Messico, la caduta del Mencho: un Paese tra speranza e fiamme
Il Messico si è svegliato oggi in un clima di guerra aperta. Quella che doveva essere l'operazione del secolo, il colpo definitivo al narcotraffico, si è trasformata in una guerriglia urbana che sta tenendo il mondo con il fiato sospeso. La conferma della morte di Nemesio Oseguera Cervantes, conosciuto ovunque come "El Mencho", ha innescato una reazione a catena che va ben oltre il semplice fatto di cronaca nera.
L'Operazione: Un blitz chirurgico nel cuore di Jalisco
L'attacco è scattato alle prime luci dell'alba nelle montagne dello stato di Jalisco, la roccaforte impenetrabile del cartello. Non è stato un incidente fortuito: si è trattato di un'operazione di intelligence coordinata ai massimi livelli tra le forze speciali messicane e le agenzie di sicurezza degli Stati Uniti.
I reparti d'élite hanno utilizzato droni tattici e incursioni aeree per colpire il rifugio blindato del boss. Il bilancio sul campo è drammatico: almeno 26 vittime accertate, tra cui molti membri della Guardia Nazionale, caduti sotto il fuoco di sbarramento dei criminali che hanno tentato, invano, di proteggere il loro leader.
Chi era "El Mencho" e cos'è il CJNG
Per capire la portata di questo evento, bisogna comprendere il potere del Cartello di Jalisco Nuova Generazione (CJNG). Sotto la guida del Mencho, questa organizzazione era diventata una vera e propria multinazionale del crimine. Non si occupavano solo di droga: il loro impero spaziava dal traffico di fentanyl (la droga sintetica che sta devastando il Nord America) al furto di carburante, fino alle estorsioni sistematiche.
A differenza dei vecchi cartelli, il CJNG si è distinto per una potenza di fuoco militare: dispone di veicoli blindati artigianali, chiamati "mostri", e di un esercito di sicari addestrati come corpi speciali.
La reazione: Città in ostaggio e "Narco-blocchi"
Subito dopo la diffusione della notizia, il cartello ha risposto con la tattica del terrore urbano. In diverse città, tra cui Guadalajara e Zapopan, i criminali hanno eretto i cosiddetti narco-bloqueos: autobus e camion sono stati sequestrati, messi di traverso sulle arterie principali e dati alle fiamme per impedire i movimenti dell'esercito.
Le autorità hanno chiesto alla popolazione di restare in casa, mentre le scuole e i centri commerciali sono stati chiusi a tempo indefinito. Il clima di instabilità è palpabile: la paura è che, senza una guida suprema, il cartello possa frammentarsi in decine di cellule impazzite, scatenando una lotta interna per la successione.
Le implicazioni politiche e sociali
La morte del Mencho rappresenta una vittoria simbolica enorme per il governo, ma apre una voragine di incertezza. Il rischio concreto è l'effetto "idra": tagliata una testa, ne nascono altre due. Gli esperti temono che il Cartello di Sinaloa, storico rivale di Jalisco, possa approfittare del vuoto di potere per scatenare una nuova offensiva per il controllo delle rotte del narcotraffico verso il confine statunitense.
Il Messico si trova ora a un bivio: riuscirà lo Stato a mantenere il controllo del territorio o assisteremo a una nuova ondata di violenza senza precedenti? La cattura o l'uccisione di un grande boss, storicamente, ha sempre portato a un aumento temporaneo degli omicidi dovuto al rimescolamento degli equilibri criminali.
Focus: Cos'è il Fentanyl?
Il fentanyl è un oppioide sintetico fino a 50 volte più potente dell'eroina. È la principale fonte di reddito per il cartello di Jalisco ed è responsabile di una crisi sanitaria globale. La distruzione della filiera produttiva legata al Mencho è l'obiettivo prioritario della cooperazione internazionale.

