Missili russi su Kyiv: feriti e nuovi attacchi in Ucraina
Una nuova offensiva aerea russa ha colpito Kyiv e numerose altre regioni dell'Ucraina nella notte tra sabato 25 e domenica 26 luglio 2026. La capitale è stata raggiunta da missili balistici, mentre incendi e danni sono stati segnalati in tre distretti cittadini. Almeno tre persone sono rimaste ferite a Kyiv, una delle quali ha avuto bisogno del ricovero ospedaliero. Nel corso della giornata, ulteriori bombardamenti russi hanno causato almeno sei morti complessivi in diverse città ucraine.
Secondo il bilancio diffuso dall'Aeronautica ucraina, l'attacco notturno è stato condotto con sette missili balistici, un missile guidato lanciato da un velivolo e 136 droni di diverso tipo. Le difese avrebbero neutralizzato cinque dei sette vettori balistici, il missile aerolanciato e 104 velivoli senza pilota. Due missili e 27 droni avrebbero invece raggiunto 18 località, mentre frammenti di bersagli intercettati sarebbero caduti in altri sette punti.
I dati provengono dalle autorità militari ucraine e non possono essere verificati integralmente durante le operazioni. Il quadro disponibile mostra comunque una nuova offensiva combinata, progettata per impegnare contemporaneamente radar, sistemi missilistici, guerra elettronica e unità mobili di difesa. L'impiego congiunto di droni e missili balistici aumenta la complessità dell'intercettazione e accresce il rischio che frammenti o ordigni raggiungano le aree urbane.
L'attacco nella notte tra sabato e domenica
Gli allarmi aerei sono scattati durante la notte, quando le autorità hanno segnalato il movimento di droni e la successiva minaccia di missili balistici diretti verso la capitale. Le prime esplosioni sono state avvertite nelle ore precedenti l'alba, mentre i sistemi di difesa tentavano di intercettare i bersagli in avvicinamento.
L'offensiva ha interessato soprattutto il nord, l'est e il sud dell'Ucraina. L'Aeronautica ha identificato tra i vettori sette missili appartenenti alle categorie Iskander-M o S-400 impiegate in configurazione terra-terra, oltre a un Kh-59 o Kh-69 lanciato da un aereo. La componente senza pilota comprendeva droni Shahed, alcuni dei quali dotati di motore a reazione, Gerbera, Italmas e dispositivi utilizzati come esche per confondere la difesa.
La combinazione di armi con velocità, quote e traiettorie differenti obbliga le unità ucraine a utilizzare più strumenti contemporaneamente. I droni relativamente lenti possono essere contrastati con caccia, mitragliatrici, cannoni antiaerei e disturbi elettronici; i missili balistici richiedono invece intercettori più avanzati e tempi di reazione estremamente ridotti.
La notte del 26 luglio ha confermato una tendenza osservata durante le più recenti offensive russe: l'impiego di numerosi velivoli senza pilota serve anche a saturare la sorveglianza e a costringere la difesa a distribuire le proprie risorse, mentre i missili ad alta velocità vengono diretti verso bersagli selezionati.
Tre distretti di Kyiv interessati dagli incendi
Nella capitale, incendi e danneggiamenti sono stati registrati nei distretti di Shevchenkivskyi, Desnianskyi e Solomianskyi. Le fiamme non hanno interessato un unico punto, ma diversi edifici e aree di parcheggio, rendendo necessario l'intervento simultaneo di più squadre di soccorso.
Nel distretto di Shevchenkivskyi, situato nella parte centrale di Kyiv, frammenti di un bersaglio intercettato hanno raggiunto un edificio residenziale di 18 piani. Un incendio si è sviluppato all'altezza del settimo e dell'ottavo piano, obbligando i vigili del fuoco a operare all'interno di una struttura abitata e in una zona densamente urbanizzata.
Nello stesso distretto ha preso fuoco anche un edificio indipendente di quattro piani che, secondo le informazioni disponibili, non risultava occupato. La vicinanza dei due incendi ha impegnato i soccorritori nella verifica degli appartamenti, nella messa in sicurezza delle strutture e nella ricerca di eventuali persone rimaste bloccate.
Nel distretto di Desnianskyi, nella parte nord-orientale della città, un magazzino è stato distrutto dalle fiamme. L'incendio ha coinvolto inoltre un autocarro e almeno dieci automobili parcheggiate nell'area. Le immagini diffuse dopo l'attacco hanno mostrato veicoli completamente bruciati e squadre impegnate a impedire che il fuoco raggiungesse altre strutture.
Nel distretto di Solomianskyi sono stati segnalati ulteriori danni e focolai. Le autorità hanno dichiarato che tutti gli incendi principali sono stati successivamente spenti, ma le operazioni sono proseguite per verificare la stabilità degli edifici, rimuovere i detriti e individuare possibili ordigni inesplosi.
Tre persone ferite nella capitale
Il bilancio comunicato per Kyiv è di almeno tre feriti. Una persona è stata ricoverata, mentre le altre hanno ricevuto assistenza medica senza necessità di permanere in ospedale. Non sono stati segnalati morti nella capitale in relazione a questa specifica offensiva.
La distinzione è importante perché alcune prime ricostruzioni avevano associato alla città il bilancio delle vittime registrate nello stesso giorno in altre regioni. I decessi confermati dagli amministratori ucraini sono avvenuti a Chernihiv, Kharkiv, Zaporizhzhia e Sloviansk, non a Kyiv.
La caduta dei frammenti rimane una delle principali minacce durante gli attacchi aerei. Anche quando un missile o un drone viene intercettato, la distruzione in volo produce parti metalliche, carburante, motori e possibili componenti esplosive che possono precipitare su abitazioni, strade e parcheggi.
Per questa ragione le autorità invitano la popolazione a rimanere nei rifugi fino alla comunicazione ufficiale della fine dell'allarme. Osservare un'intercettazione da finestre, balconi o spazi aperti espone infatti al rischio rappresentato non soltanto dall'ordigno in arrivo, ma anche dai detriti della difesa antiaerea.
Il bilancio nazionale sale ad almeno sei morti
Gli aggiornamenti diffusi nel corso della domenica hanno portato ad almeno sei morti il bilancio degli attacchi russi compiuti in Ucraina durante la giornata. La prima sintesi parlava di almeno due vittime, ma nuovi bombardamenti e informazioni provenienti dalle città colpite hanno progressivamente aggravato il conteggio.
A Chernihiv, nel nord del Paese, un drone russo ha colpito un supermercato. Due persone sono morte, tra cui un bambino di nove anni, mentre almeno 25 sono rimaste ferite. Il coinvolgimento di un esercizio commerciale ha richiesto un vasto intervento di emergenza per soccorrere clienti, dipendenti e persone presenti nelle vicinanze.
A Kharkiv, seconda città dell'Ucraina e centro urbano situato a poche decine di chilometri dal confine russo, un attacco con drone ha ucciso una persona. Almeno sedici residenti hanno avuto bisogno di assistenza medica; tra i feriti risultano anche dei minori.
A Zaporizhzhia, una bomba aerea guidata ha ucciso un uomo e ferito almeno altre sei persone. La città si trova poco più di venti chilometri dalle aree del fronte ed è frequentemente raggiunta da bombe plananti, missili e droni lanciati dalle forze russe.
A Sloviansk, nella regione di Donetsk, due dipendenti dell'azienda energetica Donetskoblgaz sono morti durante un attacco russo. I due lavoratori stavano intervenendo per assistere i residenti e riparare le conseguenze di un precedente bombardamento quando l'area è stata nuovamente colpita.
La morte degli addetti evidenzia il rischio degli attacchi ripetuti contro la stessa zona. Soccorritori, tecnici, medici e vigili del fuoco possono raggiungere il luogo dopo una prima esplosione e trovarsi esposti a un secondo bombardamento, mentre cercano di evacuare i feriti o ripristinare i servizi essenziali.
Chernihiv colpita durante le attività quotidiane
L'attacco contro il supermercato di Chernihiv è uno degli episodi più gravi della giornata per numero di persone coinvolte. Il drone ha raggiunto una struttura utilizzata quotidianamente dalla popolazione, provocando la morte di due civili e un elevato numero di feriti.
La città, situata a nord di Kyiv e relativamente vicina ai confini con Russia e Bielorussia, è stata ripetutamente interessata da attacchi sin dall'inizio dell'invasione su vasta scala. Pur trovandosi lontano dalle principali linee di combattimento terrestri, rimane raggiungibile da droni e missili a lungo raggio.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito l'attacco un atto privo di giustificazione militare. Mosca sostiene generalmente di colpire infrastrutture militari, industriali o logistiche; le conseguenze documentate a Chernihiv hanno però interessato direttamente un luogo civile frequentato dal pubblico.
Non è possibile stabilire sulla base delle prime informazioni se il supermercato fosse il bersaglio programmato, se il drone abbia deviato dalla propria rotta o se i danni siano derivati da un'intercettazione. Rimane confermato l'impatto sulla struttura e il conseguente bilancio tra la popolazione.
Kharkiv sotto la pressione dei droni
Kharkiv continua a essere uno dei centri urbani maggiormente esposti agli attacchi. La breve distanza dal territorio russo riduce il tempo disponibile tra il rilevamento del lancio e l'arrivo di droni, missili e bombe guidate, limitando la possibilità di raggiungere i rifugi.
Nell'attacco del 26 luglio, i soccorritori hanno lavorato tra le macerie di edifici danneggiati. Una persona è stata estratta senza vita, mentre almeno sei feriti erano stati inizialmente segnalati. Il bilancio medico è stato successivamente aggiornato a sedici persone assistite.
Le autorità locali hanno riferito che tra i feriti figurano anche due bambini. Come avviene per tutti i bilanci raccolti nelle prime ore, il numero può cambiare quando le persone raggiungono autonomamente gli ospedali o quando emergono nuovi danni in aree inizialmente non accessibili.
La pressione sulla città non è determinata soltanto dagli episodi con vittime. Gli attacchi ripetuti danneggiano reti elettriche, abitazioni, trasporti e attività produttive, costringendo i servizi comunali a un continuo lavoro di riparazione e messa in sicurezza.
Zaporizhzhia colpita da una bomba planante
L'attacco su Zaporizhzhia è stato effettuato con una bomba aerea guidata, arma generalmente sganciata da un velivolo che può rimanere a distanza dalle difese ucraine. L'aggiunta di ali e sistemi di navigazione consente a questi ordigni di percorrere decine di chilometri prima dell'impatto.
Una persona è morta e almeno sei sono rimaste ferite. Le immagini successive al bombardamento hanno mostrato danni nei pressi di una stazione di servizio e l'intervento dei vigili del fuoco per spegnere le fiamme.
La prossimità di Zaporizhzhia al fronte permette alle forze russe di utilizzare bombe plananti con maggiore frequenza rispetto alle città situate nell'Ucraina centrale e occidentale. Questi ordigni trasportano cariche esplosive elevate e possono provocare gravi danni anche quando l'impatto avviene a una certa distanza dagli edifici.
La difesa contro le bombe guidate è particolarmente difficile. Per impedirne il lancio sarebbe necessario minacciare gli aerei prima che raggiungano la distanza utile, mentre intercettare l'ordigno durante la caduta richiede sistemi antiaerei disponibili in quantità limitata.
I lavoratori uccisi a Sloviansk
A Sloviansk sono morti due dipendenti del settore del gas, un meccanico di 57 anni e un autista di 28. I lavoratori si trovavano sul posto per aiutare la popolazione colpita da un precedente attacco quando è avvenuto il nuovo bombardamento russo.
Sloviansk è una delle principali città ancora controllate dall'Ucraina nella parte settentrionale della regione di Donetsk. La sua posizione la rende un obiettivo frequente di artiglieria, bombe aeree e droni, mentre le forze russe cercano di avanzare nel territorio circostante.
La riparazione delle condutture del gas e delle reti elettriche è essenziale per evitare incendi, esplosioni e interruzioni prolungate dei servizi. Allo stesso tempo, gli addetti devono operare in aree che possono essere nuovamente colpite, spesso prima che sia possibile eliminare completamente il rischio militare.
La perdita di personale specializzato produce conseguenze che superano il singolo episodio. Ogni squadra ridotta rallenta il ripristino dei servizi e aumenta il carico sugli altri tecnici chiamati a lavorare in condizioni di emergenza.
La versione russa sugli obiettivi di Kyiv
Il ministero della Difesa russo ha sostenuto che l'offensiva sulla capitale fosse diretta contro strutture collegate alla produzione di droni ucraini. Non sono stati forniti elementi verificabili in modo indipendente che permettano di stabilire quali impianti siano stati effettivamente raggiunti o quale fosse la funzione precisa di tutti i bersagli.
Le autorità ucraine hanno invece documentato incendi in edifici residenziali, magazzini e parcheggi. La presenza di danni civili non chiarisce automaticamente quale fosse il bersaglio originario di ogni missile, ma conferma che le conseguenze dell'attacco hanno coinvolto quartieri abitati.
In un ambiente urbano, anche un'operazione diretta contro un'infrastruttura militare o industriale può produrre un elevato rischio per la popolazione. La precisione nominale dell'arma non elimina la possibilità di errori, intercettazioni, malfunzionamenti o effetti dell'esplosione sugli edifici circostanti.
Il diritto internazionale umanitario impone alle parti di distinguere tra obiettivi militari e civili e di adottare tutte le precauzioni possibili per ridurre le vittime. L'accertamento di eventuali violazioni richiede tuttavia indagini basate su traiettorie, obiettivi, munizionamento e conseguenze prevedibili.
Horlivka, quattro morti secondo le autorità filorusse
Nella città di Horlivka, situata nella parte occupata della regione ucraina di Donetsk, le autorità insediate da Mosca hanno affermato che un attacco con drone ucraino abbia ucciso quattro civili. La notizia è stata comunicata dal sindaco nominato dalla Russia, Ivan Prikhodko.
Secondo la stessa ricostruzione, la città sarebbe stata colpita sin dalle prime ore della domenica. Successivamente un altro drone avrebbe raggiunto un veicolo di emergenza, ferendo tre operatori sanitari e un ulteriore residente.
Non sono stati diffusi dettagli sufficienti per verificare autonomamente il luogo esatto delle esplosioni, la natura degli obiettivi o l'identità di tutte le vittime. Il bilancio deve quindi essere presentato come un'affermazione delle autorità occupanti, non come un dato confermato attraverso una verifica indipendente.
Kyiv non aveva commentato immediatamente lo specifico episodio. L'Ucraina sostiene di utilizzare i propri droni per colpire strutture militari, depositi, reti logistiche e infrastrutture impiegate dalle forze russe; Mosca accusa invece le forze ucraine di condurre attacchi deliberati contro la popolazione.
Entrambe le parti negano di prendere intenzionalmente di mira i civili. I bilanci nelle zone occupate sono particolarmente difficili da controllare perché l'accesso di osservatori indipendenti è limitato e le informazioni vengono diffuse prevalentemente da amministrazioni direttamente collegate a una delle parti in guerra.
Un'offensiva annunciata con due giorni di anticipo
Il presidente Zelensky aveva dichiarato venerdì 24 luglio che le informazioni raccolte dall'intelligence indicavano la preparazione di un grande attacco russo entro le successive 48 ore. L'offensiva della notte tra il 25 e il 26 luglio è avvenuta all'interno della finestra temporale indicata.
L'avvertimento aveva permesso alle autorità e alle unità di difesa di aumentare il livello di attenzione, ma conoscere in anticipo la possibilità di un attacco non significa disporre di informazioni precise su orario, rotte e obiettivi. La Russia può inoltre modificare i piani di volo e utilizzare droni esca per complicare l'identificazione dei bersagli reali.
La nuova offensiva è arrivata soltanto due giorni dopo il grave attacco del 24 luglio nella regione di Kyiv, dove un missile balistico aveva colpito un evento collegato al settore della difesa. In quell'episodio erano morte almeno dieci persone e quasi cento erano rimaste ferite.
La vicinanza temporale dei due bombardamenti mostra la continuità della pressione su Kyiv e sulla regione circostante. La capitale rimane un obiettivo strategico per la presenza di istituzioni governative, comandi, industrie, infrastrutture energetiche e una popolazione di milioni di persone.
Perché i missili balistici sono difficili da fermare
I missili balistici percorrono una parte della traiettoria ad alta quota e scendono verso il bersaglio a velocità molto elevate. Questa caratteristica riduce il tempo a disposizione dei radar e dei sistemi di comando per riconoscere la minaccia, assegnare un intercettore e completare l'abbattimento.
Non tutti i sistemi antiaerei sono progettati per affrontare questo tipo di arma. Le unità utilizzate contro droni e aerei non possiedono necessariamente la velocità, la quota o i sensori necessari per intercettare un vettore balistico nella fase finale del volo.
L'Ucraina dispone di sistemi avanzati, tra cui batterie Patriot, ma il numero degli impianti e soprattutto degli intercettori rimane limitato rispetto alla vastità del territorio da proteggere. Difendere Kyiv può significare lasciare minori risorse disponibili per altre città, centrali elettriche, basi e infrastrutture industriali.
La Russia può inoltre concentrare numerosi missili su una stessa area per tentare di superare le difese. Anche un elevato tasso di intercettazione non garantisce che tutti i bersagli vengano distrutti, soprattutto quando l'attacco comprende contemporaneamente decine o centinaia di droni e dispositivi esca.
Il significato dei 136 droni impiegati
I 136 droni segnalati dall'Aeronautica ucraina non erano necessariamente tutti dotati della stessa funzione. Alcuni trasportavano una testata esplosiva, mentre altri erano probabilmente impiegati come bersagli fittizi per generare tracce radar, obbligare le difese a reagire e nascondere la rotta degli ordigni più pericolosi.
I modelli Shahed e le loro versioni prodotte o modificate in Russia vengono utilizzati per colpire edifici, depositi, impianti energetici e infrastrutture. I Gerbera possono essere impiegati come esche o vettori, mentre altri sistemi sono progettati per la ricognizione o per disturbare l'organizzazione della difesa.
L'Aeronautica ucraina ha dichiarato di avere abbattuto o neutralizzato elettronicamente 104 droni. Il termine neutralizzato può comprendere velivoli distrutti dal fuoco, deviati attraverso la guerra elettronica o caduti dopo avere perso il collegamento e la navigazione.
Ventisette droni avrebbero comunque raggiunto le rispettive aree d'impatto. La differenza tra numero lanciato, numero intercettato e numero di luoghi colpiti dipende dal fatto che più ordigni possono dirigersi verso la stessa località e che i frammenti possono causare danni lontano dal punto previsto.
Una guerra aerea sempre più estesa
L'attacco russo è avvenuto mentre l'Ucraina intensifica a sua volta le operazioni con droni contro il territorio russo, la Crimea occupata e le infrastrutture utilizzate dalle forze di Mosca. Il ministero della Difesa russo ha affermato di avere intercettato nella stessa notte 133 droni ucraini sopra diverse regioni, il Mar Nero e la penisola di Crimea.
Anche questo dato proviene da una parte direttamente coinvolta e non può essere verificato completamente. La contemporaneità delle due campagne mostra comunque come droni e attacchi a lungo raggio siano diventati una componente quotidiana del conflitto, estendendo il rischio molto oltre la linea del fronte terrestre.
Le operazioni ucraine mirano spesso a raffinerie, depositi di carburante, impianti industriali e reti logistiche russe. Kyiv presenta questi attacchi come uno strumento per ridurre le capacità militari di Mosca; la Russia sostiene invece che le incursioni provochino vittime e danni anche nelle aree civili.
La crescita degli attacchi reciproci aumenta la probabilità di errori, deviazioni e danni collaterali. Riduce inoltre gli spazi diplomatici, perché ogni nuova vittima può generare richieste di rappresaglia e rendere politicamente più difficile accettare una sospensione delle operazioni.
L'aumento delle vittime civili nel 2026
L'offensiva del 26 luglio si inserisce in un anno caratterizzato da un forte aumento delle vittime civili. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati verificati in Ucraina 1.396 morti e 7.978 feriti tra la popolazione, con una crescita del 37% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il totale risulta inoltre più che doppio rispetto ai primi sei mesi del 2024. L'aumento è stato determinato in larga parte dall'intensificazione degli attacchi con armi a lungo raggio, che colpiscono anche grandi centri urbani lontani dalle aree di combattimento terrestri.
Tra gennaio e giugno, le vittime provocate da missili e droni a lungo raggio sono aumentate del 60% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La maggioranza dei casi verificati è stata registrata nei territori controllati dal governo ucraino, pur essendo state documentate vittime anche nelle zone occupate.
I dati reali potrebbero essere più elevati, soprattutto nelle aree nelle quali non è possibile effettuare verifiche indipendenti. Il conteggio internazionale richiede infatti la conferma dell'identità delle vittime, del luogo, della data e delle circostanze di ogni episodio.
La difesa delle città resta il nodo centrale
La capacità ucraina di proteggere contemporaneamente tutte le città rimane limitata dalla disponibilità di intercettori e sistemi antiaerei. Le batterie devono coprire un territorio molto vasto e fronteggiare minacce che comprendono missili balistici, missili da crociera, droni a elica, velivoli a reazione e bombe plananti.
La protezione di Kyiv ha una priorità elevata per il ruolo politico e strategico della capitale. Ciò non impedisce che alcuni vettori superino le difese o che i frammenti raggiungano gli edifici, come avvenuto nell'attacco del 26 luglio.
Le città più vicine al fronte affrontano una situazione ancora più difficile. A Kharkiv e Zaporizhzhia, il breve tempo di volo di droni e bombe guidate può lasciare alla popolazione soltanto pochi minuti per trovare riparo, quando l'allarme riesce a essere emesso prima dell'impatto.
Le richieste ucraine ai partner internazionali riguardano perciò non soltanto nuove batterie, ma anche una fornitura regolare di missili intercettori. Un sistema privo di munizioni sufficienti non può affrontare una campagna prolungata basata su ondate quasi quotidiane.
Le conseguenze oltre il bilancio immediato
Gli effetti di un attacco non terminano con lo spegnimento degli incendi. Gli edifici colpiti devono essere sottoposti a controlli strutturali, gli appartamenti resi inagibili richiedono alloggi temporanei e i veicoli distrutti devono essere rimossi dalle aree contaminate dai detriti.
Le esplosioni possono danneggiare finestre e facciate anche a distanza, interrompere le reti elettriche e idriche e rendere necessario chiudere strade o linee del trasporto pubblico. Ogni intervento sottrae personale e risorse ad altri servizi della città.
La ripetizione degli allarmi produce inoltre un impatto crescente sulla vita quotidiana. Famiglie, lavoratori e bambini trascorrono ore nei rifugi o nei corridoi interni degli edifici, mentre scuole, ospedali e imprese devono mantenere procedure di emergenza per possibili attacchi notturni e diurni.
La pressione psicologica si somma ai danni materiali. Anche quando il bilancio delle vittime rimane contenuto, la possibilità di un nuovo bombardamento condiziona il sonno, gli spostamenti e la percezione di sicurezza di milioni di persone.
Un'escalation senza segnali di arresto
L'attacco su Kyiv e le vittime registrate nel resto dell'Ucraina mostrano che la campagna aerea russa continua con elevata intensità. L'utilizzo di sette missili balistici e 136 droni in una sola notte conferma la capacità di organizzare offensive combinate su vasta scala.
La risposta ucraina attraverso attacchi in profondità contro il territorio russo e le aree occupate alimenta parallelamente una spirale di operazioni reciproche. Gli episodi di Horlivka, pur non verificati in modo indipendente, mostrano come anche nelle zone sotto controllo russo vengano segnalate vittime tra la popolazione.
Al momento non emergono elementi che indichino una sospensione imminente delle campagne aeree. Al contrario, le dichiarazioni delle due parti e il crescente impiego di droni suggeriscono che gli attacchi a lungo raggio continueranno a rappresentare uno dei principali strumenti della guerra.
La priorità immediata rimane la protezione dei civili, la verifica trasparente dei bilanci e il rispetto delle regole che vietano gli attacchi indiscriminati. Ogni episodio deve essere valutato sulla base di informazioni controllabili, distinguendo i fatti accertati dalle affermazioni militari e politiche delle parti coinvolte.
Kyiv resiste, ma il rischio resta elevato
La capitale ha evitato vittime nell'attacco del 26 luglio, ma i tre feriti, gli incendi in tre distretti e il coinvolgimento di un edificio residenziale mostrano quanto sia ridotto il margine tra un'intercettazione riuscita e una strage urbana.
Nel resto del Paese, il bilancio della giornata è stato più grave: un bambino e un adulto uccisi a Chernihiv, una vittima a Kharkiv, una a Zaporizhzhia e due lavoratori morti a Sloviansk. Sono episodi distinti, ma appartengono alla stessa intensificazione degli attacchi contro città e infrastrutture ucraine.
Le accuse provenienti da Horlivka aggiungono un ulteriore elemento a un quadro nel quale la popolazione civile continua a pagare il costo delle operazioni di entrambe le parti. L'impossibilità di verificare immediatamente quanto avviene nei territori occupati rende indispensabile utilizzare formulazioni prudenti e non trasformare le dichiarazioni di un'autorità coinvolta in fatti definitivamente accertati.
Secondo voi, il rafforzamento delle difese antiaeree può ridurre in modo decisivo le vittime oppure la crescente quantità di missili e droni rende inevitabile il rischio per le città? Lasciate un commento e condividete la vostra opinione sull'evoluzione della guerra aerea e sulle misure necessarie per proteggere la popolazione.

