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Locarno, "Balla coi lupi" restaurato in 4K: quattro ore di Kevin Costner

Il Festival di Locarno, nella sua 79esima edizione, presenta oggi in Piazza Grande la versione restaurata in 4K ed estesa di "Balla coi lupi", il celebre western di Kevin Costner del 1990. La proiezione, che dura quasi quattro ore, comprende oltre trenta minuti di materiale inedito rispetto alla versione uscita originariamente nelle sale cinematografiche.

Un appuntamento all'interno del programma Histoire(s) du Cinéma

La proiezione rientra nel programma "Histoire(s) du Cinéma", la sezione del festival dedicata alla riscoperta e alla valorizzazione del patrimonio cinematografico attraverso nuove tecnologie di conservazione. L'appuntamento di oggi rappresenta la seconda serata in Piazza Grande, il più grande schermo all'aperto d'Europa, di questa edizione della manifestazione, in programma complessivamente dal 5 al 15 agosto.

Chi ha realizzato il restauro

Il lavoro di restauro è stato realizzato dal laboratorio zurighese Cinegrell, in collaborazione con il progetto Locarno Heritage e con la società K5 International. Un intervento tecnico complesso, che ha permesso di restituire al film una qualità visiva completamente rinnovata, preservando al tempo stesso l'integrità artistica dell'opera originale concepita da Costner.

La versione "extended" mai considerata definitiva dal regista

La versione presentata a Locarno è quella nota come "extended", della durata di circa quattro ore, che lo stesso Costner non ha mai voluto considerare come definitiva rispetto alla versione cinematografica originale, più breve. Il produttore Jim Wilson aveva spiegato, all'epoca della sua realizzazione, che questa versione più lunga nacque in risposta alle numerose richieste del pubblico internazionale, desideroso di approfondire ulteriormente la storia e i personaggi del film.

Sette premi Oscar e un western che rinnovò il genere

"Balla coi lupi" ottenne all'epoca dodici candidature agli Oscar, vincendone complessivamente sette, tra cui miglior film, miglior regia, migliore sceneggiatura non originale, migliore fotografia, miglior sonoro, miglior montaggio e migliore colonna sonora. Il film è considerato un'opera fondamentale nel rinnovamento del genere western, capace di riportare l'attenzione internazionale sulle vicende storiche delle popolazioni indigene nordamericane, in un'epoca in cui il genere sembrava ormai relegato al passato.

La trama e il percorso del protagonista

Il film racconta la storia del tenente John Dunbar, interpretato dallo stesso Costner, un ufficiale dell'esercito dell'Unione durante la Guerra di Secessione americana che, di stanza in un avamposto isolato nelle pianure del Dakota, entra progressivamente in contatto con una tribù di nativi Sioux Lakota, abbandonando lentamente i costumi e le prerogative dell'uomo bianco per abbracciare uno stile di vita completamente diverso.

Un altro restauro nello stesso programma: Safi Faye

Accanto a Costner, il programma Histoire(s) du Cinéma di questa edizione presenta anche il restauro di "Letter from My Village" (Kaddu Beykat, 1975), della regista senegalese Safi Faye, opera fondamentale della storia del cinema africano e primo lungometraggio diretto da una donna dell'Africa subsahariana ad aver ottenuto una distribuzione commerciale internazionale.

Le parole del direttore artistico del festival

Commentando questa scelta, il direttore artistico del Locarno Film Festival, Giona A. Nazzaro, ha dichiarato: "Il legame del Locarno Film Festival con la storia del cinema è profondo e attraversa tutte le sue epoche e forme. Da Kevin Costner a Safi Faye, Locarno dialoga con il cinema del passato pensando alle nuove generazioni e ai pubblici di domani, che già oggi si preparano alle sfide delle nuove tecnologie".

Un'occasione unica per rivivere un classico sul grande schermo

Per gli appassionati di cinema presenti a Locarno, questa proiezione rappresenta un'occasione rara di rivivere un classico assoluto della storia del cinema esattamente come concepito dal proprio autore, su uno schermo all'aperto di dimensioni eccezionali, in un contesto che unisce la magia del grande schermo alla riscoperta di un capolavoro spesso conosciuto soltanto nella sua versione più breve.

Un festival che continua a dialogare con la memoria del cinema

Con questa proiezione, il Locarno Film Festival confirma ancora una volta la propria vocazione a intrecciare le grandi retrospettive internazionali con il lavoro di recupero e valorizzazione del patrimonio cinematografico mondiale, offrendo al pubblico l'opportunità di riscoprire opere fondamentali della storia del cinema in condizioni di visione senza precedenti. E voi avete già visto la versione integrale di "Balla coi lupi", o conoscete soltanto quella cinematografica più breve? Raccontateci nei commenti la vostra esperienza con questo classico del cinema western.

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