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Dirigenti scolastici, ok al contratto: aumenti fino a 500 euro al mese

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera definitivo al nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per l'Area Istruzione e Ricerca, relativo al triennio 2022-2024, nella sezione dedicata specificamente ai dirigenti scolastici, cioè ai presidi delle scuole italiane. Il provvedimento riguarda circa 8.000 professionisti e prevede aumenti economici significativi, oltre al pagamento di arretrati maturati negli anni precedenti.

Che cos'è un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro

Per chi non fosse familiare con questo termine tecnico, un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, spesso abbreviato con la sigla CCNL, è l'accordo che stabilisce a livello nazionale le condizioni economiche e normative applicate a una determinata categoria di lavoratori, in questo caso i dirigenti scolastici, cioè coloro che dirigono le singole istituzioni scolastiche italiane, dalle scuole dell'infanzia fino alle superiori. Questo tipo di contratto definisce elementi come lo stipendio base, gli eventuali aumenti periodici e le regole che disciplinano il rapporto di lavoro.

L'entità degli aumenti previsti

Secondo quanto riportato dall'ARAN, l'Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, l'organismo che negozia i contratti collettivi per il pubblico impiego, il nuovo accordo riconosce ai dirigenti scolastici un incremento medio di circa 500 euro lordi al mese, calcolato su tredici mensilità, corrispondente a un aumento percentuale dell'8,48% rispetto alla retribuzione precedente. Una parte di questo incremento, pari a circa 230 euro, andrà ad aumentare in modo permanente la retribuzione tabellare di base, mentre un'altra quota confluirà in specifiche indennità legate al ruolo dirigenziale.

Gli arretrati: fino a 5.800 euro

Oltre all'aumento a regime, il contratto prevede anche il pagamento degli arretrati, cioè delle somme dovute per il periodo già trascorso durante il quale il contratto non era ancora stato rinnovato nonostante fosse riferito ad anni già conclusi. Per i dirigenti scolastici, questi arretrati possono arrivare fino a un massimo di 5.800 euro, una cifra che verrà corrisposta una tantum una volta completato l'iter formale di adozione del contratto.

Perché questo contratto era così atteso

Il contratto in questione si riferisce al triennio 2022-2024, un periodo già interamente concluso al momento dell'approvazione. Questo significa che i dirigenti scolastici hanno lavorato per anni sulla base di condizioni economiche ormai superate, senza che l'inflazione accumulata in quel periodo venisse adeguatamente compensata da un aggiornamento contrattuale. Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha definito questa fase di attesa come "la stagione dei blocchi contrattuali", parlando della sua chiusura come di un traguardo "definitivamente" raggiunto.

Le parole del ministro Valditara

Commentando l'approvazione, il ministro ha dichiarato: "Proseguiamo il nostro impegno concreto per la valorizzazione di chi guida le nostre scuole. Abbiamo accelerato i tempi per garantire risposte economiche immediate e restituire centralità al ruolo della dirigenza scolastica". Il ministro ha inoltre sottolineato come questo intervento sulla parte economica si accompagni anche ad alcune novità sul piano normativo, cioè sulle regole che disciplinano concretamente l'attività quotidiana dei dirigenti nelle scuole.

Una scelta di percorso separato rispetto a docenti e personale ATA

Un aspetto interessante di questa vicenda riguarda la strategia scelta dal Ministero: anziché attendere di definire contemporaneamente i contratti di tutte le categorie del personale scolastico, si è deciso di procedere in modo parallelo, chiudendo prima la questione economica e normativa per docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), e affrontando successivamente, con la stessa urgenza, quella dei dirigenti. Una scelta che il Ministero definisce parte di una più ampia strategia di riallineamento delle scadenze contrattuali.

Il prossimo passo: le trattative per il triennio 2025-2027

Chiuso questo capitolo relativo al triennio già concluso, il Ministero ha già annunciato di aver avviato l'iter per definire il cosiddetto "Atto di indirizzo", il documento che fissa le linee guida per la successiva negoziazione contrattuale, questa volta relativa al triennio 2025-2027, quello attualmente in corso. L'obiettivo dichiarato dal ministro Valditara è quello di garantire, per il futuro, una maggiore continuità contrattuale a tutto il personale del sistema educativo nazionale, evitando che si ripetano lunghi periodi di attesa come quello appena concluso.

Un passo avanti per la dirigenza scolastica italiana

Con questo provvedimento, la categoria dei dirigenti scolastici, chiamata quotidianamente a gestire responsabilità organizzative, amministrative ed educative sempre più complesse all'interno delle proprie istituzioni, ottiene un riconoscimento economico concreto dopo un lungo periodo di attesa. E voi, lavorate nel mondo della scuola o conoscete dirigenti scolastici che hanno atteso a lungo questo rinnovo contrattuale? Raccontateci la vostra esperienza nei commenti.

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