• 0 commenti

MotoGP Germania 2026, Márquez in pole al Sachsenring

Marc Márquez partirà dalla pole position nel Gran Premio di Germania 2026, in programma oggi, domenica 12 luglio, sul circuito del Sachsenring. Il campione del mondo in carica ha chiuso le qualifiche con il nuovo primato assoluto della pista, fermando il cronometro sull'1:19.041 e confermando ancora una volta il proprio rapporto speciale con il tracciato tedesco.
Il margine sul fratello Álex Márquez è stato di appena 61 millesimi, mentre Fabio Di Giannantonio ha conquistato il terzo posto a 147 millesimi. La prima fila sarà quindi interamente occupata da moto Ducati, con la Desmosedici ufficiale di Marc affiancata dalle due vetture schierate da Gresini Racing e VR46 Racing Team.
La pole non è stato l'unico successo ottenuto dal numero 93 durante il sabato del Gran Premio di Germania MotoGP. Márquez ha vinto anche la Sprint di 15 giri, precedendo ancora Álex e Di Giannantonio e completando una giornata perfetta fatta di record, pole e vittoria.
La gara principale scatterà alle ore 14:00 italiane e si svolgerà sulla distanza di 30 giri, pari a 110,13 chilometri. Márquez punta alla decima vittoria nella classe regina sul Sachsenring, risultato che rafforzerebbe ulteriormente il suo primato personale sul circuito e lo riavvicinerebbe alla testa del Mondiale.

Il record della pista in 1:19.041

Il giro decisivo di Marc Márquez è arrivato nella fase finale della Q2, quando il pilota Ducati si trovava provvisoriamente fuori dalla prima fila. Dopo tre settori particolarmente rapidi, lo spagnolo ha completato un ultimo tratto preciso e aggressivo, scendendo fino a 1:19.041.
Il tempo ha migliorato il precedente record assoluto del Sachsenring, stabilito il giorno prima da Fabio Di Giannantonio in 1:19.071. Márquez ha abbassato quel limite di altri 30 millesimi, dimostrando di poter sfruttare al massimo la gomma morbida anche quando la pressione della qualificazione era ormai elevata.
La prestazione è significativa anche per il modo in cui è maturata. Durante la prima parte della sessione, diversi rivali si erano alternati al comando, tra cui Raúl Fernández, Di Giannantonio e Álex Márquez. Il numero 93 ha dovuto attendere il proprio ultimo vero tentativo per riprendersi la posizione che sul Sachsenring è diventata quasi una consuetudine.
Il vantaggio finale è stato minimo, ma sufficiente a confermare la superiorità di Márquez sul giro secco. Tra il primo e il terzo classificato sono rimasti soltanto 147 millesimi, una distanza che anticipa una gara potenzialmente molto equilibrata almeno nelle fasi iniziali.

Álex Márquez a soli 61 millesimi

Álex Márquez ha mancato la pole per appena 0,061 secondi. Il pilota Gresini ha completato il proprio miglior giro in 1:19.102, costruendo una prestazione abbastanza rapida da portarlo davanti a Di Giannantonio ma non sufficiente per superare il fratello maggiore.
Il secondo posto in griglia conferma la competitività di Álex sul tracciato tedesco. Anche durante la Sprint del Sachsenring il pilota della Ducati numero 73 è rimasto vicino al leader per tutti i 15 giri, senza però trovare lo spazio necessario per tentare un attacco pulito.
Marc ha riconosciuto che il fratello possedeva un passo molto competitivo, soprattutto nella parte centrale della gara breve. Álex riusciva a recuperare in alcuni tratti, ma la capacità del numero 93 di proteggere le staccate e accelerare nei punti decisivi gli ha impedito di trasformare la pressione in un vero sorpasso.
La gara lunga offrirà ad Álex Márquez più tempo per costruire una strategia. Dovrà però evitare di surriscaldare la gomma anteriore restando troppo a lungo nella scia della Ducati ufficiale, un rischio particolarmente rilevante su un circuito stretto e ricco di curve consecutive.

Di Giannantonio completa la prima fila Ducati

Fabio Di Giannantonio partirà dalla terza posizione dopo avere sfiorato la pole con il tempo di 1:19.188. Il pilota romano era stato il più veloce nelle prove del venerdì e ha confermato la propria competitività anche nel momento decisivo delle qualifiche.
La sua presenza in prima fila completa un risultato interamente Ducati. Le tre Desmosedici schierate da Ducati Lenovo, Gresini e VR46 hanno occupato le prime tre caselle, pur appartenendo a strutture differenti e utilizzando configurazioni gestite da squadre separate.
Di Giannantonio ha chiuso al terzo posto anche la Sprint, conquistando il proprio quinto podio stagionale nelle gare brevi. Nella seconda parte della prova ha ridotto la distanza da Álex Márquez, arrivando vicino al pilota Gresini senza riuscire a preparare un attacco conclusivo.
La velocità mostrata durante l'intero fine settimana rende Di Giannantonio uno dei principali candidati al podio domenicale. Per puntare alla vittoria dovrà però evitare che i fratelli Márquez guadagnino margine nei primi giri, come avvenuto nella Sprint.

Una Sprint controllata dal primo all'ultimo giro

La Sprint del Gran Premio di Germania è stata gestita da Marc Márquez con grande precisione. Partito dalla pole, lo spagnolo ha mantenuto il comando alla prima curva e ha guidato la corsa per tutti i 15 giri.
Álex Márquez è rimasto costantemente vicino, mentre Di Giannantonio ha seguito i due spagnoli senza perdere il contatto. Marc ha evitato di forzare oltre il necessario, mantenendo un ritmo sufficiente per impedire al fratello di preparare un sorpasso.
Il distacco finale tra i primi due è stato di soli 368 millesimi. La differenza ridotta non deve però far pensare a una vittoria casuale: il numero 93 ha controllato le traiettorie, protetto i punti di frenata e gestito la corsa senza commettere errori.
Il risultato ha rappresentato la diciannovesima vittoria Sprint della carriera di Márquez, nuovo primato assoluto da quando il formato del sabato è stato introdotto nel Motomondiale. Il pilota Ducati ha così trasformato la pole in un pieno di punti fondamentale anche per il campionato.

Marc Márquez torna a 32 punti dalla vetta

La vittoria nella Sprint ha permesso a Marc Márquez di ridurre a 32 punti il distacco dal leader Jorge Martín. Prima del fine settimana tedesco, il numero 93 si trovava a 40 lunghezze dalla prima posizione dopo una gara difficile ad Assen.
Martín ha chiuso la Sprint in sesta posizione, limitando i danni ma perdendo otto punti nei confronti del campione del mondo. La gara domenicale offre un bottino massimo di 25 punti e può quindi modificare ulteriormente la situazione prima della pausa estiva.
Il campionato resta particolarmente aperto perché la classifica presenta più piloti raccolti in uno spazio relativamente ridotto. Il Gran Premio del Sachsenring non assegnerà il titolo, ma può cambiare l'equilibrio psicologico e numerico della stagione.
Per Márquez, il fine settimana tedesco rappresenta l'occasione di cancellare le difficoltà incontrate ad Assen e di confermare che la rimonta mondiale è ancora possibile. Una doppietta tra Sprint e gara lo riporterebbe pienamente al centro della lotta per il Mondiale MotoGP 2026.

Jorge Martín chiamato a difendere la leadership

Jorge Martín affronta la gara tedesca da leader del campionato, ma non è riuscito a inserirsi nella lotta per la pole. Il pilota Aprilia aveva concluso la Q2 con il nono tempo e, dopo le modifiche alla griglia, prenderà il via dalla terza fila.
La Sprint si è chiusa con un sesto posto che gli ha consentito di conservare la testa della classifica, ma non di contenere completamente il recupero di Márquez. Sul passo gara, Martín non ha mostrato la stessa facilità delle Ducati posizionate davanti.
Il compito del leader sarà recuperare posizioni senza compromettere la gestione delle gomme. Sul Sachsenring, superare può diventare complicato quando i piloti davanti mantengono traiettorie strette nelle numerose curve a sinistra.
Un altro risultato fuori dal podio permetterebbe a Márquez e agli altri inseguitori di ridurre ulteriormente le distanze. Martín dovrà quindi trovare un equilibrio tra la necessità di attaccare e quella di non trasformare una gara difficile in uno zero in classifica.

L'assenza di Bezzecchi cambia la corsa e il Mondiale

Il fine settimana è stato segnato dall'infortunio di Marco Bezzecchi, caduto alla curva 7 durante la Q2. Gli accertamenti hanno evidenziato la frattura di una clavicola, obbligando il pilota Aprilia a rinunciare alla Sprint e alla gara principale.
Bezzecchi occupava il secondo posto nella classifica del Mondiale prima dell'appuntamento tedesco. La sua assenza gli impedisce di raccogliere punti proprio nel momento in cui la lotta per il titolo stava diventando sempre più serrata.
Il pilota rientrerà in Italia per sottoporsi all'intervento previsto e iniziare il percorso di recupero. I tempi necessari per tornare in pista dipenderanno dall'esito dell'operazione e dalle successive valutazioni mediche.
Dal punto di vista sportivo, il ritiro di Bezzecchi modifica anche la griglia del Gran Premio di Germania, facendo avanzare alcuni piloti qualificati alle sue spalle. Soprattutto, elimina dalla gara uno dei protagonisti più vicini a Martín nella classifica generale.

Bagnaia costretto alla rimonta

Francesco Bagnaia dovrà costruire la propria gara partendo lontano dalla prima fila. Il pilota ufficiale Ducati ha attraversato la Q1, ottenendo l'accesso alla sessione decisiva, ma non è riuscito ad andare oltre l'undicesimo tempo delle qualifiche.
Dopo il ritiro di Bezzecchi e la penalità inflitta a Franco Morbidelli, Bagnaia prenderà il via dalla nona posizione. La terza fila gli offre una situazione migliore rispetto al risultato cronometrico originario, ma lo costringerà comunque a recuperare terreno nelle prime fasi.
Nella Sprint, Pecco era partito bene ed era salito rapidamente di tre posizioni. Il calo dell'aderenza posteriore gli ha però impedito di proseguire la rimonta, costringendolo ad accontentarsi del settimo posto.
Il principale problema indicato da Bagnaia riguarda il grip della gomma posteriore. Quando prova a far scivolare la moto in ingresso e percorrenza, non riesce a recuperare trazione in accelerazione con la stessa efficacia mostrata dagli altri piloti Ducati.
La gara di 30 giri potrebbe offrirgli maggiori opportunità rispetto alla Sprint, soprattutto se riuscirà a conservare la gomma durante la prima metà. Per salire sul podio dovrà però superare rapidamente diversi avversari senza consumare troppo il pneumatico anteriore.

Trackhouse Aprilia subito dietro le Ducati

Raúl Fernández e Ai Ogura hanno portato le due Aprilia del Trackhouse Racing rispettivamente in quarta e quinta posizione sulla griglia. Il risultato conferma la competitività della squadra americana dopo la storica doppietta ottenuta nel precedente Gran Premio di Assen.
Fernández ha occupato anche provvisoriamente la pole durante la Q2, prima di essere superato dai tre piloti Ducati. Il suo tempo di 1:19.192 è rimasto a soli quattro millesimi da quello di Di Giannantonio.
Ogura partirà accanto al compagno di squadra dopo avere chiuso a poco più di tre decimi da Márquez. Il pilota giapponese arriva dalla prima vittoria nella classe regina e ha dimostrato di poter mantenere un ritmo competitivo anche su circuiti con caratteristiche molto differenti.
Nella Sprint, Ogura e Fernández hanno terminato in quarta e quinta posizione, confermando l'ordine già emerso dalle qualifiche. Per entrare nella lotta per il podio dovranno ridurre il distacco mostrato nella prima parte della gara breve.

Quartararo porta la Yamaha in seconda fila

Fabio Quartararo ha conquistato il sesto posto in qualifica dopo essere passato dalla Q1. Il campione del mondo 2021 ha ancora una volta sfruttato la propria velocità sul giro secco per collocare la Yamaha nelle prime due file.
La prestazione assume valore considerando le difficoltà della casa giapponese nel confronto con Ducati e Aprilia. Quartararo ha chiuso la Q2 a 342 millesimi dalla pole, mantenendo un distacco contenuto su una pista corta.
La sfida principale sarà trasformare la velocità della qualifica in un ritmo efficace sulla distanza. La Yamaha ha mostrato progressi sul giro singolo, ma continua a dover gestire la perdita di prestazione quando le gomme iniziano a degradarsi.
Partire davanti a Martín, Acosta e Bagnaia permetterà a Quartararo di affrontare i primi giri senza essere immediatamente costretto a recuperare. Difendere la posizione dalle moto più rapide in accelerazione sarà però complicato.

Morbidelli penalizzato sulla griglia domenicale

Franco Morbidelli aveva ottenuto il settimo tempo nelle qualifiche, ma dovrà scontare una penalità di tre posizioni sulla griglia della gara principale. Il provvedimento è stato adottato per avere rallentato sulla traiettoria durante le prove.
Il pilota VR46 partirà quindi dalla decima casella, alle spalle di Bagnaia. La penalità non era applicata alla Sprint, nella quale la griglia derivava direttamente dall'ordine delle qualifiche.
La presenza di Morbidelli nelle retrovie aumenta il numero di Ducati chiamate alla rimonta. Su un circuito così corto, il gruppo tende a rimanere compatto e un errore nei primi giri può costare numerose posizioni.
Morbidelli dovrà sfruttare la capacità della Desmosedici di frenare e accelerare, scegliendo con attenzione i punti nei quali tentare i sorpassi. Una gara aggressiva potrebbe riportarlo vicino alle posizioni occupate in qualifica.

Il Sachsenring esalta lo stile di Marc Márquez

Il Sachsenring è lungo 3,67 chilometri e presenta dieci curve a sinistra contro soltanto tre a destra. Questa configurazione fortemente asimmetrica ha sempre favorito lo stile di Marc Márquez, particolarmente efficace nelle lunghe sequenze percorse sul lato sinistro della gomma.
Il circuito è uno dei più corti e lenti del calendario, ma richiede grande precisione. Le curve si susseguono rapidamente e lasciano poco tempo per correggere una traiettoria sbagliata prima dell'ingresso nella piega successiva.
La pista comprende un rettilineo massimo di circa 700 metri, troppo breve perché la velocità di punta diventi l'unico elemento decisivo. Stabilità in frenata, agilità nei cambi di direzione e trazione in uscita assumono un peso superiore.
Márquez riesce tradizionalmente a interpretare questi passaggi con una combinazione di aggressività e controllo. Il numero elevato di curve a sinistra riduce inoltre l'impatto delle difficoltà fisiche che possono emergere sui tracciati con lunghe pieghe a destra.

La Waterfall, il punto più spettacolare

Uno dei tratti più caratteristici del circuito è la rapida discesa verso la curva 11, soprannominata Waterfall. È una piega a destra affrontata dopo una lunga sequenza di curve a sinistra, quando il lato destro della gomma può essere meno caldo.
La differenza di temperatura tra i due lati del pneumatico rende il passaggio particolarmente delicato. Il pilota deve modificare rapidamente l'inclinazione e caricare una porzione della gomma utilizzata molto meno durante il giro.
Un errore in questo punto può compromettere anche la successiva fase di accelerazione. La discesa aumenta la velocità e riduce il margine disponibile per correggere la linea prima delle ultime curve.
La gestione della temperatura delle gomme sarà quindi importante quanto il puro ritmo. Nella gara lunga, una scelta sbagliata o un eccessivo raffreddamento del lato destro potrebbe provocare cadute anche tra i piloti più esperti.

Trenta giri molto diversi dalla Sprint

La gara principale si disputerà su 30 giri, esattamente il doppio rispetto ai 15 completati nella Sprint. Il raddoppio della distanza modifica profondamente il modo in cui i piloti dovranno amministrare pneumatici, carburante e concentrazione.
Nella gara breve, Márquez ha potuto mantenere un ritmo elevato senza preoccuparsi eccessivamente del degrado finale. Domenica dovrà invece evitare di consumare troppo rapidamente la gomma durante la prima parte.
Il passaggio più delicato potrebbe arrivare dopo metà gara, quando la perdita di aderenza inizierà a modificare le distanze di frenata e la capacità di accelerazione. Chi avrà conservato meglio il pneumatico posteriore potrà diventare più competitivo negli ultimi dieci giri.
La distanza più lunga aumenta anche la possibilità che emergano differenze tra le moto. Un pilota molto rapido sul giro singolo può perdere efficacia con il serbatoio pieno o con le gomme usurate, mentre chi parte più lentamente può recuperare nella fase conclusiva.

La scelta della gomma media

Marc Márquez ha indicato la gomma media come uno degli elementi da valutare per la gara. La scelta definitiva dipenderà dalle condizioni della pista, dalle temperature rilevate nel warm-up e dalle sensazioni ottenute durante gli ultimi controlli.
Una mescola più resistente può offrire maggiore stabilità sulla distanza, ma richiede tempo per raggiungere la temperatura ideale. Una soluzione più morbida garantirebbe invece maggiore aderenza iniziale, esponendo però il pilota a un calo più marcato negli ultimi giri.
Il Sachsenring sottopone soprattutto il lato sinistro del pneumatico a sollecitazioni continue. La gomma deve sostenere lunghi periodi di inclinazione senza perdere stabilità o surriscaldarsi.
La strategia degli pneumatici potrebbe quindi creare differenze maggiori di quelle viste nella Sprint. Un pilota capace di restare vicino ai leader consumando meno gomma potrebbe attaccare nella parte conclusiva.

La partenza sarà decisiva

Marc Márquez ha costruito la vittoria della Sprint attraverso una partenza efficace, mantenendo la prima posizione all'ingresso della curva iniziale. Ripetere lo stesso avvio gli permetterebbe di imporre immediatamente il proprio ritmo.
Álex Márquez e Di Giannantonio cercheranno invece di sfruttare la scia e la breve accelerazione verso la prima staccata. Il margine per affiancarsi non è ampio, ma una partenza perfetta può cambiare l'ordine prima dell'ingresso nella sequenza di curve a sinistra.
Dietro la prima fila, Fernández e Ogura avranno l'opportunità di inserirsi nella lotta qualora una delle Ducati commettesse un errore. Quartararo dovrà invece difendersi dalle moto che possiedono maggiore accelerazione.
Per Bagnaia, Martín e Morbidelli, il primo giro rappresenterà un'occasione e un rischio. Guadagnare posizioni rapidamente è importante, ma un contatto nel gruppo potrebbe compromettere l'intera gara.

Il rischio della pressione anteriore

Restare a lungo nella scia di un'altra moto può aumentare la temperatura e la pressione del pneumatico anteriore. Quando la pressione sale oltre il livello ideale, diminuisce la superficie di contatto con l'asfalto e diventa più difficile fermare e indirizzare la moto.
Álex Márquez ha seguito Marc per tutta la Sprint senza riuscire a tentare un attacco decisivo. Nella gara lunga dovrà valutare se rimanere vicino oppure lasciare qualche metro per raffreddare la gomma e preparare un recupero successivo.
Lo stesso problema interesserà Di Giannantonio e gli altri piloti inseriti nel gruppo di testa. Il Sachsenring offre poche zone di forte ventilazione della ruota anteriore, soprattutto quando le moto procedono in fila.
La gestione della pressione minima regolamentare aggiunge un ulteriore elemento strategico. I team devono impostare valori capaci di rispettare i limiti senza rendere la moto difficile da guidare quando il pilota rimane nella scia.

Ducati domina il sabato tedesco

Il sabato del Sachsenring ha mostrato una netta presenza della Ducati nelle posizioni di vertice. La casa di Borgo Panigale ha monopolizzato la prima fila delle qualifiche e l'intero podio della Sprint.
Il risultato è stato ottenuto da tre strutture differenti, segnale della competitività complessiva della Desmosedici. La moto ufficiale di Marc Márquez ha preceduto le Ducati dei team Gresini e VR46, entrambe capaci di restare vicine fino alla bandiera a scacchi.
La superiorità del sabato non garantisce automaticamente la vittoria domenicale. La maggiore durata può permettere alle Aprilia Trackhouse e agli altri costruttori di ridurre la distanza attraverso una migliore gestione del degrado.
Resta però evidente che la Desmosedici GP rappresenta il riferimento tecnico del fine settimana. Marc, Álex e Di Giannantonio partono con un vantaggio di posizione che potranno trasformare in controllo della gara.

La decima vittoria nella classe regina

Marc Márquez ha già conquistato nove vittorie MotoGP al Sachsenring. Il primo successo nella classe regina arrivò nel 2013, stagione del suo debutto, seguito da una serie di affermazioni consecutive fino al 2019.
Dopo l'assenza forzata del 2020, lo spagnolo tornò a vincere in Germania nel 2021, conquistando uno dei successi più significativi della propria carriera dopo il grave infortunio al braccio destro.
La nona affermazione nella categoria principale è arrivata successivamente, consolidando il soprannome di "King of the Ring". Sommando anche le vittorie ottenute nelle categorie inferiori, Márquez conta dodici successi complessivi sul tracciato tedesco.
Una vittoria oggi porterebbe il totale a dieci successi in MotoGP e tredici nel Motomondiale sul Sachsenring. Sarebbe un risultato difficilmente eguagliabile e rafforzerebbe uno dei legami più riconoscibili tra un pilota e un circuito.

Un circuito favorevole, ma nessun risultato è garantito

I precedenti rendono Márquez il favorito naturale, ma la storia del Sachsenring non può sostituire la prestazione richiesta nei 30 giri. Una partenza sbagliata, un problema alla pressione, una gomma consumata o una piccola imprecisione possono cambiare rapidamente la gara.
Álex Márquez ha già dimostrato di poter mantenere il ritmo del fratello nella Sprint. Di Giannantonio è stato molto veloce dal venerdì e le Trackhouse hanno confermato la competitività mostrata ad Assen.
Martín e Bagnaia partiranno più indietro, ma possiedono esperienza e velocità sufficienti per recuperare. Una gara lunga offre più opportunità rispetto alla Sprint e può produrre distacchi differenti.
La posizione di favorito appartiene quindi al numero 93, ma il Gran Premio di Germania rimane aperto. Il margine di 61 millesimi in qualifica e quello inferiore a quattro decimi nella Sprint mostrano che gli avversari non sono lontani.

Il warm-up come ultima verifica

Prima della gara, i piloti torneranno in pista alle 09:40 per il warm-up. La sessione sarà breve, ma consentirà alle squadre di controllare le ultime modifiche e valutare il comportamento delle gomme nelle condizioni della domenica mattina.
I team non cercheranno necessariamente il miglior tempo assoluto. L'obiettivo principale sarà verificare il passo, il consumo del pneumatico e la risposta della moto con una quantità di carburante più vicina a quella prevista per la gara.
Per Bagnaia, il warm-up sarà particolarmente utile per cercare una soluzione al problema di trazione posteriore. Martín dovrà invece trovare maggiore efficacia rispetto alla Sprint, mentre Márquez potrà concentrarsi sulla durata della mescola scelta.
Eventuali cadute o problemi tecnici durante la sessione potrebbero obbligare i meccanici a un lavoro supplementare prima delle 14:00. Anche per questo i piloti dovranno bilanciare la necessità di provare con il rischio di danneggiare la moto da gara.

Una gara importante prima della pausa estiva

Il Gran Premio di Germania rappresenta l'undicesimo appuntamento della stagione 2026 e arriva in un momento delicato del campionato. I risultati del Sachsenring accompagneranno squadre e piloti verso la pausa estiva, influenzando il lavoro tecnico e la pressione psicologica delle settimane successive.
Márquez può ridurre ancora il distacco dalla vetta e trasformare il fine settimana tedesco in un passaggio decisivo della propria rimonta. Martín vuole invece arrivare alla pausa conservando un margine sufficiente sugli inseguitori.
L'infortunio di Bezzecchi rende il quadro ancora più incerto, mentre Di Giannantonio e Ogura hanno l'opportunità di consolidare la propria posizione tra i protagonisti del Mondiale.
Per Bagnaia, la gara rappresenta un altro banco di prova in una stagione complicata. Un recupero dalla terza fila potrebbe restituire fiducia; un nuovo risultato lontano dal podio aumenterebbe gli interrogativi sulle sue difficoltà con la Ducati 2026.

Il Sachsenring attende il suo re

Marc Márquez scatterà davanti a tutti dopo avere conquistato pole, record della pista e vittoria nella Sprint. Il sabato ha confermato la sua straordinaria affinità con il Sachsenring, ma la gara lunga richiederà una gestione più complessa rispetto ai 15 giri della prova breve.
Álex Márquez e Fabio Di Giannantonio partiranno abbastanza vicini da impedirgli una fuga senza resistenza. Fernández, Ogura e Quartararo proveranno a inserirsi, mentre Martín, Bagnaia e Morbidelli dovranno costruire la propria gara attraverso la rimonta.
Il punto decisivo sarà probabilmente la capacità di conservare pneumatici e precisione fino agli ultimi giri. Márquez possiede il vantaggio della pole e una conoscenza eccezionale della pista, ma i distacchi ridotti del sabato lasciano aperta la possibilità di un confronto diretto.
Alle ore 14:00 il numero 93 proverà a conquistare la decima vittoria MotoGP sul circuito tedesco e a ridurre ulteriormente i 32 punti che lo separano dalla leadership mondiale. Il Sachsenring è ancora il suo territorio preferito, ma saranno i 30 giri della domenica a stabilire se il re potrà aggiungere un altro successo alla propria lunga serie.
Secondo voi, Marc Márquez riuscirà a completare la doppietta dopo la vittoria nella Sprint oppure Álex Márquez e Di Giannantonio potranno interrompere il suo dominio? Lasciate un commento con il vostro pronostico per il Gran Premio di Germania.

Lascia il tuo commento