US Open 2026 al via senza Sinner: tabellone e favoriti
Gli US Open 2026 entrano oggi, domenica 30 agosto, nella fase più attesa: comincia il tabellone principale di singolare a Flushing Meadows. Per il tennis italiano, tuttavia, l'avvio dell'ultimo Slam della stagione è segnato da un'assenza pesantissima. Jannik Sinner, numero uno del mondo e vincitore del torneo nel 2024, non sarà in campo a New York a causa di un persistente problema al ginocchio destro. Il forfait, ufficializzato il 21 agosto dopo giorni di tentativi di recupero, cambia profondamente gli equilibri del tabellone maschile. Alexander Zverev diventa la testa di serie numero uno, Carlos Alcaraz guida la parte bassa come numero due e campione in carica, mentre Novak Djokovic prova ancora una volta ad attaccare il venticinquesimo titolo del Grande Slam. Per l'Italia resta una presenza numerosa nel main draw, ma manca inevitabilmente il giocatore che avrebbe rappresentato la principale candidatura azzurra al titolo.
Il tabellone principale parte oggi a Flushing Meadows
La giornata del 30 agosto segna l'inizio ufficiale degli incontri di primo turno dei singolari maschile e femminile. L'edizione 2026 degli US Open è formalmente cominciata già nei giorni precedenti con la Fan Week, le qualificazioni e gli altri eventi inseriti nel programma, ma è con il main draw che il torneo entra nella sua dimensione sportiva principale. Il primo turno sarà distribuito su tre giornate, fino a martedì 1° settembre, mentre la finale maschile è prevista per domenica 13 settembre. Il Billie Jean King National Tennis Center di New York torna così a ospitare 128 giocatori nel singolare maschile, chiamati a superare sette turni per arrivare al titolo.
Il programma della prima giornata coinvolgerà sia l'Arthur Ashe Stadium sia il Louis Armstrong Stadium, il Grandstand e i campi secondari. A New York gli incontri sui campi esterni iniziano dalla tarda mattinata, mentre le sessioni serali dell'Ashe si protraggono tradizionalmente fino a notte. È una delle caratteristiche più riconoscibili degli US Open: giornate lunghissime, pubblico numeroso e un'atmosfera molto diversa da quella degli altri tre tornei dello Slam. Quest'anno l'attenzione del primo giorno sarà inevitabilmente rivolta anche a Novak Djokovic, impegnato contro Mariano Navone.
Sinner si è ritirato il 21 agosto
Il forfait di Jannik Sinner non è arrivato all'ultimo minuto. L'italiano ha annunciato il ritiro il 21 agosto, spiegando che il problema al ginocchio destro non gli avrebbe consentito di affrontare un torneo al meglio dei cinque set e lungo potenzialmente due settimane. Sinner aveva già rinunciato ai Masters 1000 di Montreal e Cincinnati proprio per provare a recuperare, ma il lavoro svolto con il proprio staff medico non ha prodotto in tempo le condizioni necessarie per competere a New York.
Nei giorni precedenti alla decisione Sinner era tornato in campo a Monte Carlo insieme al suo team, verificando direttamente le condizioni del ginocchio. La risposta fisica non è stata sufficiente per autorizzare un rientro agonistico. La scelta è quindi stata quella di non forzare e concedere altro tempo alla riabilitazione. Per un giocatore che avrebbe dovuto affrontare sette partite potenzialmente lunghe, su cemento e nell'arco di quindici giorni, il rischio di presentarsi non completamente recuperato sarebbe stato particolarmente elevato.
Il problema al ginocchio interrompe una stagione straordinaria
L'assenza pesa ancora di più considerando la stagione disputata da Sinner nel 2026 prima dello stop. Al momento del ritiro dagli US Open il numero uno mondiale presentava un bilancio di 44 vittorie e appena tre sconfitte, con una successione di risultati di altissimo livello. Aveva conquistato, tra gli altri, i titoli di Indian Wells, Miami, Monte Carlo, Madrid, Roma e Wimbledon. Una continuità che lo aveva mantenuto saldamente al centro del tennis mondiale e che rendeva naturale inserirlo fra i principali candidati al titolo di New York.
Proprio Wimbledon rappresenta uno dei punti più importanti della sua stagione. Sinner era arrivato al titolo sull'erba londinese aggiungendo un altro Grande Slam al proprio palmarès e portando a cinque il numero complessivo dei major vinti in carriera. Il problema al ginocchio comparso successivamente ha interrotto il percorso sul cemento nordamericano, impedendogli di disputare sia i principali tornei di preparazione sia gli US Open. Da una stagione dominata dalla continuità si è quindi passati, nel giro di poche settimane, alla necessità di fermarsi completamente.
New York aveva un significato particolare per Sinner
Flushing Meadows non è un torneo qualsiasi nella storia recente di Jannik Sinner. Nel 2024 l'italiano aveva conquistato proprio a New York uno dei titoli più importanti della propria carriera, imponendosi sul cemento americano e consolidando definitivamente la propria posizione ai vertici. Nel 2025 era tornato fino alla finale, dove era stato battuto da Carlos Alcaraz. Due edizioni consecutive da protagonista assoluto avevano quindi trasformato gli US Open in uno dei tornei nei quali il numero uno mondiale sembrava maggiormente a proprio agio.
La mancata partecipazione interrompe questa sequenza. Sinner non potrà difendere direttamente il risultato della finale dello scorso anno e, soprattutto, non potrà proseguire a New York uno dei capitoli centrali della rivalità con Carlos Alcaraz. Il duello tra i due ha definito una parte consistente delle ultime stagioni del tennis maschile. L'assenza dell'italiano non elimina naturalmente la qualità del torneo, ma priva il tabellone della possibilità di un nuovo confronto fra i due giocatori che più frequentemente hanno occupato le fasi decisive degli Slam recenti.
Il forfait cambia immediatamente le teste di serie
Dal punto di vista del tabellone, la conseguenza più evidente del ritiro del numero uno mondiale è la nuova configurazione delle teste di serie. Alexander Zverev è diventato il numero uno del seeding e occupa la parte alta del tabellone. Carlos Alcaraz, numero due, guida invece la metà inferiore. Sinner sarebbe stato naturalmente il primo riferimento del tabellone se fosse stato in condizioni di partecipare.
Il cambiamento non è soltanto formale. Le teste di serie determinano la distribuzione dei principali giocatori nel draw maschile e quindi i potenziali incroci nei turni più avanzati. L'assenza di Sinner libera una posizione che avrebbe condizionato l'intera struttura del torneo. Per Zverev, Alcaraz, Djokovic e gli altri giocatori di vertice significa dover affrontare un percorso diverso rispetto a quello che si sarebbe prodotto con il numero uno del mondo regolarmente presente.
Zverev parte da numero uno del tabellone
Alexander Zverev arriva a New York come prima testa di serie e con un obiettivo molto concreto: conquistare il primo US Open della propria carriera. Il tedesco conosce bene Flushing Meadows, dove nel 2020 arrivò a un passo dal titolo perdendo in finale contro Dominic Thiem dopo essere stato avanti di due set. Da allora ha raggiunto anche una semifinale e altri piazzamenti importanti, dimostrando di possedere caratteristiche tecniche particolarmente adatte al cemento americano.
Il 2026 ha inoltre modificato il modo in cui Zverev viene osservato nei tornei del Grande Slam. La conquista del Roland Garros gli ha permesso di superare finalmente la barriera del primo major, eliminando una delle principali domande che avevano accompagnato la sua carriera. A New York, però, dovrà confermare questo salto di qualità in condizioni diverse. Il servizio, la solidità da fondo campo e la capacità di coprire il campo rimangono le sue armi principali, ma essere la testa di serie numero uno comporta anche una pressione differente.
Alcaraz torna per difendere il titolo
Nella metà inferiore del tabellone c'è Carlos Alcaraz, campione degli US Open 2025 e numero due del seeding. Lo spagnolo torna però dopo un periodo molto particolare. Un problema al polso lo ha costretto a una lunga assenza che gli ha fatto saltare una parte significativa della stagione, compresi Roland Garros e Wimbledon. Il ritorno competitivo è quindi accompagnato da un'incognita inevitabile sulla condizione fisica e sul ritmo partita.
Il talento e l'esperienza dello spagnolo nei major restano però fuori discussione. Alcaraz ha già conquistato sette titoli dello Slam e conosce perfettamente il percorso necessario per vincere a Flushing Meadows. Nel 2025 aveva sollevato il trofeo battendo proprio Sinner in finale. Quest'anno il suo primo avversario sarà Roman Safiullin. Il grande interrogativo non riguarda quindi la capacità tecnica dello spagnolo, ma quanto rapidamente riuscirà a ritrovare l'intensità necessaria per affrontare incontri al meglio dei cinque set dopo mesi con pochissima attività agonistica.
Senza Sinner manca il principale duello degli ultimi anni
Negli ultimi tornei del Grande Slam la rivalità tra Sinner e Alcaraz aveva assunto una centralità sempre maggiore. I due hanno alternato vittorie nei major e si sono affrontati ripetutamente nelle fasi più importanti dei tornei, diventando il principale riferimento generazionale del tennis maschile dopo l'era dominata da Federer, Nadal e Djokovic. La loro capacità di produrre contemporaneamente potenza, velocità, difesa e aggressività ha definito un nuovo standard competitivo.
A New York, tuttavia, questa possibilità non esiste. Alcaraz resta in corsa, mentre Sinner deve osservare il torneo da fuori. Per lo spagnolo questo potrebbe teoricamente eliminare uno degli avversari più difficili, ma non rende automaticamente semplice il percorso. Il tabellone comprende giocatori di grande esperienza e giovani in crescita, mentre la condizione dello stesso Alcaraz deve ancora essere verificata sul campo. L'assenza di un favorito modifica quindi le probabilità, ma non consegna il trofeo a nessuno.
Djokovic continua a inseguire il venticinquesimo Slam
Uno dei grandi protagonisti della nuova configurazione è ancora una volta Novak Djokovic. A 39 anni, il serbo arriva agli US Open con 24 titoli del Grande Slam e con l'obiettivo ormai dichiarato da tempo di conquistare il numero 25. Sarebbe un risultato storico, capace di separarlo definitivamente da Margaret Court nel conteggio complessivo dei major in singolare.
Djokovic ha già vinto quattro volte a New York e conosce ogni dettaglio delle condizioni di gioco sul cemento di Flushing Meadows. La sua stagione non è stata lineare, ma nei tornei del Grande Slam continua a essere competitivo anche contro avversari molto più giovani. Il ritiro di Sinner elimina uno dei giocatori contro i quali Djokovic aveva incontrato maggiori difficoltà negli ultimi anni. Resta però la necessità di reggere sette incontri e, soprattutto, di superare eventualmente giocatori come Zverev o Alcaraz nella fase decisiva.
Djokovic debutta contro Mariano Navone
Il cammino del serbo comincia già nella prima giornata con la sfida contro l'argentino Mariano Navone. Djokovic sarà quindi subito uno dei riferimenti della sessione serale dell'Arthur Ashe Stadium. Il primo turno di uno Slam viene spesso considerato una formalità per i grandi favoriti, ma lo stesso Djokovic ha riconosciuto come negli ultimi anni l'ingresso nei tornei sia diventato meno automatico.
Per il serbo sarà importante trovare immediatamente ritmo, servizio e continuità negli scambi. Il torneo di Cincinnati non gli aveva dato il percorso desiderato e New York rappresenta una sfida diversa, soprattutto per le condizioni fisiche richieste dalle partite al meglio dei cinque set. La capacità di gestire le energie sarà probabilmente importante quanto il livello tecnico puro, soprattutto se il percorso dovesse arrivare fino alla seconda settimana.
Daniil Medvedev resta un avversario naturale sul cemento
Tra i giocatori da non sottovalutare c'è anche Daniil Medvedev, vincitore degli US Open nel 2021. Il russo non arriva a questa edizione con lo status di principale favorito che aveva posseduto in alcune stagioni precedenti, ma il suo rapporto con il cemento di New York rimane particolare. La combinazione tra servizio, profondità dei colpi e posizione molto arretrata in risposta ha spesso funzionato particolarmente bene a Flushing Meadows.
Medvedev inizierà contro Hugo Gaston. Il suo percorso recente nei grandi tornei è stato meno costante, ma gli US Open rimangono il major nel quale ha storicamente espresso alcuni dei propri risultati migliori. In un tabellone modificato dal forfait di Sinner e con Alcaraz reduce da un lungo stop, un ex campione capace di trovare rapidamente fiducia potrebbe diventare una variabile significativa.
Il tennis americano cerca ancora un campione in casa
Gli Stati Uniti continuano a inseguire un obiettivo che manca dal 2003, anno del successo di Andy Roddick: vedere nuovamente un americano vincitore degli US Open nel singolare maschile. Le speranze principali passano da Ben Shelton, Taylor Fritz e Frances Tiafoe, giocatori che negli ultimi anni hanno già dimostrato di poter andare lontano a New York.
Ben Shelton arriva con particolare attenzione attorno a sé dopo i risultati ottenuti sul cemento nordamericano e dopo aver già raggiunto una semifinale agli US Open. Il suo servizio mancino, la potenza e la capacità di alimentarsi dell'energia del pubblico possono diventare fattori importanti. Fritz e Tiafoe possiedono a loro volta esperienza nelle fasi avanzate del torneo. L'assenza di Sinner amplia teoricamente lo spazio per tutti, ma trasformare un'opportunità in sette vittorie consecutive resta un compito completamente diverso.
Arthur Fils è tra i giocatori emergenti da seguire
Un altro nome in crescita è quello di Arthur Fils. Il francese arriva a New York dopo aver conquistato il primo Masters 1000 della carriera a Cincinnati, un risultato che lo ha definitivamente inserito fra i giocatori da osservare con maggiore attenzione. Il suo tennis aggressivo, costruito sulla potenza dei fondamentali, può adattarsi bene alle condizioni relativamente rapide del cemento americano.
Il sorteggio, però, non gli ha regalato un avvio semplice: al primo turno affronterà Stefanos Tsitsipas. È uno degli incontri più interessanti dell'intera apertura del torneo perché mette di fronte un giocatore in grande ascesa e un avversario che, pur attraversando una fase meno brillante rispetto ai propri anni migliori, possiede una notevole esperienza negli eventi più importanti. Il vincitore potrebbe acquisire immediatamente fiducia e diventare un elemento rilevante nel proprio settore del tabellone.
Wawrinka torna a New York per l'ultima volta
L'edizione 2026 avrà anche un forte elemento emotivo con Stan Wawrinka, che ha annunciato il ritiro al termine della stagione. Il quarantunenne svizzero, vincitore degli US Open nel 2016, inizialmente non aveva ricevuto una wild card per il main draw, ma è successivamente entrato grazie alla disponibilità di un invito dopo il ritiro di un altro giocatore.
Il destino del sorteggio ha inoltre creato una sfida particolarmente interessante per il pubblico italiano: Wawrinka affronterà al primo turno Matteo Berrettini. Il match metterà di fronte due giocatori che hanno costruito molto della propria carriera su servizio e potenza, seppure con stili differenti. Per lo svizzero sarà l'ultima partecipazione a un torneo nel quale ha vissuto uno dei momenti più importanti della propria carriera.
L'Italia resta numerosa anche senza il numero uno
L'assenza di Sinner non significa che il tennis italiano scompaia dal tabellone. La rappresentanza azzurra rimane ampia e comprende giocatori con profili e obiettivi differenti. Lorenzo Musetti, Matteo Berrettini, Flavio Cobolli, Luciano Darderi, Matteo Arnaldi, Lorenzo Sonego, Mattia Bellucci e altri italiani figurano nel main draw, insieme a giovani e qualificati che aumentano ulteriormente la presenza nazionale.
Il problema è naturalmente la differenza tra una presenza numerosa e avere il numero uno del mondo tra i favoriti per il titolo. Sinner avrebbe rappresentato la candidatura italiana più forte nella storia recente del torneo. Senza di lui l'obiettivo collettivo diventa seguire il percorso dei singoli azzurri e capire chi riuscirà ad avanzare maggiormente nella seconda settimana.
Sonego trova subito Zverev
Il sorteggio più difficile fra quelli che riguardano gli italiani è probabilmente quello di Lorenzo Sonego, chiamato ad affrontare al primo turno proprio Alexander Zverev. Significa trovarsi immediatamente di fronte la testa di serie numero uno del torneo e uno dei giocatori indicati tra i principali candidati al titolo.
Sonego possiede le caratteristiche per rendere complicato un singolo incontro grazie al servizio e alla capacità di giocare con aggressività, ma il livello dell'avversario rende evidente la difficoltà della sfida. Per Zverev, allo stesso tempo, non sarà un debutto da affrontare con superficialità. Un primo turno contro un giocatore esperto e abituato ai grandi palcoscenici rappresenta immediatamente un test sullo stato di forma del tedesco.
Musetti parte contro Arthur Fery
Lorenzo Musetti inizierà invece il proprio torneo contro il britannico Arthur Fery. Per il toscano gli US Open rappresentano un'altra occasione per verificare quanto il proprio tennis possa essere competitivo sul cemento dopo risultati importanti ottenuti negli anni soprattutto sulle superfici dove variazioni, rotazioni e creatività possono emergere maggiormente.
La crescita di Musetti ha comunque mostrato un progressivo adattamento anche ai campi veloci. Il servizio è diventato più incisivo e la gestione delle fasi offensive è migliorata. New York rimane però un ambiente particolare, nel quale intensità e capacità di prendere rapidamente il controllo dello scambio sono fondamentali. Superare senza eccessivi consumi energetici i primi turni diventerebbe importante per costruire un percorso significativo.
Berrettini contro Wawrinka è una delle sfide simboliche
Il primo turno tra Matteo Berrettini e Stan Wawrinka avrà un significato che va oltre la classifica. Il romano torna ancora una volta in uno Slam nel quale in passato è riuscito ad arrivare fino alla semifinale, mentre Wawrinka saluta progressivamente i grandi tornei che hanno costruito la sua carriera.
Per Berrettini la chiave resta inevitabilmente il servizio. Sul cemento di New York, quando la prima palla funziona e il diritto riesce a comandare lo scambio, l'italiano può mettere sotto pressione molti avversari. Wawrinka, però, conserva una straordinaria capacità di accelerazione da fondo campo e un rovescio a una mano che gli ha permesso di competere ai massimi livelli per oltre un decennio. È quindi un incontro con una forte componente tecnica e narrativa.
Arnaldi, Darderi, Cobolli e Bellucci ampliano il fronte azzurro
Matteo Arnaldi affronterà James Duckworth, mentre Luciano Darderi se la vedrà con Harry Wendelken. Flavio Cobolli inizierà contro Francisco Comesaña e Mattia Bellucci contro Zsombor Piros. Sono partite molto differenti, ma nel loro insieme mostrano la profondità raggiunta dal movimento italiano, capace ormai di portare numerosi giocatori direttamente nel tabellone principale di uno Slam.
Per questi tennisti l'obiettivo immediato è costruire un percorso turno dopo turno senza trasformare l'assenza di Sinner in un confronto impossibile. Non è necessario sostituire individualmente il numero uno mondiale. Il valore della partecipazione italiana agli US Open sarà misurato dalla capacità di diversi giocatori di superare incontri equilibrati e magari raggiungere la seconda settimana.
Anche Federico Cina trova spazio nel main draw
Tra i nomi italiani più interessanti figura anche il giovane Federico Cina, che ha conquistato l'accesso al tabellone principale dopo essere passato attraverso le qualificazioni. Al primo turno affronterà l'americano Alex Michelsen, un test significativo per misurarsi immediatamente con un giocatore già abituato al circuito maggiore.
Per un giovane, entrare nel main draw di New York rappresenta già un passaggio importante. Le qualificazioni richiedono continuità in pochi giorni e permettono di arrivare al primo turno con partite già disputate sulle stesse superfici. Al tempo stesso, il livello degli avversari cresce bruscamente. Cina avrà quindi l'opportunità di confrontarsi con uno dei palcoscenici più importanti del tennis mondiale senza la pressione che accompagna i giocatori già affermati.
Passaro supera le qualificazioni e trova De Jong
Anche Francesco Passaro è riuscito ad attraversare il torneo di qualificazione e debutterà nel main draw contro Jesper de Jong. La sua presenza aumenta ulteriormente il numero degli italiani in gara e conferma come le qualificazioni possano rappresentare una componente decisiva della settimana precedente all'inizio ufficiale del torneo.
Per Passaro il vantaggio è quello di arrivare con ritmo partita già acquisito, mentre lo svantaggio è aver accumulato maggiore fatica rispetto ai giocatori entrati direttamente. Nei tornei dello Slam questa differenza può diventare importante soprattutto se i primi incontri del tabellone principale si allungano. Superare il debutto consentirebbe però di trasformare una buona settimana di qualificazioni in un risultato molto più significativo.
Il torneo perde anche altri nomi importanti
Sinner non è l'unico giocatore costretto a rinunciare agli US Open. Tra gli assenti figurano anche Jack Draper, Holger Rune e João Fonseca, fermati da problemi fisici differenti. Fonseca, una delle giovani stelle maggiormente osservate del circuito, si è ritirato a causa di un problema addominale. Rune è alle prese con il recupero da un serio infortunio al tendine d'Achille, mentre Draper continua a gestire problemi fisici che ne hanno limitato fortemente la stagione.
Questi forfait incidono sulla profondità del tabellone. Ogni Slam arriva inevitabilmente con alcuni assenti, ma perdere contemporaneamente il numero uno mondiale e altri giocatori potenzialmente capaci di arrivare lontano modifica diversi settori del draw. Non significa che la competizione diventi debole: il livello complessivo resta elevatissimo, ma alcune traiettorie verso quarti, semifinali e finale diventano meno prevedibili.
Il 2026 offre un montepremi record
L'edizione 2026 degli US Open stabilisce inoltre un nuovo primato economico con 108 milioni di dollari complessivi destinati alla compensazione dei giocatori. È il pacchetto più elevato mai annunciato nel tennis professionistico e rappresenta un incremento rispetto all'edizione precedente.
I campioni del singolare maschile e femminile riceveranno 5,5 milioni di dollari ciascuno. Anche la remunerazione dei giocatori eliminati nei primi turni è stata incrementata. La crescita del montepremi si inserisce in un dibattito più ampio sulla distribuzione dei ricavi dei grandi tornei, nel quale negli ultimi anni anche alcuni dei principali giocatori, compreso Sinner, hanno chiesto un confronto più diretto sulla quota destinata agli atleti.
Gli US Open restano lo Slam più legato allo spettacolo newyorkese
Dal punto di vista sportivo, gli US Open mantengono una personalità molto riconoscibile. Il cemento, il rumore costante sugli spalti, le sessioni notturne e l'enorme Arthur Ashe Stadium producono condizioni che possono premiare giocatori capaci di mantenere concentrazione anche in un contesto meno tradizionalmente silenzioso rispetto agli altri Slam.
Le night session rappresentano una parte decisiva dell'identità del torneo. Un grande incontro può iniziare alle sette di sera a New York e terminare diverse ore più tardi. Per i giocatori significa adattare alimentazione, riposo e preparazione a orari molto particolari. Per il pubblico europeo, invece, molti dei match principali si disputano in piena notte. È anche questa dimensione a rendere Flushing Meadows un torneo differente da Melbourne, Parigi e Wimbledon.
Il cemento di New York premia aggressività e resistenza
Dal punto di vista tecnico, il cemento degli US Open richiede una combinazione particolare. Servire bene aiuta, ma difficilmente basta per vincere sette partite. Occorrono resistenza negli scambi, qualità in risposta, capacità di difendere e soprattutto un rendimento fisico costante su due settimane.
È proprio questo aspetto che aiuta a comprendere la scelta prudente di Sinner. Un problema al ginocchio può diventare particolarmente limitante quando il giocatore è costretto a frenare, cambiare direzione e recuperare lateralmente centinaia di volte durante incontri che possono superare le tre o quattro ore. Partecipare senza piena fiducia nell'articolazione avrebbe significato affrontare un rischio considerevole.
La decisione di Sinner guarda oltre New York
Rinunciare a uno Slam è una delle decisioni più difficili per qualsiasi atleta, soprattutto per il numero uno del mondo. Nel caso di Sinner, tuttavia, l'obiettivo evidente è evitare che il problema al ginocchio si trasformi in qualcosa di più serio. Il calendario del tennis professionistico proseguirà dopo New York e la stagione non termina con gli US Open.
La priorità diventa quindi il recupero completo. Il lavoro svolto a Monte Carlo ha mostrato progressi insufficienti per New York, ma non permette di formulare automaticamente previsioni sui tempi esatti del rientro. Saranno le condizioni fisiche e le valutazioni dello staff a stabilire quando il numero uno mondiale potrà tornare realmente in gara. Anticipare una data senza elementi certi sarebbe prematuro.
La classifica mondiale sarà un altro elemento da osservare
L'assenza dagli US Open 2026 avrà inevitabilmente conseguenze anche sul piano del ranking, perché Sinner non potrà difendere i punti ottenuti raggiungendo la finale dell'edizione 2025. Il peso preciso sull'equilibrio della classifica dipenderà dai risultati dei rivali e dall'andamento complessivo del torneo.
La situazione rende particolarmente importanti le prestazioni di Zverev e Alcaraz, i due giocatori che guidano il seeding. Uno Slam distribuisce un numero molto elevato di punti e può quindi produrre variazioni significative nelle distanze tra i primi giocatori del mondo. Il risultato di New York avrà conseguenze che andranno oltre il semplice trofeo e influenzeranno la parte finale della stagione.
Non esiste però un favorito automatico
L'errore più semplice sarebbe interpretare il forfait di Sinner come la consegna automatica degli US Open a uno dei suoi principali rivali. La realtà è molto più complessa. Zverev parte con il numero uno del seeding ma deve dimostrare continuità sul cemento americano; Alcaraz è il campione in carica ma arriva da un lungo stop; Djokovic possiede un'esperienza senza paragoni ma ha 39 anni; Medvedev conosce benissimo New York ma non attraversa il periodo più dominante della propria carriera.
A questi si aggiungono giocatori emergenti e avversari già capaci di arrivare nelle fasi finali degli Slam. La formula al meglio dei cinque set riduce la possibilità di sorprese casuali, ma non le elimina. Due settimane di torneo possono modificare completamente gerarchie che alla vigilia sembrano definite.
Il primo turno servirà già a misurare molte condizioni fisiche
Particolare attenzione sarà rivolta proprio ai giocatori che arrivano da infortuni o periodi di inattività. Alcaraz dovrà verificare il polso sotto lo stress della competizione reale; altri atleti hanno gestito problemi fisici nelle settimane precedenti; lo stesso Djokovic arriva dopo una preparazione non perfettamente lineare.
I primi turni degli Slam hanno anche questa funzione: trasformano le dichiarazioni della vigilia in risposte concrete. Un giocatore può allenarsi bene per settimane, ma soltanto una partita ufficiale al meglio dei cinque set permette di capire realmente il livello di resistenza, fiducia e continuità raggiunto. Per questo il quadro dei favoriti potrebbe già cambiare sensibilmente entro la fine del secondo turno.
Per l'Italia il torneo cambia significato, ma non perde interesse
Senza Jannik Sinner, l'attenzione italiana si distribuirà inevitabilmente su più giocatori. Musetti rappresenta uno dei nomi con maggiore esperienza ai vertici; Berrettini conserva un legame importante con New York; Sonego ha subito una sfida immediatamente durissima; Arnaldi, Cobolli, Darderi, Bellucci, Passaro e Cina avranno occasioni differenti per costruire il proprio torneo.
Il risultato complessivo del tennis azzurro non può essere misurato esclusivamente chiedendosi chi sostituirà Sinner. Nessuno deve sostituirlo. Il numero uno mondiale occupa una posizione individuale costruita con risultati eccezionali. Il resto del movimento può però dimostrare la propria profondità portando più giocatori avanti nel tabellone e sfruttando le opportunità che ogni settore offrirà.
Due settimane per trovare il nuovo campione di New York
Da oggi inizia quindi una corsa lunga quindici giorni. Il primo turno ridurrà progressivamente i 128 partecipanti a 64, poi arriveranno secondo e terzo turno, ottavi, quarti, semifinali e infine la finale maschile del 13 settembre. Ogni fase cambierà la lettura del torneo e permetterà di capire se i nomi più attesi riusciranno effettivamente a rispettare le previsioni.
L'assenza di Sinner costituisce il grande dato della vigilia, ma dalla prima palla di oggi saranno i giocatori presenti a costruire la storia degli US Open 2026. Zverev proverà a sfruttare la posizione di prima testa di serie, Alcaraz tenterà di difendere il titolo, Djokovic continuerà a inseguire il numero 25 e una lunga lista di outsider cercherà di inserirsi nella lotta.
New York parte senza Sinner, ma con un tabellone più aperto
Il 30 agosto 2026 resterà dunque la data di partenza di un'edizione particolare. Il numero uno mondiale avrebbe dovuto essere uno dei principali protagonisti, ma il ginocchio destro lo ha costretto a fermarsi. Per Sinner la priorità passa dalla difesa della finale del 2025 alla tutela della propria condizione fisica. Per il torneo, invece, il suo forfait ridisegna gerarchie e possibili incroci.
Alexander Zverev parte in cima al tabellone, Carlos Alcaraz difende il titolo dopo mesi difficili e Novak Djokovic continua una delle rincorse più longeve della storia del tennis. Dietro di loro ci sono ex campioni, giovani in crescita e una consistente presenza italiana. Gli US Open rimangono quindi apertissimi, ma inevitabilmente diversi da quelli immaginati fino a poche settimane fa.
Per il pubblico italiano resta soprattutto un doppio interesse: seguire il recupero di Sinner senza accelerarne artificialmente i tempi e osservare ciò che gli altri azzurri riusciranno a costruire sul cemento di Flushing Meadows. Berrettini-Wawrinka, Sonego-Zverev e i percorsi di Musetti, Cobolli, Arnaldi, Darderi, Bellucci, Passaro e Cina offriranno immediatamente diversi motivi di attenzione.
E voi chi considerate il principale favorito degli US Open 2026 dopo il ritiro di Jannik Sinner? Pensate che Zverev possa sfruttare la prima testa di serie, che Alcaraz riesca a difendere il titolo oppure che Djokovic possa finalmente conquistare il venticinquesimo Slam? E quale italiano può arrivare più lontano a New York? Lasciate un commento e raccontateci il vostro pronostico per il torneo.

