Djokovic punta al 25° Slam: a New York senza Sinner e con Alcaraz al rientro
L'US Open 2026 si prepara a cominciare con una domanda destinata ad accompagnare l'intero torneo: Novak Djokovic riuscirà finalmente a conquistare il venticinquesimo titolo del Grande Slam?
Il serbo arriva a New York con 24 Major già vinti e la possibilità di superare Margaret Court nella classifica assoluta dei titoli Slam di singolare. A 39 anni, Djokovic affronta però una sfida complessa: il torneo richiede sette vittorie al meglio dei cinque set e il livello della nuova generazione resta altissimo.
Il 25° Slam per entrare ancora nella storia
Djokovic condivide attualmente con Margaret Court il primato assoluto di 24 titoli Major in singolare. Un successo all'US Open 2026 gli permetterebbe quindi di salire da solo a quota 25.
Il serbo conosce bene Flushing Meadows. Ha vinto il torneo quattro volte ed è arrivato complessivamente in dieci finali. L'ultimo titolo Slam, però, risale al 2023, proprio a New York.
Da allora Djokovic ha continuato a raggiungere le fasi finali dei grandi tornei, ma senza riuscire a conquistare un altro Major. Il venticinquesimo titolo è diventato così l'obiettivo che manca a una carriera nella quale quasi tutti i principali record sono già stati raggiunti o superati.
Sinner salta il torneo per un problema al ginocchio
Il tabellone dell'US Open è stato modificato dall'assenza di Jannik Sinner. Il numero uno mondiale ha annunciato il ritiro a causa di un problema al ginocchio destro che lo aveva già costretto a rinunciare ai Masters 1000 di Montréal e Cincinnati.
Sinner aveva provato a tornare in campo durante la preparazione a Monte Carlo, ma il recupero non è stato sufficiente per affrontare uno Slam. La sua assenza priva New York di uno dei principali candidati al titolo e di un giocatore che nel 2026 aveva costruito un bilancio stagionale di 44 vittorie e tre sconfitte.
L'italiano aveva vinto l'US Open nel 2024 e raggiunto nuovamente la finale nel 2025, perdendo contro Carlos Alcaraz. Per Djokovic, la sua assenza elimina dal possibile percorso uno degli avversari che più spesso lo hanno fermato negli ultimi Slam.
Sinner aveva battuto Djokovic a Wimbledon
L'importanza dell'assenza di Sinner emerge anche dall'ultimo confronto Slam tra i due. A Wimbledon 2026, l'italiano ha sconfitto Djokovic in semifinale con il punteggio di 6-4, 6-4, 6-4.
Il serbo arrivava da un durissimo quarto di finale in cinque set contro Félix Auger-Aliassime e non è riuscito a opporre la stessa resistenza contro il numero uno mondiale.
Negli ultimi anni Sinner e Alcaraz sono diventati i principali ostacoli tra Djokovic e il venticinquesimo Slam. L'assenza dell'italiano riduce quindi una delle minacce più rilevanti, ma non rende automaticamente semplice il cammino del serbo.
Alcaraz torna dopo l'infortunio al polso
La seconda grande incognita del torneo riguarda Carlos Alcaraz. Lo spagnolo è il campione in carica dell'US Open, ma arriva a New York senza avere disputato tornei ufficiali dall'infortunio al polso destro subito in primavera.
Il Major americano rappresenta il suo ritorno alle competizioni dopo diversi mesi di assenza. Alcaraz resta uno dei principali candidati al titolo, ma dovrà dimostrare di poter sostenere immediatamente partite al meglio dei cinque set dopo un periodo così lungo lontano dal circuito.
Lo spagnolo debutterà contro Roman Safiullin ed è collocato nella metà inferiore del tabellone, la stessa di Djokovic. I due potrebbero quindi incontrarsi prima dell'eventuale finale.
Djokovic debutta contro Mariano Navone
Il primo avversario di Djokovic sarà l'argentino Mariano Navone. Il match rappresenterà il ritorno del serbo in uno Slam dopo la semifinale di Wimbledon.
La gestione delle energie sarà uno dei temi centrali. A 39 anni, Djokovic continua a dimostrare di poter competere con i migliori in una singola partita, ma uno Slam richiede prestazioni di alto livello per due settimane consecutive.
In caso di avanzamento, il tabellone potrebbe mettergli davanti già al secondo turno avversari di grande esperienza come Stan Wawrinka o Matteo Berrettini, a seconda dell'esito dei rispettivi incontri.
Il percorso del 2026 tra Melbourne, Parigi e Wimbledon
Djokovic ha raggiunto la finale dell'Australian Open 2026, eliminando Sinner in semifinale dopo una rimonta da due set a uno. È stata una dimostrazione concreta del fatto che il serbo può ancora battere i migliori giocatori della nuova generazione al meglio dei cinque set.
In finale, però, Alcaraz si è imposto in quattro set. Djokovic aveva conquistato il primo parziale e costretto lo spagnolo a una battaglia significativa, ma il risultato ha confermato quanto sia difficile sostenere sette partite contro avversari più giovani.
Al Roland Garros il percorso è terminato al terzo turno. Djokovic si è trovato avanti di due set contro João Fonseca, ma il brasiliano di 19 anni ha completato una rimonta straordinaria, imponendosi 4-6, 4-6, 6-3, 7-5, 7-5 dopo quasi cinque ore.
A Wimbledon, invece, Djokovic è tornato in semifinale, dove è stato sconfitto da Sinner in tre set. Il bilancio stagionale dimostra quindi che il serbo possiede ancora il livello tecnico per arrivare in fondo, ma deve gestire con attenzione la fatica accumulata.
Zverev è la prima testa di serie
Con Sinner fuori dal torneo, il ruolo di prima testa di serie appartiene ad Alexander Zverev. Il tedesco arriva a New York dopo avere conquistato il Roland Garros, primo titolo Slam della propria carriera.
Zverev debutterà contro Lorenzo Sonego e si trova nella metà superiore del tabellone, separata da quella di Djokovic fino all'eventuale finale.
Il tedesco possiede servizio, potenza e continuità sufficienti per rendere estremamente difficile qualsiasi confronto. La sua presenza impedisce di ridurre l'US Open a un semplice duello tra Djokovic e Alcaraz.
Gli americani cercano il titolo che manca dal 2003
Il tennis maschile statunitense non conquista un titolo Slam dal successo di Andy Roddick proprio a New York nel 2003. Ben Shelton, Taylor Fritz e Frances Tiafoe saranno tra i principali giocatori di casa chiamati a interrompere questa lunga attesa.
Ben Shelton arriva con fiducia dopo il successo al Canadian Open. Il suo servizio e il tennis aggressivo possono diventare armi importanti sui campi rapidi di Flushing Meadows.
Taylor Fritz possiede invece l'esperienza di chi è già arrivato molto avanti a New York e dispone di un gioco adatto alle superfici veloci. Entrambi possono modificare l'equilibrio del tabellone e rappresentano avversari da non sottovalutare.
Djokovic ha giocato pochissimo prima dello Slam
Dopo Wimbledon, Djokovic ha disputato una sola partita ufficiale prima dell'US Open. A Cincinnati è stato eliminato da Thiago Agustín Tirante con il punteggio di 2-6, 6-4, 6-4.
La quantità limitata di partite può essere interpretata in due modi. Da una parte il serbo arriva a New York con meno usura fisica rispetto ai giocatori impegnati per settimane nel circuito nordamericano. Dall'altra, ha meno ritmo competitivo e meno occasioni recenti per testare il proprio livello sotto pressione.
La sfida contro Navone servirà quindi anche a ritrovare automatismi, precisione negli spostamenti e gestione dei punti importanti. Per un giocatore con la sua esperienza l'adattamento può essere rapido, ma il margine di errore in uno Slam resta minimo.
Il rapporto con Flushing Meadows
Djokovic ha un rapporto lungo e complesso con l'US Open. Ha raggiunto dieci finali e conquistato quattro titoli, l'ultimo dei quali nel 2023. Quella vittoria gli consegnò il ventiquattresimo Major.
Nel 2024 il serbo uscì al terzo turno contro Alexei Popyrin, poco dopo avere conquistato l'oro olimpico a Parigi. Nel 2025 tornò invece fino alla semifinale, dove fu sconfitto da Alcaraz.
Il ritorno nel 2026 ha quindi un peso simbolico particolare. New York è il luogo nel quale Djokovic ha conquistato il suo ultimo titolo Slam e potrebbe diventare quello nel quale riapre una serie interrotta da tre anni.
Il fattore fisico sarà decisivo
Il problema principale non è stabilire se Djokovic sappia ancora giocare un tennis da campione Slam. Lo ha già dimostrato in più occasioni. La domanda è se riuscirà a mantenere quel livello durante l'intero torneo senza pagare progressivamente la fatica.
A 39 anni, la capacità di recuperare tra una partita e l'altra è diventata un elemento centrale. Djokovic può ancora giocare cinque set ad altissimo livello, ma ripetere una battaglia simile dopo 48 ore è più difficile rispetto agli anni del massimo dominio.
Le condizioni di New York, con temperature e umidità potenzialmente elevate, possono rendere ancora più importante la gestione delle energie. Chiudere rapidamente le partite nei primi turni potrebbe diventare fondamentale per arrivare competitivo alla seconda settimana.
Un tabellone aperto, ma non semplice
L'assenza di Sinner aumenta le possibilità di Djokovic, ma non lo trasforma nel favorito automatico. Alcaraz è il campione uscente, Zverev arriva dal successo al Roland Garros e diversi giocatori possiedono caratteristiche adatte al cemento americano.
Il serbo dovrà inoltre affrontare la pressione legata al record. Ogni turno superato renderà il venticinquesimo Slam più vicino e aumenterà inevitabilmente l'attenzione sul suo percorso.
Un eventuale successo sarebbe uno dei risultati più significativi della sua carriera. Non arriverebbe nel periodo del dominio fisico assoluto, ma a 39 anni, contro una generazione che ha ormai conquistato il vertice del tennis mondiale.
New York può riscrivere il record dei Major
Un successo di Djokovic cambierebbe non soltanto la stagione 2026, ma anche il record assoluto dei titoli Slam di singolare. Il serbo diventerebbe il primo giocatore o giocatrice nella storia del singolare a raggiungere quota 25.
Il confronto con Margaret Court riguarda epoche e condizioni differenti, ma il dato degli albi resta chiaro: entrambi sono a 24. Djokovic ha quindi la possibilità concreta di separarsi definitivamente dalla quota condivisa.
Per riuscirci dovrà vincere sette partite sul cemento di New York. L'obiettivo è storico, ma il percorso è ancora lungo e ogni turno potrà trasformarsi in una prova fisica e mentale.
Il 25° Slam è possibile, ma non ancora vicino
Novak Djokovic arriva all'US Open 2026 con un'opportunità importante. L'assenza di Sinner modifica il tabellone, mentre il rientro di Alcaraz introduce un'incognita sul livello del campione uscente.
Il serbo ha ancora l'esperienza, la qualità tecnica e la capacità competitiva per arrivare fino alla seconda settimana. Dovrà però superare sette turni, gestire il fisico e affrontare avversari capaci di metterlo in difficoltà anche prima delle fasi finali.
Il venticinquesimo Slam resta quindi un obiettivo concreto, ma non garantito. La corsa comincerà contro Mariano Navone e soltanto dopo ogni vittoria il record di Margaret Court apparirà più vicino.
E voi pensate che Djokovic riuscirà a conquistare il 25° Slam oppure ritenete che Alcaraz, Zverev e gli altri protagonisti del tabellone abbiano ancora un vantaggio decisivo? Raccontateci nei commenti quale potrebbe essere la sorpresa dell'US Open 2026.

