Italia-Slovenia agli Europei: sfida decisiva a Modena
L'Italia della pallavolo torna in campo questa sera, giovedì 17 settembre 2026, per chiudere la prima fase dei Campionati Europei maschili. Alle 21:05, al PalaPanini di Modena, gli azzurri affrontano la Slovenia nell'ultima partita della Pool A, un incontro che arriva con entrambe le nazionali già qualificate alla fase a eliminazione diretta ma con la classifica del girone ancora da definire definitivamente.
La squadra allenata da Ferdinando De Giorgi si presenta all'appuntamento dopo quattro vittorie consecutive e con il primo posto ancora da consolidare. L'Italia ha superato nell'ordine Svezia, Grecia, Slovacchia e Repubblica Ceca, raccogliendo dodici punti e lasciando per strada appena due set nelle prime quattro gare del torneo. La Slovenia, seconda alla vigilia dell'ultima giornata con nove punti, ha invece vissuto un percorso meno lineare, ma arriva alla sfida dopo il successo sulla Repubblica Ceca.
La partita non serve dunque a decidere la qualificazione, già matematica per entrambe, ma resta importante per il posizionamento nella Pool A e di conseguenza per gli accoppiamenti degli ottavi di finale. La formula dell'Europeo prevede infatti l'incrocio fra le prime quattro classificate del girone italiano e le qualificate della Pool C. Terminare in una posizione piuttosto che in un'altra significa quindi modificare l'avversaria che attenderà la nazionale nella fase successiva.
Italia-Slovenia, quando si gioca e dove vedere la partita
Il fischio d'inizio di Italia-Slovenia è previsto alle 21:05 di oggi, 17 settembre, al PalaPanini. La partita viene trasmessa in chiaro su Rai 2, con copertura prevista anche sulle piattaforme che stanno seguendo l'intera manifestazione. La programmazione comprende Sky Sport Arena e DAZN, mentre per lo streaming sono previste le rispettive piattaforme digitali, oltre ai servizi Rai collegati alla manifestazione.
Il PalaPanini chiude così una settimana particolarmente intensa. Dal giorno 11 settembre l'impianto modenese ha ospitato gli incontri della Pool A, con due partite quasi ogni giorno. L'unica eccezione nel percorso italiano è stata la gara inaugurale degli azzurri contro la Svezia, disputata il 10 settembre in Piazza del Plebiscito a Napoli.
La sfida con la Slovenia è l'ultimo atto della fase modenese prima del trasferimento della competizione verso la fase a eliminazione diretta. Per l'Italia, in caso di prosecuzione del cammino, il torneo continuerà a Torino e successivamente, se arriveranno ulteriori qualificazioni, a Milano.
Il cammino dell'Italia: quattro vittorie in quattro partite
Il bilancio azzurro prima dell'ultima giornata è netto: quattro vittorie su quattro. L'Italia ha inaugurato l'Europeo battendo la Svezia per 3-0 nella spettacolare cornice di Piazza del Plebiscito, con parziali di 25-22, 25-21 e 25-17.
Quell'esordio ha rappresentato un appuntamento particolare anche per il contesto. La gara si è disputata all'aperto e ha dovuto fare i conti con la pioggia, che ha provocato un ritardo e una sospensione nel corso del primo set. Nonostante le condizioni insolite, gli azzurri hanno completato il match senza concedere set agli avversari.
Il trasferimento a Modena ha aperto una fase più tradizionale dal punto di vista agonistico. Nella seconda partita, l'Italia ha battuto la Grecia per 3-0. I primi due set sono stati combattuti e si sono chiusi entrambi 25-23, mentre nel terzo gli azzurri hanno aumentato il margine fino al 25-16.
In quella gara Daniele Lavia ha chiuso con 15 punti e Yuri Romanò con 14. La Grecia ha dimostrato nelle giornate successive di essere un'avversaria tutt'altro che marginale, riuscendo anche a battere la Slovenia, risultato che ha contribuito a ridisegnare la classifica del girone.
La Slovacchia strappa un set, ma l'Italia reagisce
La terza partita ha rappresentato il primo incontro nel quale gli azzurri hanno ceduto un set. Contro la Slovacchia, l'Italia si è imposta 3-1 con i parziali di 25-17, 25-27, 25-10 e 25-19.
La perdita del secondo set non ha modificato l'esito della gara. Nel terzo parziale la squadra di De Giorgi ha prodotto una risposta immediata, lasciando agli avversari appena dieci punti. Il protagonista più evidente è stato Pardo Mati, autore di 22 punti e di una prestazione offensiva particolarmente efficace.
Romanò e Bottolo hanno aggiunto 16 punti a testa. Il successo ha garantito matematicamente all'Italia l'accesso agli ottavi di finale con due giornate ancora da disputare, permettendo allo staff tecnico di affrontare le successive gare con la qualificazione già acquisita ma senza perdere di vista il valore della posizione finale.
Il successo sulla Repubblica Ceca
Il quarto incontro ha messo di fronte le due squadre che fino a quel momento erano rimaste imbattute nella Pool A: Italia e Repubblica Ceca. Anche in questo caso gli azzurri hanno prevalso per 3-1, conservando il percorso perfetto in termini di vittorie.
La Repubblica Ceca ha rappresentato un test significativo perché aveva mostrato solidità nelle giornate precedenti. L'Italia ha però trovato continuità nel proprio gioco e ha mantenuto il comando della classifica, arrivando all'ultima giornata con 12 punti.
La vittoria ha garantito agli azzurri almeno la seconda posizione della Pool A. La partita con la Slovenia mantiene tuttavia una funzione concreta nella definizione dell'ordine conclusivo, e quindi non può essere considerata una semplice formalità.
La classifica prima dell'ultima giornata
Alla vigilia delle ultime due partite della Pool A, l'Italia guida con 12 punti. Alle sue spalle si trova la Slovenia a quota 9, seguita dalla Repubblica Ceca con 8. La Grecia si presenta all'ultima giornata con 6 punti, mentre Svezia e Slovacchia sono già fuori dalla corsa per la fase successiva.
Italia, Slovenia, Repubblica Ceca e Grecia hanno già conquistato matematicamente l'accesso alla fase a eliminazione diretta. Restano però da stabilire le loro posizioni definitive e, di conseguenza, gli incroci con le nazionali provenienti dalla Pool C.
Prima della partita serale fra Italia e Slovenia è inoltre prevista, alle 16, la sfida fra Slovacchia e Grecia. Anche quel risultato contribuirà a completare la graduatoria e a determinare l'esatta composizione degli accoppiamenti.
Perché il primo posto resta importante
Nelle competizioni a gironi la qualificazione rappresenta soltanto il primo obiettivo. La posizione finale può avere un peso rilevante perché determina il percorso successivo. Nel caso dell'EuroVolley 2026, le quattro squadre qualificate dalla Pool A incrociano quelle della Pool C secondo un meccanismo che abbina le posizioni opposte: prima contro quarta, seconda contro terza e così via.
Questo non significa che una posizione garantisca automaticamente un ottavo semplice. Nei tornei internazionali la qualità delle avversarie può produrre accoppiamenti complessi indipendentemente dal numero ottenuto nella fase preliminare. Tuttavia, definire il primato del girone resta un elemento sportivamente rilevante.
Per l'Italia la sfida con la Slovenia offre inoltre l'opportunità di completare la prima fase con cinque vittorie. Per gli sloveni rappresenta invece l'occasione di affrontare direttamente la squadra che li precede in classifica prima dell'inizio delle partite senza possibilità di appello.
Il percorso della Slovenia
La Slovenia ha iniziato il proprio Europeo battendo nettamente la Slovacchia per 3-0. Il primo set si è protratto fino al 31-29, ma nei due successivi la formazione slovena ha costruito un margine molto più ampio, chiudendo 25-15 e 25-18.
La seconda vittoria è arrivata contro la Svezia, ancora per 3-0, con parziali di 25-16, 25-21 e 25-12. In quella partita Nik Mujanović e Jan Kozamernik hanno avuto un ruolo importante nella costruzione del successo, mentre la squadra ha dimostrato grande controllo soprattutto nel terzo set.
Il primo vero stop è arrivato il 14 settembre contro la Grecia. La Slovenia ha perso 1-3, con parziali di 18-25, 25-19, 23-25 e 20-25. Il match è durato quasi due ore e ha mostrato quanto la Pool A fosse meno prevedibile di quanto alcuni risultati iniziali potessero suggerire.
La reazione slovena contro la Repubblica Ceca
Dopo la sconfitta con la Grecia, la Slovenia è tornata in campo il 16 settembre contro la Repubblica Ceca. Il successo ottenuto ha permesso alla squadra di risalire al secondo posto e di presentarsi alla sfida con l'Italia con nove punti.
La capacità di reagire a una battuta d'arresto è un elemento particolarmente importante in un torneo breve. Le squadre disputano infatti molte partite in pochi giorni e hanno poco tempo per modificare preparazione, recuperare fisicamente e correggere gli aspetti tecnici emersi nel match precedente.
La Slovenia arriva quindi al PalaPanini con una situazione diversa rispetto a quella dell'Italia: ha già conosciuto una sconfitta, ma ha immediatamente ritrovato il successo e rimane pienamente coinvolta nella definizione delle prime posizioni della Pool A.
Rok Možič e il legame con la pallavolo italiana
Fra i giocatori sloveni più conosciuti dal pubblico italiano figura Rok Možič, schiacciatore che ha maturato una parte importante della propria esperienza ad alto livello proprio nel campionato italiano. La presenza di atleti che giocano o hanno giocato in Superlega rende Italia-Slovenia una sfida nella quale molti protagonisti si conoscono approfonditamente.
Možič rappresenta una delle principali opzioni offensive slovene e possiede caratteristiche che permettono di incidere sia in attacco sia al servizio. Accanto a lui, l'esperienza di Tine Urnaut offre alla squadra un riferimento tecnico e caratteriale di lungo corso.
Al centro della rete la Slovenia può contare su giocatori come Jan Kozamernik e Alen Pajenk, mentre Nik Mujanović ha già avuto un impatto evidente durante il girone. La distribuzione delle responsabilità offensive rende la formazione slovena meno dipendente da un solo terminale.
Fabio Soli dall'altra parte della rete
La Slovenia è allenata dall'italiano Fabio Soli, elemento che aggiunge un ulteriore punto di contatto fra le due scuole pallavolistiche. La presenza di tecnici italiani alla guida di nazionali e club stranieri è da tempo una caratteristica del volley europeo, segno della circolazione di competenze e metodi di lavoro.
Affrontare l'Italia significa per Soli confrontarsi con una squadra della quale conosce bene giocatori, ambiente e caratteristiche tecniche. Allo stesso tempo, De Giorgi dispone di una conoscenza approfondita di molti avversari sloveni che militano o hanno militato nei principali campionati europei.
Questo riduce in parte l'effetto sorpresa. A un certo livello, però, conoscere l'avversario non significa automaticamente riuscire a neutralizzarlo: la partita viene decisa dall'esecuzione tecnica, dalla qualità del servizio, dalla ricezione e dalla gestione delle situazioni di pressione.
I 14 azzurri scelti da De Giorgi
Il gruppo italiano per l'Europeo è composto da 14 giocatori. In regia figurano il capitano Simone Giannelli e Riccardo Sbertoli. Gli schiacciatori sono Mattia Bottolo, Daniele Lavia, Alessandro Michieletto, Francesco Sani e Luca Porro.
Al centro sono presenti Gianluca Galassi, Giovanni Sanguinetti e Pardo Mati. Il reparto degli opposti comprende Kamil Rychlicki e Yuri Romanò, mentre Fabio Balaso e Gabriele Laurenzano ricoprono il ruolo di libero.
La rosa permette a De Giorgi di modificare equilibri e soluzioni in funzione delle esigenze della partita. Il percorso delle prime quattro giornate ha già mostrato una distribuzione delle responsabilità, con diversi giocatori capaci di assumere un ruolo centrale in momenti differenti.
Giannelli, il regista del gioco azzurro
La figura di Simone Giannelli resta fondamentale nell'organizzazione del gioco italiano. Il palleggiatore e capitano ha il compito di distribuire il pallone fra centrali, schiacciatori e opposti, cercando di rendere meno leggibile possibile la costruzione offensiva.
La qualità della regia dipende naturalmente dalla ricezione. Quando il primo tocco permette al palleggiatore di lavorare vicino alla rete, aumentano le possibilità di utilizzare i centrali e di obbligare il muro avversario a prendere decisioni più difficili.
Contro una formazione fisica e organizzata come la Slovenia, mantenere più opzioni d'attacco contemporaneamente può diventare particolarmente importante. Viceversa, una battuta slovena efficace potrebbe allontanare l'Italia dalla rete e rendere più prevedibili alcune traiettorie offensive.
Romanò, Rychlicki e la profondità nel ruolo di opposto
Nel ruolo di opposto l'Italia dispone di Yuri Romanò e Kamil Rychlicki. Romanò ha già trovato continuità realizzativa durante la prima fase, contribuendo con 14 punti contro la Grecia e 16 nella successiva partita con la Slovacchia.
L'opposto rappresenta spesso uno dei principali terminali offensivi, soprattutto sulle palle alte e nelle situazioni nelle quali la ricezione non permette di sviluppare un gioco rapido. La capacità di trovare punti contro un muro organizzato diventa dunque un elemento centrale nei momenti più equilibrati.
Rychlicki offre allo staff un'alternativa di grande esperienza e consente di modificare il ritmo offensivo senza stravolgere la struttura della squadra. La gestione delle energie sarà inoltre importante in vista della fase a eliminazione diretta.
Michieletto, Lavia, Bottolo e le scelte in posto quattro
Il reparto degli schiacciatori mette a disposizione dell'Italia diverse combinazioni. Alessandro Michieletto, Daniele Lavia e Mattia Bottolo rappresentano giocatori già abituati ai grandi appuntamenti, mentre Luca Porro e Francesco Sani ampliano le possibilità di rotazione.
Il ruolo dello schiacciatore richiede un equilibrio particolarmente complesso: deve contribuire in ricezione, attaccare da prima e seconda linea, servire con efficacia e partecipare al muro. Una serata difficile in uno di questi fondamentali può essere compensata attraverso sostituzioni o cambiamenti nella distribuzione.
Bottolo e Lavia hanno già prodotto prestazioni importanti nel torneo. La disponibilità di più soluzioni permette a De Giorgi di adattare il sestetto anche sulla base delle caratteristiche della battuta slovena.
Pardo Mati, una delle note della prima fase
Fra i protagonisti emersi a Modena spicca Pardo Mati. Contro la Slovacchia ha chiuso con 22 punti e una percentuale offensiva molto elevata, offrendo una dimostrazione concreta della profondità del gruppo azzurro.
Per un centrale il numero dei palloni attaccabili dipende molto dalla qualità della ricezione e dal rapporto con il palleggiatore. Quando il sistema funziona, l'attacco al centro costringe il muro avversario a rispettare maggiormente la prima linea e può liberare spazio per gli attaccanti laterali.
Il contributo dei centrali non si misura tuttavia soltanto attraverso i punti. Muro, lettura e spostamenti sono essenziali per rallentare gli attacchi avversari e permettere alla difesa di ricostruire l'azione.
Il servizio può diventare una chiave della partita
In un confronto equilibrato come Italia-Slovenia, il servizio può modificare radicalmente l'andamento di un set. Una battuta efficace non deve necessariamente produrre un ace: può essere sufficiente ridurre la qualità della ricezione e costringere il palleggiatore avversario a utilizzare un numero inferiore di opzioni.
Il rischio è rappresentato dall'errore. Servire con aggressività significa accettare una maggiore probabilità di regalare direttamente un punto agli avversari. Il confine fra pressione eccessiva e prudenza viene quindi gestito in funzione del punteggio e del momento della gara.
La Slovenia possiede attaccanti capaci di sfruttare il gioco rapido quando la ricezione è stabile. Per l'Italia, allontanare il pallone dalla rete può essere un modo per semplificare il lavoro del muro-difesa.
Ricezione e cambio palla
L'altro lato della stessa dinamica riguarda la ricezione italiana. Balaso e gli schiacciatori sono chiamati ad assorbire la pressione della battuta slovena per permettere a Giannelli di mantenere l'intero ventaglio delle soluzioni offensive.
Nel volley moderno la capacità di realizzare il cambio palla con continuità è fondamentale. Una squadra che riesce a conquistare rapidamente il punto dopo la ricezione impedisce all'avversaria di costruire serie lunghe al servizio e mantiene il set in equilibrio.
Le vere opportunità per creare un distacco arrivano poi nella fase break: servizio, muro, difesa e contrattacco. È spesso in questa sequenza che si decide se un parziale resta punto a punto oppure cambia improvvisamente direzione.
Modena, città simbolo della pallavolo
La scelta di Modena come sede della Pool A ha un forte significato per la pallavolo italiana. Il PalaPanini è uno degli impianti storicamente più identificati con questo sport e la città possiede una tradizione costruita attraverso decenni di club, campioni e competizioni internazionali.
Anche De Giorgi ha un rapporto personale con la storia modenese: da giocatore ha vestito la maglia del club e ha conquistato uno scudetto nella stagione 1986-87. Tornare al PalaPanini da commissario tecnico della Nazionale aggiunge quindi un elemento biografico al percorso europeo.
L'impianto ha ospitato quattordici partite della Pool A nell'arco di sette giorni, trasformandosi nel centro del volley continentale per l'intera settimana.
L'Italia arriva da due titoli mondiali consecutivi
Gli azzurri affrontano l'Europeo da bicampioni del mondo, dopo i titoli conquistati nel 2022 e nel 2025 sotto la guida di De Giorgi. A questi risultati si aggiungono l'oro europeo del 2021 e l'argento ottenuto nell'edizione 2023.
Il palmarès europeo dell'Italia comprende complessivamente 15 medaglie: sette ori, cinque argenti e tre bronzi. Numeri che collocano la nazionale fra le protagoniste storiche del torneo.
Questi precedenti non producono però alcun vantaggio automatico nella competizione in corso. Ogni Europeo presenta equilibri nuovi e una fase a eliminazione diretta nella quale una singola giornata negativa può interrompere il percorso.
Dopo Modena si va a Torino
Terminato il girone, le squadre qualificate entrano negli ottavi di finale. Per la parte italiana del tabellone, le gare saranno disputate al PalaVela di Torino il 20 e 21 settembre, mentre i quarti sono programmati il 23 settembre.
L'Italia, essendo già qualificata, sa quindi che il proprio percorso proseguirà a Torino. L'avversaria verrà determinata dalla posizione finale nella Pool A e dalla graduatoria della Pool C.
La fase successiva cambia completamente la natura della competizione. Nel girone una sconfitta può essere recuperata nelle partite seguenti; dagli ottavi in avanti, invece, ogni incontro decide immediatamente chi prosegue e chi viene eliminato.
Milano ospiterà semifinali e finali
Le squadre che supereranno ottavi e quarti approderanno a Milano, dove il 25 settembre sono previste le semifinali e il giorno successivo le finali per il bronzo e per il titolo europeo.
La sede indicata per l'atto finale è l'Unipol Forum di Assago. L'Italia, naturalmente, dovrà conquistarsi sul campo il diritto di arrivarci attraverso le due precedenti gare a eliminazione diretta.
Proprio questa struttura rende importante amministrare correttamente energie e condizioni fisiche. Dal 10 al 26 settembre il calendario dell'Europeo è molto concentrato e le squadre chiamate ad arrivare fino in fondo devono sostenere numerosi incontri in poche settimane.
Una partita utile anche per preparare gli ottavi
Italia-Slovenia arriva dunque in una situazione particolare: il rischio dell'eliminazione immediata non esiste, ma la partita resta tutt'altro che priva di significato. Oltre alla classifica, offre infatti l'ultima occasione per misurarsi in un incontro di alto livello prima degli ottavi.
Per gli staff tecnici significa poter osservare la risposta della squadra a situazioni di pressione, verificare combinazioni e distribuire eventualmente il carico di lavoro. Tutto ciò senza poter però trattare l'incontro come un allenamento, perché la Slovenia è direttamente coinvolta nella lotta per le posizioni di vertice.
Il risultato può inoltre incidere sulla fiducia con cui le due nazionali entreranno nella fase successiva. Nelle competizioni brevi, la capacità di mantenere continuità fra una partita e l'altra rappresenta un aspetto importante quanto la qualità tecnica.
L'appuntamento di questa sera
Alle 21:05 il PalaPanini darà quindi il via all'ultimo capitolo della Pool A. L'Italia arriva con quattro vittorie, dodici punti e la certezza degli ottavi; la Slovenia con tre successi, una sconfitta e nove punti.
Gli azzurri hanno finora dimostrato continuità, vincendo 3-0 contro Svezia e Grecia e 3-1 contro Slovacchia e Repubblica Ceca. Gli sloveni hanno superato Slovacchia, Svezia e Repubblica Ceca, mentre sono stati battuti 3-1 dalla Grecia.
Da questa sera emergerà il quadro definitivo della Pool A e diventerà più chiaro il percorso verso Torino. Se seguirete Italia-Slovenia, raccontate nei commenti quali aspetti del gioco azzurro vi hanno convinto maggiormente in questa prima fase e quali giocatori ritenete abbiano avuto l'impatto più significativo nelle prime quattro partite.

