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Milano-Cortina 2026: L'Italia da record tra trionfi, paura e addii leggendari

I Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 entrano nella loro fase conclusiva, regalando al pubblico una penultima giornata carica di tensione agonistica e profondi sentimenti. Con un bottino che ha già raggiunto le 27 medaglie, l'Italia ha ufficialmente superato il suo record storico di Lillehammer 1994, confermandosi come una delle potenze mondiali degli sport invernali. Tuttavia, la giornata di oggi non è solo una caccia all'oro, ma un momento di passaggio generazionale che segna la fine di epoche indimenticabili.

L'ultimo ballo dei giganti: Pellegrino e Wierer

Il 21 febbraio 2026 resterà impresso nella memoria degli sportivi per il saluto di due icone che hanno scritto la storia del ghiaccio e della neve in Italia:

  • Federico Pellegrino e la "Maratona": Il fuoriclasse di Nus affronta oggi la 50 km di sci di fondo in tecnica classica a Lago di Tesero. È una sfida iconica: la gara più dura e lunga del programma olimpico coincide con l'ultima apparizione a cinque cerchi del più grande fondista azzurro dell'era moderna. Per "Chicco", un debutto sulla distanza più lunga e un addio che promettono di far tremare i polsi a migliaia di tifosi.

  • Dorothea Wierer e l'ultima "Mass Start": Ad Anterselva, nel suo giardino di casa, la regina del biathlon italiano scende in pista per la sua ultima recita olimpica. La mass start femminile rappresenta l'opportunità per un ultimo graffio d'autore. Insieme a lei, la neo-campionessa olimpica Lisa Vittozzi cercherà di trasformare la gara in una festa azzurra, celebrando il passaggio di testimone definitivo.

Speranze di medaglia: Skicross e Pattinaggio di Velocità

Mentre i veterani salutano, le nuove leve e le certezze del presente continuano a spingere sull'acceleratore per rimpinguare un medagliere già ricchissimo:

  1. Simone Deromedis (Skicross): A Livigno, gli occhi sono puntati sulla finale dello skicross maschile. Deromedis, leader di un gruppo azzurro agguerrito, è tra i grandi favoriti per il podio in una disciplina che unisce tecnica, velocità e scontri diretti mozzafiato.

  2. Francesca Lollobrigida (Mass Start): Sul ghiaccio della pista lunga di Milano, la "Lollo" torna in gara nella mass start femminile. Dopo aver già conquistato due ori in questa edizione, Francesca cerca la tripletta leggendaria, supportata da un pubblico di casa che promette una bolgia senza precedenti.

  3. Andrea Giovannini: Anche la gara maschile vede l'Italia protagonista con Giovannini, reduce da prestazioni solide e pronto a lottare per le posizioni di vertice.

Paura per Tommaso Giacomel: Malore in pista

La cronaca delle ultime ore è stata segnata da un momento di grande apprensione durante la mass start maschile di biathlon. Tommaso Giacomel, la giovane stella del biathlon italiano che stava disputando una gara di testa, è stato costretto al ritiro improvviso per un malore. L'atleta ha accusato forti vertigini e debolezza estrema, venendo immediatamente soccorso dallo staff medico. Fortunatamente, le prime valutazioni hanno escluso complicazioni gravi, attribuendo il crollo fisico a una combinazione di stress agonistico e affaticamento estremo, ma il ritiro resta una ferita aperta per un atleta che sognava il podio davanti ai propri tifosi.

Un'Italia da record: Terzo posto nel medagliere

Con 9 ori, 5 argenti e 13 bronzi, l'Italia si attesta stabilmente al terzo posto del medagliere generale, subito dietro a colossi come Norvegia e Stati Uniti. Il successo della staffetta maschile dello short track ieri sera, che ha regalato il 27° sigillo, è il simbolo di una spedizione che ha saputo brillare in quasi tutte le discipline, dallo slittino allo sci alpino, fino al curling e al pattinaggio di figura.

Cosa aspettarsi ora?

La giornata di oggi è l'ultimo grande snodo prima della cerimonia di chiusura di domani. L'Italia ha la possibilità concreta di sfondare il muro delle 30 medaglie, un traguardo inimmaginabile solo pochi anni fa. Ma al di là dei numeri, Milano-Cortina 2026 sta lasciando un'eredità di passione e professionalità che resterà nel DNA dello sport italiano per decenni.

Di Paola

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