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Ciclosporiasi, maxi-focolaio negli USA: oltre 9mila casi, sospetta la lattuga

Le autorità sanitarie statunitensi stanno affrontando uno dei più estesi focolai di malattie trasmesse da alimenti registrati negli Stati Uniti negli ultimi anni. Al centro dell'indagine c'è la ciclosporiasi, un'infezione intestinale provocata dal parassita Cyclospora, con oltre novemila casi segnalati, concentrati soprattutto in Michigan. L'indagine ha già portato al richiamo precauzionale di lattuga iceberg distribuita dall'azienda Taylor Farms.

Che cos'è la ciclosporiasi

La ciclosporiasi è un'infezione intestinale provocata da Cyclospora cayetanensis, un parassita microscopico che si trasmette tipicamente attraverso l'ingestione di acqua o alimenti contaminati, in particolare verdure a foglia verde e altri prodotti freschi. I sintomi più comuni comprendono diarrea acquosa, perdita di appetito, calo di peso, crampi addominali, gonfiore, nausea e affaticamento, che generalmente compaiono circa una settimana dopo il contagio, con una finestra temporale che può variare da due giorni fino a due settimane o più.

L'epicentro del Michigan

Lo Stato del Michigan si conferma l'area più colpita da questo focolaio, con un numero di casi segnalati che, secondo gli aggiornamenti più recenti delle autorità sanitarie locali, ha superato quota ottomila, in costante e rapida crescita nel corso delle ultime settimane. Le stesse autorità sanitarie del Michigan hanno sottolineato come questa concentrazione di casi possa dipendere, almeno in parte, dalla particolare intensità con cui le autorità locali stanno cercando e segnalando i casi rispetto ad altri Stati.

I dati nazionali dei CDC

A livello federale, i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), l'agenzia governativa statunitense che monitora epidemie e rischi sanitari, hanno confermato in laboratorio migliaia di casi acquisiti internamente, con ulteriori migliaia di infezioni segnalate ancora in fase di verifica, molte delle quali proprio in Michigan e nel vicino Ohio. Gli esperti spiegano come possa esistere un ritardo anche di sei settimane tra la comparsa dei sintomi, l'esecuzione del test, la conferma diagnostica e la notifica ufficiale alle autorità sanitarie, un fattore che rende inevitabile un progressivo aggiornamento al rialzo dei conteggi.

Cinque focolai distinti, non uno solo

Un aspetto importante chiarito dalla Food and Drug Administration (FDA), l'agenzia statunitense che regola la sicurezza alimentare e i prodotti sanitari, riguarda il fatto che l'epidemia in corso non abbia un'unica origine, ma comprenda complessivamente cinque diversi focolai, ciascuno con proprie fonti di infezione. Tre di questi risultano già conclusi, mentre il focolaio principale, che interessa Indiana, Kentucky, Michigan, Ohio e West Virginia, continua a registrare nuovi casi.

Il ruolo della lattuga di Taylor Farms

Le indagini di tracciabilità condotte da FDA e CDC hanno individuato come probabile veicolo di contagio del focolaio principale la lattuga iceberg tagliata a listarelle, prodotta dall'azienda Taylor Farms de Mexico e fornita ai ristoranti della catena Taco Bell in diversi Stati. Analizzando i dati relativi a un campione di persone contagiate, le autorità sanitarie del Michigan hanno rilevato che circa il 90% di chi era stato intervistato aveva effettivamente consumato lattuga iceberg presso questi ristoranti nelle settimane precedenti la comparsa dei sintomi.

Il richiamo volontario dell'azienda

Lo scorso 17 luglio, Taylor Farms ha annunciato il richiamo volontario dal mercato statunitense di tutta la lattuga iceberg proveniente dal Messico centrale, informando contestualmente la FDA dell'avvio della procedura. Il richiamo riguarda sia i prodotti venduti al dettaglio sia quelli serviti nei ristoranti e distribuiti ai clienti del settore della ristorazione. L'azienda ha precisato che lo stabilimento coinvolto rappresenta meno dell'1% dell'intera fornitura statunitense di lattuga iceberg, ma ha comunque scelto di rimuovere indefinitamente dal mercato tutta la produzione proveniente da quella specifica area.

Altri alimenti sotto osservazione

Oltre alla lattuga, le autorità sanitarie mantengono l'attenzione anche su altri prodotti storicamente collegati a focolai di ciclosporiasi in passato, come coriandolo, basilico, cipollotti, lamponi e piselli mangiatutto. Alcuni degli altri quattro focolai identificati dalla FDA, non ancora completamente ricondotti a una fonte specifica, potrebbero infatti essere legati a prodotti diversi dalla lattuga oggetto del richiamo principale.

Il richiamo di alcuni senatori per la sorveglianza epidemiologica

La gravità della situazione ha spinto alcuni senatori statunitensi a scrivere formalmente al Segretario alla Salute, chiedendo di ripristinare pienamente la sorveglianza specifica sulla Cyclospora all'interno del programma federale FoodNet, la rete di monitoraggio delle malattie trasmesse da alimenti. Secondo gli esperti interpellati, precedenti tagli a questo tipo di sorveglianza non sarebbero comunque all'origine dell'attuale focolaio, ma la loro esistenza avrebbe reso più difficile un monitoraggio tempestivo della sua reale portata.

Le raccomandazioni per i cittadini

Le autorità sanitarie raccomandano a chiunque presenti diarrea persistente che non si risolve nel giro di pochi giorni di rivolgersi tempestivamente a un medico, valutando anche la possibilità di un'infezione da Cyclospora, soprattutto se si è consumata di recente lattuga o altre verdure a foglia verde presso ristoranti o punti vendita nelle aree geografiche coinvolte dal focolaio.

Un monito sulla sicurezza della filiera alimentare

Questo episodio riporta l'attenzione sulla complessità delle moderne filiere alimentari internazionali, dove un singolo stabilimento di produzione può, in caso di contaminazione, raggiungere in tempi rapidissimi migliaia di consumatori distribuiti su più Stati. E voi seguite con attenzione le notizie relative alla sicurezza alimentare e ai richiami di prodotti negli Stati Uniti? Condividete la vostra opinione nei commenti.

Nota: questo articolo ha finalità informativa su un'emergenza di sicurezza alimentare statunitense. In caso di sintomi gastrointestinali persistenti, è sempre bene rivolgersi al proprio medico.

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