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US Open 2026, Muchova e Mensik trionfano nel doppio misto: gli highlights

Karolina Muchova e Jakub Mensik sono i campioni del doppio misto degli US Open 2026. La coppia interamente ceca ha conquistato il titolo nella notte tra mercoledì 26 e giovedì 27 agosto battendo in finale la svizzera Belinda Bencic e l'italiano Flavio Cobolli con il punteggio di 6-3, 1-6, [10-6]. Sul campo dell'Arthur Ashe Stadium di New York, Muchova e Mensik hanno costruito il successo dopo una finale divisa nettamente in tre momenti: un primo set controllato dai cechi, una reazione molto decisa della coppia Bencic-Cobolli nel secondo e infine il match tie-break a dieci punti che ha assegnato il trofeo.
La vittoria ha un valore particolare per entrambi i giocatori cechi. Il successo nel doppio misto a Flushing Meadows rappresenta infatti il primo titolo del Grande Slam conquistato da Muchova e Mensik in qualsiasi specialità. Un risultato maturato all'interno di un torneo molto diverso dal tradizionale doppio misto, disputato durante la Fan Week e costruito attorno a un formato rapido, con numerose stelle abitualmente protagoniste dei singolari. Per Cobolli, invece, resta una finale Slam raggiunta insieme a Bencic e un percorso che ha permesso all'italiano di mettersi in evidenza anche in una disciplina nella quale non concentra normalmente la propria attività.

Muchova e Mensik campioni dopo una finale in tre atti

La finale del doppio misto è iniziata con Muchova e Mensik capaci di prendere rapidamente il controllo dell'incontro. Nel primo set la coppia ceca ha imposto un tennis efficace soprattutto nei momenti nei quali il servizio di Jakub Mensik ha potuto fare la differenza. Il ventenne ceco ha chiuso la prima frazione con un ace, consegnando alla propria squadra il 6-3 dopo meno di mezz'ora di gioco.
Per Bencic e Cobolli il primo set ha rappresentato invece una fase nella quale non sono riusciti a trovare con continuità gli equilibri che li avevano accompagnati nelle partite precedenti. Nel doppio, e ancora di più nel misto disputato con il sistema del punto decisivo sul 40-40, pochi scambi possono modificare rapidamente l'andamento di un set. La coppia svizzero-italiana ha però reagito senza lasciarsi condizionare dallo svantaggio.
Nel secondo parziale è stata soprattutto Belinda Bencic a contribuire alla svolta. La svizzera ha trovato una risposta vincente che ha prodotto il break per il 3-1 e da quel momento la finale ha cambiato direzione. Bencic e Cobolli hanno progressivamente preso il controllo del set, chiudendolo con un netto 6-1 e portando così la partita al match tie-break decisivo.
La differenza tra il 6-3 del primo set e l'1-6 del secondo racconta bene l'equilibrio particolare della finale. Nessuna delle due coppie è riuscita a dominare l'intero incontro. Muchova-Mensik hanno avuto la meglio nella fase iniziale, mentre Bencic e Cobolli hanno risposto con un secondo set nettamente superiore. Il titolo si è quindi deciso nel formato più breve e imprevedibile: dieci punti, con l'obbligo di raggiungere almeno due lunghezze di vantaggio.

Il match tie-break che ha deciso il titolo

Nel match tie-break Muchova e Mensik hanno ritrovato immediatamente efficacia. Dopo l'1-1 iniziale, i cechi hanno conquistato tre punti consecutivi, costruendo un margine che la coppia avversaria non è più riuscita a colmare completamente. In una fase nella quale ogni punto assumeva un peso molto superiore rispetto a un normale game, il servizio e il gioco a rete di Mensik sono diventati fattori particolarmente importanti.
Sul punteggio di 8-4, Mensik ha chiuso una volée che ha portato la coppia ceca ancora più vicina al successo. Poco dopo è stato un servizio particolarmente efficace di Muchova a produrre le opportunità per il titolo. La finale si è infine chiusa esattamente come era terminato il primo set: con un ace di Mensik, questa volta quello definitivo, per il 10-6 nel match tie-break.
Il punteggio conclusivo di 6-3, 1-6, [10-6] restituisce quindi un'immagine piuttosto precisa della partita. Muchova e Mensik non hanno dominato senza opposizione, ma sono riusciti a giocare meglio la fase decisiva dopo aver subito una dura risposta nel secondo set. Bencic e Cobolli, dall'altra parte, avevano completamente riaperto il confronto ma non sono riusciti a trasferire nel tie-break l'inerzia costruita con il 6-1.

Il primo Slam della carriera per entrambi i cechi

Per Karolina Muchova e Jakub Mensik il trofeo di New York rappresenta qualcosa di più di un successo nel doppio misto. Entrambi, infatti, hanno conquistato con questa vittoria il primo titolo Slam della propria carriera considerando tutte le discipline. È un elemento che rende particolarmente significativa un'esperienza iniziata senza le aspettative tipiche di una coppia costruita attraverso anni di tornei di doppio.
Muchova e Mensik erano infatti una delle wild card inserite nel tabellone principale degli US Open 2026 e non arrivavano al torneo con una lunga esperienza condivisa. La ceca aveva disputato relativamente poco doppio nel corso della propria carriera, mentre Mensik aveva ancora meno familiarità con il doppio misto ad alto livello. La loro intesa si è costruita quindi direttamente durante la competizione newyorkese.
Il successo assume ulteriore valore considerando il percorso estremamente concentrato del torneo. Nel nuovo formato degli US Open Mixed Doubles, infatti, ottavi e quarti sono stati disputati il 25 agosto, mentre semifinali e finale sono state concentrate nella serata successiva. Muchova e Mensik hanno quindi dovuto affrontare la finale dopo aver già disputato poche ore prima una semifinale particolarmente impegnativa.

Una semifinale salvata da due match point

Prima di conquistare il titolo, la coppia ceca era stata vicinissima all'eliminazione. In semifinale Muchova e Mensik hanno affrontato Mirra Andreeva e Andrey Rublev, altra coppia formata da giocatori di alto livello principalmente impegnati nel singolare. L'incontro è stato deciso soltanto dal match tie-break dopo i primi due set conclusi 5-4 e 3-5.
Nel tie-break decisivo i cechi si sono ritrovati sotto 7-9, concedendo quindi due match point consecutivi ad Andreeva e Rublev. Da quel momento Muchova e Mensik hanno conquistato quattro punti di fila, ribaltando completamente la situazione e imponendosi per 11-9. Un margine minimo che ha separato l'eliminazione dall'accesso alla finale.
Quella rimonta è uno degli episodi fondamentali per comprendere l'intero titolo degli US Open 2026. Se uno dei due match point fosse stato trasformato dalla coppia avversaria, Muchova e Mensik non avrebbero avuto la possibilità di giocarsi il trofeo poche ore dopo. La capacità di rimanere competitivi in una situazione così delicata ha invece permesso loro di arrivare alla partita decisiva con la consapevolezza di avere già superato il momento più pericoloso del torneo.

Il percorso di Muchova e Mensik verso la finale

Il cammino dei futuri campioni era iniziato contro Kristina Mladenovic e Marcelo Arevalo, coppia particolarmente insidiosa anche per l'esperienza maturata dai due giocatori nel doppio. Muchova e Mensik avevano superato il primo turno per 4-1, 2-4, [10-7], dovendo quindi ricorrere già al match tie-break per proseguire il proprio torneo.
Nei quarti di finale i cechi avevano invece prodotto uno degli incontri più convincenti del loro percorso contro gli statunitensi Emma Navarro e Tommy Paul. Muchova e Mensik si erano imposti 4-1, 5-3 in appena 48 minuti, guadagnandosi l'accesso alla semifinale senza dover disputare il tie-break decisivo.
È interessante osservare come il loro cammino abbia quindi attraversato situazioni molto differenti. Prima un match tie-break nel turno iniziale, poi una vittoria in due set nei quarti, quindi due match point annullati nella semifinale e infine una finale nella quale sono stati costretti a reagire dopo aver perso il secondo set 6-1. Il titolo non è arrivato attraverso una sequenza uniforme di partite dominate, ma attraverso la capacità di adattarsi a scenari molto diversi.

Bencic e Cobolli, una coppia già collaudata

Se Muchova e Mensik rappresentavano una partnership nuova, la situazione di Belinda Bencic e Flavio Cobolli era differente. La svizzera e l'italiano avevano infatti già giocato insieme nel corso della stagione e avevano vinto il torneo di doppio misto disputato a Indian Wells nel marzo 2026. A New York partivano come quarta testa di serie.
La precedente esperienza condivisa si è vista soprattutto nella capacità della coppia di gestire le situazioni di gioco rapido tipiche del nuovo formato. Cobolli ha mostrato una buona predisposizione per il gioco a rete, mentre Bencic ha potuto utilizzare la qualità delle proprie risposte e la rapidità negli spostamenti per completare il lavoro del compagno.
Prima della finale, Bencic e Cobolli avevano costruito un percorso particolarmente significativo, eliminando alcune delle coppie più attese del torneo. La corsa verso il titolo si è fermata soltanto davanti a Muchova e Mensik, ma il risultato rimane di rilievo per entrambi, soprattutto considerando la quantità di campioni presenti nel tabellone.

Il primo ostacolo: Townsend e Zverev

Al debutto negli US Open, Bencic e Cobolli hanno affrontato la statunitense Taylor Townsend e il tedesco Alexander Zverev. La coppia svizzero-italiana si è imposta con un doppio 4-2, sfruttando proprio l'esperienza già maturata insieme nei mesi precedenti.
Nel primo set è arrivato un break sul servizio di Townsend che ha permesso a Bencic-Cobolli di portarsi avanti e controllare successivamente il parziale. Nel secondo è emersa ancora la capacità dell'italiano di intervenire vicino alla rete, mentre Bencic ha garantito copertura e continuità da fondo campo. Il secondo 4-2 ha così aperto la strada verso uno degli incontri più attesi dell'intero torneo.

La vittoria contro Serena Williams e Carlos Alcaraz

Nei quarti di finale Flavio Cobolli e Belinda Bencic si sono trovati davanti una coppia che aveva attirato un'enorme attenzione ancora prima di scendere in campo: Serena Williams e Carlos Alcaraz. La statunitense, sei volte campionessa del singolare agli US Open e vincitrice di 23 titoli Slam individuali, era tornata a competere a Flushing Meadows, mentre Alcaraz rappresentava una delle principali stelle del tennis maschile.
La presenza di Williams e Alcaraz aveva trasformato la sfida in uno degli appuntamenti di maggiore richiamo della Fan Week. Bencic e Cobolli, però, sono riusciti a mantenere il controllo della partita e hanno eliminato la coppia più mediatica del tabellone con il punteggio di 5-4(4), 4-1.
Il primo set è stato combattuto fino al tie-break, mentre il secondo ha visto Bencic e Cobolli assumere un vantaggio più netto. Un'importante risposta di Cobolli ha contribuito al break decisivo e l'italiano ha poi servito per chiudere l'incontro. La vittoria ha confermato che la loro candidatura al titolo non dipendeva soltanto dal prestigio degli avversari superati, ma da una reale efficacia come coppia.
Per Cobolli battere una squadra formata da Serena Williams e Carlos Alcaraz ha rappresentato anche uno dei passaggi più visibili della sua esperienza newyorkese. Il risultato è arrivato in un contesto particolare, davanti a un Arthur Ashe Stadium fortemente coinvolto nel ritorno della campionessa statunitense, ma l'italiano e Bencic hanno evitato che l'atmosfera modificasse il loro piano di gioco.

La semifinale contro Svitolina e Monfils

Superato l'ostacolo Williams-Alcaraz, per Bencic e Cobolli è arrivata la semifinale contro Elina Svitolina e Gael Monfils. Anche in questo caso il confronto possedeva una forte componente narrativa: l'ucraina e il francese, marito e moglie, stavano giocando insieme ufficialmente in un torneo di doppio misto per la prima volta.
Svitolina e Monfils avevano raggiunto la semifinale dopo aver eliminato, tra gli altri, Katerina Siniakova e Henry Patten, giocatori di riferimento nelle rispettive classifiche di doppio. Bencic e Cobolli hanno dovuto rimontare dopo aver ceduto il primo set, riuscendo però a imporsi e conquistare la finale contro Muchova e Mensik.
La qualificazione alla partita per il titolo ha completato un percorso nel quale la coppia svizzero-italiana aveva affrontato avversari con caratteristiche molto differenti: specialisti del doppio, campioni del singolare, una delle più grandi giocatrici della storia e infine una coppia affiatata anche fuori dal campo. La sconfitta in finale non cancella quindi il valore sportivo complessivo della loro settimana.

Per Cobolli una finale Slam che arricchisce il 2026

Per Flavio Cobolli il secondo posto nel doppio misto rappresenta un altro risultato importante all'interno di una stagione che lo ha visto aumentare sensibilmente la propria presenza ai massimi livelli. A New York l'italiano non ha conquistato il trofeo, ma ha raggiunto l'ultimo atto di una competizione ufficiale del Grande Slam e lo ha fatto confrontandosi con alcuni dei giocatori più conosciuti del circuito.
L'esperienza assume valore anche perché il doppio misto richiede adattamenti differenti rispetto al singolare. Tempi di reazione più rapidi a rete, scelta delle traiettorie, coordinamento con il compagno e gestione del punto decisivo diventano elementi essenziali. Cobolli ha dimostrato di potersi inserire efficacemente in questo tipo di schema, sfruttando in particolare velocità e capacità di intervenire nei pressi della rete.
La sconfitta contro Muchova e Mensik lascia inevitabilmente il rammarico derivante dall'essere arrivati a pochi punti da un titolo Slam. Bencic e Cobolli avevano infatti riequilibrato completamente la finale con il 6-1 del secondo set. Nel tie-break decisivo, però, sono stati i cechi a costruire per primi un margine concreto e a difenderlo fino al 10-6.

Il nuovo formato del doppio misto agli US Open

Per comprendere pienamente il torneo è necessario considerare la particolare struttura del doppio misto degli US Open. Quella del 2026 è la seconda edizione disputata con il formato profondamente rinnovato introdotto per aumentare la presenza di grandi giocatori di singolare e trasformare la specialità in uno degli eventi principali della settimana precedente al tabellone individuale.
Il main draw comprendeva 16 coppie ed era preceduto, novità del 2026, da un torneo di qualificazione a otto squadre per assegnare due posti nel tabellone principale. Nel main draw sono entrate coppie attraverso il ranking combinato di singolare e attraverso wild card, una formula che ha consentito agli organizzatori di costruire un campo partecipanti caratterizzato da numerosi nomi di grande richiamo.
Tra le coppie presenti figuravano Aryna Sabalenka e Novak Djokovic, Serena Williams e Carlos Alcaraz, Jessica Pegula e Taylor Fritz, Iga Swiatek e Casper Ruud, oltre ai campioni uscenti Sara Errani e Andrea Vavassori. Nonostante l'enorme quantità di titoli e risultati accumulati dai protagonisti, nessuna di queste coppie ha raggiunto la finale.

Set più brevi fino alle semifinali

Una delle principali caratteristiche del formato riguarda la durata degli incontri. Dalle qualificazioni fino alle semifinali, i set venivano disputati ai quattro game anziché ai tradizionali sei. Sul 4-4 era previsto un tie-break, mentre tutti i game utilizzavano il sistema no-ad: sul 40-40 non si giocavano vantaggi ripetuti, ma un singolo punto decideva direttamente il game.
In caso di un set per parte, inoltre, il terzo set veniva sostituito da un match tie-break a dieci punti. Era necessario raggiungere almeno quota dieci con due punti di vantaggio, mantenendo quindi la possibilità che il tie-break proseguisse oltre il 10-10 se nessuna squadra avesse ottenuto un margine sufficiente.
Questo sistema ha permesso di concentrare numerosi incontri in pochissimo tempo. Il tabellone principale è iniziato martedì 25 agosto e, nell'arco di circa otto ore, il campo è passato da sedici coppie alle quattro semifinaliste. La struttura ha evidentemente aumentato il peso di ogni singolo punto: perdere il servizio una volta in un set ai quattro game può diventare molto più difficile da recuperare rispetto a quanto accade in una partita tradizionale.

La finale torna ai set tradizionali, ma resta il super tie-break

Per la finale gli organizzatori hanno scelto invece una formula più vicina al tennis tradizionale. Muchova-Mensik e Bencic-Cobolli hanno giocato set ai sei game, con tie-break previsto sul 6-6. È rimasto però il sistema no-ad e, soprattutto, il terzo set è stato sostituito anche in questo caso dal match tie-break a dieci punti.
È proprio questa regola ad aver determinato la struttura della partita decisiva. Dopo il 6-3 conquistato dai cechi e il successivo 6-1 della coppia svizzero-italiana, non si è disputato un intero terzo set. Il titolo è stato assegnato attraverso il tie-break terminato 10-6.
La formula rende più breve la durata complessiva ma aumenta notevolmente la pressione psicologica nella fase decisiva. In un super tie-break una sequenza di tre o quattro punti può risultare determinante e lascia molto meno tempo per recuperare rispetto a un normale set. Muchova e Mensik sono riusciti a gestire meglio esattamente questo passaggio.

Un milione di dollari per la coppia campione

Il nuovo peso assegnato al doppio misto dagli organizzatori è evidente anche attraverso il montepremi. La coppia vincitrice degli US Open 2026 riceve complessivamente 1 milione di dollari, cifra destinata a Muchova e Mensik e da dividere tra i due giocatori.
Per Bencic e Cobolli, finalisti, il premio complessivo previsto è invece di 500 mila dollari. La differenza economica tra vincitori e secondi classificati rendeva quindi il match tie-break della finale particolarmente rilevante anche sotto il profilo del premio: pochi punti hanno separato non soltanto il trofeo, ma due livelli di compenso molto differenti.
L'aumento del montepremi rientra nella strategia con cui gli US Open hanno cercato di rendere il doppio misto sufficientemente attrattivo da convincere protagonisti del singolare a partecipare durante la Fan Week. L'obiettivo era trasformare una specialità tradizionalmente meno esposta mediaticamente in un evento autonomo capace di richiamare pubblico nelle due principali arene di Flushing Meadows.

Una formula spettacolare, ma anche discussa

La trasformazione del doppio misto ha inevitabilmente generato un dibattito nel tennis. Il nuovo sistema concede grande spazio ai giocatori di singolare e alle wild card, mentre riduce rispetto al passato il ruolo automatico degli specialisti del doppio. Proprio per questo il cambiamento non può essere letto soltanto attraverso l'aumento di pubblico o la presenza delle stelle.
Nel 2026 gli organizzatori hanno introdotto anche un tabellone di qualificazione con otto squadre e due posti disponibili per il main draw. È un elemento che ha riaperto uno spazio competitivo per coppie costruite anche sulla base delle classifiche di doppio, pur mantenendo la struttura generale orientata verso la presenza di giocatori conosciuti soprattutto per il singolare.
Dal punto di vista dello spettacolo, la formula ha prodotto incroci difficilmente osservabili nel resto della stagione: Williams con Alcaraz, Sabalenka con Djokovic, Svitolina con Monfils. Dal punto di vista strettamente sportivo, invece, resta aperta la discussione su quale equilibrio sia preferibile tra notorietà, qualificazione attraverso i ranking e tutela dei giocatori che dedicano gran parte della propria carriera al doppio.

Le stelle eliminate prima della finale

Uno degli aspetti più interessanti dell'edizione 2026 è che la presenza di grandi nomi non ha automaticamente determinato il risultato. La coppia testa di serie numero uno, formata da Aryna Sabalenka e Novak Djokovic, è uscita prematuramente. Anche Serena Williams e Carlos Alcaraz si sono fermati prima delle semifinali, eliminati proprio da Bencic e Cobolli.
I campioni in carica Sara Errani e Andrea Vavassori non sono riusciti a confermarsi, mentre altre coppie di grande richiamo hanno lasciato il tabellone prima della fase decisiva. Alla fine, a giocarsi il titolo sono state una coppia ceca ammessa con una wild card e la quarta testa di serie svizzero-italiana.
Questo sviluppo ha mostrato come il formato breve renda il torneo particolarmente aperto. La reputazione costruita nel singolare non garantisce automaticamente successo nel doppio: coordinazione, risposta, posizione a rete e capacità di prendere decisioni in pochi istanti diventano altrettanto importanti.

Muchova e Mensik: l'intesa costruita direttamente a New York

Uno degli elementi più curiosi del titolo è proprio la limitata esperienza comune di Muchova e Mensik. I due cechi non rappresentavano una coppia abituale del circuito e sono arrivati a New York senza il vantaggio di mesi di partite disputate insieme. Nemmeno individualmente il doppio rappresenta il centro della loro attività professionistica.
Muchova aveva raggiunto in passato come miglior posizione nel ranking di doppio il numero 156, mentre Mensik aveva pochissima esperienza recente nel misto. Nonostante ciò, la coppia ha trovato rapidamente un equilibrio basato sulle caratteristiche dei due giocatori e sulla possibilità di comunicare anche attraverso una lingua comune.
Il percorso dimostra quanto nel mixed doubles l'intesa possa svilupparsi rapidamente quando i giocatori possiedono strumenti tecnici di alto livello. Mensik ha portato potenza al servizio e aggressività vicino alla rete, mentre Muchova ha contribuito con varietà, sensibilità tecnica e capacità di adattamento. La combinazione ha resistito anche quando il torneo ha presentato situazioni di massima pressione.

Il servizio di Mensik come arma decisiva

Nella finale il servizio di Jakub Mensik è stato uno degli elementi più evidenti. L'ace sul set point del primo parziale e quello che ha chiuso definitivamente il torneo rappresentano quasi due immagini speculari della partita. In entrambi i casi, il giovane ceco ha potuto affidarsi alla battuta nel momento in cui la pressione era massima.
Nel match tie-break, però, il contributo di Mensik non si è limitato al servizio. Anche il suo gioco a rete è stato importante: la volée che ha prodotto l'8-4 ha creato un vantaggio particolarmente difficile da recuperare in una fase nella quale mancavano ormai soltanto due punti al titolo.
L'efficacia di un giocatore dotato di un servizio potente assume una rilevanza ancora maggiore nel no-ad scoring. Quando un singolo punto sul 40-40 determina l'intero game, poter iniziare lo scambio con una battuta capace di produrre immediatamente un vantaggio può cambiare l'equilibrio della partita.

Muchova, il controllo nei punti che contano

Anche Karolina Muchova ha avuto un ruolo determinante soprattutto nella gestione dei momenti più delicati. Nella finale, quando la pressione del match tie-break aveva raggiunto il livello massimo, è stato proprio un suo servizio efficace a portare la coppia ceca alle opportunità di championship point.
La ceca arrivava inoltre alla finale dopo essere stata protagonista poche ore prima della rimonta contro Andreeva e Rublev. La capacità di mantenere lucidità dopo aver disputato una semifinale terminata 11-9 nel tie-break rappresentava una condizione necessaria per reggere un'altra partita arrivata fino alla fase decisiva.
Muchova e Mensik sono riusciti quindi a distribuire le responsabilità senza dipendere esclusivamente da un singolo giocatore. La complementarità è stata probabilmente l'aspetto più significativo del loro percorso: quando uno dei due riusciva a generare un vantaggio, l'altro era spesso in grado di completare il punto o consolidare il margine.

La notte dell'Arthur Ashe Stadium premia la Repubblica Ceca

La finale si è disputata sull'Arthur Ashe Stadium, il campo più importante dell'USTA Billie Jean King National Tennis Center. Semifinali e finale erano state concentrate nella stessa serata, trasformando il doppio misto in un vero appuntamento autonomo della Fan Week prima dell'inizio del tabellone principale di singolare.
La coppia ceca ha chiuso la giornata alzando il trofeo dopo essere arrivata a un passo dall'eliminazione soltanto poche ore prima. Durante la premiazione, Muchova e Mensik hanno potuto celebrare il primo Slam delle rispettive carriere, coronando un torneo iniziato da wild card e concluso da campioni.
La vittoria assume anche un significato particolare per il tennis ceco, tradizionalmente capace di produrre giocatrici e giocatori di alto livello. In questo caso, però, il titolo non è arrivato attraverso una coppia di specialisti, ma dall'incontro tra due protagonisti principalmente concentrati sul singolare che hanno saputo adattarsi rapidamente alla disciplina.

Per Bencic e Cobolli resta un torneo di grande livello

Perdere una finale lascia inevitabilmente spazio al rammarico, soprattutto quando la coppia riesce a reagire come hanno fatto Bencic e Cobolli nel secondo set. Dopo il 6-3 iniziale, il 6-1 con cui hanno pareggiato la partita sembrava aver spostato dalla loro parte l'inerzia dell'incontro. Il match tie-break ha però azzerato quasi completamente quanto accaduto nei game precedenti.
La loro esperienza newyorkese rimane comunque significativa. Essere arrivati alla finale dopo aver battuto, tra gli altri, Townsend-Zverev e Williams-Alcaraz dimostra che la precedente vittoria ottenuta insieme a Indian Wells non era stata episodica. Bencic e Cobolli si sono confermati una coppia capace di funzionare anche contro avversari di altissimo livello.
Per il tennis italiano, Flavio Cobolli aggiunge così una finale Slam al proprio percorso del 2026, anche se in una specialità diversa dal singolare. Il trofeo non è arrivato, ma il risultato rafforza l'immagine di un giocatore capace di utilizzare il proprio tennis anche in contesti differenti da quelli abituali.

Un titolo deciso da pochi punti dopo due giorni intensissimi

Il doppio misto degli US Open 2026 si è sviluppato con una velocità difficilmente paragonabile a quella di un tradizionale torneo del Grande Slam. Qualificazioni il 24 agosto, primi turni e quarti il 25, semifinali e finale il 26: nel giro di tre giorni l'intera competizione ha prodotto i propri campioni.
Muchova e Mensik sono riusciti a emergere da questo formato vincendo tre dei quattro incontri attraverso partite nelle quali almeno un tie-break decisivo ha avuto un ruolo fondamentale. Hanno superato Mladenovic-Arevalo al match tie-break, sono passati in due set contro Navarro-Paul, hanno annullato due match point contro Andreeva-Rublev e infine hanno battuto Bencic-Cobolli 10-6 nell'ultima frazione.
Il loro titolo è quindi il risultato di una combinazione tra qualità tecnica, adattamento e gestione della pressione. Nel formato del 2026 non c'era spazio per lunghe fasi di assestamento: ogni errore pesava immediatamente e ogni piccolo vantaggio poteva diventare decisivo.

Muchova e Mensik aprono gli US Open nel migliore dei modi

Il successo nel doppio misto arriva prima dell'avvio del tabellone principale di singolare e consente ai due cechi di entrare nella parte centrale degli US Open con un trofeo già conquistato. La competizione mista è infatti collocata durante la Fan Week proprio per evitare una piena sovrapposizione con gli incontri individuali.
Per Muchova e Mensik sarà ora necessario separare rapidamente la soddisfazione per la vittoria dalle esigenze del torneo di singolare. Le dinamiche saranno completamente differenti: incontri più lunghi, nessun compagno con cui dividere responsabilità e un percorso distribuito su quasi due settimane.
Il titolo può però rappresentare un importante elemento di fiducia. Vincere partite serrate, annullare match point e riuscire a chiudere una finale sul campo principale di Flushing Meadows costituiscono esperienze che possono avere un valore psicologico anche al di fuori della specifica specialità nella quale sono state ottenute.

Una finale che sintetizza il nuovo doppio misto americano

Il successo di Muchova e Mensik sintetizza bene ciò che gli organizzatori stanno cercando di costruire con il nuovo US Open Mixed Doubles Championship: un torneo breve, concentrato, economicamente importante e popolato in larga misura da giocatori riconoscibili per i risultati nel singolare.
Il nuovo progetto resta certamente oggetto di discussione, soprattutto nel rapporto con gli specialisti del doppio, ma l'edizione 2026 ha prodotto un tabellone ricco di incontri ad alto richiamo e una finale realmente combattuta. Il fatto che il titolo sia stato assegnato soltanto nel match tie-break dopo che entrambe le coppie avevano dominato un set rende il risultato sportivamente significativo al di là della formula adottata.
Alla fine, tra campioni Slam, numeri uno, wild card e coppie costruite per l'occasione, a vincere sono stati Karolina Muchova e Jakub Mensik. I due cechi hanno iniziato il torneo senza un lungo passato insieme e lo hanno terminato con un trofeo del Grande Slam tra le mani.

New York incorona Muchova e Mensik, Cobolli si ferma a un passo dal titolo

La notte dell'Arthur Ashe Stadium consegna dunque agli US Open 2026 due nuovi campioni Slam. Muchova e Mensik hanno saputo partire meglio, resistere alla netta reazione di Bencic e Cobolli e ritrovare immediatamente precisione nel momento in cui il titolo si è ridotto a un tie-break da dieci punti.
Per Flavio Cobolli rimane il rammarico di essersi fermato a quattro punti dal successo, ma anche la sostanza di un percorso che lo ha portato insieme a Belinda Bencic fino all'ultimo atto e gli ha permesso di battere alcune delle coppie più attese della competizione. Il 6-3, 1-6, [10-6] della finale racconta una partita nella quale la coppia svizzero-italiana è riuscita a reagire ma non a completare la rimonta.
Il trofeo e il premio da un milione di dollari vanno invece alla Repubblica Ceca. Muchova e Mensik possono festeggiare il primo titolo Slam delle rispettive carriere dopo un percorso in cui hanno superato match tie-break, annullato due match point in semifinale e trovato infine nell'ace di Mensik il punto che ha chiuso il torneo. Voi cosa ne pensate del loro successo e del nuovo formato del doppio misto agli US Open? Preferite questa formula rapida e ricca di stelle del singolare oppure il doppio misto nella sua impostazione più tradizionale? Scrivetecelo nei commenti.

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