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Milano-Cortina 2026: Cala il Sipario tra Trionfi Azzurri e Ombre sul Futuro

Ieri sera, domenica 22 febbraio 2026, le luci dell'Arena di Verona si sono accese per l'ultima volta in occasione della XXV edizione dei Giochi Olimpici Invernali. La cerimonia di chiusura, intitolata "Beauty in Action", ha trasformato l'anfiteatro romano in una "piazza italiana" luminosa, segnando il passaggio di consegne alle Alpi Francesi per il 2030. Tuttavia, mentre gli atleti festeggiavano, fuori dai rifugi dorati del cerimoniale divampava il dibattito su ciò che resterà al Paese una volta spento il braciere.

Un Medagliere Storico: L'Italia da "30 e Lode"

Dal punto di vista puramente sportivo, l'Italia ha superato ogni aspettativa. Con un bottino complessivo di 30 medaglie (10 ori, 6 argenti e 14 bronzi), la delegazione azzurra ha stabilito il suo record assoluto in un'edizione invernale, chiudendo al quarto posto nel medagliere generale, dietro a giganti come Norvegia e Stati Uniti.
Le icone indiscusse di questa edizione sono state Federica Brignone, capace di conquistare due ori storici nello sci alpino, e Francesca Lollobrigida, che ha regalato all'Italia il primo oro della competizione nel pattinaggio di velocità. Anche lo slittino e il biathlon (con la vittoria di Lisa Vittozzi) hanno confermato la solidità della scuola italiana, regalando momenti di orgoglio nazionale che hanno unito il Paese da nord a sud.

Le Polemiche: Costi, Ambiente e Sicurezza sul Lavoro

Nonostante il successo sportivo, l'eredità materiale dei Giochi è finita sotto la lente d'ingrandimento della politica e della società civile. Le critiche principali, mosse con forza dalle opposizioni tra cui il Movimento 5 Stelle, riguardano tre fronti caldi:

  • Esplosione dei costi: Molte infrastrutture, come la discussa pista da bob di Cortina, hanno visto i costi lievitare enormemente rispetto alle stime iniziali. Il timore è che questi impianti possano trasformarsi in "cattedrali nel deserto", troppo costose da mantenere per le comunità locali.

  • Impatto Ambientale: Le associazioni ecologiste hanno denunciato l'approccio "invasivo" su alcuni territori montani, citando il taglio di boschi secolari e l'assenza di valutazioni d'impatto adeguate per alcune opere realizzate in regime di commissariamento straordinario.

  • Sicurezza e Sfruttamento: Recentissime interrogazioni parlamentari hanno sollevato il velo su presunte condizioni di lavoro massacranti nei siti olimpici, con turnazioni fino a 84 ore settimanali per gli addetti alla vigilanza, costretti a operare a temperature estreme con protezioni insufficienti.

La Cerimonia di Chiusura: Tra Arte e Geopolitica

Lo show all'Arena di Verona ha visto protagonisti artisti del calibro di Roberto Bolle e Achille Lauro, celebrando il "Made in Italy" davanti a milioni di spettatori in mondovisione. Il momento più simbolico è stato il passaggio della bandiera olimpica dai sindaci di Milano e Cortina nelle mani dei rappresentanti francesi.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la Premier, Giorgia Meloni, hanno ricevuto l'Ordine Olimpico d'oro dal CIO, a testimonianza dell'impegno istituzionale. Tuttavia, la chiusura dei Giochi segna l'inizio di una fase delicata: la rendicontazione economica e la gestione delle opere incompiute (circa una su sei, secondo le ultime stime).

Cosa Resta all'Italia?

Mentre l'attenzione si sposta ora sulle Paralimpiadi (in programma dal 6 al 15 marzo), l'Italia si interroga sul valore dei grandi eventi. Se da un lato l'immagine del Paese ne esce rafforzata e il turismo montano ha registrato numeri da capogiro, dall'altro resta la sfida di non lasciare alle future generazioni un'eredità fatta di debiti e cemento. La "Olimpiade diffusa" ha vinto la sfida del coinvolgimento, ma la partita della sostenibilità reale è ancora tutta da giocare.

Focus: La Pista da Bob "Eugenio Monti"

L'opera più contestata è stata la ricostruzione dello Sliding Center di Cortina. Costata decine di milioni di euro di soldi pubblici, è diventata il simbolo della tensione tra la volontà di onorare la tradizione sportiva e la necessità di una gestione oculata delle risorse. Il futuro dell'impianto dipenderà dalla capacità della Regione Veneto di trasformarlo in un centro di allenamento internazionale permanente.

Di Paola

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