Cuba, la Cina dona altri 5.000 pannelli solari per l'elettricità rurale
Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha espresso la propria gratitudine alla Cina per una nuova donazione di 5.000 impianti fotovoltaici, giunti recentemente sull'isola caraibica, che sta affrontando una delle più gravi crisi energetiche degli ultimi anni. I pannelli sono destinati a fornire elettricità alle abitazioni nelle aree rurali del Paese.
La consegna ufficiale da parte dell'ambasciata cinese
Due giorni fa, l'ambasciata cinese a L'Avana ha consegnato ufficialmente questa nuova donazione di 5.000 impianti fotovoltaici, destinati specificamente a fornire elettricità alle abitazioni situate nelle aree rurali dei 169 comuni dell'isola, secondo quanto riferito dal Ministero cubano del Commercio Estero e degli Investimenti Esteri.
Le parole di gratitudine del presidente Díaz-Canel
Attraverso i propri canali social, il presidente Miguel Díaz-Canel ha scritto: "Apprezziamo profondamente questo gesto del popolo e del governo cinesi; esso integra gli sforzi che Cuba sta compiendo per trasformare il proprio mix energetico", riferendosi in particolare all'embargo petrolifero imposto dagli Stati Uniti all'isola caraibica, che il leader cubano ha definito, nella propria caratterizzazione politica, un "blocco genocida".
La seconda donazione dello stesso tipo in meno di un anno
Questa nuova consegna raddoppia una donazione analoga effettuata dalla Cina già alla fine del 2025, confermando come Pechino stia progressivamente intensificando il proprio sostegno diretto alla transizione energetica cubana, in un contesto in cui l'obiettivo dichiarato è quello di raggiungere complessivamente due gigawatt di nuova capacità fotovoltaica installata nell'arco di due anni.
Il contesto drammatico della crisi energetica cubana
Cuba ha attraversato nel corso del 2026 sei distinti blackout nazionali, un fenomeno legato alla combinazione tra un sistema elettrico storicamente dipendente dal petrolio importato e le crescenti difficoltà di approvvigionamento di carburante, aggravate dall'embargo statunitense. Nel corso dell'intero anno, soltanto una singola nave cisterna di origine russa è riuscita a scaricare carburante sull'isola.
Migliaia di container bloccati nei porti caraibici
La crisi si riflette anche sulla catena logistica generale del Paese: oltre 7.000 container con merci di vario tipo restano attualmente bloccati nei porti caraibici, incapaci di essere scaricati e distribuiti con la consueta regolarità, mentre le vecchie centrali termoelettriche cubane, prive di adeguata manutenzione e del combustibile necessario, continuano a spegnersi progressivamente a catena.
Un sollievo importante, ma parziale
Secondo gli analisti energetici, questo tipo di intervento cinese si rivela prezioso per garantire energia immediata a piccole comunità, ospedali e scuole nei singoli municipi coinvolti, ma resta comunque insufficiente a risolvere strutturalmente la crisi energetica cubana, dal momento che il fotovoltaico da solo non garantisce la potenza continua necessaria a sostenere l'intera rete elettrica nazionale nelle ore di scarsa insolazione.
Un ulteriore sostegno umanitario dalla Croce Rossa
Ad affiancare l'intervento cinese, è arrivato anche il sostegno della Croce Rossa Internazionale, che ha inviato sull'isola, colpita anche dal recente uragano Melissa, veicoli elettrici e ulteriori impianti fotovoltaici pensati per garantire continuità operativa alle squadre di soccorso impegnate sul territorio.
Un piccolo passo in un contesto di crisi ancora profonda
Con questa nuova donazione, il rapporto tra Cuba e Cina si consolida ulteriormente proprio in un momento di grande difficoltà per l'isola caraibica, offrendo un piccolo ma concreto segnale di sollievo per le comunità rurali più colpite dai continui blackout, in attesa di soluzioni più strutturali capaci di affrontare alla radice la crisi energetica che continua a pesare sulla vita quotidiana di milioni di cittadini cubani. E voi seguite con interesse la situazione energetica di Cuba e il ruolo crescente della Cina nell'isola caraibica? Condividete la vostra opinione nei commenti.

