni avevano ruoli operativi, altri sono stati indicati come possibili organizzatori e altri ancora risultavano collegati alla logistica dell'operazione.

L'organizzazione dal carcere

Uno degli aspetti più particolari dell'accusa nei confronti di Kherbouch riguarda il fatto che il giovane avrebbe pianificato la rapina mentre si trovava già in detenzione.
Durante le indagini sono stati esaminati telefoni e comunicazioni utilizzati all'interno del carcere. Kherbouch ha sostenuto che quei dispositivi non fossero utilizzati esclusivamente da lui.

La difesa ha contestato la ricostruzione

L'imputato ha continuato a negare di essere il mandante anche durante il processo del settembre 2026.
La sua difesa ha contestato l'interpretazione degli elementi digitali, sostenendo che telefoni e account utilizzati in carcere potessero essere condivisi con altri detenuti e che quindi non fosse possibile attribuire automaticamente ogni comunicazione a Kherbouch.

Il tribunale ha ritenuto sufficienti le prove

Nonostante le contestazioni, la corte ha ritenuto che il quadro probatorio fosse sufficiente per attribuire a Kherbouch il ruolo di mandante.
La condanna a nove anni riflette quindi una valutazione complessiva degli elementi raccolti nell'indagine, non la presenza fisica del giovane nell'appartamento durante la rapina.

La prima giornata del processo è stata particolarmente tesa

Il processo era iniziato il 10 settembre in un clima di forte tensione. La prima udienza era stata temporaneamente sospesa dopo momenti di agitazione all'interno dell'aula.
Kherbouch aveva rivolto insulti e minacce verso alcuni agenti dopo l'allontanamento di persone a lui vicine presenti tra il pubblico.

Il comportamento in aula

La situazione aveva richiesto l'intervento della sicurezza e aveva reso particolarmente difficile lo svolgimento iniziale dell'udienza.
La seconda giornata si è invece svolta in un clima molto più controllato, dopo le scuse dell'imputato per il comportamento precedente.

Il processo non riguardava soltanto il clamore mediatico

La notorietà di Donnarumma ha reso inevitabilmente il procedimento un caso mediatico. La presenza di un calciatore internazionale come vittima ha generato un'attenzione molto superiore rispetto a quella che normalmente accompagna molti processi per rapina.
Il tribunale, tuttavia, era chiamato a valutare esclusivamente prove e responsabilità individuali, non la fama delle persone coinvolte.

La serie di home-jacking contro personaggi noti

Il colpo si inserisce in una serie di home-jacking che negli ultimi anni hanno coinvolto personaggi famosi e sportivi nella regione parigina.
Le abitazioni di calciatori e altre figure pubbliche possono diventare obiettivi perché la loro disponibilità economica è nota e la presenza di gioielli e orologi viene spesso esposta involontariamente attraverso eventi pubblici o social network.

Il rischio di generalizzare

La successione di episodi non significa tuttavia che ogni calciatore residente a Parigi sia costantemente esposto a un rischio eccezionale.
Le statistiche complessive sulla criminalità devono essere distinte dalla forte visibilità di alcuni casi. Un episodio che coinvolge una celebrità riceve inevitabilmente un'attenzione che migliaia di reati comuni non ottengono.

La ricostruzione della procura

Nel corso del dibattimento la procura ha descritto un fenomeno caratterizzato anche dal coinvolgimento di persone molto giovani nella criminalità predatoria.
L'area occidentale di Parigi, caratterizzata dalla presenza di abitazioni di alto valore, è stata teatro di diversi colpi mirati nel periodo compreso tra il 2022 e il 2025.

Avenue Montaigne, luogo simbolico del lusso parigino

L'appartamento si trovava in Avenue Montaigne, una delle strade più prestigiose di Parigi e parte del cosiddetto Triangle d'Or della capitale.
La zona ospita boutique di alta moda e lusso, hotel e immobili dal valore molto elevato. Proprio questa caratteristica può attirare gruppi specializzati nella ricerca di vittime con patrimoni importanti.

Donnarumma all'epoca giocava nel PSG

Nel luglio 2023 Gianluigi Donnarumma era il portiere del Paris Saint-Germain, club nel quale era arrivato nel 2021 dopo aver concluso l'esperienza al Milan.
La sua notorietà in Francia era quindi elevatissima: campione d'Europa con la Nazionale italiana nel 2021, era uno dei volti più riconoscibili del calcio europeo.

Oggi Donnarumma gioca al Manchester City

Quando il processo è arrivato a sentenza nel settembre 2026, Donnarumma non era più un giocatore del PSG ma militava nel Manchester City.
Il procedimento giudiziario ha quindi riportato alla luce una vicenda appartenente al periodo parigino della sua carriera, concluso nel frattempo.

Donnarumma e la moglie non erano presenti al processo

La coppia non ha partecipato personalmente alle due giornate del dibattimento.
La loro assenza fisica non impediva naturalmente al tribunale di esaminare le dichiarazioni, la documentazione medica e gli altri elementi probatori raccolti durante le indagini.

La posizione di Moktar D.

Moktar D. era l'unico degli imputati del processo collegato direttamente alla scena della rapina in Avenue Montaigne.
Secondo la ricostruzione emersa, aveva un ruolo di vedetta e la sua posizione era quindi diversa da quella degli uomini accusati di aver organizzato il colpo a distanza.

Le conseguenze interne al gruppo criminale

La vicenda giudiziaria ha mostrato anche tensioni interne allo stesso gruppo. Moktar D. avrebbe riferito di essere stato successivamente sequestrato e minacciato dagli altri partecipanti.
Il motivo sarebbe stato collegato al suo comportamento durante l'operazione, giudicato inadeguato dagli stessi complici.

Un altro uomo coinvolto era morto nel 2024

Un'altra persona ritenuta presente la notte della rapina era morta per suicidio in carcere nel maggio 2024.
Anche questo episodio è stato richiamato durante il processo e mostra quanto il fascicolo sia composto da una serie di vicende personali e giudiziarie estremamente complesse.

La parola "mandante" ha un significato preciso

Definire Kherbouch mandante non significa sostenere che fosse presente fisicamente nell'abitazione.
Il tribunale gli ha attribuito un ruolo nella pianificazione e direzione del colpo. In un'organizzazione criminale, chi organizza un reato può essere penalmente responsabile anche senza partecipare materialmente all'esecuzione.

La sentenza non rende automaticamente colpevoli tutti gli accusati

L'assoluzione di Khyan M. ricorda un principio essenziale: ogni responsabilità penale deve essere provata individualmente.
La vicinanza personale a un altro imputato, precedenti giudiziari o il semplice coinvolgimento nell'indagine non possono sostituire la necessità di prove sufficienti per una condanna.

Il valore economico non è l'elemento più grave

Il bottino vicino al milione di euro attira inevitabilmente attenzione, ma la parte più grave della vicenda riguarda la violenza contro le persone.
Essere svegliati durante la notte, immobilizzati e picchiati nella propria abitazione produce conseguenze molto diverse rispetto alla sola perdita di beni materiali.

Il trauma del home-jacking

Il termine home-jacking descrive rapine nelle quali gli autori entrano in un'abitazione mentre gli occupanti sono presenti, spesso con l'obiettivo di costringerli a consegnare chiavi, codici, denaro o preziosi.
Dal punto di vista delle vittime, l'elemento particolarmente traumatico è la violazione del luogo considerato normalmente più sicuro e privato: la propria casa.

La sicurezza delle celebrità

Gli episodi che hanno colpito sportivi hanno spinto club e professionisti a dedicare maggiore attenzione alla sicurezza privata, soprattutto quando una partita rende pubblicamente noto che il calciatore si trova lontano da casa.
Nel caso Donnarumma, però, le vittime erano presenti nell'abitazione, mostrando che le strategie necessarie contro un furto tradizionale non coincidono necessariamente con quelle utilizzate per prevenire una rapina con sequestro.

Il ruolo dei social network

Per personaggi pubblici, i social media possono involontariamente offrire informazioni su viaggi, beni posseduti, automobili e abitudini.
Questo non significa attribuire alcuna responsabilità alle vittime. La colpa di una rapina appartiene agli autori del reato. La prudenza digitale è soltanto una misura di sicurezza aggiuntiva.

Perché il caso ha avuto tanta attenzione in Italia

Donnarumma è il portiere della Nazionale italiana e uno dei calciatori italiani più conosciuti a livello internazionale. La vicenda ha quindi avuto immediatamente una forte eco sulla stampa italiana.
Il processo del settembre 2026 ha riportato al centro dell'attenzione dettagli che erano rimasti in parte meno conosciuti rispetto alle prime notizie diffuse subito dopo la rapina.

Una sentenza che distingue nettamente le responsabilità

Il verdetto finale del processo offre un quadro articolato: nove anni al presunto organizzatore ritenuto responsabile dal tribunale, assoluzione per il secondo uomo indicato dall'accusa come mandante e cinque anni per uno dei partecipanti operativi.
È proprio questa differenza tra le tre posizioni a rappresentare uno degli aspetti principali della sentenza.

Il processo chiude una fase, non cancella la notte del 2023

Per Donnarumma e Alessia Elefante, oggi marito e moglie, la decisione del tribunale rappresenta un importante passaggio giudiziario, ma non modifica quanto avvenuto durante quella notte di luglio.
La perdita materiale può essere quantificata; le conseguenze fisiche ed emotive di un'aggressione di questo tipo sono molto più difficili da misurare. Voi ritenete che i casi di home-jacking contro sportivi e personaggi noti richiedano nuove strategie specifiche di prevenzione? Potete lasciare nei commenti la vostra opinione.

Lascia il tuo commento