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Champions League, playoff decisivi: stasera tre verdetti per la league phase

La Champions League 2026/27 entra nella prima notte dei verdetti definitivi. Martedì 25 agosto si disputano tre delle sette partite di ritorno degli spareggi che assegnano gli ultimi posti disponibili nella nuova league phase della principale competizione europea per club. Dopo settimane di qualificazioni iniziate all'inizio di luglio, per sei squadre questa sera arriva il momento decisivo: novanta minuti, eventualmente prolungati da supplementari e rigori, separano la Champions dall'ingresso diretto nella fase campionato di Europa League.
Il programma propone tre confronti molto differenti. Il Sabah deve rimontare in Azerbaigian il 2-1 subito contro l'Hapoel Beer-Sheva; il Celtic vola in Austria con un vantaggio molto più rassicurante dopo il 3-0 inflitto al LASK a Glasgow; il Bodø/Glimt, infine, parte dal 3-1 conquistato sul campo del N.E.C. Nijmegen e prova a centrare la seconda partecipazione consecutiva alla fase principale della Champions. Nessuna qualificazione è ancora formalmente acquisita, ma le condizioni di partenza sono molto diverse.
Le prime tre risposte arriveranno dunque oggi, mentre mercoledì 26 agosto saranno definite le altre quattro sfide. Al termine delle due serate emergeranno le sette vincitrici dei playoff che si aggiungeranno alle 29 società già qualificate direttamente. Saranno così completate le 36 partecipanti alla league phase, il cui sorteggio è programmato per giovedì 27 agosto.

Tre partite oggi per i primi tre pass della settimana

La prima sfida in calendario è Sabah-Hapoel Beer-Sheva, prevista alle 18:45. La formazione israeliana si presenta al ritorno con il vantaggio minimo costruito nella gara d'andata, terminata 2-1. Alle 21:00 toccherà invece a LASK-Celtic, con gli scozzesi avanti 3-0, e a Bodø/Glimt-N.E.C., confronto nel quale i norvegesi devono difendere il 3-1 conquistato nei Paesi Bassi.
Nonostante il termine "playoff" possa suggerire una fase preliminare relativamente distante dalla vera competizione, la posta in gioco è altissima dal punto di vista sportivo. Chi passa entra direttamente nella Champions League propriamente detta e potrà affrontare otto avversarie differenti nella league phase. Chi perde non viene eliminato dalle competizioni UEFA, ma viene trasferito direttamente nella league phase di Europa League.

Come funzionano gli spareggi di Champions

Il turno comprende complessivamente 14 squadre divise in sette doppi confronti. Dieci appartengono al cosiddetto Percorso Campioni, riservato alle società provenienti dal cammino destinato alle vincitrici dei rispettivi campionati nazionali, mentre quattro arrivano dal Percorso Piazzate, utilizzato dalle squadre qualificate attraverso federazioni che dispongono di più posti nella Champions League.
La distinzione ha determinato il percorso fino ai playoff, ma il risultato finale è identico: ogni vincitrice ottiene uno dei sette posti ancora vacanti. Il sistema consente così alla league phase di raggiungere quota 36 club. Ventinove società hanno già ottenuto l'accesso diretto in base ai risultati nei campionati nazionali, ai coefficienti delle rispettive federazioni e agli altri criteri previsti per la stagione.

Niente più regola dei gol in trasferta

C'è un dettaglio regolamentare essenziale per leggere correttamente tutte le partite di questa settimana: i gol segnati in trasferta non valgono doppio e non costituiscono più un criterio per decidere la qualificazione. La regola è stata abolita dalle competizioni UEFA e quindi conta esclusivamente il numero complessivo di reti segnate dalle due squadre nei 180 minuti.
Se il punteggio aggregato risulta pari dopo i novanta minuti della gara di ritorno, si disputano due tempi supplementari da 15 minuti. Qualora la parità persista anche dopo i supplementari, la qualificazione viene assegnata attraverso i calci di rigore. Questo significa, per esempio, che il Sabah non ha alcun vantaggio particolare per il gol segnato nell'andata disputata fuori casa: deve semplicemente recuperare una rete nel computo complessivo.

Sabah-Hapoel Beer-Sheva: il playoff più aperto di oggi

Tra le tre partite in programma il 25 agosto, Sabah-Hapoel Beer-Sheva è quella con il margine più ridotto. Gli israeliani hanno vinto l'andata per 2-1, ma la formazione azera può riequilibrare il confronto segnando una rete in più degli avversari nei tempi regolamentari. Entrambe inseguono un traguardo storico: nessuna delle due ha mai partecipato alla fase principale della Champions League.
Per il Sabah sarebbe anche la prima partecipazione in assoluto a una fase campionato o a una precedente fase a gironi delle competizioni UEFA. Il club azero è relativamente giovane ed è soltanto alla quarta stagione europea consecutiva. Arrivare a novanta minuti dalla Champions rappresenta quindi una crescita estremamente rapida rispetto alle precedenti campagne continentali, che si erano concluse durante le qualificazioni di Conference League.

L'andata ribaltata dall'Hapoel Beer-Sheva

La prima partita, disputata il 19 agosto allo Stadionul Giulești di Bucarest, era cominciata nel modo migliore per gli azeri. Veljko Simić aveva portato il Sabah in vantaggio dopo appena sei minuti, confermando la propria eccezionale continuità realizzativa nelle qualificazioni. L'Hapoel Beer-Sheva ha però reagito prima dell'intervallo con Javon East, autore dell'1-1 al 43° minuto.
La rimonta israeliana si è completata nella seconda parte della gara. Al 79° Igor Zlatanović ha sfruttato un calcio d'angolo battuto da Eliel Peretz e ha realizzato di testa la rete del 2-1. Il risultato consegna all'Hapoel un vantaggio reale ma tutt'altro che definitivo, soprattutto considerando il rendimento casalingo mostrato dal Sabah durante questo percorso europeo.

Il percorso sorprendente del Sabah

Il Sabah ha iniziato questa Champions addirittura dal primo turno di qualificazione. Ha eliminato i gallesi del The New Saints con un complessivo 4-1, vincendo 2-0 in casa e 2-1 in trasferta. Nel turno successivo ha superato il KuPS Kuopio senza subire reti: 1-0 nella prima partita e 2-0 nella seconda, per un totale di 3-0.
Il passaggio più complicato è arrivato contro l'Aarhus. Dopo aver perso 2-1 la gara d'andata in Danimarca, il Sabah ha reagito con un netto 4-0 al ritorno, chiudendo il doppio confronto sul 5-2. È una rimonta che assume particolare importanza alla vigilia della partita con l'Hapoel, perché dimostra che la squadra azera ha già affrontato in questa stessa estate una gara casalinga partendo da una situazione di svantaggio.
Il dato più significativo riguarda proprio le partite interne: il Sabah ha vinto tutti e tre gli incontri casalinghi disputati nelle qualificazioni senza subire alcun gol. È una serie che inevitabilmente alimenta le speranze di rimonta. Per passare direttamente senza supplementari, questa volta servirà però vincere con almeno due reti di margine; con un successo di misura, il confronto proseguirebbe oltre i novanta minuti.

Veljko Simić, il grande protagonista del percorso azero

Il giocatore da osservare con particolare attenzione è Veljko Simić. L'attaccante del Sabah è arrivato alla vigilia del ritorno con sei gol nelle sette partite di Champions disputate in questa stagione ed è il miglior realizzatore delle qualificazioni. Ha segnato in sei delle sette gare giocate e nelle ultime cinque consecutive.
La sua rete segnata dopo sei minuti nell'andata ha mostrato ancora una volta quanto il Sabah possa essere pericoloso quando riesce a trovare rapidamente profondità e fiducia. In una partita nella quale gli azeri devono recuperare il risultato, la capacità di Simić di trasformare le occasioni potrebbe diventare uno degli elementi determinanti. L'Hapoel sa però di non dover necessariamente vincere: può impostare la partita sulla gestione del vantaggio senza rinunciare alla possibilità di colpire negli spazi.

L'Hapoel Beer-Sheva insegue una prima volta storica

Anche per l'Hapoel Beer-Sheva la qualificazione rappresenterebbe una prima assoluta. La società israeliana ha già raggiunto in passato gli spareggi di Champions, ma non è mai riuscita ad accedere alla fase principale della competizione. Se completasse il lavoro contro il Sabah, diventerebbe il quarto club israeliano a riuscirci dopo Maccabi Haifa, Maccabi Tel-Aviv e Hapoel Tel-Aviv.
Il precedente più doloroso risale alla stagione 2016/17. L'Hapoel affrontò proprio il Celtic nei playoff e perse il doppio confronto per 5-4 nonostante un successo per 2-0 nella gara casalinga di ritorno. L'anno successivo arrivò un'altra eliminazione all'ultimo ostacolo, contro il Maribor, quando era ancora in vigore la regola dei gol in trasferta.

Il cammino israeliano verso il playoff

L'Hapoel ha iniziato la propria Champions dal secondo turno. Contro il Víkingur Reykjavík ha perso 2-1 la prima partita, ma ha ribaltato il confronto imponendosi 2-0 nel ritorno. Il turno successivo è stato molto più netto: 1-0 e 2-0 contro la Crvena Zvezda, risultato complessivo di 3-0 e qualificazione agli spareggi senza concedere reti.
Con il successo contro il Sabah, la formazione israeliana è arrivata a quattro vittorie consecutive nelle qualificazioni, subendo soltanto un gol in questa sequenza. La partita in Azerbaigian metterà quindi di fronte una squadra che non ha ancora subito reti in casa e una formazione che arriva da una serie estremamente solida sul piano dei risultati.

LASK-Celtic: gli scozzesi partono dal 3-0

La situazione è molto diversa in LASK-Celtic. Gli scozzesi hanno costruito nella prima partita il vantaggio più ampio tra i tre confronti che si chiudono oggi. Il 3-0 maturato a Celtic Park significa che il LASK deve produrre una rimonta enorme per restare in Champions: un successo austriaco con tre gol di margine porterebbe il confronto ai supplementari, mentre ne servirebbero almeno quattro per qualificarsi direttamente.
Il Celtic, al contrario, può permettersi anche una sconfitta con due reti di scarto e passare comunque il turno. È una situazione particolarmente favorevole, ma lo stesso ambiente scozzese ha evitato di descrivere la qualificazione come già acquisita. Una gara di ritorno giocata esclusivamente per difendere può trasformarsi rapidamente, soprattutto se la squadra chiamata a rimontare trova un gol nei primi minuti.

Il 3-0 di Glasgow e la doppietta di Camilo Duran

La partita d'andata non era iniziata in maniera completamente a senso unico. Il LASK aveva creato alcune opportunità nella fase iniziale, con Samuel Adeniran e Moses Usor particolarmente attivi. A trovare il gol è stato però il Celtic: Benjamin Nygren ha sbloccato la partita al 26°, indirizzando il confronto verso la formazione di Glasgow.
Il protagonista assoluto è diventato successivamente Camilo Duran. L'attaccante ha realizzato il 2-0 al 38° e ha completato la propria doppietta nella ripresa, al 67°, fissando il risultato sul 3-0. Duran arriva alla sfida di Linz con sei reti nelle ultime sei presenze in Champions League considerando anche le qualificazioni, una continuità realizzativa che rende ancora più complesso il compito della difesa austriaca.

Per il LASK serve un'impresa mai riuscita prima

Il LASK non ha mai raggiunto la fase principale della Champions League. Questa è soltanto la terza partecipazione della società austriaca alla Coppa dei Campioni o Champions. La prima risale addirittura al 1965/66, quando venne eliminata dal Górnik Zabrze. Nel 2019/20 arrivò invece fino agli spareggi dopo aver superato il Basilea, ma fu eliminata dal Club Brugge.
Un eventuale successo nel doppio confronto renderebbe il LASK la quinta società austriaca capace di partecipare alla Champions propriamente detta dopo Salzburg, Sturm Graz, Rapid Wien e Austria Wien. Il problema è che alla difficoltà del punteggio si aggiunge una serie europea negativa: dopo la sconfitta di Glasgow, il club è arrivato a undici partite UEFA consecutive senza vittorie.

Il Celtic cerca il ritorno nella grande Champions

La situazione storica del Celtic è naturalmente opposta. Il club di Glasgow è una delle società più riconoscibili del calcio europeo e ha conquistato la Coppa dei Campioni nel 1967. L'obiettivo attuale è raggiungere la fase principale della Champions per la quattordicesima volta e tornare nella competizione dopo la delusione vissuta nelle qualificazioni della scorsa stagione.
Dodici mesi fa gli scozzesi furono infatti eliminati dal Kairat Almaty ai rigori dopo due partite terminate senza reti. La sconfitta relegò il Celtic in Europa League, dove il cammino si concluse successivamente nei playoff della fase a eliminazione diretta. Questa volta il 3-0 dell'andata offre una base completamente differente per completare la qualificazione.

Un dato che invita comunque il Celtic alla prudenza

La storia recente contro le squadre austriache non è stata particolarmente favorevole al Celtic. La vittoria per 3-0 dell'andata è stata soltanto la quarta ottenuta dagli scozzesi in 14 confronti UEFA contro avversarie dell'Austria. Inoltre il Celtic non ha ancora vinto in sei trasferte europee contro società austriache, con due pareggi e quattro sconfitte.
Non significa che il LASK sia vicino alla rimonta: il margine di tre reti resta enorme. Il dato serve però a spiegare perché staff e giocatori scozzesi abbiano mantenuto un approccio prudente. La partita di Linz richiederà probabilmente una gestione molto differente rispetto al primo incontro: il LASK dovrà alzare immediatamente il livello di rischio, mentre il Celtic potrà sfruttare gli spazi inevitabilmente concessi.

Bodø/Glimt-N.E.C.: due gol di margine al Circolo Polare Artico

Il terzo verdetto della serata arriverà dalla Norvegia, dove il Bodø/Glimt ospita il N.E.C. Nijmegen con un vantaggio di 3-1. La formazione norvegese è quindi in una posizione molto favorevole, ma il gol segnato dagli olandesi nel finale dell'andata ha impedito di trasformare il ritorno in una semplice formalità.
Per il N.E.C. servirà vincere con almeno due reti di scarto per portare il doppio confronto ai supplementari. Con tre gol di margine arriverebbe invece la qualificazione diretta. Il compito è reso particolarmente difficile dal rendimento europeo del Bodø/Glimt sul proprio campo, dove negli ultimi anni la formazione di Kjetil Knutsen ha costruito una parte importante della propria crescita internazionale.

Il Bodø/Glimt ha dominato gran parte dell'andata

A Nijmegen il Bodø/Glimt ha mostrato grande efficacia soprattutto nelle transizioni offensive. Sondre Brunstad Fet ha realizzato il primo gol al 25°, mentre Andreas Helmersen ha trasformato un calcio di rigore al 44°, permettendo ai norvegesi di chiudere il primo tempo sul 2-0.
Appena cinque minuti dopo la ripresa, Haitam Aleesami ha segnato il terzo gol. A quel punto il confronto sembrava essersi indirizzato in maniera quasi definitiva, ma all'85° Clement Bischoff ha trovato la rete dell'1-3. Un gol che non cambia il fatto che il Bodø sia nettamente avanti, ma riduce da tre a due le reti che il N.E.C. deve recuperare per riequilibrare il playoff.

La chiave tattica delle transizioni norvegesi

L'allenatore del Bodø/Glimt Kjetil Knutsen ha sottolineato dopo l'andata come la pressione molto aggressiva del N.E.C. abbia creato contemporaneamente un'opportunità: superata la prima linea olandese, i norvegesi potevano attaccare spazi molto ampi. Il 3-1 è maturato anche grazie alla capacità di sfruttare rapidamente quelle situazioni.
Al ritorno il problema potrebbe diventare ancora più evidente per il N.E.C.. Gli olandesi sono obbligati a segnare e dovranno quindi assumersi rischi progressivamente maggiori con il passare dei minuti. Il Bodø potrà invece scegliere momenti e zone in cui accelerare, sapendo che una propria rete costringerebbe gli avversari a una rimonta ancora più difficile.

Il Bodø/Glimt vuole confermarsi tra le grandi d'Europa

Per la formazione norvegese questa non sarebbe una prima qualificazione. Il Bodø/Glimt ha debuttato nella fase principale della Champions nel 2025/26 e il percorso si è spinto sorprendentemente fino agli ottavi di finale. Prima di essere eliminata dallo Sporting CP, la squadra aveva superato l'Inter nei playoff della fase a eliminazione diretta.
Quella stagione ha rappresentato un passaggio storico per il calcio norvegese: il Bodø/Glimt era diventato soltanto la terza squadra norvegese a partecipare alla Champions propriamente detta dopo Rosenborg e Molde, e la prima dai tempi del Rosenborg 2007/08. Superare il N.E.C. permetterebbe di trasformare quella presenza da episodio isolato a seconda qualificazione consecutiva.

La forza del Bodø nelle partite casalinghe europee

I numeri spiegano bene la difficoltà che attende il N.E.C. Il Bodø/Glimt ha vinto le ultime quattro partite casalinghe nelle competizioni UEFA, segnando tre gol in ciascuna. Ancora più impressionante è il dato specifico relativo alle qualificazioni di Champions: la squadra norvegese arriva al ritorno avendo vinto nove incontri casalinghi consecutivi in questa fase della competizione.
Anche il cammino europeo recente conferma il livello raggiunto. Prima del playoff contro gli olandesi, il Bodø aveva eliminato l'Union Saint-Gilloise con un complessivo 6-5 in un confronto estremamente spettacolare. Dopo il 3-3 dell'andata, i norvegesi si sono imposti 3-2 ai supplementari nella gara di ritorno.

Il N.E.C. sogna una Champions mai raggiunta

Per il N.E.C. Nijmegen la qualificazione avrebbe un significato completamente diverso. Questa è la prima partecipazione del club olandese alla Coppa dei Campioni o Champions League e un eventuale ribaltamento permetterebbe di raggiungere per la prima volta la fase principale del torneo.
La società era addirittura assente dalle competizioni UEFA da 17 anni prima di questa stagione. L'ultima partecipazione risaliva alla Coppa UEFA 2008/09, terminata ai sedicesimi contro l'Amburgo. Il ritorno europeo del 2026 è già stato significativo: nel terzo turno preliminare il N.E.C. ha eliminato l'Olympiacos per 2-1 nel totale dopo lo 0-0 della prima partita e una vittoria ottenuta ai supplementari nel ritorno.
Il rendimento lontano da casa costituisce però un limite importante. Il N.E.C. ha vinto soltanto due delle nove trasferte disputate nella propria storia nelle competizioni UEFA, entrambe con un solo gol di margine. In Norvegia gli servirebbe invece una vittoria molto più larga per arrivare alla Champions.

Tre scenari completamente differenti

La particolarità della serata sta quindi nella presenza di tre tipi di playoff. Sabah-Hapoel Beer-Sheva parte praticamente aperto, con soltanto una rete di differenza e una squadra di casa che ha costruito un percorso molto convincente sul proprio campo. LASK-Celtic presenta invece un favorito nettissimo grazie alle tre reti di margine ottenute dagli scozzesi.
Bodø/Glimt-N.E.C. si trova a metà strada. Il 3-1 norvegese è un risultato molto pesante e il rendimento casalingo del Bodø rafforza ulteriormente la posizione della squadra di Knutsen. Il gol tardivo di Bischoff, però, mantiene una soglia di rimonta che il N.E.C. può almeno tentare di raggiungere senza dover costruire un risultato estremo come quello richiesto al LASK.

Il fattore del primo gol nei tre ritorni

In tutti e tre gli incontri il primo gol può modificare radicalmente la pressione psicologica. Se a segnare per primo fosse il Sabah, il confronto con l'Hapoel tornerebbe immediatamente in parità complessiva. Se il LASK trovasse rapidamente l'1-0, il pubblico austriaco potrebbe iniziare a credere in una rimonta che, allo 0-0, appare molto lontana.
In Norvegia un gol iniziale del N.E.C. ridurrebbe a una sola rete la distanza necessaria per raggiungere i supplementari. Al contrario, una rete del Bodø/Glimt trasformerebbe il compito olandese in un'impresa: il N.E.C. avrebbe bisogno di quattro gol per qualificarsi direttamente e almeno tre per riequilibrare il totale.

La gestione dei rischi sarà decisiva

I playoff di ritorno impongono una gestione tattica differente rispetto a una normale partita di campionato. Le squadre in vantaggio non possono semplicemente pensare di difendere il risultato per novanta minuti, perché concedere completamente l'iniziativa può aumentare la pressione e moltiplicare le occasioni degli avversari.
Allo stesso tempo, chi deve rimontare non può attaccare in maniera indiscriminata dal primo minuto. Una rete subita rende il compito immediatamente più complicato. Il LASK, per esempio, ha necessità di segnare almeno tre volte ma sa che ogni spazio concesso a Duran e agli altri attaccanti del Celtic può trasformare una rimonta già difficile in un obiettivo quasi irraggiungibile.

Domani altri quattro playoff ancora più equilibrati

La serata del 25 agosto assegnerà soltanto tre dei sette posti. Mercoledì 26 il programma si completerà con quattro partite che, sulla carta, presentano un equilibrio ancora maggiore: AEK Athens-Levski Sofia, Viking-GNK Dinamo, Celje-Slovan Bratislava e Lyon-Fenerbahçe.
Tre di questi confronti ripartiranno da una situazione di assoluta parità con almeno un gol segnato per parte. Viking e Dinamo Zagabria hanno chiuso l'andata sul 2-2, Celje e Slovan Bratislava ripartono dall'1-1 e lo stesso vale per Lyon e Fenerbahçe. AEK e Levski hanno invece pareggiato 0-0 a Sofia.

Viking-Dinamo, rimonta norvegese nell'andata

Tra le sfide di mercoledì, Viking-GNK Dinamo promette particolare equilibrio. A Zagabria i croati si erano portati sul 2-0 nei primi dieci minuti grazie a Dion Beljo e Mateo Lisica, ma il Viking ha reagito prima dell'intervallo con Peter Christiansen e Zlatko Tripić, completando una rimonta che ha trasformato il ritorno in una partita praticamente secca.
La Dinamo Zagabria possiede un'esperienza in Champions nettamente superiore, mentre il Viking cerca una qualificazione alla fase principale che avrebbe carattere storico. Il 2-2 elimina ogni margine tattico iniziale: chi vincerà in Norvegia avanzerà senza bisogno di calcoli sul risultato dell'andata.

Lyon-Fenerbahçe tra le sfide più attese

Particolarmente rilevante sarà anche Lyon-Fenerbahçe. La prima gara a Istanbul è terminata 1-1: Loïs Openda ha portato avanti la formazione francese prima dell'intervallo, mentre Mason Greenwood ha pareggiato poco dopo l'inizio della ripresa.
Il confronto riunisce nomi di grande esperienza internazionale e lascia completamente aperta la qualificazione. Il Lyon avrà il vantaggio ambientale del ritorno in Francia, ma non potrà amministrare alcun margine. Il Fenerbahçe dovrà invece migliorare il risultato dell'andata senza la necessità di ribaltare un punteggio negativo.

Giovedì 27 agosto il sorteggio della league phase

Una volta definiti tutti i playoff, l'attenzione si sposterà immediatamente sul sorteggio della league phase, previsto giovedì 27 agosto alle 18:00. A quel punto saranno note tutte le 36 squadre della Champions League 2026/27: le 29 qualificate direttamente e le sette provenienti dagli spareggi.
Il sistema utilizzato dalla competizione prevede una classifica unica e non i tradizionali otto gironi da quattro squadre che hanno caratterizzato la Champions per molti anni. Ogni club affronta otto avversarie differenti: quattro partite vengono disputate in casa e quattro in trasferta.

Come funziona la league phase che attende le qualificate

Le 36 partecipanti vengono suddivise in quattro fasce da nove squadre sulla base dei coefficienti previsti dal regolamento, con la vincitrice della Champions precedente collocata come prima testa di serie. Ogni squadra affronta due avversarie provenienti da ciascuna fascia, una in casa e una in trasferta.
Tutti i risultati confluiscono nella stessa classifica generale. Una vittoria assegna tre punti, un pareggio uno e una sconfitta zero. Al termine delle otto giornate, le prime otto classificate accedono direttamente agli ottavi di finale. Le squadre dal nono al ventiquattresimo posto devono invece affrontare i playoff della fase a eliminazione diretta.
Le formazioni che terminano dal 25° al 36° posto vengono eliminate. Non esiste quindi più il precedente meccanismo che permetteva ad alcune squadre della Champions di scendere in Europa League durante la stagione: il passaggio tra le competizioni avviene nelle qualificazioni, ma una volta iniziata la league phase il piazzamento determina la prosecuzione o l'eliminazione definitiva.

La Champions inizierà già a settembre

Le vincitrici degli spareggi avranno pochissimo tempo per assimilare la qualificazione. La prima giornata della league phase 2026/27 è programmata dall'8 al 10 settembre. La seconda arriverà il 13 e 14 ottobre, seguita rapidamente dalla terza il 20 e 21 dello stesso mese.
La fase campionato continuerà poi tra novembre, dicembre e gennaio, fino all'ultima giornata prevista per il 27 gennaio 2027. È un calendario completamente diverso da quello dei vecchi gruppi, perché ogni squadra incontra otto avversarie differenti e deve costruire il proprio piazzamento confrontando i risultati con tutte le altre 35 partecipanti.

Dal playoff di agosto alla finale di Madrid

Per chi supera questa settimana, il percorso teorico porta fino al 5 giugno 2027, data della finale prevista all'Estadio Metropolitano di Madrid. È naturalmente un orizzonte lontanissimo per società che in questo momento devono soltanto superare l'ultimo turno di qualificazione, ma rappresenta il punto finale della stessa competizione alla quale stanno cercando di accedere.
Il contrasto è particolarmente evidente per squadre come Sabah e N.E.C., che non hanno mai disputato la Champions League propriamente detta. Per loro il semplice ingresso tra le 36 partecipanti costituirebbe già una pagina nuova della storia del club. Per una società come il Celtic, invece, qualificarsi significa recuperare un posto in un torneo al quale appartiene una parte fondamentale della propria tradizione europea.

Il playoff come confine tra due competizioni

L'importanza della serata non coincide con una possibile eliminazione dall'Europa. Anche chi perderà avrà davanti a sé una stagione continentale, perché le sette sconfitte negli spareggi entrano direttamente nella league phase di Europa League. Il playoff determina dunque soprattutto quale delle due grandi competizioni UEFA accoglierà ciascun club.
Questa caratteristica evita che un'intera estate di qualificazioni venga cancellata da una sola partita, ma non riduce il valore del traguardo Champions. Per tutte le squadre coinvolte, affrontare la massima competizione europea rappresenta un obiettivo sportivo distinto rispetto all'Europa League e la serata del ritorno è l'ultimo momento utile per conquistarlo.

Sabah e Hapoel, almeno una debuttante è già garantita

Tra tutte le informazioni della serata, una certezza esiste già: da Sabah-Hapoel Beer-Sheva emergerà una squadra che non ha mai giocato prima nella Champions League propriamente detta. Il risultato aggiungerà quindi necessariamente un nuovo nome alla competizione.
Se passasse il Sabah, sarebbe un successo particolarmente significativo per un club che affronta soltanto la propria prima campagna di qualificazione alla Champions. Se prevalesse l'Hapoel Beer-Sheva, arriverebbe finalmente il superamento di un ostacolo contro il quale la società israeliana si era già fermata due volte durante il decennio precedente.

Celtic e Bodø partono avanti, ma devono completare il lavoro

I pronostici derivanti esclusivamente dai risultati dell'andata indicano naturalmente Celtic e Bodø/Glimt come le due squadre meglio posizionate. Tre reti di vantaggio per gli scozzesi e due per i norvegesi permettono di affrontare il ritorno con un margine che le rispettive avversarie non possono ignorare.
Il calcio europeo delle qualificazioni, tuttavia, ha già mostrato in questa stessa estate diverse partite risolte ai supplementari e ai rigori. Lo stesso Bodø ha avuto bisogno dei tempi supplementari contro l'Union Saint-Gilloise; il N.E.C. li ha utilizzati per eliminare l'Olympiacos. È un promemoria sufficiente per evitare di considerare chiuso un doppio confronto prima del fischio finale.

La prima notte dei verdetti è pronta

Martedì 25 agosto rappresenta dunque il primo vero punto di arrivo delle qualificazioni alla Champions League 2026/27. Alle 18:45 Sabah e Hapoel Beer-Sheva si giocheranno una prima qualificazione storica partendo dal 2-1 israeliano dell'andata. Alle 21:00 il LASK proverà l'impresa contro un Celtic avanti 3-0, mentre il Bodø/Glimt cercherà di difendere davanti al proprio pubblico il 3-1 conquistato a Nijmegen.
Entro la fine della serata conosceremo tre nuove partecipanti alla league phase. Ventiquattro ore più tardi arriveranno gli altri quattro nomi e giovedì il sorteggio trasformerà definitivamente i playoff estivi nella Champions vera e propria. Per alcune squadre sarà il ritorno su un palcoscenico conosciuto; per altre l'ingresso in un territorio mai raggiunto prima.
Ed è proprio questa combinazione tra tradizione e prime volte a rendere interessanti gli spareggi di Champions: da una parte il Celtic, campione d'Europa nel proprio passato e abituato alla pressione internazionale; dall'altra realtà emergenti come Sabah e N.E.C., che sono arrivate all'ultimo ostacolo attraverso percorsi molto più lunghi. In mezzo c'è il Bodø/Glimt, esempio di una squadra che una prima qualificazione l'ha già trasformata in un percorso fino agli ottavi e ora vuole dimostrare che non si trattava di un episodio isolato.
Quale delle tre partite di stasera ritenete più interessante? Pensate che Celtic e Bodø/Glimt abbiano già messo al sicuro la qualificazione oppure vedete spazio per una rimonta di LASK o N.E.C.? E chi passerà tra Sabah e Hapoel Beer-Sheva? Lasciate un commento e raccontateci quali squadre vorreste vedere nel sorteggio della Champions League 2026/27.

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