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La Dieta nel Piatto: Tra Benefici e Sorprese dello Studio Oxford sul Rischio Cancro

OXFORD - Cosa mettiamo nel piatto ogni giorno può davvero determinare il nostro destino biologico? Una risposta imponente arriva oggi, 27 febbraio 2026, dalla pubblicazione del più grande studio mai realizzato sul legame tra regimi alimentari e cancro. Condotto dai ricercatori dell'Oxford Population Health, l'indagine ha monitorato oltre 1,8 milioni di persone in tre continenti per oltre 15 anni, portando alla luce dati che confermano la validità delle diete vegetali ma accendono anche inattesi campanelli d'allarme su carenze nutrizionali specifiche.

I Grandi Benefici: Cinque Tumori in Ritirata

Il dato più eclatante emerso dalla ricerca è la netta riduzione del rischio per alcune delle forme tumorali più diffuse. Chi segue una dieta vegetariana (che include derivati come uova e latticini) mostra una protezione significativamente maggiore rispetto a chi consuma carne regolarmente.

  • Mieloma Multiplo: Il beneficio più marcato riguarda il sangue, con un rischio ridotto del 31%.

  • Tumore al Rene: I vegetariani hanno mostrato una probabilità inferiore del 28% di ammalarsi.

  • Tumore al Pancreas: Una delle forme più aggressive vede una riduzione del rischio del 21%.

  • Prostata e Seno: Lo studio ha rilevato rispettivamente un -12% e un -9% di incidenza, confermando come lo stile di vita influenzi direttamente l'equilibrio ormonale.

Questi risultati suggeriscono che l'assenza di carni rosse e lavorate, unita a un alto apporto di fibre e antiossidanti, crei un ambiente cellulare meno favorevole allo sviluppo delle masse tumorali.

La Sorpresa Vegana: Il Paradosso del Tumore al Colon

Mentre la dieta vegetariana ne esce come un baluardo preventivo, il dato relativo alla dieta vegana (che esclude ogni derivato animale) ha lasciato la comunità scientifica interdetta. Secondo lo studio, chi segue un regime vegano stretto presenta un rischio di tumore al colon superiore del 40% rispetto ai consumatori di carne.
Come è possibile che una dieta teoricamente "più pulita" porti a questo risultato? Gli esperti di Oxford ipotizzano due cause principali:

  1. Carenza di Calcio: I vegani esaminati mostravano un apporto medio di calcio (circa 590mg) molto al di sotto dei 700mg raccomandati. Il calcio svolge un ruolo protettivo fondamentale per le pareti dell'intestino.

  2. Mancanza di Nutrienti Animali: Alcuni elementi presenti nei derivati del latte o nel pesce sembrano esercitare un'azione di "pulizia" e protezione del tratto intestinale che i sostituti vegetali non riescono a replicare perfettamente se non integrati correttamente.

Il Rischio Esofago: Una Questione di Vitamine

Un altro dato controintuitivo riguarda il carcinoma a cellule squamose dell'esofago, il cui rischio è risultato quasi raddoppiato nei vegetariani. La spiegazione non risiede in ciò che i vegetariani mangiano, ma in ciò che potrebbero trascurare.
La carenza di alcune vitamine del gruppo B (come la B12) e di microelementi essenziali presenti nelle proteine animali può indebolire le mucose dell'esofago, rendendole più suscettibili ad aggressioni esterne. Questo sottolinea come una dieta "senza carne" non sia automaticamente una "dieta sana" se non è bilanciata e, dove necessario, supportata da integratori specifici.

Il Successo dei Pescetariani e il Ruolo del Pollo

Lo studio ha analizzato anche i regimi intermedi:

  • Pescetariani: Chi mangia pesce ma non carne ha ottenuto i risultati migliori in assoluto, con rischi ridotti sia per il tumore al seno che per quello al colon.

  • Consumatori di Carni Bianche: Mangiare solo pollo e tacchino (escludendo carni rosse e insaccati) si è rivelato efficace nel ridurre specificamente il rischio di tumore alla prostata.

Conclusioni per la Popolazione

Il messaggio dello studio Oxford 2026 è chiaro: la prevenzione a tavola non è una formula universale "tutto o niente". Passare a una dieta vegetale è una scelta eccellente per la salute globale, ma richiede consapevolezza.
La salute non deriva solo dall'eliminazione di cibi considerati nocivi, ma soprattutto dalla garanzia di non far mancare al corpo i mattoni essenziali (calcio, ferro, vitamine) per la sua manutenzione quotidiana. La parola chiave per il futuro della nutrizione oncologica sembra essere, ancora una volta, l'equilibrio personalizzato.

Di Ginevra

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