PIL Italia, crescita dello 0,2% nel secondo trimestre: sale la disoccupazione
Secondo la stima preliminare diffusa dall'Istat, l'economia italiana ha continuato a crescere nel secondo trimestre del 2026, seppur con un ritmo moderato: il PIL è aumentato dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell'anno e dell'1% su base annua. Il dato migliora le previsioni del governo, ma si accompagna a un peggioramento del mercato del lavoro, con il tasso di disoccupazione salito al 5,7% nel mese di giugno.
I numeri della crescita del secondo trimestre
Secondo l'Istat, il prodotto interno lordo del secondo trimestre 2026, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020 e corretto per gli effetti di calendario e la stagionalità, è cresciuto dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, un dato che rappresenta un lieve rallentamento rispetto al +0,3% registrato tra gennaio e marzo, ma che in termini tendenziali accelera all'1%, contro lo 0,8% del primo trimestre.
Questa dinamica ha determinato una revisione al rialzo della crescita acquisita per l'intero 2026, salita a 0,8%, contro lo 0,6% precedentemente stimato dal governo lo scorso aprile, un miglioramento che tiene già conto dei possibili effetti negativi legati al conflitto in corso in Medio Oriente sull'economia nazionale.
Il ruolo trainante dei servizi
Dal lato dell'offerta, la crescita congiunturale risulta trainata principalmente dal comparto dei servizi, mentre si registrano flessioni nel valore aggiunto tanto dell'agricoltura quanto dell'industria, un quadro settoriale che conferma la progressiva terziarizzazione dell'economia italiana osservata ormai da diversi anni.
Dal lato della domanda, si rileva un contributo negativo della componente estera netta, ovvero il saldo tra esportazioni e importazioni, a cui si associa un più marcato contributo positivo della domanda interna al lordo delle scorte, segno che a sostenere la crescita sono stati soprattutto i consumi e gli investimenti interni piuttosto che il commercio con l'estero.
Il confronto con le altre grandi economie europee
Nel confronto con le principali economie del continente, l'Italia condivide con Francia e Germania lo stesso incremento trimestrale dello 0,2%, mentre la Spagna conserva un passo decisamente più sostenuto, raggiungendo un +0,7% nello stesso periodo, confermandosi la locomotiva economica tra i grandi Paesi dell'area euro in questa fase.
Il peggioramento del mercato del lavoro a giugno
Sul fronte occupazionale, i dati relativi al mese di giugno mostrano un quadro più complesso: il numero degli occupati risulta sostanzialmente stabile rispetto a maggio, attestandosi a 24 milioni e 310 mila unità, con un tasso di occupazione fermo al 62,9%. Rispetto all'anno precedente, si contano comunque 131mila occupati in più.
Il dato più preoccupante riguarda l'aumento delle persone in cerca di lavoro: su base mensile, i disoccupati sono cresciuti del 7,2%, pari a 97mila unità in più, un incremento che ha coinvolto uomini, donne e tutte le classi d'età, portando il tasso di disoccupazione complessivo al 5,7%, in aumento di 0,4 punti percentuali, mentre quello giovanile sale al 18,4%, con un balzo di 1,5 punti.
Il paradosso della diminuzione degli inattivi
Un elemento che merita attenzione riguarda la contestuale diminuzione delle persone inattive tra i 15 e i 64 anni, scese dello 0,8%, pari a 103mila unità in meno, un calo che ha riguardato entrambi i sessi e tutte le fasce d'età. Questo dato suggerisce che una parte dell'aumento della disoccupazione registrato nel mese possa derivare da persone precedentemente inattive che sono tornate a cercare attivamente un impiego, piuttosto che da un peggioramento generalizzato delle condizioni occupazionali.
Rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, il quadro appare peraltro più favorevole: diminuiscono sia il numero di persone in cerca di lavoro, del 3,6% pari a 54mila unità in meno, sia quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni, dello 0,7% pari a 92mila unità in meno, un segnale che l'incremento mensile della disoccupazione potrebbe rappresentare più una fluttuazione di breve periodo che un'inversione di tendenza strutturale.
Il commento della presidente del Consiglio
Commentando i dati diffusi dall'Istat, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato: "Ancora una volta l'Italia fa meglio delle previsioni. Gli analisti stimavano una crescita tendenziale del PIL dello 0,7%. I dati diffusi oggi dall'ISTAT certificano invece una crescita dell'1,0%, con una crescita acquisita per il 2026 pari allo 0,8%. E mentre a sinistra c'era chi tifava per il rallentamento dell'Italia, i fatti raccontano un'altra storia. Continuate pure a sottovalutarci".
Un quadro economico articolato
Il combinato dei dati diffusi dall'Istat restituisce quindi un'immagine articolata dell'economia italiana: una crescita del prodotto interno lordo superiore alle attese, sostenuta principalmente dal settore dei servizi, che convive però con segnali più contrastanti sul fronte del mercato del lavoro, dove l'aumento della disoccupazione mensile si accompagna comunque a un miglioramento su base annua.
Uno sguardo alla seconda metà dell'anno
Con l'economia italiana che conferma la propria capacità di tenuta anche in un contesto internazionale complesso, segnato dalle tensioni in Medio Oriente e dal rincaro dei prezzi energetici, resta ora da vedere come evolveranno questi indicatori nella seconda parte dell'anno, un periodo che si preannuncia cruciale per confermare la traiettoria di crescita più solida delineata dai dati odierni. E voi avete percepito nella vostra esperienza personale o professionale gli effetti di questa fase economica? Condividete la vostra opinione nei commenti.

