Ceuta, la foto degli sposi in fuga è falsa: generata con l'intelligenza artificiale
Un'immagine diventata virale durante la crisi migratoria di Ceuta, che sosteneva di mostrare una coppia di sposi marocchini abbandonare la propria cerimonia nuziale per tentare di attraversare il confine con l'enclave spagnola, è stata verificata come falsa dall'agenzia France Presse. Le foto risultano generate o manipolate attraverso strumenti di intelligenza artificiale.
Il racconto diventato virale sui social
Il 1° agosto scorso, un post pubblicato su X sosteneva che una coppia di sposi marocchini, appresa la notizia dell'apertura del confine con Ceuta durante la propria cerimonia nuziale, avesse abbandonato seduta stante gli invitati per tentare la fortuna attraversando il confine verso la Spagna. Il post era accompagnato da due immagini, una ambientata sul mare, l'altra lungo una strada costiera, entrambe raffiguranti persone in abiti da sposa.
La verifica dell'AFP: nessuna prova a supporto della storia
I verificatori dell'AFP non hanno trovato alcuna prova a sostegno di questo racconto, rilevando peraltro come i dettagli della storia variassero da una versione all'altra tra i diversi post che la riproponevano online, un primo segnale tipico della disinformazione priva di un fondamento reale e verificabile.
Gli strumenti tecnici che hanno confermato la manipolazione
Attraverso lo strumento di rilevamento SynthID di Google, che individua una filigrana invisibile applicata ai contenuti generati con le tecnologie dell'azienda, i verificatori hanno confermato la presenza di questo marcatore digitale in una delle due immagini. Anche lo strumento InVid-WeVerify ha rilevato "prove molto solide" della natura sintetica del contenuto.
L'origine autentica di una delle due immagini
Attraverso una ricerca inversa delle immagini, i verificatori hanno rintracciato l'origine della seconda fotografia in un video pubblicato il 30 luglio dalla testata marocchina Infosocial.ma, che documentava un momento reale di un matrimonio, accompagnato da un tradizionale ensemble musicale marocchino, senza però alcun collegamento con la crisi di Ceuta né con la storia poi diffusa online.
Un fenomeno diffuso durante l'intera crisi migratoria
Questo episodio si inserisce in un più ampio flusso di contenuti fuorvianti circolati durante l'afflusso di circa 72mila persone entrate irregolarmente a Ceuta tra il 30 e il 31 luglio scorsi. Accanto a numerosi filmati autentici che documentavano realmente l'attraversamento, si sono diffuse anche immagini generate con l'intelligenza artificiale presentate come fotografie giornalistiche, insieme a filmati più vecchi, ricollegati falsamente a questi eventi recenti.
Perché la disinformazione trova terreno fertile in questi contesti
Episodi come questo confermano come le crisi migratorie di forte impatto emotivo rappresentino un terreno particolarmente fertile per la diffusione di contenuti manipolati, capaci di generare engagement e condivisioni proprio grazie alla loro capacità di colpire l'immaginazione e le emozioni del pubblico, ben più di un racconto puramente fattuale della crisi in corso.
L'importanza crescente degli strumenti di rilevamento dell'IA
Questo caso dimostra anche quanto stiano diventando importanti gli strumenti tecnici di rilevamento dei contenuti generati dall'intelligenza artificiale, capaci di fornire ai giornalisti e ai fact-checker prove tecniche concrete a supporto delle proprie verifiche, in un contesto in cui distinguere a occhio nudo un'immagine reale da una sintetica sta diventando sempre più difficile.
Un monito valido per ogni crisi mediatica futura
Con la crisi di Ceuta che continua a generare un'ondata di contenuti falsi o manipolati, episodi come questo ribadiscono l'importanza di verificare sempre l'origine di immagini particolarmente coinvolgenti o emotivamente cariche prima di condividerle ulteriormente, specialmente quando riguardano temi già politicamente sensibili come quello dell'immigrazione. E voi vi eravate imbattuti in questa immagine durante le ultime settimane? Raccontateci nei commenti la vostra esperienza con la disinformazione online su questi temi.

