Bilanci al Bivio: Utili Record e Scommesse Elettriche tra Intesa e Stellantis
MILANO - La giornata di oggi, giovedì 26 febbraio 2026, segna un momento spartiacque per il panorama aziendale italiano ed europeo. Con la pubblicazione dei risultati definitivi dell'esercizio 2025, i due pesi massimi del listino milanese, Intesa Sanpaolo e Stellantis, delineano traiettorie opposte ma ugualmente cruciali per capire dove sta andando la nostra economia. Mentre il settore bancario celebra numeri senza precedenti, l'industria automobilistica si trova a gestire una trasformazione profonda e costosa.
Intesa Sanpaolo: L'Utile dei Record e il Piano 2029
Per la banca guidata da Carlo Messina, il 2025 si chiude come "l'anno d'oro". I dati confermano un utile netto di 9,3 miliardi di euro, un risultato che non solo batte le attese ma consolida la banca ai vertici dell'efficienza europea.
Ecco i pilastri di questo successo:
Margine di Interesse e Commissioni: La capacità di generare ricavi è rimasta solida nonostante le fluttuazioni dei tassi, grazie a una forte diversificazione nelle attività assicurative e di gestione del risparmio.
Solidità Patrimoniale: Con un indice di solidità (CET1 ratio) al 13,9%, la banca si conferma una roccaforte per i risparmiatori.
Ricompensa per i Soci: Il piano industriale appena presentato prevede la distribuzione di circa 50 miliardi di euro agli azionisti entro il 2029, attraverso un mix di dividendi cash e programmi di buyback (riacquisto di azioni proprie).
L'obiettivo per il 2026 è ancora più ambizioso: superare la soglia dei 10 miliardi di euro di utile, puntando tutto sulla digitalizzazione e sul supporto all'economia reale.
Stellantis: Il "Reset" da 22 Miliardi e la Scommessa Elettrica
Clima decisamente diverso in casa Stellantis. Il gruppo automobilistico ha annunciato i risultati definitivi dopo aver anticipato, nelle scorse settimane, una manovra di bilancio drastica definita come un vero e proprio "reset decisivo".
Oneri Straordinari: Il gruppo ha contabilizzato oneri per circa 22,2 miliardi di euro, legati principalmente a un cambio di strategia accelerato verso i veicoli elettrici (EV) e ibridi. Questa operazione ha portato a una perdita netta nell'esercizio 2025.
Sospensione del Dividendo: Per la prima volta dopo anni, la società ha annunciato che non distribuirà dividendi nel 2026. La priorità è preservare la liquidità (che resta comunque robusta a quota 46 miliardi) per finanziare la transizione tecnologica e far fronte alla concorrenza asiatica.
Segnali di Ripresa: Nonostante le perdite contabili, le consegne nel quarto trimestre sono cresciute del 9%, trainate dal mercato nordamericano, segno che la domanda per i nuovi modelli sta tenendo.
Il Sentiment dei Consumatori: Una Fiducia in Lieve Risalita
Sullo sfondo di questi giganti industriali, i dati odierni descrivono un'Italia che prova a guardare avanti con un pizzico di ottimismo in più. L'indice della fiducia dei consumatori è salito a 96,8, il livello più alto da ottobre scorso.
Questo miglioramento è spinto da:
Attese sull'Occupazione: I cittadini percepiscono una maggiore stabilità nel mercato del lavoro.
Situazione Personale: Migliorano i giudizi sulle condizioni finanziarie delle famiglie, nonostante i rincari che hanno segnato l'inizio dell'anno.
Propensione al Risparmio: Torna a crescere la voglia di mettere da parte risorse, segno di una ritrovata, seppur cauta, serenità economica.
Cosa Aspettarci per i Prossimi Mesi?
La dicotomia tra la ricchezza finanziaria delle banche e le sfide strutturali dell'auto racconta un'economia a due velocità. Se da un lato il risparmio degli italiani è protetto da istituti solidi e redditizi, dall'altro il settore manifatturiero sta affrontando una "cura da cavallo" per non restare indietro nella corsa globale all'elettrificazione.
Il successo di questa fase dipenderà dalla capacità delle aziende di trasformare questi oneri straordinari in innovazione reale e dalla tenuta dei consumi domestici di fronte alle incertezze del commercio mondiale.

