• 0 commenti

Carso, dopo giorni di incendi proseguono le operazioni di bonifica

Dopo giorni di intensa attività antincendio, le squadre dei Vigili del Fuoco, del Corpo Forestale Regionale e dei volontari AIB continuano a monitorare e bonificare le aree del Carso tra Trieste e Gorizia colpite da una serie di incendi boschivi. Il rischio resta elevato in diverse zone d'Italia, complice la persistente combinazione di caldo intenso e siccità prolungata.

Una sequenza di incendi che dura da giorni

L'emergenza sul Carso triestino e goriziano si protrae ormai da diversi giorni, con roghi che si sono susseguiti in diverse località: da Trebiciano a Padriciano, da Selz, nel comune di Ronchi dei Legionari, fino al fronte più recente lungo la Strada Statale 14, tra Monfalcone e San Giovanni di Duino, dove le fiamme sono divampate a pochi metri dal raccordo autostradale e dalla linea ferroviaria.

L'incendio più estenso: Padriciano

Tra i roghi che hanno colpito l'area, quello considerato "più importante" dai vigili del fuoco è stato quello di Padriciano, che ha interessato complessivamente 22 ettari di terreno, in stretto contatto con strutture civili, tra cui una casa di riposo, un elemento che ha imposto particolare cautela nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell'area.

La tecnologia dei droni al servizio della bonifica

Per individuare i punti caldi ancora attivi sotto la superficie, le squadre hanno impiegato droni dotati di termocamere del Nucleo regionale SAPR del Friuli Venezia Giulia, che hanno volato per circa dieci ore nell'arco di tre notti consecutive, mappando l'intera area interessata dagli incendi e permettendo di concentrare con precisione gli interventi di bonifica nei punti effettivamente più critici.

Un impiego di forze senza precedenti

Nelle operazioni sono stati coinvolti complessivamente oltre 80 soccorritori, tra Corpo Forestale Regionale, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e squadre di volontari provenienti da numerosi comuni della regione, tra cui Trieste, Duino Aurisina, Monfalcone, Gorizia, Udine e diversi altri centri del Friuli Venezia Giulia, con il supporto della Croce Verde e dei pompieri volontari locali.

Il supporto aereo e la collaborazione transfrontaliera

Sul fronte più critico, quello tra Monfalcone e San Giovanni di Duino, sono intervenuti anche un Canadair proveniente da Genova e l'elicottero Drago 168 del Reparto Volo dei Vigili del Fuoco di Venezia, che ha effettuato lanci d'acqua diretti sul fronte del fuoco. In alcuni degli episodi più recenti, anche i gasilci sloveni, i pompieri del Paese confinante, sono intervenuti in supporto alle squadre italiane, insieme ai loro air tractor.

Il sospetto della matrice dolosa

Sebbene le cause specifiche di diversi tra questi incendi restino ancora da accertare con precisione, gli investigatori non escludono la pista dolosa per almeno alcuni degli episodi più recenti, un'ipotesi che, se confermata, aggraverebbe ulteriormente la valutazione di quanto accaduto in queste settimane sul territorio carsico.

Un anno già critico per gli incendi in regione

Secondo quanto riportato dai Vigili del Fuoco, sono già stati registrati complessivamente 379 incendi in Friuli Venezia Giulia dall'inizio dell'anno, un dato che conferma quanto il 2026 si stia rivelando un'annata particolarmente critica per la regione sul fronte degli incendi boschivi, in linea con un trend nazionale segnato da caldo estremo e siccità prolungata su gran parte del territorio italiano.

Il rischio persistente su vaste aree del Paese

Al di là della specifica emergenza carsica, il rischio di incendi resta elevato in numerose altre zone d'Italia, un dato che le autorità di protezione civile continuano a monitorare costantemente, invitando alla massima prudenza chiunque si trovi a frequentare aree boschive o montane in questa fase dell'estate.

Un lavoro incessante di prevenzione e monitoraggio

Con le operazioni di bonifica ancora in corso e la costante sorveglianza delle aree già colpite per scongiurare la ripresa dei focolai, il Carso resta sotto stretta osservazione da parte di tutte le forze coinvolte, in un lavoro incessante che continua a richiedere risorse umane e tecnologiche significative per proteggere questo delicato territorio di confine. E voi vivete o frequentate abitualmente le zone del Carso interessate da questi incendi? Raccontateci nei commenti la vostra esperienza con questa emergenza.

Lascia il tuo commento