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US Open 2026: Shelton sfida Zverev, Sabalenka-Rybakina vale il titolo

Lo US Open 2026 entra nel weekend decisivo con due finali che possono lasciare un segno importante nella storia recente del tennis. Ben Shelton ha conquistato nella notte la prima finale Slam della carriera battendo Frances Tiafoe e domenica affronterà Alexander Zverev per il titolo maschile. Prima, però, oggi l'Arthur Ashe Stadium ospiterà la finale femminile tra Aryna Sabalenka ed Elena Rybakina.
Le due partite raccontano storie profondamente differenti. Da una parte c'è l'ascesa del 23enne Shelton, chiamato a interrompere un digiuno statunitense nei tornei dello Slam che dura dal 2003. Dall'altra va in scena una delle rivalità più importanti del tennis femminile contemporaneo: Sabalenka cerca il terzo US Open consecutivo, mentre Rybakina arriva alla finale con la certezza di diventare numero uno del mondo.

Shelton batte Tiafoe e conquista la prima finale Slam

Ben Shelton ha superato Frances Tiafoe nella semifinale tutta statunitense con il punteggio di 4-6, 6-3, 6-3, 7-5. Dopo aver perso il primo set, il mancino americano ha cambiato progressivamente l'inerzia dell'incontro, imponendo maggiormente servizio e potenza da fondo.
Il successo porta Shelton alla sua prima finale di un torneo del Grande Slam. A 23 anni, il giocatore statunitense completa così il percorso più importante della propria carriera, costruito attraverso un torneo nel quale ha dovuto superare anche uno degli avversari più forti del circuito.

La semifinale era già un momento storico

Il confronto tra Shelton e Tiafoe aveva un significato che andava oltre il semplice accesso alla finale. Per la prima volta nell'era Open, due uomini neri si sono affrontati in una semifinale di singolare di un torneo del Grande Slam.
Il vincitore sarebbe inoltre diventato il primo afroamericano a raggiungere la finale maschile dello US Open dai tempi di Arthur Ashe nel 1972. Shelton ha quindi ottenuto un risultato che riporta il tennis statunitense a un riferimento storico distante oltre mezzo secolo.

Il precedente di Arthur Ashe

Arthur Ashe rimane una figura centrale non soltanto nella storia dello US Open ma nell'intero sport americano. Vinse la prima edizione dell'US Open dell'era Open nel 1968 e raggiunse nuovamente la finale a New York nel 1972.
Lo stadio principale del torneo porta oggi il suo nome. Il fatto che Shelton abbia conquistato il diritto di giocare la finale proprio nell'Arthur Ashe Stadium aggiunge inevitabilmente una componente simbolica a un risultato che possiede già una rilevanza sportiva autonoma.

Nessun uomo afroamericano in finale Slam dal 1996

La portata del risultato emerge anche allargando lo sguardo agli altri Major. Prima di Shelton, l'ultimo uomo afroamericano ad aver raggiunto una finale Slam era stato MaliVai Washington a Wimbledon nel 1996.
Sono trascorsi quindi trent'anni prima che un altro giocatore americano nero tornasse a giocare una finale del Grande Slam. Il dato non garantisce naturalmente il successo di domenica, ma colloca già il percorso di Shelton in una dimensione storica significativa.

Il tennis maschile americano aspetta uno Slam dal 2003

La finale porta con sé anche un'altra lunga attesa. Nessun tennista statunitense ha vinto un titolo Slam nel singolare maschile dai tempi di Andy Roddick, campione proprio agli US Open nel 2003.
Da allora il tennis USA ha prodotto numerosi giocatori di alto livello, ma il titolo Major è sempre rimasto fuori portata. Shelton avrà quindi la possibilità di interrompere domenica un digiuno di 23 anni, davanti al pubblico di casa e nel torneo simbolicamente più importante per il movimento americano.

La strada di Shelton è passata da Carlos Alcaraz

Il momento che ha definitivamente trasformato il torneo di Shelton è stato il quarto di finale contro Carlos Alcaraz, campione uscente e uno dei principali favoriti. L'americano ha vinto una maratona di cinque set terminata alle 3:33 del mattino a New York.
Il punteggio finale, 6-7, 6-1, 6-3, 1-6, 7-6, racconta quanto sia stata equilibrata la partita. Battere Alcaraz in un incontro di quella durata ha rappresentato non soltanto la migliore vittoria del torneo di Shelton, ma anche una prova della crescita mentale del giocatore statunitense.

Un 2026 da quattro titoli

La finale newyorkese non arriva dal nulla. Shelton ha vinto quattro tornei ATP nel 2026 prima dello US Open, riuscendo a conquistare titoli su tutte e tre le principali superfici: cemento, terra ed erba.
Tra i risultati più significativi c'è la difesa del titolo al Masters 1000 canadese. Vincere su superfici differenti dimostra come il suo tennis stia diventando meno dipendente dalle sole condizioni veloci, anche se servizio e aggressività continuano a rappresentare le armi principali.

Un servizio costruito per il cemento americano

Il servizio di Shelton è uno dei colpi più riconoscibili del circuito. La combinazione tra velocità, rotazione mancina e capacità di trovare angoli esterni rende particolarmente difficile rispondere, soprattutto sul cemento relativamente rapido.
Ma ridurre Shelton al solo servizio sarebbe ormai limitante. Durante il 2026 ha mostrato maggiore disciplina negli scambi, una migliore selezione dei colpi e una crescente capacità di accettare momenti nei quali non può vincere ogni punto attraverso l'aggressività immediata.

La vittoria su Tiafoe nasce dopo un primo set complicato

Nella semifinale, Tiafoe ha conquistato il primo set 6-4, confermando ancora una volta la capacità di esaltarsi sul palcoscenico di New York. Shelton non si è però disunito e ha preso progressivamente il controllo della partita.
I due 6-3 consecutivi hanno permesso a Shelton di portarsi avanti due set a uno. Nel quarto parziale la partita è rimasta equilibrata fino alle fasi decisive, quando il 23enne ha trovato il break necessario per chiudere 7-5 e conquistare la finale.

Tiafoe lascia New York con un torneo comunque importante

Per Frances Tiafoe la sconfitta interrompe ancora una volta il sogno di raggiungere la finale del torneo che più di ogni altro considera casa propria. Quella contro Shelton era la sua terza semifinale allo US Open.
La delusione non cancella però un percorso che gli consentirà di raggiungere un nuovo career high nella classifica mondiale. Tiafoe è tornato stabilmente ai vertici dopo una stagione nella quale ha ritrovato continuità e risultati importanti sul cemento.

Dall'altra parte della rete ci sarà Alexander Zverev

Il problema principale per Shelton è che domenica troverà Alexander Zverev, numero uno del seeding e campione in carica del Roland Garros. Il tedesco ha raggiunto la finale battendo Karen Khachanov 6-3, 7-6, 7-6.
Zverev arriva all'ultimo atto con maggiore esperienza nelle finali Slam e con un tennis che nelle ultime partite del torneo è apparso particolarmente solido. Dopo un avvio faticoso nei primi turni, il tedesco ha progressivamente alzato il livello.

Zverev ha sofferto all'inizio del torneo

Il percorso di Zverev non è stato lineare. Nei primi due turni è stato costretto a disputare incontri di cinque set, mostrando difficoltà che avevano generato interrogativi sulle sue possibilità di arrivare fino in fondo.
Da quel momento, però, il numero uno del tabellone ha cambiato marcia. Nelle quattro partite successive prima della finale non ha perso un solo set, costruendo una progressione esattamente opposta a quella di chi parte fortissimo e arriva stanco alle fasi decisive.

La semifinale contro Khachanov

Contro Karen Khachanov, Zverev ha vinto il primo set 6-3 e ha poi dovuto gestire due parziali molto più combattuti. Entrambi sono arrivati al tie-break e in entrambi il tedesco ha trovato i punti migliori nei momenti decisivi.
Nel terzo set Khachanov si era portato anche avanti 5-2 nel tie-break e aveva avuto due set point sul 6-4. Zverev ha però vinto gli ultimi quattro punti consecutivi, chiudendo la partita senza dover affrontare un quarto set.

Il Roland Garros ha cambiato il peso della carriera di Zverev

Nel 2026 Zverev ha finalmente conquistato il proprio primo titolo del Grande Slam vincendo il Roland Garros. Per anni il tedesco era stato considerato uno dei migliori giocatori della propria generazione ancora privi di un Major.
Arrivare a New York da campione Slam cambia inevitabilmente la pressione. Non deve più dimostrare di poter vincere un torneo di questa categoria; può invece cercare di costruire una stagione con due Major e consolidare ulteriormente la propria posizione al vertice.

Il precedente doloroso della finale 2020

Lo US Open ha però un significato particolare nella carriera di Zverev. Nel 2020 il tedesco raggiunse qui la sua prima finale Slam e si portò avanti di due set contro Dominic Thiem prima di subire la rimonta dell'austriaco.
Quella finale fu disputata in uno stadio quasi vuoto a causa delle restrizioni legate alla pandemia. Sei anni dopo Zverev tornerà nell'Arthur Ashe Stadium per una finale completamente diversa, davanti a un pubblico che sarà inevitabilmente schierato dalla parte di Shelton.

Zverev conduce nettamente i precedenti

Uno dei dati che favoriscono il tedesco riguarda gli scontri diretti: Zverev ha vinto tutti i cinque precedenti contro Shelton. I due, tuttavia, non si sono mai affrontati prima in un torneo del Grande Slam.
Il dato statistico rimane importante, ma il Shelton del 2026 è cresciuto rispetto a quello affrontato dal tedesco in numerosi confronti precedenti. Inoltre una finale Slam davanti al pubblico di casa crea condizioni emotive difficili da riprodurre in altri tornei.

Il nuovo campione di New York sarà comunque inedito

Qualunque sia il risultato di domenica, lo US Open avrà un nuovo campione maschile. Nessuno dei due finalisti ha infatti mai conquistato il titolo a Flushing Meadows.
L'ultimo ex campione ancora in tabellone era Alcaraz, eliminato proprio da Shelton. La finale offrirà quindi un nome nuovo all'albo d'oro: Zverev può aggiungere New York al Roland Garros, Shelton può conquistare il primo Major della carriera.

La finale maschile è prevista domenica

La finale tra Shelton e Zverev si giocherà domenica 13 settembre all'Arthur Ashe Stadium. L'inizio è programmato alle 14 locali, corrispondenti alle 20 in Italia.
Per il pubblico americano l'incontro rappresenterà uno degli appuntamenti tennistici più attesi degli ultimi anni. Un successo di Shelton riporterebbe infatti il titolo maschile dello US Open negli Stati Uniti per la prima volta dal trionfo di Roddick nel 2003.

Prima della finale maschile c'è Sabalenka-Rybakina

Il titolo femminile verrà invece assegnato oggi. Alle 16 di New York, le 22 in Italia, Aryna Sabalenka ed Elena Rybakina entreranno nell'Arthur Ashe Stadium per una delle finali più attese dell'intera stagione WTA.
Non è un incontro inedito né una sorpresa. Le due giocatrici si sono affrontate ripetutamente nelle fasi decisive dei grandi tornei e il loro head-to-head è sufficientemente equilibrato da rendere la partita difficile da prevedere.

Sabalenka cerca il terzo US Open consecutivo

Aryna Sabalenka può raggiungere un traguardo rarissimo nel tennis contemporaneo: vincere lo US Open per il terzo anno consecutivo. La bielorussa è campionessa delle ultime due edizioni e disputa la finale a New York per il quarto anno consecutivo.
Una vittoria le consegnerebbe inoltre il quinto titolo Slam della carriera. La sua presenza costante nelle fasi finali dei Major rappresenta ormai uno degli elementi più solidi del circuito femminile.

Un three-peat che appartiene a pochissime campionesse

Vincere tre edizioni consecutive dello stesso Major richiede una continuità eccezionale. Se riuscisse nell'impresa, Sabalenka entrerebbe in un gruppo estremamente ristretto di giocatrici capaci di dominare New York per tre anni consecutivi nell'era Open.
Il dato acquista ancora più valore considerando la grande competitività del tennis femminile contemporaneo, nel quale numerose giocatrici hanno alternato successi nei tornei del Grande Slam e mantenere una superiorità prolungata è diventato particolarmente difficile.

La semifinale contro Pegula

Sabalenka ha raggiunto la finale superando Jessica Pegula in due set. La statunitense ha provato a sfruttare il sostegno del pubblico, ma la potenza e la profondità della campionessa in carica hanno progressivamente determinato l'incontro.
Il percorso di Sabalenka a New York è stato particolarmente efficiente: ha trascorso meno di nove ore in campo prima della finale e ha ceduto soltanto un set durante il torneo. Questo le permette di arrivare all'ultimo appuntamento con un carico fisico relativamente contenuto.

Rybakina ha rimontato Coco Gauff

Elena Rybakina ha dovuto affrontare una semifinale più complessa. Contro Coco Gauff ha perso il primo set 3-6, poi ha ribaltato l'incontro vincendo 6-4, 6-4.
La capacità di restare calma dopo il primo parziale è una delle caratteristiche più riconoscibili della kazaka. La sua apparente freddezza agonistica contrasta con l'espressività di Sabalenka e rende la finale interessante anche dal punto di vista della gestione emotiva.

Rybakina sarà numero uno del mondo

Indipendentemente dal risultato della finale, Rybakina salirà al numero uno del ranking WTA con la pubblicazione della nuova classifica. Per la 27enne sarà la prima volta al vertice mondiale.
Il risultato pone fine alla lunga permanenza di Sabalenka al numero uno, durata 99 settimane consecutive. È quindi curioso che il passaggio simbolico avvenga proprio alla vigilia di una finale nella quale le due possono confrontarsi direttamente per uno dei titoli più importanti dell'anno.

L'Australian Open 2026 è già andato a Rybakina

La finale dello US Open è anche la rivincita dell'Australian Open 2026. A Melbourne fu Rybakina a imporsi su Sabalenka in tre set, conquistando il secondo titolo Slam della propria carriera.
Prima dell'Australian Open, Rybakina aveva già vinto Wimbledon 2022. Arriva quindi alla finale di New York con un record perfetto di due vittorie in due finali Slam disputate, statistica che testimonia la sua capacità di gestire gli appuntamenti più importanti.

Sabalenka conduce 10-7 negli scontri diretti

La finale di oggi sarà il diciottesimo confronto tra le due. Il bilancio complessivo vede Sabalenka avanti 10-7, mentre sul cemento il confronto è perfettamente equilibrato: sette vittorie per parte.
Nei match disputati nei tornei del Grande Slam, Sabalenka conduce invece 2-1. Le due hanno già giocato due finali agli Australian Open: quella del 2023 vinta dalla bielorussa e quella del 2026 conquistata da Rybakina.

Due delle migliori battitrici del circuito

Dal punto di vista tecnico, la sfida ruota inevitabilmente attorno al servizio. Sia Sabalenka sia Rybakina possiedono prime palle capaci di produrre punti diretti e soprattutto di aprire immediatamente il campo per il colpo successivo.
La differenza può quindi emergere sulla seconda di servizio. Quando una delle due riuscirà ad aggredire la risposta senza commettere errori gratuiti, potrà mettere l'altra sotto pressione e impedire che lo scambio venga impostato alle condizioni della battitrice.

Potenza contro potenza, ma con geometrie differenti

Definire la finale soltanto una sfida di potenza sarebbe comunque riduttivo. Sabalenka tende a cercare aggressività e profondità con grande intensità, mentre Rybakina utilizza un movimento apparentemente più fluido e prova spesso a togliere tempo all'avversaria attraverso traiettorie molto pulite.
Entrambe possono decidere rapidamente uno scambio, ma il modo in cui costruiscono il punto non è identico. La giocatrice che riuscirà a comandare con il primo colpo dopo il servizio potrà ridurre il numero di situazioni difensive, terreno meno favorevole a entrambe.

La pressione sarà diversa per le due finaliste

Sabalenka entra in campo da campionessa in carica e con la possibilità di completare un'impresa storica. Rybakina sa invece che, qualunque cosa accada, da lunedì sarà ufficialmente la nuova numero uno del mondo.
Queste condizioni possono produrre forme differenti di pressione. Sabalenka ha molto da difendere dal punto di vista simbolico; Rybakina può sentire l'opportunità di trasformare il sorpasso nel ranking in una vera incoronazione sul campo.

Il 2026 può diventare l'anno di Rybakina

Se vincesse oggi, Rybakina avrebbe conquistato due dei quattro Slam stagionali, Australian Open e US Open, oltre alla posizione numero uno. Sarebbe una combinazione capace di rendere il 2026 la stagione più importante della sua carriera.
Il titolo avrebbe inoltre particolare valore perché ottenuto battendo in finale proprio la giocatrice che ha dominato le ultime due edizioni dello US Open. Non sarebbe dunque soltanto una vittoria Slam, ma un passaggio di consegne maturato contro la campionessa da battere.

Sabalenka può rispondere alla perdita del numero uno con un titolo

Per Sabalenka la situazione è quasi speculare. La perdita matematica della prima posizione mondiale potrebbe essere compensata immediatamente da un terzo trionfo consecutivo a New York.
Il ranking misura la continuità su un periodo lungo; lo Slam misura invece la capacità di vincere sette partite all'interno di uno dei quattro appuntamenti più importanti della stagione. Per una campionessa, i due obiettivi sono collegati ma non perfettamente sovrapponibili.

Un weekend che può ridisegnare il tennis

Lo US Open 2026 arriva così alle ultime due giornate con diversi elementi di passaggio generazionale. Rybakina si prepara a diventare numero uno, Shelton disputa la prima finale Slam e Zverev cerca di consolidarsi definitivamente tra i dominatori del circuito dopo il successo al Roland Garros.
Allo stesso tempo, Sabalenka può dimostrare che la perdita del primo posto in classifica non coincide necessariamente con la fine della sua centralità. Il risultato di una singola finale non definisce interamente un'epoca, ma può contribuire a modificarne la narrativa.

New York aspetta due campioni

Prima toccherà a Sabalenka e Rybakina, oggi alle 22 italiane. Domenica alle 20 sarà invece il momento di Shelton e Zverev. Quattro giocatori con percorsi e pressioni molto differenti, uniti dalla possibilità di chiudere l'ultimo Slam dell'anno con il trofeo più importante.
Per il pubblico statunitense, inevitabilmente, l'attenzione sarà soprattutto su Ben Shelton. Ventitré anni dopo Andy Roddick, un americano torna ad avere la possibilità concreta di riportare negli Stati Uniti un titolo Slam maschile. Prima, però, New York dovrà incoronare la regina del 2026. Voi chi considerate favorito nelle due finali? Lasciate nei commenti i vostri pronostici per Sabalenka-Rybakina e Shelton-Zverev.

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