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ISS, nuova passeggiata spaziale: Menon e Adenot completano l’antenna

Nuova giornata di lavoro all'esterno della Stazione Spaziale Internazionale. Oggi, martedì 25 agosto 2026, l'astronauta NASA Anil Menon e l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea Sophie Adenot sono chiamati a effettuare la U.S. Spacewalk 98, una passeggiata spaziale programmata per completare la sostituzione di una delle antenne Space-to-Ground della ISS. L'uscita dall'airlock Quest è prevista intorno alle 14:35 ora italiana e dovrebbe durare circa sei ore e mezza, anche se, come accade normalmente nelle attività extraveicolari, la durata effettiva dipenderà dall'andamento delle operazioni.
Il compito principale è tecnico ma essenziale: installare e collegare un'antenna Space-to-Ground di ricambio sul traliccio Z1 della stazione, sostituendo l'unità SGANT-2 che aveva smesso di funzionare correttamente nel novembre 2025. Il sistema permette alla ISS di comunicare ad alta velocità con la Terra attraverso la rete satellitare NASA Tracking and Data Relay Satellites, utilizzata per trasferire dati scientifici, informazioni operative e collegamenti con il controllo missione. La stazione non è rimasta senza comunicazioni durante il guasto, perché dispone di un'altra antenna funzionante, ma la sostituzione servirà a ripristinare la ridondanza completa del sistema.
La passeggiata di oggi rappresenta in realtà il secondo capitolo della stessa operazione iniziata il 18 agosto. Durante U.S. Spacewalk 97, Menon e Adenot erano usciti per rimuovere l'antenna guasta e installare immediatamente il ricambio. Bulloni particolarmente resistenti e connettori difficili da scollegare hanno però assorbito molto più tempo del previsto. Dopo oltre sei ore all'esterno, la coppia è riuscita a rimuovere SGANT-2 e a metterla in sicurezza sul traliccio, ma ha dovuto rinviare l'installazione della nuova antenna alla seconda EVA programmata per oggi.

Una passeggiata spaziale programmata per le 14:35 italiane

L'inizio ufficiale della spacewalk è previsto per le 8:35 del mattino sulla costa orientale degli Stati Uniti, corrispondenti alle 14:35 in Italia. La diretta europea parte prima, alle 13:00, mentre la copertura NASA comincia alle 7 del mattino negli Stati Uniti orientali. Prima dell'apertura del portello, Menon e Adenot devono completare una lunga sequenza di preparazione che comprende vestizione, controlli di tenuta delle tute, verifica dei sistemi di comunicazione e adattamento dell'organismo alla bassa pressione utilizzata durante l'attività extraveicolare.
La durata prevista è di circa sei ore e mezza. Questo intervallo non rappresenta tuttavia un limite rigido. Una passeggiata spaziale può terminare prima se tutti gli obiettivi vengono completati rapidamente oppure essere prolungata entro i margini consentiti dai consumabili e dalle condizioni operative. L'esperienza del 18 agosto ha mostrato quanto anche un elemento apparentemente semplice come un bullone bloccato possa modificare completamente la sequenza di lavoro pianificata a Terra.

Perché la ISS deve sostituire SGANT-2

L'antenna al centro dell'intervento è identificata come SGANT-2, acronimo di Space-to-Ground Antenna. Dal novembre 2025 l'unità non era più in grado di seguire correttamente la costellazione dei satelliti TDRS utilizzata per il collegamento tra la Stazione Spaziale Internazionale e le infrastrutture terrestri. Il problema non ha isolato la ISS, perché l'avamposto orbitale continua a disporre di un'altra antenna Space-to-Ground pienamente funzionante.
La perdita di SGANT-2 ha però ridotto la ridondanza. Nei sistemi spaziali, la presenza di componenti duplicati non è un lusso ma una strategia fondamentale di sicurezza operativa. Se una sola antenna rimane disponibile e anche quella dovesse subire un guasto, il margine di protezione si ridurrebbe drasticamente. Installare il ricambio significa quindi riportare il sistema nella configurazione nella quale un eventuale singolo guasto non compromette il principale canale ad alta velocità.

Cosa significa davvero "Space-to-Ground"

La denominazione Space-to-Ground Antenna può far pensare a un semplice collegamento diretto tra la ISS e una grande antenna terrestre. Il sistema è in realtà più articolato. La Stazione comunica con satelliti di relay collocati molto più in alto, appartenenti alla rete TDRS, che ricevono il segnale della ISS e lo inoltrano verso stazioni a Terra.
I dati vengono quindi trasferiti attraverso la rete fino ai centri NASA, compreso il Mission Control Center di Houston. Questo sistema permette di mantenere una comunicazione quasi continua con una stazione che orbita intorno alla Terra e che, senza satelliti relay, entrerebbe e uscirebbe rapidamente dal campo visivo delle singole antenne terrestri. Il vantaggio è particolarmente importante per il volo umano, dove comunicazioni, telemetria e controllo devono essere disponibili con grande continuità.

La rete TDRS, il ponte invisibile tra orbita e Terra

I Tracking and Data Relay Satellites vengono utilizzati dalla NASA da oltre quarant'anni. Posizionati in orbita geostazionaria a circa 35.786 chilometri di altezza, permettono di creare un sistema di relay capace di sostenere missioni in orbita terrestre bassa come la ISS e il telescopio spaziale Hubble. La differenza di quota rispetto alla stazione è enorme: la ISS si trova a poche centinaia di chilometri dalla superficie terrestre, mentre i satelliti TDRS orbitano a decine di migliaia di chilometri.
La funzione della rete è simile, per certi aspetti, a quella di una serie di ripetitori estremamente sofisticati. La stazione trasmette verso un satellite TDRS visibile dalla propria posizione; il satellite inoltra il segnale verso una struttura terrestre; da lì le informazioni vengono distribuite ai centri di controllo e agli utenti scientifici. Senza una simile architettura, ogni orbita della ISS produrrebbe intervalli molto più lunghi senza collegamento diretto.

Perché serve tanta capacità di trasmissione

La ISS non invia a Terra soltanto la voce degli astronauti. Ogni giornata produce grandi quantità di dati scientifici e operativi. Esperimenti di biologia, medicina, fisica dei fluidi, osservazione terrestre e sviluppo tecnologico raccolgono informazioni che devono essere trasferite ai ricercatori. Si aggiungono video ad alta definizione, immagini, telemetria della stazione e comunicazioni utilizzate per gestire sistemi e attività dell'equipaggio.
Per questo la disponibilità di un collegamento ad alta velocità è diventata sempre più importante con l'evoluzione del laboratorio orbitale. Più sofisticati diventano gli strumenti scientifici, maggiore può essere la quantità di dati generata. Una rete di comunicazione affidabile permette agli esperimenti di produrre risultati senza dover conservare a bordo enormi quantità di informazioni in attesa di finestre limitate di trasmissione.

Il lavoro del 18 agosto si è fermato a metà

Durante la precedente U.S. Spacewalk 97, Menon e Adenot avevano iniziato l'intervento sulla stessa antenna. L'EVA è durata sei ore e 23 minuti. L'obiettivo iniziale prevedeva sia la rimozione dell'unità guasta sia il montaggio della nuova, ma la realtà operativa si è rivelata più complessa rispetto al piano.
I due astronauti hanno dovuto lavorare su connettori elettrici e fissaggi che opponevano una resistenza superiore alle attese. Sono stati installati dispositivi per impedire movimenti indesiderati dell'antenna e sono stati scollegati i collegamenti necessari alla rimozione. A causa del tempo consumato da queste operazioni, il controllo missione ha modificato il programma mentre l'EVA era già in corso.
L'antenna guasta è stata infine rimossa ma non trasferita nella posizione definitiva prevista. Menon e Adenot l'hanno assicurata con un long-duration tie-down alla struttura della stazione. Questo ha consentito di lasciare il componente in sicurezza e concentrare la successiva passeggiata spaziale sull'installazione della nuova unità, senza dover ricominciare l'intervento dall'inizio.

La lezione dei bulloni bloccati nello spazio

L'episodio del 18 agosto mostra perché una passeggiata spaziale venga preparata attraverso mesi di addestramento e simulazioni. Nel vuoto non è possibile semplicemente prendere un utensile differente dal magazzino o appoggiare temporaneamente un componente su un tavolo. Tutto deve essere assicurato, ogni movimento deve rispettare una sequenza e gli astronauti lavorano all'interno di tute pressurizzate che limitano mobilità e sensibilità delle mani.
Quando un bullone non si muove o un connettore richiede più forza del previsto, la difficoltà non è paragonabile a quella di una normale riparazione terrestre. Gli astronauti devono restare fisicamente ancorati, evitare di perdere strumenti e coordinarsi continuamente con Houston. Anche l'utilizzo della forza deve essere controllato, perché in microgravità l'azione esercitata su un oggetto può produrre una reazione sul corpo dell'astronauta.

Oggi Menon userà il Canadarm2

Una delle immagini più spettacolari dell'intervento dovrebbe arrivare dal coinvolgimento del Canadarm2, il grande braccio robotico della Stazione Spaziale Internazionale. Menon utilizzerà una piattaforma per i piedi installata sul braccio, che verrà manovrato dall'interno della stazione per trasportarlo verso la zona nella quale è custodita l'antenna di ricambio.
Il braccio robotico funziona in questo caso come una piattaforma di lavoro mobile. Sophie Adenot dovrà liberare l'antenna di riserva dall'area esterna nella quale è stivata, mentre Menon, posizionato sul Canadarm2, potrà riceverla e partecipare al trasferimento verso il punto di installazione. Ogni movimento viene pianificato in anticipo per evitare contatti indesiderati con strutture della stazione.

Il ricambio deve arrivare sul traliccio Z1

La nuova antenna verrà installata sul truss Z1, la struttura collocata nella parte superiore della zona centrale della stazione, sopra il modulo Unity. Z1 è uno dei componenti storici dell'ISS: fu lanciato e montato nel 2000, quando l'avamposto orbitale si trovava ancora nelle prime fasi della propria costruzione.
Il traliccio Z1 ospita sistemi importanti e costituisce un punto di collegamento per diverse apparecchiature esterne. È qui che Menon e Adenot dovranno posizionare la nuova SGANT, fissarla meccanicamente e realizzare i collegamenti elettrici e dati necessari perché l'antenna possa diventare operativa.

Montare l'antenna non basta: bisogna collegarla

Una parte decisiva della passeggiata spaziale arriva dopo il montaggio fisico. L'antenna deve essere collegata correttamente ai sistemi della stazione attraverso connessioni elettriche e dati. Soltanto dopo queste operazioni sarà possibile procedere alla verifica dell'attivazione e del funzionamento del sistema.
L'obiettivo non è quindi soltanto fissare un grande oggetto alla struttura esterna. Il ricambio deve tornare a svolgere la funzione per cui è stato progettato: seguire i satelliti relay e permettere la trasmissione ad alta velocità. L'orientamento dell'antenna è particolarmente importante perché ISS e TDRS si muovono in configurazioni orbitali differenti e il sistema deve poter puntare correttamente verso il relay disponibile.

Una struttura progettata per inseguire i satelliti

La SGANT è un'antenna orientabile. Questo significa che non resta puntata in una direzione fissa rispetto alla stazione, ma utilizza un sistema meccanico capace di modificare l'orientamento. La necessità nasce dalla dinamica orbitale: la posizione relativa tra ISS e satelliti TDRS cambia continuamente.
Il sistema deve quindi mantenere il corretto puntamento per preservare il collegamento ad alta capacità. È proprio l'incapacità di SGANT-2 di tracciare correttamente la costellazione TDRS, manifestatasi nel novembre 2025, ad avere reso necessaria la sostituzione.

La stazione non è rimasta senza comunicazioni

È importante chiarire che il guasto di SGANT-2 non ha provocato un isolamento della ISS. La stazione ha continuato a operare con un'altra antenna Space-to-Ground pienamente funzionante. Mission Control ha quindi mantenuto le comunicazioni e il trasferimento di dati ad alta velocità.
La differenza riguarda la tolleranza ai guasti. Con una sola unità pienamente disponibile, viene a mancare la protezione offerta dalla presenza di una seconda antenna equivalente. Ripristinare la piena ridondanza riduce il rischio che un eventuale problema futuro su un singolo componente possa avere conseguenze molto più significative sulle comunicazioni.

Ridondanza: uno dei principi fondamentali del volo spaziale

Il concetto di ridondanza ricorre in moltissimi sistemi spaziali. Dove possibile, le funzioni essenziali vengono progettate in modo che un singolo guasto non determini la perdita totale della capacità operativa. Questo principio riguarda computer, circuiti elettrici, sistemi di comunicazione e numerosi altri componenti.
Nel caso della SGANT, il ricambio permette di riportare la ISS in una configurazione più resiliente. Non significa eliminare ogni possibilità di problema, ma ridurre la dipendenza da un unico elemento. Per una struttura abitata continuamente e collocata in orbita, la capacità di assorbire malfunzionamenti senza compromettere l'intera missione rappresenta uno dei pilastri dell'ingegneria operativa.

Anil Menon sarà EV1

Durante U.S. Spacewalk 98, Anil Menon ricoprirà il ruolo di Extravehicular Crew Member 1, abbreviato EV1. Sarà riconoscibile nelle immagini grazie alle strisce rosse presenti sulla tuta. La codifica visiva permette al controllo missione e al pubblico di distinguere immediatamente i due astronauti quando le telecamere mostrano la zona esterna della stazione.
Per Menon sarà la terza passeggiata spaziale della carriera. La prima era avvenuta il 6 agosto insieme alla comandante Jessica Meir; la seconda è stata quella del 18 agosto con Adenot. In poche settimane l'astronauta NASA ha quindi accumulato una quantità significativa di esperienza operativa all'esterno della stazione.

Dal pronto soccorso allo spazio: il profilo di Menon

Menon possiede una formazione particolarmente articolata. Prima di diventare astronauta è stato medico di emergenza, specializzato anche in medicina aerospaziale e wilderness medicine. Ha lavorato come flight surgeon della NASA e successivamente come primo flight surgeon di SpaceX, partecipando alla costruzione dell'organizzazione medica utilizzata durante le prime missioni con equipaggio dell'azienda.
È stato selezionato dalla NASA nella classe astronauti del 2021 e ha completato l'addestramento nel 2024. La sua prima missione nello spazio è iniziata nel luglio 2026 a bordo della Soyuz MS-29, insieme ai cosmonauti Pyotr Dubrov e Anna Kikina. A bordo della ISS fa parte dell'Expedition 75 come flight engineer.

Sophie Adenot torna fuori appena una settimana dopo il debutto

Per Sophie Adenot quella di oggi sarà la seconda passeggiata spaziale della carriera, appena sette giorni dopo il debutto. Durante EVA-97 è diventata la prima donna francese a effettuare un'attività extraveicolare e la quinta persona francese a camminare nello spazio.
Adenot è astronauta dell'ESA e si trova sulla ISS per la missione εpsilon. Era stata selezionata nella classe europea del 2022, aveva completato l'addestramento di base nel 2024 ed è partita verso la stazione il 13 febbraio 2026 a bordo di una capsula Dragon di SpaceX. La missione prevede una permanenza di lunga durata dedicata a esperimenti scientifici, tecnologia e attività operative.

Una carriera da pilota collaudatore prima dell'ESA

Prima dell'ingresso nel corpo astronauti europeo, Adenot ha costruito una carriera nell'aeronautica militare francese e come pilota collaudatore. Questa esperienza è particolarmente utile in un contesto come quello della ISS, nel quale procedure complesse, sistemi tecnici e gestione delle anomalie fanno parte del lavoro quotidiano.
La sua seconda EVA a distanza di appena una settimana rappresenta anche un passaggio importante della missione εpsilon. L'astronauta europea torna nella stessa zona della stazione e sullo stesso intervento affrontato il 18 agosto, questa volta con l'obiettivo di portare a termine l'installazione rimasta incompleta.

Le tute permettono di distinguere i due astronauti

Durante le immagini in diretta, Menon sarà identificabile attraverso le strisce rosse della propria Extravehicular Mobility Unit. Adenot utilizzerà invece una tuta completamente bianca, senza marcature colorate. La differenza serve soprattutto a Mission Control per riconoscere rapidamente EV1 ed EV2.
Le tute spaziali sono a tutti gli effetti piccoli veicoli individuali. Devono fornire ossigeno, mantenere una pressione compatibile con la vita, rimuovere anidride carbonica, controllare la temperatura e permettere comunicazioni continue. Durante una EVA, l'astronauta dipende dalla propria tuta per ogni funzione vitale mentre lavora nel vuoto.

Jessica Meir e Jack Hathaway lavoreranno dall'interno

Menon e Adenot saranno gli astronauti visibili all'esterno, ma la passeggiata spaziale richiede il coinvolgimento diretto anche di Jessica Meir e Jack Hathaway. Prima dell'EVA li aiuteranno durante le operazioni di vestizione e preparazione all'interno dell'airlock Quest.
Durante il lavoro esterno, Canadarm2 verrà manovrato dall'interno della stazione con Hathaway impegnato nelle operazioni robotiche e Meir in supporto e monitoraggio. La coordinazione deve essere estremamente precisa: mentre un astronauta è ancorato al braccio robotico, ogni spostamento viene effettuato sulla base di procedure già provate e di comunicazioni continue tra equipaggio e controllo missione.

Il ruolo dell'airlock Quest

L'uscita avverrà attraverso il Quest Joint Airlock, il modulo della ISS progettato per supportare le passeggiate spaziali con le tute statunitensi. Quest costituisce la zona di transizione tra l'ambiente pressurizzato della stazione e il vuoto esterno.
Prima di aprire il portello, la pressione viene progressivamente modificata e l'equipaggio completa i controlli finali. L'inizio ufficiale dell'EVA viene normalmente conteggiato quando le tute passano alla propria alimentazione interna a batteria. Da quel momento gli astronauti dipendono interamente dai sistemi delle EMU fino al rientro.

Un lavoro fisicamente impegnativo nonostante la microgravità

La sensazione di assenza di peso non rende una passeggiata spaziale fisicamente semplice. All'interno di una tuta pressurizzata, ogni movimento delle mani e delle braccia richiede sforzo. Impugnare utensili, ruotare connettori e mantenere una posizione di lavoro per ore può provocare affaticamento considerevole.
Gli astronauti devono inoltre muoversi usando corrimano e tether di sicurezza, mantenendo sempre almeno un collegamento affidabile con la stazione. Gli attrezzi stessi vengono assicurati con cavi e dispositivi specifici: perdere un oggetto all'esterno significherebbe trasformarlo in un piccolo corpo libero in orbita.

L'obiettivo secondario: un retroreflector su Harmony

Se l'installazione della nuova antenna procederà abbastanza rapidamente e resterà tempo sufficiente, Menon e Adenot potranno affrontare un compito aggiuntivo. È prevista come attività "get-ahead" la sostituzione di un retroreflector sul portello anteriore del modulo Harmony.
Il retroreflector contribuisce a fornire dati di navigazione ai veicoli in arrivo verso la Stazione Spaziale Internazionale. È un elemento utile nelle fasi di rendezvous e avvicinamento. Trattandosi però di un compito secondario, verrà eseguito soltanto se l'obiettivo principale sulla SGANT sarà completato con un margine operativo adeguato.

Perché le attività "get-ahead" sono importanti

Durante una passeggiata spaziale può accadere che il lavoro principale termini prima del previsto. Invece di interrompere automaticamente l'EVA, il controllo missione prepara spesso una serie di attività opzionali che possono essere anticipate rispetto a missioni future.
Il vantaggio è utilizzare nel modo più efficiente possibile una risorsa molto costosa e impegnativa come il tempo extraveicolare. Se il retroreflector venisse sostituito oggi, potrebbe essere eliminato o ridimensionato un compito previsto in una futura passeggiata spaziale. Se invece non ci sarà tempo, l'attività resterà disponibile per un successivo intervento.

La spacewalk del 1° settembre resta ancora da decidere

Prima delle EVA di agosto, la NASA aveva pianificato anche un'ulteriore passeggiata spaziale per il 1° settembre, dedicata a collegamenti elettrici e sistemi di relay dati. Il programma definitivo dipende però anche dal risultato dell'intervento di oggi.
Se il retroreflector non verrà sostituito durante U.S. Spacewalk 98, potrebbe diventare il compito principale dell'EVA successiva. La NASA valuterà quindi l'effettiva necessità e configurazione della passeggiata di settembre dopo aver esaminato il risultato del lavoro sulla nuova antenna.

La terza spacewalk americana di agosto

U.S. Spacewalk 98 è la terza passeggiata spaziale NASA del mese di agosto. Il 6 agosto Jessica Meir e Anil Menon hanno lavorato all'esterno della stazione per attività legate ai sistemi di potenza e alla preparazione di un nuovo Roll-Out Solar Array. Il 18 agosto Menon e Adenot hanno poi affrontato la prima fase della sostituzione SGANT.
L'EVA di oggi sarà inoltre la 283ª passeggiata spaziale effettuata a supporto dell'assemblaggio, della manutenzione e degli aggiornamenti della Stazione Spaziale Internazionale. Il numero permette di capire quanto lavoro esterno sia stato necessario per costruire e mantenere una struttura abitata continuamente da oltre un quarto di secolo.

La ISS è ancora un cantiere orbitale dopo più di venticinque anni

La Stazione Spaziale Internazionale viene spesso descritta come un laboratorio orbitale, ma rimane anche una struttura che richiede manutenzione costante. Molti componenti sono esposti da anni al vuoto, alle variazioni termiche, alle radiazioni e all'ambiente dell'orbita terrestre bassa.
Gli astronauti devono quindi sostituire apparecchiature, installare nuovi sistemi e preparare l'avamposto a tecnologie più recenti. Le passeggiate spaziali rappresentano una delle modalità utilizzate quando un componente non può essere raggiunto o sostituito dall'interno.

Il traliccio Z1 lavora sulla stazione dal 2000

Il segmento Z1 sul quale verrà installata la nuova antenna appartiene alla prima fase di costruzione della ISS. Fu portato in orbita con lo Space Shuttle Discovery nell'ottobre 2000 e installato sul modulo Unity. È stato quindi esposto all'ambiente spaziale per quasi ventisei anni.
Il fatto che un componente installato nel 2000 continui a ospitare sistemi essenziali nel 2026 dimostra anche la natura modulare della stazione. Alcune strutture originarie vengono mantenute mentre specifiche apparecchiature possono essere aggiornate o sostituite nel corso del tempo.

Una stazione lunga oltre cento metri

L'Integrated Truss Structure della ISS raggiunge una larghezza complessiva superiore ai 100 metri considerando la configurazione con gli array solari estesi. All'esterno corrono linee elettriche, circuiti di raffreddamento e rotaie utilizzate dal sistema Mobile Transporter.
Muoversi in questo ambiente durante una EVA significa lavorare su una struttura di dimensioni paragonabili a un grande campo sportivo, mentre l'intero complesso orbita attorno alla Terra a circa 28.000 chilometri orari. Gli astronauti non percepiscono direttamente quella velocità perché si muovono insieme alla stazione, ma il contesto operativo resta straordinario.

La Terra scorre sotto gli astronauti ogni novanta minuti circa

Durante le sei ore e mezza previste, Menon e Adenot vedranno alternarsi più volte giorno e notte. La Stazione Spaziale Internazionale compie un'orbita completa intorno alla Terra in circa un'ora e mezza, attraversando rapidamente zone illuminate dal Sole e periodi di oscurità.
Queste transizioni producono variazioni radicali dell'illuminazione e delle condizioni termiche sulle superfici esterne. Il lavoro viene naturalmente pianificato tenendo conto della geometria orbitale, ma le immagini della diretta possono mostrare più albe e tramonti nel corso della stessa passeggiata spaziale.

La missione Expedition 75 continua anche durante l'EVA

Menon, Adenot, Meir e Hathaway fanno parte dell'Expedition 75, iniziata formalmente il 26 luglio 2026. L'equipaggio comprende anche i cosmonauti Pyotr Dubrov, Andrey Fedyaev e Anna Kikina. La missione prosegue parallelamente con attività scientifiche e manutenzione anche nei giorni dedicati alle passeggiate spaziali.
Le ricerche dell'Expedition 75 comprendono studi su manifattura nello spazio, salute umana, intelligenza artificiale e bioprinting. Il mantenimento di una comunicazione ad alta capacità è direttamente collegato a questo lavoro: una parte consistente dei risultati prodotti a bordo deve essere trasmessa rapidamente ai gruppi di ricerca sulla Terra.

La nuova antenna serve anche alla scienza

Parlare di un'antenna può far sembrare l'intervento puramente infrastrutturale. In realtà le comunicazioni sono parte integrante della ricerca scientifica della stazione. Esperimenti controllati da Terra possono richiedere invio e ricezione di dati continui, immagini o modifiche dei parametri operativi.
Una rete stabile permette inoltre di trasmettere grandi quantità di informazioni sperimentali senza dipendere esclusivamente dalla capacità di archiviazione interna. La ridondanza della SGANT contribuisce quindi indirettamente alla continuità di centinaia di attività scientifiche e tecnologiche.

Houston seguirà ogni passaggio

Gli astronauti lavoreranno in costante contatto con il Mission Control Center del Johnson Space Center di Houston. Da Terra, squadre di specialisti controlleranno la sequenza, risponderanno a eventuali anomalie e potranno modificare il piano se un passaggio richiederà più tempo del previsto.
La precedente EVA ha mostrato bene il ruolo del controllo missione: quando i ritardi su bulloni e connettori hanno reso impossibile completare tutti gli obiettivi, il programma è stato riorganizzato in tempo reale per privilegiare la messa in sicurezza dell'antenna rimossa.

Ogni minuto è pianificato, ma serve capacità di adattamento

Le passeggiate spaziali vengono preparate con una quantità enorme di procedure. Gli astronauti provano movimenti e sequenze in strutture come il Neutral Buoyancy Laboratory di Houston, una grande piscina nella quale modelli della stazione permettono di simulare parte delle difficoltà del lavoro in microgravità.
Ma la simulazione non può prevedere ogni dettaglio. La capacità di adattarsi a un componente bloccato, a un utensile che non funziona come previsto o a una diversa risposta meccanica dell'hardware rimane essenziale. U.S. Spacewalk 97 è diventata quasi un esempio perfetto di questa differenza tra pianificazione e realtà.

Una missione apparentemente tecnica ma decisiva per l'affidabilità

U.S. Spacewalk 98 non installerà un nuovo modulo abitabile e non produrrà immagini paragonabili all'arrivo di una nuova navetta. La sua importanza riguarda soprattutto l'affidabilità quotidiana della stazione. Ripristinare un sistema ridondante significa ridurre un rischio operativo e riportare una capacità essenziale alla configurazione desiderata.
È proprio la manutenzione di questo tipo a permettere alla ISS di continuare a funzionare anno dopo anno. Dietro le grandi missioni scientifiche esiste una continua attività meno spettacolare fatta di antenne, cablaggi, pannelli solari, pompe, batterie e sistemi che devono essere periodicamente controllati o sostituiti.

Il momento decisivo sarà l'attivazione della nuova SGANT

Il passaggio più importante arriverà quando l'antenna sarà installata e i collegamenti saranno stati completati. A quel punto i tecnici potranno verificare se il ricambio risponde correttamente e se il sistema può tornare a garantire la piena ridondanza nelle comunicazioni ad alta velocità.
L'obiettivo finale non è quindi la semplice sostituzione fisica di SGANT-2 ma il ripristino funzionale dell'intera architettura. Se tutto procederà secondo il piano, una anomalia iniziata nel novembre 2025 verrà definitivamente chiusa dopo nove mesi di gestione e due passeggiate spaziali consecutive.

Una giornata importante anche per Sophie Adenot

La giornata assume un valore particolare anche per Sophie Adenot. In una sola settimana passerà dalla prima alla seconda passeggiata spaziale della propria carriera, partecipando direttamente alla soluzione di un problema tecnico che ha richiesto due EVA.
Il 18 agosto aveva già segnato una pagina della storia astronautica francese diventando la prima donna francese a effettuare una passeggiata spaziale. Oggi l'attenzione sarà meno concentrata sul primato personale e maggiormente sul completamento di una missione operativa complessa.

Per Menon tre EVA nella sua prima missione orbitale

Anche per Anil Menon il ritmo delle ultime settimane è notevole. La missione iniziata a luglio è il suo primo volo spaziale, e nel giro di poche settimane si trova a effettuare la terza EVA. Il 6 agosto aveva lavorato con Jessica Meir, il 18 con Adenot e oggi tornerà fuori ancora una volta.
La rapidità con cui ha accumulato esperienza mostra quanto l'addestramento astronautico debba preparare a ruoli differenti. Menon è medico, pilota e flight engineer, ma nella stessa missione deve essere anche in grado di lavorare sulla struttura esterna della stazione e utilizzare il Canadarm2 come piattaforma di trasporto.

La diretta mostrerà una manutenzione orbitale in tempo reale

Per il pubblico, U.S. Spacewalk 98 offre la possibilità di osservare una vera operazione di manutenzione spaziale quasi dall'inizio alla fine. Le telecamere sulle tute e quelle installate sulla stazione permetteranno di seguire il trasferimento dell'antenna, il lavoro sul traliccio e l'utilizzo del braccio robotico.
Le immagini spettacolari della Terra sullo sfondo possono facilmente diventare il centro dell'attenzione, ma il vero contenuto della giornata resta un intervento di ingegneria operativa. Ogni movimento eseguito fuori dalla ISS è parte di una procedura pensata per mantenere il laboratorio funzionante e ridurre il rischio di future interruzioni.

Dalle difficoltà del 18 agosto alla seconda possibilità di oggi

La caratteristica più interessante di questa spacewalk è forse proprio la sua origine. Non era previsto inizialmente che la sostituzione della SGANT richiedesse due uscite separate. Il piano del 18 agosto avrebbe dovuto completare l'intero lavoro, ma la realtà ha imposto un cambiamento.
Invece di forzare il completamento oltre margini considerati sicuri, il controllo missione ha scelto di mettere in sicurezza l'antenna guasta e rinviare il resto. La decisione mostra uno dei principi fondamentali delle operazioni spaziali: terminare una procedura in una determinata giornata è meno importante che preservare margini di sicurezza per equipaggio e veicolo.

Oggi la ISS prova a recuperare la piena ridondanza

Se la U.S. Spacewalk 98 procederà secondo il programma, al termine delle operazioni la Stazione Spaziale Internazionale tornerà a disporre della completa ridondanza del proprio sistema Space-to-Ground ad alta velocità. Menon e Adenot avranno completato un intervento iniziato una settimana prima e reso più complesso da problemi meccanici inattesi.
La nuova SGANT dovrà essere recuperata dal deposito esterno, trasportata con l'aiuto del Canadarm2, installata sul traliccio Z1 e collegata ai sistemi della stazione. Soltanto dopo questi passaggi sarà possibile considerare realmente conclusa la sostituzione.

Sei ore e mezza per risolvere un guasto iniziato nove mesi fa

La passeggiata spaziale di oggi racchiude bene la complessità della vita operativa sulla ISS. Un'anomalia registrata nel novembre 2025 ha richiesto analisi, pianificazione, preparazione delle procedure, addestramento dell'equipaggio, una prima EVA di oltre sei ore e ora una seconda uscita programmata.
Nel volo spaziale, sostituire una antenna non equivale mai a una normale manutenzione terrestre. Ogni passaggio deve essere compatibile con il vuoto, la microgravità, le tute pressurizzate e l'impossibilità di intervenire facilmente se qualcosa non procede come previsto. Proprio per questo il lavoro di oggi, pur lontano dall'immaginario delle grandi esplorazioni planetarie, rappresenta una delle forme più concrete dell'ingegneria spaziale contemporanea.

Una passeggiata spaziale che tiene collegata la scienza alla Terra

Quando Menon e Adenot rientreranno nel modulo Quest, il risultato più importante non sarà soltanto aver completato la loro terza e seconda EVA individuale. Se l'installazione avrà successo, la ISS avrà nuovamente due possibilità pienamente operative per sostenere una parte essenziale del proprio collegamento dati ad alta velocità.
Dietro le immagini degli astronauti sospesi sopra la Terra c'è quindi un obiettivo estremamente concreto: mantenere affidabile il ponte digitale tra il laboratorio orbitale e Mission Control. Esperimenti scientifici, telemetria, video e comunicazioni continueranno a viaggiare attraverso una rete che deve funzionare ogni giorno senza attirare necessariamente attenzione. È spesso proprio questo il segno di un'infrastruttura riuscita: diventa visibile soprattutto quando deve essere riparata.
Voi seguirete la passeggiata spaziale di oggi? Vi incuriosisce di più il lavoro degli astronauti fuori dalla ISS, il funzionamento del Canadarm2 oppure il sistema di satelliti che permette alla stazione di comunicare quasi continuamente con la Terra? Lasciate un commento e raccontateci quale aspetto delle attività extraveicolari vi affascina maggiormente.

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