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Pogacar nella leggenda: il quinto Tour de France come Merckx e Indurain

Tadej Pogačar ha conquistato ieri a Parigi il proprio quinto Tour de France in carriera, terzo consecutivo dopo i successi del 2024 e del 2025, entrando così in un ristrettissimo club di leggende del ciclismo: quello dei corridori capaci di vincere la corsa francese per cinque volte, finora composto soltanto da Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain.

Un dominio incontrastato durato tre settimane

Lo sloveno, 27 anni, portacolori della UAE Team Emirates XRG, ha chiuso la classifica generale con un margine di 6 minuti e 26 secondi sul belga Remco Evenepoel, secondo classificato, davanti al compagno di squadra, il ventiduenne messicano Isaac Del Toro, che ha conquistato anche la maglia bianca di miglior giovane al proprio primo Tour de France in carriera. Pogačar ha indossato la maglia gialla ininterrottamente dalla sesta tappa in poi, gestendo un vantaggio che, nel corso della terza settimana, la più delicata e decisiva della corsa, è arrivato a superare i sette minuti.

Un club esclusivo aperto solo a quattro leggende

Prima di ieri, soltanto quattro corridori nella storia del ciclismo erano riusciti a vincere il Tour de France per cinque volte: il francese Jacques Anquetil, primo in assoluto a riuscirci tra il 1957 e il 1964; il belga Eddy Merckx, considerato da molti il più grande ciclista di tutti i tempi; il francese Bernard Hinault, ultimo transalpino a trionfare alla Grande Boucle nel 1985; e lo spagnolo Miguel Indurain, capace di un pentagono di vittorie consecutive tra il 1991 e il 1995. Pogačar si unisce ora a questo gruppo ristrettissimo, diventandone il membro più giovane nella storia a raggiungere questo traguardo.

La corsa alla vittoria di tappa e il record di Cavendish

Oltre al successo in classifica generale, questa edizione ha permesso a Pogačar di arricchire ulteriormente il proprio palmarès personale: con le cinque vittorie di tappa conquistate in questa edizione, lo sloveno sale a quota 26 successi di tappa in carriera al Tour de France, quarto nella classifica di sempre, alle spalle di Mark Cavendish, che ne detiene 35, dello stesso Eddy Merckx, fermo a 34, e di Bernard Hinault, con 28. Un dato che testimonia come Pogačar non si limiti a vincere la classifica generale, ma domini la corsa anche nelle singole tappe.

Il record dell'Alpe d'Huez, simbolo del suo dominio

L'emblema più evidente di questa stagione di dominio assoluto resta il record di scalata stabilito sull'Alpe d'Huez durante la diciannovesima tappa: 35 minuti e 27 secondi, un tempo che ha abbassato di 1 minuto e 13 secondi il precedente primato, appartenuto dal 1995 al ciclista italiano Marco Pantani. Un'impresa che ha contribuito a consolidare ulteriormente il vantaggio in classifica generale proprio nella fase più delicata della corsa.

Il duello con Evenepoel e il ritiro di Vingegaard

Tra i grandi protagonisti di questa edizione figura anche il belga Remco Evenepoel, che pur non riuscendo mai realmente a impensierire Pogačar per la vittoria finale, ha comunque disputato un Tour de France solido, chiudendo saldamente al secondo posto della generale. Diversa la sorte toccata a Jonas Vingegaard, capace in passato di battere Pogačar nelle edizioni 2022 e 2023, costretto quest'anno al ritiro dopo una caduta nella quindicesima tappa che gli ha provocato la frattura della clavicola, privando la corsa di uno dei suoi principali rivali storici.

Il gran finale sugli Champs-Élysées

Se la vittoria finale di Pogačar era ormai scontata da giorni, l'ultima tappa ha comunque regalato spettacolo puro: sul circuito cittadino di Parigi, ridotto a 89 chilometri per l'emergenza incendi in Francia, il trionfo è andato all'olandese Mathieu van der Poel, che con un'azione personale spettacolare ha preceduto sul traguardo il proprio compagno di squadra Jasper Philipsen e il danese Mads Pedersen, quest'ultimo laureatosi vincitore della classifica a punti, la cosiddetta maglia verde.

Le parole dell'olandese dopo la vittoria di tappa

Visibilmente emozionato dopo il successo, van der Poel ha raccontato: "L'anno scorso ho dovuto guardare questa tappa dalla televisione e ho aspettato tanto questo momento. È un sogno vincere qui". Parole che testimoniano il significato speciale di un successo conquistato proprio sul traguardo più celebre e simbolico dell'intero ciclismo mondiale, gli Champs-Élysées parigini.

Una stagione da record anche fuori dal Tour

Il quinto Tour de France si inserisce in una stagione 2026 straordinaria per Pogačar, che si è già aggiudicato in precedenza anche il Giro di Svizzera, il Giro di Romandia e diverse classiche monumento, confermandosi il ciclista più completo e dominante del panorama internazionale contemporaneo. A soli 27 anni, e con gli esperti del settore che concordano su come i grandi campioni della corsa francese tendano a raggiungere il proprio picco fisico proprio in questa fascia d'età, il futuro sembra offrire ancora ampio margine per ulteriori record.

Un nome ormai scolpito nella storia del ciclismo

Con questo trionfo, Tadej Pogačar si iscrive definitivamente nell'albo d'oro delle più grandi leggende che questo sport abbia mai conosciuto, aprendo interrogativi affascinanti su quanto lontano potrà ancora spingersi nei prossimi anni. E voi pensate che lo sloveno riuscirà, prima o poi, a superare in solitaria il record delle cinque vittorie? Ditecelo nei commenti e raccontateci le vostre emozioni per questo Tour de France 2026.

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