Ceuta, crisi migratoria senza precedenti: decine di morti nella traversata
L'enclave spagnola di Ceuta, in Nord Africa, sta affrontando una delle più gravi crisi migratorie degli ultimi anni. Migliaia di persone hanno raggiunto la città a nuoto o attraversando la frontiera dal Marocco nelle ultime settimane, con un bilancio di decine di vittime annegate durante la traversata. Il governo spagnolo ha dichiarato lo stato di emergenza e inviato l'esercito a supporto della Guardia Civil.
La portata degli arrivi
Secondo le autorità locali, negli ultimi giorni sono sbarcate a Ceuta oltre 1.500 persone via mare, con una media di circa 200 arrivi quotidiani, cui si sono aggiunte altre migliaia entrate via terra attraverso il valico di frontiera. Tra i migranti figurano numerosi minori, in gran parte non accompagnati, oltre a donne, anche in stato di gravidanza, e persone con disabilità.
Il presidente della città autonoma, Juan Jesús Vivas, ha definito la situazione "un'emergenza umanitaria e sociale assoluta", spiegando che gli arrivi recenti equivalgono a quasi il 2% dell'intera popolazione della città, che conta circa 85mila abitanti.
Un bilancio di vittime in continuo aggiornamento
Il numero delle persone annegate durante il tentativo di raggiungere la costa spagnola a nuoto è salito progressivamente nel corso delle ultime 24 ore, con diverse fonti che riportano cifre comprese tra i 9 e i 18 corpi recuperati dalla Guardia Civil e dal soccorso marittimo spagnolo. Secondo il censimento delle autorità locali, da inizio anno sarebbero già almeno 39 i corpi recuperati in mare nei pressi di Ceuta, circa 70 nell'arco degli ultimi dodici mesi.
Il sovraffollamento dei centri di accoglienza
Il Centro di permanenza temporanea per immigrati (CETI), progettato per ospitare circa 500 persone, risulta ormai sovraffollato ben oltre la propria capacità, con oltre mille migranti in attesa di essere ammessi. I circa 700 minori stranieri non accompagnati già presenti hanno portato al collasso anche le strutture specificamente dedicate ai minori, costringendo centinaia di persone a dormire nelle strade della città.
L'intervento dell'esercito e le misure del governo
Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha parlato apertamente del rischio di una crisi umanitaria, disponendo l'invio dell'esercito a Ceuta in supporto alla Guardia Civil. Il governo spagnolo ha inoltre annunciato di aver raggiunto un'intesa con le autorità marocchine per procedere "il prima possibile" al rimpatrio delle persone entrate irregolarmente nell'enclave.
Le autorità locali temono che, in assenza di un intervento deciso, la situazione possa evolvere verso scenari simili a quelli della crisi del maggio 2021, quando oltre ottomila migranti attraversarono la frontiera di Ceuta nell'arco di appena 48 ore, in un episodio che aveva causato una grave crisi diplomatica tra Spagna e Marocco.
Le tensioni diplomatiche con l'Italia
La vicenda ha generato anche frizioni diplomatiche a livello europeo: fonti di Palazzo Chigi hanno fatto sapere che il governo italiano starebbe valutando l'ipotesi di una sospensione degli accordi di Schengen con la Spagna, una possibilità che ha provocato la reazione del ministro degli Esteri spagnolo, Albares, che ha convocato per protesta l'ambasciatore italiano a Madrid.
L'Unione Europea, dal canto suo, ha fatto sapere di essere pronta a sostenere la Spagna attraverso l'agenzia Frontex, competente per il controllo delle frontiere esterne comunitarie, in un contesto che riporta prepotentemente al centro del dibattito europeo la gestione dei flussi migratori lungo le rotte del Mediterraneo occidentale.
Ceuta, porta d'ingresso strategica tra Africa ed Europa
Ceuta, insieme alla vicina Melilla, rappresenta l'unico confine terrestre esistente tra l'Unione Europea e il continente africano, una posizione geografica che ne fa da sempre uno dei principali punti di pressione lungo le rotte migratorie dirette verso l'Europa, e che periodicamente si trasforma in un delicato terreno di frizione diplomatica tra Madrid e Rabat.
Con le operazioni di soccorso e identificazione ancora in corso, e il bilancio delle vittime che potrebbe purtroppo aggravarsi ulteriormente nelle prossime ore, la crisi di Ceuta resta al centro dell'attenzione internazionale, in un contesto che intreccia inevitabilmente esigenze di sicurezza, cooperazione diplomatica e tutela delle persone più vulnerabili coinvolte in questi drammatici tentativi di attraversamento.

