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Calendario Pirelli 2027, l'India protagonista con due sguardi fotografici

Pirelli ha annunciato che l'edizione 2027 del proprio celebre Calendario, conosciuto a livello internazionale semplicemente come "The Cal", sarà interamente dedicata all'India. Si tratta di una scelta che segna diverse novità assolute nella lunga storia di questo progetto fotografico, a partire dalla decisione di affidarlo per la prima volta al lavoro combinato di due fotografi diversi, chiamati a raccontare lo stesso Paese attraverso sensibilità ed esperienze differenti.

Che cos'è il Calendario Pirelli e perché è famoso

Per chi non fosse familiare con questo progetto, il Calendario Pirelli nasce nel 1964 come omaggio esclusivo destinato ai clienti e ai partner più importanti dell'azienda produttrice di pneumatici. Nel corso di oltre sessant'anni, quello che era nato come un semplice gadget promozionale si è trasformato in uno dei progetti editoriali e artistici più ambiti al mondo nel campo della fotografia di moda, capace di attirare l'attenzione di grandi nomi come Richard Avedon, Helmut Newton, Peter Lindbergh e Annie Leibovitz, solo per citarne alcuni. Ogni edizione viene costruita attorno a un tema specifico: lo scorso anno, ad esempio, il centro dell'attenzione erano stati gli elementi naturali.

La scelta dell'India come protagonista

Per il 2027, per la prima volta nella storia del progetto, l'intera edizione sarà dedicata a un singolo Paese: l'India. Una scelta che si discosta dalla formula abituale, più legata a temi universali o a location diverse di volta in volta, per concentrarsi invece sulla rappresentazione approfondita di una cultura, di un popolo e della sua straordinaria diversità interna, fatta di lingue, tradizioni, paesaggi e stili di vita profondamente differenti tra loro.

Due fotografi, due sguardi diversi sullo stesso Paese

La vera novità di questa edizione riguarda il metodo di lavoro: per la prima volta, il progetto ospiterà il lavoro di due fotografi distinti, ciascuno con un proprio approccio e una propria sensibilità. Il primo è il norvegese Sølve Sundsbø, già autore del Calendario Pirelli 2026 e ora chiamato a firmare per due anni consecutivi il progetto, un'altra prima volta assoluta nella storia dell'iniziativa. Il secondo è il fotografo indiano Raghu Rai, considerato uno dei grandi maestri della fotografia documentaria del suo Paese, allievo diretto del celebre fotografo francese Henri Cartier-Bresson.

La scomparsa di Raghu Rai e la scelta della figlia Avani

La realizzazione di questa edizione porta con sé anche una componente di grande commozione. Raghu Rai, ottantatreenne, è infatti scomparso lo scorso 24 aprile 2026, dopo aver dedicato gli ultimi tre mesi della propria vita proprio allo sviluppo di questo progetto fotografico, attraverso una serie di scatti originali pensati per riflettere le proprie radici e la propria visione dell'India. Di fronte a questa perdita, Pirelli e la famiglia del fotografo hanno deciso insieme di portare comunque a termine la parte del Calendario che Rai aveva già cominciato a costruire.

Il ruolo della figlia Avani Rai

A completare il lavoro del padre sarà sua figlia, Avani Rai, anch'essa fotografa affermata a livello internazionale. In una dichiarazione diffusa da Pirelli, Avani Rai ha spiegato che il progetto ideato dal padre voleva essere un omaggio all'India, capace di unire la sua visione personale a una rappresentazione più contemporanea del popolo indiano e della sua straordinaria diversità, un tema che lo aveva sempre profondamente affascinato. Portare a termine questo lavoro, ha aggiunto, rappresenta per lei un modo per restare vicina alla memoria del padre e per mantenere viva una parte della sua eredità artistica.

La prospettiva occidentale di Sølve Sundsbø

Accanto allo sguardo intimo e radicato di Avani Rai, il Calendario 2027 offrirà anche la prospettiva del fotografo norvegese Sølve Sundsbø, che porterà con sé una sensibilità estetica diversa, quella di un osservatore esterno che si confronta per la prima volta con la complessità visiva e culturale dell'India. Il confronto tra questi due punti di vista, uno interno e radicato nella tradizione del Paese, l'altro esterno e internazionale, rappresenta l'elemento più originale e sperimentale di questa edizione.

Un progetto che va oltre la semplice cartolina

Secondo quanto raccontato dagli stessi organizzatori, l'obiettivo dichiarato del progetto non è quello di restituire un'immagine da cartolina turistica del Paese, ma di intrecciare moda e realtà sociale autentica, utilizzando luoghi, atmosfere e persone reali come cornice narrativa. Le prime immagini di backstage, scattate nella regione del Rajasthan, lasciano già intuire un approccio che punta a raccontare l'India contemporanea nella sua complessità, andando oltre gli stereotipi più immediati e superficiali.

Un tributo che diventa anche un'eredità

Questa edizione del Calendario Pirelli si prepara dunque a essere ricordata non solo per la scelta tematica dell'India, ma anche per il modo in cui un progetto commerciale si è trasformato in un vero e proprio tributo artistico, capace di intrecciare memoria personale, eredità culturale e sguardo internazionale. E voi conoscevate la storia e l'evoluzione del Calendario Pirelli nel corso dei decenni? Ditecelo nei commenti, condividendo magari le edizioni o i fotografi che vi hanno colpito di più.

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